Sindrome di Diogene: la sindrome dello squallore senile
09/02/2017
L’amore per la lettura si impara sin da piccoli.
10/02/2017

Grafologia antica e moderna

La grafologia è una scienza storica che studia la scrittura di una persona per risalire alla sua personalità, alle sue caratteristiche caratteriali, alle predisposizioni ed alle inclinazioni.

La grafo diagnosi registra le emozioni della mente, che sono spesso invisibili alla coscienza ma percepite dalla sensibilità corporea ed espresse con quei movimenti inconsci, come i tic nervosi o la scrittura appunto.

Le principali scuole grafologiche, quella francese e di seguito quella italiana, nascono già nel primo ‘800, in tale epoca l’abate francese Jean-Hippolyte Michon pubblica nel 1875 il primo manuale di grafologia, sarà guarda caso seguito da un altro abate padre Moretti fondatore della scuola nazionale.

Ma la grafologia ha radici più antiche.

Nel IV secolo a.c. il filosofo greco Aristotele é attratto dall’espressività del segno grafico, che intende come sintesi dell’elaborazione mentale e verbale.

Facendo un ulteriore salto all’indietro si trovano antichi studi cinesi, indiani e greci che analizzano la correlazione del rapporto psicologico tra scrittura e personalità.

Ma le basi della grafologia sono ancora più profonde.

La scrittura è un insieme di simboli che composti tra loro formano un significato.

Lo stesso significato che troviamo nella scrittura primordiale, fatta di rappresentazioni e di simboli che insieme descrivevano azioni, come quella della caccia e della guerra, forme primitive di linguaggio comunque denso di significati ed allusioni.

Le stesse forme ideografiche della scrittura cinese e giapponese sono una forma antica di comunicazione, lo stesso vale per gli ideogrammi, le lettere alfabetiche, da quando è nata la scrittura, cioè da quando l’uomo primitivo ha sentito la necessità di lasciare una traccia tangibile e visibile (sulle rocce o sulle pietre), il linguaggio non solo ha preso forma ma anche emozione.

Se guadiamo alla loro rappresentazione grafiche le stesse forme di scrittura hanno una struttura ideografica che comunica un messaggio una sensazione ed un’emozione.

Le sensazioni e le emozioni sono quelle dello scrivente, colui che lascia un segno lascia anche un’impronta emotiva, che può essere percepita, letta ed analizzata.

Lo scritto prende lo spazio su un foglio, si espande come le nostre emozioni, si trasforma in tratti, linee e rotondità.

Ogni tratto è l’espressione di una sensazione o di una emozione.

Ogni forma creata, nell’insieme della lettera, della parola, della riga o del foglio intero rappresentano un qualcosa che appartiene allo scrittore e che rimane impresso nel foglio.

La grafia è qualcosa di vivo che possiamo vedere e toccare.

Prove ne è il fatto che la nostra grafia cambia non solo nel tempo ma anche nell’arco di una giornata, di pochi minuti.

Un sentimento di rabbia o nervosismo possono incidere sulla nostra scrittura contraendola, creando delle distorsioni e delle alterazioni che in una condizione di tranquillità e serenità non vengono prodotte.

Così un’emozione di gioia tende ad allargare ed aumentare di dimensione i caratteri, la felicità modifica non solo i tratti del nostro viso ma anche le forme grafiche della nostra scrittura.

La nostra grafia può essere anche toccata e sentita coi polpastrelli: se tastiamo un foglio scritto percepiamo le irregolarità della pressione, il solco lasciato nella pagina, i momenti in cui i rilievi sono più marcati ed evidenti.

Per questo motivo ritengo che la grafologia sia una scienza che studia l’espressione umana primordiale, quella della forma scritta di comunicazione, del linguaggio tracciato, del segno impresso.

E come anticamente facevano i nostri avi così noi oggi verghiamo non solo il nostro pensiero ma anche il nostro essere, le nostre emozioni e le nostre percezioni.

La grafologia antica come quella moderna vanno alla ricerca del significato del segno perché è nella traccia grafica che troviamo la nostra storia, l’impronta della nostra personalità, inconsapevole e consapevole, percepita e sentita o soltanto latente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *