Grafologia e comunicazione non verbale: come smascherare i segni della menzogna.

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Grafologia e comunicazione non verbale: come smascherare i segni della menzogna.

E’ abbastanza semplice accorgerci che ci sta di fronte sta mentendo oppure si appresta a farlo.

Mentire è un’azione pienamente consapevole, programmata, prevista, tanto quanto consapevole è il danno che la bugia vi farà.

Tutto passa nella mente del mentitore che pensa di liberarsi la coscienza attraverso il gesto devoto dell’avervi detto la verità, la verità sta da un’altra parte se vi era così devoto ed affidabile non avrebbe fatto una cosa che vi avrebbe ferito, di nascosto e senza dirvi nulla sino a quando il senso della sua colpa diventa insopportabile, così per scaricare la sua cosiddetta “coscienza” si appella al vostro buonismo.

Torniamo agli atteggiamenti tipici per riconoscere ed anticipare questi momenti di pregiato e subdolo paraculismo.

Il mentitore vi evita con lo sguardo ossessivamente, sperando nell’intervento di qualcosa o qualcuno per rompere in ghiaccio, poi attende di solito il momento in cui a cena arrivano le portate, lì sarebbe veramente da maleducati o maleducate ribaltare il tavolo coperto, mollare un ceffone e mandare a’ fanculo il personaggio che vi sconsiglio caldamente di rifrequentare in futuro.

Vi assicuro che si può trovare veramente di meglio e di più affidabile.

Mentre gli occhi del mentitore cercano disperatamente un appiglio in qualunque direzione, la sudorazione diventa eccessiva e l’affanno pesante, quasi a rischiare un collasso cardiaco. Ma pensate in quel momento a quanta consapevolezza ha il bastardo o la bastarda di avervi offeso, tradito o comunque danneggiato.

Anche i bugiardi hanno per fortuna una coscienza che esce purtroppo nei loro momenti di disagi, cioè quando vi devono affrontare per dirvi la verità non perché eroi, ma perché presto la sapreste da qualcun altro.

Il tentativo è sempre quello di salvare se stessi non voi, questo dovrebbe farci capire il valore delle persone che abbiamo di fronte.

Seguono sorrisetti cretini e da ebeti sempre ingiustificati, respiro affannato, disagio palpabilissimo.

Se poi conoscete abbastanza la persona vi basteranno pochi secondi per capire cosa avverrà a breve.

Il nervosismo che si nota di più, tanto da essere comico, è il tremolio degli arti, il continuo accavallare le gambe in cerca di pace, che purtroppo momentaneamente non avranno, una tarantella seduta, come se l’agitazione facesse sentire pesantemente il senso della colpa. E meno male che c’è anche quello.

Le mani poi tendono a scomparire: sotto le cosce, dentro una borsa, anche contemporaneamente, senza mai tirar fuori nulla.

Il quel momento capite che vorreste tanto andarvene e piantare il fantoccio da solo, ma non siete venuti all’incontro con la vostra macchia, e di sicuro il luogo scelto dall’infame, è abbastanza lontano da scoraggiare una bella vostra camminata.

Solo dopo avervelo detto le mani spariranno miracolosamente dalla borsetta per essere esposte a mo’ caritatevole davanti a voi nell’umile richiesta di perdono, iniziando un supplichevole litania di come abbia fatto le cose soltanto per il vostro bene e per la vostra amicizia, o sostenendo che non poteva fare diversamente perché travolto/a dagli eventi, quegli eventi che guarda caso capitano solo a loro.

E’ incredibile come il mentitore si arrampichi sui vetri ed inventi scuse che sono un’ulteriore presa in giro nei vostri confronti pur di scaricare su altro la responsabilità di avervi mentito o di avervi tradito o fatto qualcosa che vi avrebbe fatto arrabbiare.

Che poi è sempre la stessa cosa, in tutti i casi c’è la consapevolezza di colpirvi e di ferirvi, ma a quanto pare non basta per un responsabile dietrofront.

Gli uomini, nel peggiore dei casi, vi comprano qualcosa, dei regalini, dei fuori, mettendovi sotto il naso di aver pensato per voi e di avervi comprato qualcosa, beccato che abbia sbagliato i tempi in quanto andavano fatti i regali in tempi non sospetti.

Dopo il tradimento o le menzogna è soltanto un prenderci per i fondelli che ci fa arrabbiare di più, tanto vale evitare di pensare che siano tutte o tutti stupiti solo perché tirate fuori uno specchietto delle allodole ci possiamo cadere dentro,  vi renderebbe un po’ più dignitoso, ma non troppo.

Invece la menzogna resta subdola, ricattatoria, perché fatta con la consapevolezza della vostra meritata reazione.

Le donne si trasformano nelle vostre più care amiche perché hanno fatto tutto per voi, come sante donne si sono immolate nel rendervi il peggiore dei favori consapevolmente e volontariamente, e per tale loro santità meriterebbero veramente il martirio del rogo.

Al di fuori del contesto dell’invito a cena o all’aperitivo perché ti devono parlare in un luogo da cui non pio scappare né li puoi buttare fuori da casa a pedate nel sedere, la menzogna è leggibilissima nella grafia di chi scrive mentendovi.

Esistono dei segni tipici della menzogna, e sono tutti segni sinistrorsi che tornano su se stessi andando a sinistra (che è il contrario del procedere normale della grafia verso destra), e discendono al di sotto del rigo, anche immaginario, verbo il basso, perché si rendono conto della bassezza della loro azione.

La mentre è una cosa splendida, ci permette di mentire ma non completamente in quanto la consapevolezza della menzogna non può essere nascosta alla mente stessa, al corpo, ed alla grafia che è il prodotto diretto ed immediato della nostra psiche.

L’uncino della falsità si forma nel bassa delle questioni mentalmente costruite, artefatte con le idee subdole, materiali, differenti dalle idee creative e positive che portano il tratto ad evolversi verso l’alto.

Il menzognere ha così un gesto di tentativo di ritorno al passato, in quanto consapevole della falsità della dichiarazione, tenta di recuperare se stesso regredendo ad una fase anteriore in cui ancora non si sentiva meschino e mentitore, una fase che ancora lo vedeva pulito da tale indegno comportamento.

Così durante la scrittura si formano nella parte fonale e sotto il rigo (anche ideale) degli uncini, degli ami rivolti a sinistra, la parte del recupero al passato del tornare indietro a quando ancora non era stata detta alcuna falsità.

Vi sono altri segni che sono tipici degli imbonitori, dei fanfaroni di falsità e consistono in volteggi dello scritto ad di fuori delle forme prescritte dal nostro linguaggio letterale.

Si tratta di veri e propri svolazzamenti di realtà, che tradotto significa fantasiosa menzogna, per intortare di parole inutili e false chi dovrà leggere lo scritto.

Questi svolazzi sono dei cerchi tondi od ellittici dove lo scrittore tenta di rinchiudere la vostra attenzione coartandola, e sono chiusi nel tentativo di non far sfuggire quella coartazione sulla questione oggetto del raggiro.

Per questo ritengo che la grafologia e la grafodiagnosi sia una cosa meravigliosa, perché riesce a fare emergere anche le intenzioni più celate e nascoste dello scrivente.

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