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Grafologia: i segni del bullismo

La grafologia non serve soltanto per analizzare una personalità attraverso un test scrittorio, verificare la paternità di uno scritto o di una firma su un atto di una determinata persona, è molto utile nel settore scolastico oltre che come strumento per la correzione del disgrafismo anche per riconoscere il disagio dei bambini, sia che esso derivi da un ambiente famigliare che sociale o scolastico.

In tale ultimo caso rilevano particolarmente i casi di bullismo.

I segni grafologici di coloro che attuano il bullismo, sia con atti fisici che con parole o atteggiamenti, sono perfettamente visibili nella loro grafia, così come chiaramente emergono i segni del vittimismo di chi subisce tali forme di aggressione.

Un confronto tra le varie scritture degli alunni di una determinata classe o Istituto potrebbe significativamente evidenziare chi pone in essere gli atti di prevaricazione e chi li subisce.

Se poi in riferimento allo stesso bambino o ragazzo viene eseguita una valutazione storica degli scritti, confrontando le scritture ed i disegni fatti prima e dopo aver agito o subito azioni di bullismo, si possono notare i vari cambiamenti mentali ed emotivi tradotti nello scritto e i segni degli eventi traumatici e dei disagi.

Non esiste però soltanto un solo bullo o una sola vittima.

Nella maggior parte dei casi sono diversi e numerosi i ragazzi coinvolti nella situazione che seppur non hanno agito direttamente fanno però da contesto, supporto e sostegno dell’azione del bullo ma anche della posizione di vittima.

Ricordiamoci che non esiste un solo bullo contro una sola vittima perché il bullo nulla sarebbe senza il suo gruppo di sostegno e di supporto all’interno del quale sentirsi forte e dominante, senza il gruppo probabilmente la sua aggressività sarebbe sfogata in diverso modo.

C’è poi il gruppo allargato che non sostiene attivamente il bulletto o i bulletti ma fanno da contorno passivo, non denunciando la cosa, non intervenendo in aiuto delle vittime, ridacchiando alle battute ed alle azioni, facendo si che le gesta spregevoli diventino le gesta del duro, del leader, del dominatore.

Senza i gruppi diretti ed indiretti di sostegno non esisterebbero né gli autori né le vittime di tali azioni, perché il bullismo è un male di una società, nel particolare dell’ambiente scolastico e di contesto, è una mentalità malsana che chiunque può prevalere con l’uso della forza e dell’intimidazione.

Se messi alle strette dalla moltitudine degli altri ragazzi, che sono solitamente numerosissimi, i bulli non agirebbero contro nessuno e si limiterebbero ad una contestazione passiva della loro pessima educazione.

Purtroppo la realtà è diversa, ecco perché l’educazione scolastica deve andare alla radice del problema, coltivando un’educazione al rispetto ed alla tolleranza sociale e condanna del prevaricatore di turno che fa ridere e diverte tutti quanti.

Lo stesso vale per le vittime, perché uno può essere il ragazzo preso di mira direttamente dalle azioni infami del bullo, ma tanti possono essere coloro che minacciati temono la stessa ritorsione e vivono una condizione di perenne paura, terrore e disagio per il pensiero di subire lo stesso trattamento.

Analizzare le scritture degli scolari e metterle a confronto è un metodo che permette la distinzione tra chi attua l’azione del bullismo e chi la subisce anche indirettamente.

Voglio anche precisare che il bullismo dell’età giovanile ed adolescenziale corrisponde al mobbing dell’età adulta, si tratta dello stesso identico atteggiamento attuato da una persona che non è mai maturata.

Ma vediamo come si possono distinguere i segni di tale sistema.

 

 

I segni tipici del bullismo.

 

 

Va precisato che il bullo in realtà ha una psiche da debole,  generalmente sono dei ragazzi insicuri e con una bassa stima di se stessi, anche se le loro azioni sembrano dire il contrario.

Questa loro insicurezza interiore li rende poco o del tutto intolleranti  alle frustrazioni, cioè qualunque condizione che possa produrre una fonte di stress o disagio, come il rimprovero, il richiamo o la semplice critica specialmente se fatta davanti agli altri scolari, nei corridoi, nel luoghi dove sono esposti alla visibilità di altre persone, soprattutto se coetanei.

Il bullo non è in grado di gestire le frustrazioni quindi reagisce con l’unica arma che ha a disposizione che è l’aggressività che se permessa diventa anche violenza.

Le prime reazioni dei bulli sono sempre di mera insofferenza agli ordini ed alle indicazioni degli adulti, in quanto le percepisce come delle accuse a cui non sa come reagire emotivamente, pertanto innesca un meccanismo difensivo che attacca, che allontana, pensando così di tenere distante da sé la fonte della frustrazione.

Tale atteggiamento se non frenato o modificato porta poi a delle forme di auto affermazione mediante azioni aggressive e tiranniche nei confronti di chi non sa adeguatamente contrastare la sua brutalità.

Per tale motivo si dice che il bullo sceglie e ricerca la vittima.

I bulli hanno una grafia aggressiva attiva, significa che l’aggressività viene espressa platealmente con tratti particolari, tra di essi si possono notare le grafie di grandi dimensioni, i prolungamenti delle finali di parola, chiamati segni del soggettivismo, marcatamente ingrossati e prolungati verso destra, gli occhielli extra-ferenti ed i tratti che in genere escono dalla forma della lettera per dilungarsi verso il basso, dove psicologicamente si posizionano gli istinti e le azioni connotate da una certa materialità.

Di solito tali segni si notano facilmente perché non solo sono più marcati del tratto solitamente usato nella scrittura, ma il loro prolungamento è eccessivo, più calcato, creando spesso un solco, e termina con punto fermo, un tratto chiuso, definito, una presa di possesso dell’azione diretta verso gli altri.

Ci sono poi i tratti delle aste ingrossate e prolungate verso il basso che sono tipici di una materialità esibita.

Idealmente rappresentano delle aste di appoggio, dei piantoni attraverso i quali marcare determinate idee, che si ostentano e si fanno notare, proprio come il bullo in sé che fa delle azioni plateali per richiamare l’attenzione degli altri su ciò che riesce a gestire, cioè l’aggressività, allontanando l’attenzione da ciò che non è in grado di gestire, le sue tante paure.

Esistono poi gli occhielli extra-ferenti , il cui tratto che li forma eccede, fuoriesce, andando oltre l’occhiello stesso, spesso lasciato aperto, tali segmenti che fuoriescono vengono proiettati verso sinistra e danno vita ai cosiddetti “ricci della spavalderia” se rimangono nella parte superiore del rigo, oppure ai “ricci della brutalità” se il prolungamento è rivolto verso il basso scendono al di sotto del rito di base.

 

 

I segni tipici della vittima.

 

 

Le vittime dei bulli sono vittime anche nella vita di tutti i giorni e probabilmente il loro disagio psichico, che li condiziona alla non reattività, trova origine in problemi famigliari o altre condizioni fuorvianti.

La vittima a scuola vive solitamente una condizione personale di  abbandono, di isolamento e solitudine, sono ragazzi che in genere hanno una bassa stima di se stessi e delle loro capacità, hanno difficoltà ad affermarsi all’interno di un gruppo e tendono ad auto emarginarsi, escludendosi dalle varie attività ed interessi del gruppo dei coetanei.

Sono spesso dei studiosi perché lo studio permette tale isolamento mentale dagli altri.

La loro scrittura di solito ha un calibro piccolo o molto piccolo, spesso con delle contratture che aumentano nel tempo se subiscono delle violenze fisiche o verbali o anche solo psicologiche.

Le grafie inoltre delle vittime tendono ad addossarsi, cioè le lettere vengono formate a ridosso della precedente, come se non esistesse lo spazio per realizzarle.

Tale segno evidenza in maniera determinante l’auto castrazione della vittima che non lascia spazio nemmeno a se stesso ed alle proprie emozioni.

Vi possono essere dei tratti discendenti dello scritto ma a differenza del bullo la pressione sarà evanescente, il tratto andrà alleggerendosi quasi a scomparire.

Il tagli delle “t” ad esempio tende ad essere molto basso, chiuso in se stesso e rivolto verso il basso.

Gli occhielli sono schiacciati, come se una forza a loro superiore li opprimesse dall’alto.

La vittima è incapace di far fuoriuscire la propria personalità, si svaluta continuamente e si auto accusa di tutto ciò che non è in grado di fare, il senso di colpa lo porta pertanto a non reagire a nessuna forma di abuso.

La pressione della scrittura è, nella maggior parte dei casi, talmente leggera che sembrerà confondersi col bianco, il colore del foglio, con un tratto che è evanescente e tende a scomparire.

Le grafie dei bambini a rischio, che siano essi bulli o vittime, andrebbero segnalate e periodicamente controllate da esperti della grafodiagnostica al fine di creare un reale sistemo preventivo dei disagi e delle situazioni aberranti.

Questo purtroppo non avviene nelle nostre scuole per la ben nota perenne mancanza di forme assistenziali, di sostegno e supporto alla formazione che siano veramente uno strumento di prevenzione dei disagi scolastici e di tutte quelle condizioni che creano difficoltà e problematicità.

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