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Halloween fa bene ai bambini perché stimola la fantasia e sconfigge le paure.

Su questo punto si può dire che gli psicologi infantili sono assolutamente concordi che la festa di halloween, nonostante sia fatta con maschere macabre, orripilanti e spaventose, provoca proprio l’effetto di esorcizzare tali paure nei piccoli soprattutto nei confronti di elementi fantastici che, simboleggiando le loro più profonde paure, possono sconvolgere il loro sonno ma anche le loro giornate.

Quindi viva il gioco e la festa quando il tutto si riassume per il puro divertimento dei bambini che non devono subire alcuna costrizione che riguardi il partecipare o meno alla festa, questo diritto del bambino va sempre rispettato, al massimo i genitori possono in un momento di tranquillità indagare il motivo per il quale il bimbo non vuol partecipare ad una festa dove incontrerà sicuramente amici e compagni.

Inoltre il diritto della scelta del vestito o dell’abbigliamento o del personaggio da interpretare deve essere una esclusiva del piccolo, in fondo è lui a conoscere le sue paure più nascoste e quali sono i suoi mostri che deve sconfiggere.

Soltanto un paio di raccomandazioni per queste feste: mai eccedere coi dolci, quindi sarebbe meglio far capire al bambino che i dolcetti conquistati possono essere mangiati anche successivamente, magari con la scusa di prolungare il bel ricordo di quella serata.

Per quanto riguarda il make-up da utilizzare fate molta attenzione ai prodotti utilizzati, che siano naturali, anallergici e soprattutto adatti alla pelle dei bambini, molto più delicata di quella degli adulti, onde evitare irritazioni, eritemi e forme di allergia reattiva, sempre molto sgradevole soprattutto se coinvolgono il viso.

Per il resto non deve esserci il limite al divertimento che deve essere vissuto come gioia pura magari da fare insieme ai genitori, anch’essi travestiti, in modo tale che il gioco sia perfetto.

È vero che molti adulti non amano travestirsi o truccarsi ma per partecipare e non far sentire il bambino non integrato con l’idea del padre, basta anche un cappello o una maschera, che si può mettere e togliere, ma non private i vostri figli da questa compartecipazione festosa.

 

Cosa significa Halloween

 

La notte di Halloween, festa originariamente americana ed importata da noi soltanto da qualche anno, è sempre servita agli uomini, sin dai tempi più antichi, per esorcizzare la paura della morte, tanto è vero che il giorno dopo, nella tradizione cristiana, si festeggiano i Santi e poi i Defunti.

Pertanto, da un punto vista psicologico, travestirsi in maniera paurosa nella notte di Halloween serve per “prendere in giro” la tanto temuta morte.

Halloween è la festa che ci porta dunque nel mondo dell’occulto, del mistero, dei luoghi segreti oggetto di tante favole (ecco perché piace ai bambini) un mondo che può essere inaccessibile e spaventoso per un intero anno, ma che nella notte del 31 ottobre diventa improvvisamente un gioco fatto di puro divertimento, dove la paura non spaventa più e dove la morte non esiste.

Il travestimento delle rappresentazioni che ricordano la morte, come gli scheletri, gli zombi, ecc, esorcizza il concetto di male e di morte che tali personaggi portano con sé.

 Nella festa di halloween oltre ad una maschera spaventosa c’è un altro simbolo per eccellenza: la zucca.

La leggenda racconta che durante questa notte gli spiriti scendevano sulla terra per spaventare  e rapire gli esseri viventi ma per difendersi essi si ponevano sul capo una zucca svuotata sia per non farsi riconoscere dagli spiriti sia per spaventarli a loro volta.

 

Travestirsi aiuta a superare le paure

 

A conferma di tale opinione riporto tutti i consigli dei psicologi che si sono espressi sulla positività di tale festa non solo per i bambini ma anche per i grandi.

Lo psicologo Italo Farnetani afferma che: “Sull’opportunità o meno di festeggiare Halloween il mio è un parere favorevole: questa occasione serve a stimolare la fantasia e a sconfiggere le paure dei bambini.

Halloween rappresenta un modo per avvicinarsi a tradizioni diverse e creare rapporti di aggregazione interpersonale, senza troppe paure che qualche dolce in più possa alterare lo stile alimentare dei bambini.”

Infatti sono proprio i più piccoli a temere i mostri e i cattivi della televisione, che spesso popolano i loro incubi notturni rappresentando le paure più grandi da superare durante l’infanzia.
Vestire i panni delle stesse temute creature è un modo efficace per aiutare i bambini ad esorcizzare gli oggetti dei propri timori.

In realtà il travestirsi da mostro o quant’altro e il giocare con pipistrelli, teschi e ragni, ecc.. sortisca l’effetto contrario a quello prospettato da certi genitori spaventati che ritengono tale festa troppo spaventosa ed inappropriata.

 Il travestimento, in generale, è un mezzo per “sperimentarsi in un’altra identità”, principesca o grottesca che sia, è un’attività che non dovrebbe mai mancare tra le occasioni ludiche dei bambini, almeno dai tre anni in su.

E’ da questa età, infatti, che il loro livello di sviluppo consente di distinguere tra realtà e fantasia, a godere del “fare finta di” e, come accade nei festeggiamenti di Halloween, anche farsi scherno delle proprie paure.

Ed è proprio questa una delle possibili ragioni del sempre maggior successo tra i bambini che la notte del “dolcetto e scherzetto” assume anche qui in Italia.

Ancora una psicologa, la dr.ssa Bruccoleri, afferma che:“questa festa si serve, infatti, di simboli magici che affascinano: evoca e libera dalla paura proprio per i contenuti a sfondo macabro che sono il tema dominante.

 Halloween ha quindi una funzione liberatoria: grazie ai “rituali” del 31 ottobre prendiamo in giro la paura, la combattiamo e la sconfiggiamo. 

E se questo vale per tutti, a maggior ragione vale per il bambino alle prese con la grande paura della crescita, paura che deve superare attraverso la maturazione che può passare anche per eventi esterni come, ad esempio, i festeggiamenti per Halloween.

Il bambino saprà sicuramente di quale creatura terribile vorrà vestire i panni, si trasformerà così nelle sue stesse paure, entrerà in quello che per lui è il mondo dell’ignoto, e riuscirà a farsi beffa di questo sapendo di essere “al sicuro”.

Un altro parere favorevole è quello della dr.ssa Cecilia Ragaini, neuropsichiatra e psicoterapeuta dell’adolescenza, che dice:“Della paura si deve sempre aver rispetto, perché è un simbolo del contatto con la morte, morte che oggi ci fa ancora più paura, ma che riteniamo di poter vincere in un modo nuovo.

Se in passato per sconfiggere i loro timori i ragazzi sognavano di essere Superman, il Supereroe tutto muscoli, oggi i nuovi giovani hanno come modello Harry Potter, orfano indifeso, che supera le sue grandi paure con l’intelligenza, l’astuzia, il coraggio. Anche noi adulti dovremmo fare altrettanto”.

Il mondo delle paure, che trova espressione anche nella festa di Halloween, non va quindi censurato, e non va fatto passare al bambino il messaggio che “di certe cose non si può parlare” oppure che “travestirsi da satana ed associati è peccato o non morale”.

Questo atteggiamento è una proiezione di quel mondo adulto che ha già aderito a orientamenti morali o tendenze culturali che vedono nella morte e nell’ignoto un pericoloso tabù, magari da contrastare con l’affannosa rincorsa al mito dell’”eterna giovinezza”, ma non risponde affatto a un bisogno di sana crescita psicofisica del bambino.

E c’è di più, diventare strega, folletto, fantasma o mostro per gioco può anche essere un modo per dare forma a quelle emozioni o parti di noi che tendiamo a reprimere perché socialmente sconvenienti, come aggressività e voglia di trasgredire, e che finalmente trovano possibilità di espressione in modo innocuo e divertente.

La notte del 31 ottobre, quindi, grandi e piccini, si travestono da spaventosi fantasmi, streghe cattive, vampiri assetati di sangue, clown assassini, mummie o zombie.

Tutti questi costumi rappresentano personaggi immaginari, ma spaventosi che durante tutto l’anno vengono “dimenticati” ma che per l’occasione diventano accessibili a tutti.

Come ogni festa popolare, anche quella di halloween ha un significato psicologico, infatti nasconde il desiderio di esorcizzare ciò che l’uomo teme da sempre, la morte, la malattia, la solitudine, il buio, l’ignoto, cosa ci può essere dopo la morte.

Scherzare sulla morte risulta essere un modo per sottrarsi all’angoscia della fine e perdita della vita, e di tutte le altre paure che sono ad essa collegate.

Tale festa ci permette un approccio più gioioso e meno drammatico attraverso il quale ci possiamo avvicinare a ciò di cui abbiamo paura provando ad affrontarla.

Halloween è quindi una festa che a livello psicologico è positiva sia per i grandi sia per i più piccoli, agli adulti ricorda che la morte non è una dimensione opposta, ma speculare alla vita e che come tale, spaventa e ha bisogno di essere in qualche modo controllata anche attraverso un  finto cappello da strega.

Ai più piccoli, invece, insegna ad avvicinarsi ad essa in modo graduale e giocoso, insomma in una modalità che per loro è possibile comprendere.

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