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Qualunque genitore prima o poi si trova a dover affrontare il problema di come rendere appetibili le verdure ai bambini, che prediligono altri cibi spesso poco salutari ma molto pubblicizzati.

Un bombardamento mediatico e le merendine e i cibi spazzatura offerti in bella vista fanno venire l’acquolina in bocca soltanto a guardarli, ogni tanto un’eccezione che accontenta la gola fa bene, purtroppo in molte famiglie tale stile alimentare è pressoché una brutta abitudine.

Non si può allora pretendere che i figli apprezzino le verdure quando basta un po’ di broncio per ottenere ciò che piace ma alla lunga diventa nocivo.

Frutta e verdura sono alimenti basilari ed insostituibili per una crescita salutare ed adeguata, anche se gli studi dimostrano che sono tra gli alimenti meno amati dai più piccoli, complici i genitori che pur di non sentire i loro capricci, temendo che il far saltare un pasto possa essere compromettente per la salute del piccolo, assecondano i loro desideri, cedendo il posto ai cosiddetti cibi-spazzatura.

Il problema dell’obesità infantile americana e dei cibi spazzatura offerti dai fast-food  è ampiamente noto a chiunque, ma noi non siamo certo migliori.

Uno studio eseguito dall’Unione europea Idefics study nel luglio 2014 su un campione di 16.220 bambini dai 2 ai 10 anni distribuiti tra diversi paesi tra cui Belgio, Cipro, Estonia, Germania, Ungheria, Italia, Spagna e Svezia, ha dimostrato come i bambini italiani (purtroppo!) siano i più obesi e in sovrappeso, e i peggiori consumatori di verdure.

In Italia oltre il 20% dei bambini è in sovrappeso e l’11% obeso, e questi dati dovrebbero farci sobbalzare: qualcosa non va nell’alimentazione dei più piccoli ma anche nell’alimentazione della gente in generale.

Secondo gli ultimi dati del report 2017 “Okkio alla salute”, un  sistema di sorveglianza promosso dal Ministero della Salute, ha rilevato che ben due genitori su 10 dichiarano di non riuscire a far mangiare quotidianamente ai propri figli neanche una porzione di frutta e verdura.

La gravità di tale errata alimentazione conduce ai mille disturbi sia fisici che psicologici dei ragazzi,  non dobbiamo dimenticare che un corpo sano ha anche una mente sana, equilibrata e perfettamente funzionante, e che le disfunzioni alimentari si ripercuotono sull’intero organismo.

 

Le reazioni dei bimbi davanti alle verdure

 

Innegabile che davanti ad un piatto di verdure i bambini assumono delle facce ed atteggiamenti grotteschi che a volte ci fanno sorridere a volte arrabbiare, ma i genitori non dovrebbero desistere dando in prima persona il buon esempio di apprezzare la verdura e di ricordare quanto faccia bene e sia salutare, inoltre a volte basta un po’ di fantasia per camuffarla e renderla più appetibile.

Uno studio americano condotto nell’università di Yale ha elencato le diverse reazioni dei bambini posti davanti alle odiate verdure.

Lo studio ha evidenziato il comportamento di una cinquantina di infanti dagli 8 ai 18 mesi nei confronti di tre tipi diversi di oggetti messi a loro disposizione: due piante vere (basilico e prezzemolo), due piante artificiali ma molto verosimili, e due piante-giocattolo.

I genitori dei bambini erano stati istruiti affinché indirizzassero in eguale misura l’attenzione dei figli sugli oggetti sopra indicati senza influenzarli, spronandoli a toccarli e maneggiarli; nonostante l’incitamento, i bambini aggiravano le piante vere e familiarizzavano molto più volentieri con quelle giocattolo o con quelle verosimili.

Secondo i ricercatori, questo esperimento andrebbe ad essere di rinforzo alla teoria secondo la quale i bambini rifiutano le verdure in risposta ad una prudenza atavica: “quello che non conosci potrebbe essere velenoso”.

Questo sta a significare che non soltanto a quei bambini non piacevano le verdure ma che addirittura non erano abituati alla loro vista, probabilmente perché nella stessa famiglia non venivano servite adeguatamente ad ogni pasto.

Quindi i piccoli avvertivano repulsione ed avversione verso cibi sconosciuti o per cui dimostravano poca abitudine, tutto questo a causa delle gravi mancanze operate dai genitori nel fornire un’alimentazione non adeguata e fatta soltanto con cibi iperproteici, fritti e poco salutari.

In effetti il problema delle moderne e ricche società è quello di cibarsi in maniera eccessiva se non predominante di proteine derivanti dalla carne escludendo le proteine di origine vegetale ed i vegetali in genere.

Noi esseri umani non siamo soltanto carnivori, anche se onnivori di classificazione il nostro corpo si sta evolvendo verso un regime alimentare sempre più vegetariano per non dire vegano.

L’alimentazione ritenuta dagli studiosi, che non sono finanziati dalle lobby del mercato della carne, come il tipo di alimentazione migliore in assoluto, che garantisce non solo maggiore efficienza ma anche una minore incidenza delle malattie organiche ed anche non organiche.

Esempio né è il fatto che molti campioni di sport che richiedono notevole sforzo fisico sono sempre più vegani nella loro dieta, che diventa scrupolosamente seguita soprattutto nei periodi di preparazione atletica.

Allora se è l’alimentazione dei campioni perché non deve diventare l’alimentazione di tutti, soprattutto dei più piccoli?

 

La neofobia

 

 

Il comportamento schizzinoso dei bimbi verso le verdure o il cibo sano in generale viene chiamato neofobia, che significa paura del nuovo.

Esistono dei fattori od atteggiamenti, soprattutto praticati dagli adulti di cui il bambino si circonda (e da cui impara assorbendone gli atti come una spugna) che possono peggiorare o migliorare l’avversione dei bambini verso alimenti che non conoscono o che non gradiscono come appunto per le verdure.
Il comportamento dei genitori è fondamentale perché ogni bambino imita più che obbedire.

Quindi se costringete vostro figlio a mangiare i piselli e le zucchine che gli avete messo nel piatto non otterrete grandi risultati, ma se voi stessi mostrate che vi servite di verdura e la mangiate il bimbo sarà maggiormente indotto ad imitarvi.

Dopo lo svezzamento è importante introdurre gradualmente gli alimenti sconosciuti, proponendoli con diverse cotture, diversi colori e diversi abbinamenti: prima di rassegnarci al fatto che un cibo “non gli piaccia” dobbiamo fare alcuni tentativi ed offrirglieli in diverse maniere, magari mescolati ad altri cibi che invece gradisce.

Come per esempio fare delle polpette di verdure se il piccolo adora quelle di carne.

Quando è più grandicello e saprà stare a tavola da solo (dopo i 3 anni) sarebbe opportuno fare in modo che lui stesso decida la porzione di cibo di cui servirsi, mettendo in tavola tante ciotole e piatti da portata con il cibo e permettendo a ciascun membro della famiglia di servirsi: niente porzioni preconfezionate, a beneficio dell’autoregolazione.

Autoregolarsi vuol dire essere indipendente ed imparare a gestire la quantità di cibo a pasto, in modo da non avere troppa fame prima del prossimo, anche questa forma di apprendimento che porta a migliorare la capacità gestionale del piccolo oltre ad imparare a dosare il cibo in base alle sue esigenze gli permette di acquisire maggiore indipendenza e capacità decisionale.

Se sta affrontando tale percorso è meglio non forzarlo, tantomeno insistere nel farlo magiare più di quello che sente necessario, allo stesso modo, per completare l’insegnamento, se avrà fame prima del tempo, perché non ha mangiato a sufficienza o si è alzato da tavola troppo presto, lo imparerà a sue spese, quindi niente spuntini prima del pasto in famiglia, l’eventuale fame gli servirà da regolatore sulle porzioni.

È essenziale comunque che il bambino faccia almeno 5 pasti al giorno, i tre principali come la colazione il pranzo e la cena, ed almeno due spuntini ad intervallo tra l’uno e l’altro, inoltre sarebbe opportuno che ogni pasto o merenda avvenga alla stessa ora in modo da abituare il suo orologio interno a sentire il senso della fame quanto è il momento giusto.

Un altro fattore che potrebbe rendere antipatica la verdura è la difficoltà che hanno i bambini piccoli ad assumere e digerire la fibra vegetale, nel caso avvengano episodi di mal di pancia dopo aver consumato determinate verdure abbiate la pazienza di verificare se si tratta di una intolleranza o semplicemente l’alimento è poco digeribile.

I bambini in tenera età hanno un intestino non completamente sviluppato quindi la fibra assunta potrebbe causare dei dolori, in tal caso sarebbe meglio passarla passaverdure, se il problema passa vuol dire che il piccolo non era ancora pronto per assorbire la fibra esistente nella verdura, se continuano i mal di pancia o altri dolori potrebbe trattarsi di intolleranza, in tal caso provate ad evitare il cibo in questione, anche in tal caso se il problema si risolve entro breve saprete da cosa era causato.

Una piccola accortezza: con un bimbo piccolo colate le verdure nel passaverdure che trattiene le fibre, non frullatele perché altrimenti rimarrebbero nel pasto.

Al contrario della verdura la frutta è solitamente più gradita perché più dolce, quindi pone meno problemi ai genitori, ma anche in tal caso fate attenzione alle possibili intolleranza, nel caso di dubbio rivolgetevi al vostro medico che procederà con dei test dermici indolore a testare l’alimento che crea intolleranza o allergia.

 

Come far mangiare le verdure ai bambini

 

 

Giocate a cucinare

 

Un modo divertente per convincere i bambini a relazionarsi con il cibo è quello di coinvolgerli nella preparazione dei piatti, ovviamente affidando loro attività semplici e non pericolose.

Si ottiene in tal modo il doppio vantaggio di giocare coi genitori nella preparazione del cibo, ed un momento di condivisione è sempre apprezzato dal piccolo che adora far le stesse cose dei grandi, inoltre imparerebbe a conoscere e prendere confidenza anche con i cibi più antipatici o quelli che hanno un odore strano.

Sentendosi partecipi come dei piccoli chef saranno anche più motivati ad assaggiare ciò che hanno contribuito a portare in tavola. Dopo aver preparato insieme il piatto, mangiare qualcosa che hanno contribuito a creare può rassicurarli e far vincere la “paura” delle verdure.

Allo stesso modo si possono coinvolgere i bambini durante la spesa, magari facendo scegliere loro quali verdure preferiscono mangiare quel giorno, in modo tale che ogni cosa diventi un’esperienza attiva, con consenso e partecipazione nella scelta in modo tale da non essere più percepita come un obbligo che induce facilmente al capriccio.

 

Preparate piatti colorati e attraenti

 

Presentare le verdure in piatti cromaticamente divertenti, con tanti colori e forme in modo che la vista sia stuzzicata prima ancora del gusto.

Potete tagliare le verdure in modo da dar loro una forma che aiuti la fantasia ad immaginare una zucchina o una carota come il principe e la principessa, ad esempio, in modo che se ne possa trarre una storia prima di finire nello stomaco.

 

Provate ricette alternative: polpette, frullati, estratti

 

Per rendere le verdure ancora più appetitose, liberare la fantasia per dar vita a preparazioni più allegre e invoglianti può essere d’aiuto: e allora sì a polpettine, frittate, crocchette, bocconcini a forma di animali, lettere, cuori, faccine sorridenti, ma anche frullati, estratti, etc.

Imparate ad abbinare gli alimenti poco graditi con quelli invece adorati dal piccolo, in modo tale che non vi sia la vista della verdura solitaria a smantellare ogni voglia di mangiare.

 

Incominciare dalle piccole quantità

 

Mettere nel piatto grandi quantità di verdure potrebbe scoraggiare e demotivare all’assaggio anche il bambino più propenso, facendolo sentire incapace di finire il proprio pasto.

Iniziate dunque da piccole dosi ma varie, il variare del cibo è sempre un ottimo stimolante sia visivo che olfattivo ed anche di gusto, inoltre se rimane ancora un po’ di fame se ne può aggiungere in altra quantità, l’importante è che il piccolo impari a vuotare il piatto e a mangiare tutto quello che vi si trova.

 

Dare sempre il buon esempio

 

Se i genitori mangiano tanta verdura, i bambini avranno sempre davanti agli occhi modelli positivi a cui ispirarsi. Tutta la famiglia dovrebbe cercare di adottare lo stesso tipo di alimentazione, perché non si può pretendere che i bimbi si rimpinzino di frutta e verdura se i loro genitori disconoscono l’universo di ortaggi presenti in natura.

Dire ai bambini che la verdura deve essere mangiata semplicemente perché fa bene è una giustificazione che non motiva all’assaggio, mentre far vedere che il papà e la mamma sono cresciuti grazie alla verdura mangiata in gioventù può spronare il piccolo a fare altrettanto, ma sempre vedendo i genitori che se ne cibano con soddisfazione.

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