I no aiutano a far crescere anche gli adulti

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I no aiutano a far crescere anche gli adulti

Siamo abituati a pensare ai “no” educativi quando si parla di insegnamento ai bambini ed alla responsabilizzazione delle loro richieste o azioni.

I “no” educano anche gli adulti nel loro interagire con gli altri.

Sono importanti per chi ascolta ma soprattutto per chi li esprime.

Gli altri ci conoscono ed imparano ad interagire con noi attraverso gli input positivi e negativi che forniamo loro, per mezzo di consensi e divieti si adattano alle nostre esigenze ed ai nostri bisogni.

È importante comunicare agli altri la nostra disponibilità o meno a condividere circostanza, situazioni, pensieri e progetti perché possano ascoltare e comportare di conseguenza.

Ma soprattutto sono importanti per chi li esprime.

Dire sempre sì ed assecondare è molto più semplice e risolutivo che porre dei limiti e dei divieti.

Dire sempre di sì però non ci aiuta a comprenderci ed a crescere, creandoci degli ostacoli, dei disagi e dei dissapori, può succedere, ma sono assolutamente necessari quando noi ne avvertiamo l’esigenza.

Impariamo ad ascoltare noi stessi, perché soltanto imparando a sentirci possiamo imparare ad amarci, soltanto dopo possiamo pretendere che gli altri ci amino e ci considerino allo stesso modo.

Difficile che gli altri ci diano l’importanza che noi stessi ci neghiamo.

Asserire impedisce la contestazione, la critica, la polemica o anche solo la discussione su determinati argomenti.

È spesso una scappatoia utilizzata per chiudere la comunicazione o l’espressione e la condivisione di un pensiero.

Più difficile è opporsi, contestare, mettere in discussione ed avere un’idea difforme rispetto a quella del nostro interlocutore.

I “no” sono dunque importanti soprattutto per chi li esprime perché sono una chiara presa di posizione verso un atteggiamento degli altri o un pensiero che non appartiene e non è condiviso.

Negare è soprattutto avere consapevolezza di ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che desideriamo che l’altro faccia, il “no” è rifiutare un comportamento che non ci piace.

Non è solo il caso di avance non gradite e non volute.

Mai prestarsi ad un gioco amoroso se non siamo disposti o non lo desideriamo, non siamo oggetto di altri, siamo soprattutto cosa nostra.

È qualcosa di più generale e generico, e riguarda l’ampiezza della nostra personale conoscenza.

Se sappiamo cosa vogliamo e cosa siamo, da noi stessi, dalla nostra vita, dal nostro futuro, e con più precisione e chiarezza lo possiamo comunicare agli altri affinché ci comprendano e, nel caso, ci possano anche assecondare se concordano oppure decidere di fare altrimenti.

Ecco dunque come i “no” possono essere lo strumento della nostra conoscenza più profonda, anche coraggiosa, perché non sono la via più veloce e facile di gestire la nostra vivibilità in qualunque ambiente, famigliare, amicale o professionale.

Ed è il mezzo di comunicare ed educare gli altri a considerarci nel giusto modo, rispondendo alle nostre richieste esigenze così come abbiamo diritto ad esigere.

Sono un momento di reale crescita ed evoluzione per noi soprattutto e per il nostro futuro.

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