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I ricordi che portano tristezza

Ricordare chi abbiamo amato e chi ci ha fatto vivere momenti di pura felicità e passione dimentichi di tutto il resto è rivivere temporaneamente quei momenti di felicità.

I ricordi, tutti, fanno parte della nostra storia e della nostra esperienza, e fanno parte di noi in modo indelebile, nei momenti di allegria siamo più propensi a ricordare quelli lieti e felici, mentre nei momenti di difficoltà o di crisi sovvengono quelli che ci portano tristezza.

Ma anche quelli belli possono essere usati dalla nostra mente per ingenerare desiderio, insoddisfazione della nostra condizione attuale, rimorso per scelte fatte, angoscia per non poter ritornare indietro nel tempo.

Allora l’idea di come avrebbe potuto essere se avessimo fatto una scelta diversa o avessimo preso una strada diversa può diventare un vero e proprio tormento.

Il ricordo ad un’esperienza serena viene vissuta invece dolorosamente, per l’angoscia di non poterne più avere l’opportunità o la possibilità, l’ossessione diventa un martirio, un supplizio quotidiano di infelicità.

È il segnale che qualcosa non va.

Non siamo più contenti della nostra attuale situazione, vorremmo una vita diversa, vorremmo fare delle cose diverse, e la memoria ritorna continuamente ad un vissuto che non solo non può ritornare ma non  può nemmeno essere ripreso.

Anche se ritornassimo con la persona che anni prima ci ha reso felici non abbiamo la garanzia di poter riavere lo stesso tenore di felicità, perché i momenti sono diversi, le persone cambiamo e basta variare queste due sole circostanze per avere delle realtà completamente differenti dalle nostre aspettative.

Ma se il ricordo al passato è persistente occorre valutare la nostra attuale condizione, che per noi è diventata intollerante e la nostra psiche ce lo fa sentire nel modo che meno ci lascia dei sensi di colpa per il nostro tormento, cioè ripensare ai momenti che furono del passato.

Occorre capire prima di tutto nella nostra condizione attuale non ci soddisfa più, quali sono i disagi, le voglie assopite ed i nostri bisogni che continuamente rimandiamo nella speranza che possano diminuire sino a scomparire.

Perché non succederà mai, con più cerchiamo di nascondere e sotterrare una nostra condizione di disagio e con forte più forte tornerà a farsi sentire, ogni giorno sempre di più.

Questo ci porta a vivere infelicemente non solo i nostri momenti attuali, ma anche ad incrinare e rendere difficili i rapporti con gli altri.

Se non riusciamo a vivere serenamente con noi stessi non possiamo credere di poter sopravvivere con gli altri.

Dunque l’infelicità di un pensiero, di un ricordo diventa piano piano il disagio di tutti i giorni, col nostro partner, con la nostra famiglia, con tutte le persone che ci stanno intorno e vedono il nostro cambiamento e la nostra insoddisfazione senza poterla giustificare né comprendere.

Così finiamo con l’allontanarci dagli altri o sono loro che ci allontanano.

Se c’è un pensiero che non va, un’idea che ci tormenta parliamone, con chi abbiamo vicino o con un confidente.

Parlare è sicuramente il primo passo che ci aiuta a comprendere il nostro stato ed il motivo che ci spinge all’insoddisfazione.

Se neppure i consigli e gli sfoghi con amici o con persone care ci possono essere d’aiuto allora è il momento di parlare con un interlocutore più competente, un professionista che ci aiuti nel comprendere la nostra difficoltà e ci sproni ad affrontarla con gli strumenti che abbiamo a disposizione, e se del caso a fare quelle scelte che stiamo probabilmente rimandando da troppo tempo.

Non pensiate che sotterrare un’angoscia si possa dimenticare, l’unico modo di affrontare i problemi è capirli e farvi fronte, in un modo o nell’altro, sta a noi scegliere quale, ma non rimaniamo nell’immobilità che ci porterà alla chiusura in noi stessi ed all’emarginazione dagli altri e da una vita serena.

2 Comments

  1. DENISE ha detto:

    Vivo ogni giorno nel ricordo di una storia passata. Mi sono rispecchiata in questo articolo. Ormai è diventata una vera e propria ossessione, anche la notte quel pensiero non se ne va. Ho provato a parlarne, a sfogarmi, ma nulla è servito. Io credo che il problema principale sia l’insoddisfazione del presente, che poi è la causa del mio rapporto finito. Ho fatto delle scelte che ora , mi uccidono dentro.

    • Non lasci cara Denise che questa sua ossessione si prenda gli anni migliori della sua vita, l’affronti e la vinca.
      Se vuole il mio aiuto e supporto mi sciva via mail: info@marilenacremaschini.it e provi a fare un breve percorso in counseling, sono sicura che le sarà di grande giovamento.
      l’aspetto in privato…
      Marilena

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