Il sentimento della gioia
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Anoressia e scrittura
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In un mio precedente articolo ho trattato del sentimento della gioia, di come si sviluppa e la differenza con la felicità e come viene focalizzata e vissuta in modo differente da uomini e donne.

Inoltre ho fornito delle indicazioni su come riconoscere la vera gioia e le movenze del viso e degli occhi che l’accompagnano, come il sorriso e l’espressività di certe rughe, dalla finte gioia palesata per opportunismo.

In questo articolo voglio mettere in evidenza i segni e gli elementi indicatori di una scrittura felice e gioiosa.

Quando proviamo un qualunque sentimento, sensazione, disagio, desiderio, rimorso, legame verso determinate figure e la loro influenza le traduciamo in segni che vengono impressi sul foglio durante la scrittura e che mutano le loro modalità di redazione, se non addirittura scomparire, quando le nostre emozioni cambiano.

La scrittura non cambia solo nel tempo, a causa dell’età, del disuso, delle malattie, o delle difficoltà derivanti dall’incapacità derivante dal cambio di abitudini (si scrive sempre più spesso con la tastiera e raramente con la penna e in corsivo).

La nostra grafia può mutare anche col cambiamento di umore, o passando da uno stato di serenità e tranquillità ad un momento di ansia ed agitazione, di panico o nervosismo e viceversa.

Questo perché sia le emozioni che la scrittura sono un prodotto della nostra mente, non influenzato né mediato da nessun elemento.

Non pensiamo che per il solo fatto di scrivere con la mano e di dominare coscientemente l’organo della mano e del polso possiamo fare altrettanto con la scrittura, essa ci appartiene prima di ogni nostra decisione ed è il puro prodotto della mente, della coscienza, del vissuto e di ciò che siamo.

Per tali motivi il test di analisi della scrittura è uno strumento infallibile ed ineguagliabile non solo per comprendere il carattere generale della persona ma anche le variazioni del suo stato d’animo.

Essa fotografa la nostra condizione psichico emotiva nel momento in cui verghiamo sul foglio.

Questa premessa era necessaria per anticipare che l’emotività influisce fortemente sulla scrittura modificandola ad ogni sua variazione, indipendentemente dallo stato e dall’intensità, che al massimo sarà rilevata con un grado di incidenza maggiore o minore a seconda dell’intensità emotiva presa in considerazione.

 

Come varia la scrittura quando proviamo gioia e felicità

 

Se dovessimo fare un test proviamo a scrivere in un momento di gioia o felicità e noteremo noi stessi le varianti coinvolte nella nostra solita scrittura.

Essa tenderà a farsi più rotondeggiante, più morbida, più sinuosa, anche lo scritto in generale apparirà meno contratto, più sciolto, più ampio in dimensione e con maggiore spazio lasciato all’interno delle righe o tra una parola e l’altra.

Se la scrittura solitamente è piccola diventerà più ampia come dimensione, espandendosi proprio come la mostra emotività.

Se la scrittura è generalmente angolosa, piena di punte ed acuminazioni tenderà a diminuire le asperità e l’angolosità, smussando gli angoli, rendendoli più arrotondati, con forme più morbide e rotondeggianti, on si trasformerà in una scrittura rotonda e piena ma la differenza è visibile ad occhio nudo.

Se la scrittura è schiacciata, nel senso che è concentrata nello spazio centrale dello scritto, tenderà ad aumentare negli allunghi, soprattutto in quelli superiori in quanto la felicità è uno stato d’animo che ci porta a formulare pensieri positivi e la zona del pensiero per eccellenza nello scritto è proprio la parte superiore delle lettere e delle parole.

Se vogliamo verificare tale mutamento basta fare una campionatura della scrittura in un momento di tensione e di nervosismo con lo scritto fatto in un momento di gioia e felicità.

In genere si può dire che la scrittura varia diventando più morbida e più tonda del solito.

Come già avevo precisato in un mio articolo fatto sulla scrittura curva essa denota un carattere estroverso, gioioso, giocoso, affabile, cordiale e generoso.

Indipendente dal nostro carattere ordinario quando siamo felici tendiamo ad essere più estroversi, cordiali e generosi del solito, così come il nostro comportamento varia inconsciamente ed involontariamente lo stesso succede con la nostra scrittura.

Allo stesso modo con cui sentiamo espandere il nostro animo verso il mondo e verso gli altri, più del solito e del normale, quando siamo allegri e felici, allo stesso modo tende ad espandersi la scrittura che diventa più accogliente, più rotonda, affabile e morbida, aggettivi che ritroviamo nel nostro atteggiamento e comportamento.

La scrittura in questo modo conferma non solo la corrispondenza della appartenenza alla personalità dello scrivente ma è variabile e mutevole quanto lo è il suo umore, il suo stato d’animo ed anche l’accentuarsi di determinati caratteri che solitamente rimangono inibiti o latenti ma che esplodono nei momenti di felicità.

4 Comments

  1. Antonino Pusateri ha detto:

    Vero, lo sto sperimentando in questi giorni, in cui dopo un lungo periodo di sofferenza fisica oggi che sto bene dentro scrivo più tondeggiante, grazie per l’articolo, buon Tutto

  2. Tina ha detto:

    Un giorno mi capitò tra le mani un vecchio quaderno dove scrivevo mie sensazioni del momento. Ho capito quanta sofferenza avevo avuto dentro di me confrontando la scrittura di due periodi differenti della mia vita. Nel periodo buio le lettere dei miei scritti erano piccolissime ed incerte. Nel periodo più sereno rividi la mia scrittura: lettere grandi e svolazzanti, la scrittura mi aveva rivelato con grande sorpresa i miei stati d’animo così differenti. Quei piccoli segni che ci avevano insegnato da banbini mi hanno parlato molto più chiaramente di una persona vera.

    • Sì, è proprio così, la scrittura rispecchia il nostro modo di essere e di sentire gli altri o l’ambiente, ecco perché cambia col variare delle situazioni che viviano o quando accadono eventi importanti.
      MArilena

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