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I Tarocchi come le macchie di Rorschach

Cosa possono avere in comune le macchie di Rorschach con i Tarocchi?

Sappiamo tutti che i tarocchi sono le carte storich di origine marsigliese, rielaborate poi negli anni da diversi cartomanti che riproducono delle immagini, colorate, rappresentative ed evocative.

La carte sono suddivise in 22 Arcani Maggiori, che riproducono figure simboliche in un contesto evocativo di immagini, e 56 Arcani Minori suddivisi numericamente per seme, coppe-spade-bastoni e denari, vanno del numero 1 al 10 oltre alla figure di fante, cavaliere, regina e re.

Il test di Rorschach è un test proiettivo formato da 10 tavole su cui sono riprodotte delle macchie d’inchiostro, alcune nere altre con dei colori, senza forma né particolare significato, sta al paziente vedere all’interno di esse figure, storie e significati, facendo emergere in tal modo di pensieri latenti nella mente dell’osservatore.

In entrambi questi strumenti viene fatto un uso particolare delle evocazioni mentali.

Sia che si tratti delle tavole di Rorschach che delle carte da tarocchi in esse i simboli e le figure hanno un significato particolare per la persona che le vede, e ne trae dei pensieri e delle sensazioni.

Il risultato che si ottiene è mettere in moto il meccanismo mentale delle rappresentazioni e delle associazioni, attraverso il quale vengono espressi i desideri, i timori, le paure e le ossessioni dell’osservatore.

Ovviamente la medicina aborrisce i tarocchi ma per pura ignoranza non rendendosi conto che tale strumento offre un’opportunità infinita di rappresentazione e simboli, e con più lo strumento usato è ampio con meglio possono essere espressi i risultati, i pensieri ed i sogni o timori.

Il significato che una persona può dare se osserva una tavola od un tarocco è completamente diverso dal significato che può estrarre un altro soggetto, questo significa che non sono gli strumenti a parlare, ma la mente dell’osservatore che esprime pensieri più o meno latenti tirando fuori

Oso dire che le cartomanti, quelle brave, sono un po’ come gli psicologi, quelli bravi, che comprendono velocemente la personalità di chi sta loro di fronte e ne percepiscono le ansie e timori, e con una stesura di carta aiutano la persona a tirar fuori ciò che li opprime dentro.

A differenza di un clinico non sono in grado di fare diagnosi e di consigliare una terapia, ciò non toglie, visto il crescente numero dei siti che offrono consulenze da cartomanti, che anche tale strumento, palliativo certo, possa aiutare le persona a cercare delle risposte e comprendere il loro stato d’animo.

Se questo ci fa star bene, e non viene strumentalizzato dal cartomante di turbo per derubare le persone, perché non farlo, in fondo il consulto ha il medesimo valore clinico del consiglio dato dal parroco, solo che è, quest’ultimo, meno criticato dalla morale.

Se siamo troppo legati a dei dogmi imposti e sentiti come obblighi, forse dovremmo fare un passo indietro e capire quanto il credo possa aiutarci e sostenerci, diversamente allontanatevi da coloro che vi fanno star male e pretendono atteggiamenti che voi non sentite.

Sostengo che parlare di sé ed esprimere ciò che abbiamo dentro è importantissimo, facciamolo spesso, col modo o sistema che più ci aggrada e che ci mette a nostro agio, l’importante è ascoltare ciò che uscirà dalla nostra bocca, cioè quel pensiero che ci preoccupa o quello a cui aneliamo.

E’ sempre un buon punto di partenza per conoscerci a capire noi stessi.

Poi ovviamente l’approfondimento va fatto con esperti nei vari campi specifici.

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