L’affettività della lettera “M”
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Il modo con cui noi scriviamo e realizziamo le lettere che formano parole, frasi e testo rivelano molto di noi stessi, di come siamo, del nostro vissuto e di come ci poniamo agli altri e verso il futuro.

Guardare e saper leggere la nostra scrittura ci rende consapevoli di noi stessi, aspetto molto importante per una sana conoscenza profonda e per costruire le basi di una nostra crescita e miglioramento personale.

La lettera “A”, ad esempio, proprio per la sua forma rotondeggiante, che rimanda al nostro “io personale”, ci permettere di decifrare non solo come siamo ma anche quali sono i traumi, i disagi ed i patimenti vissuti, le nostre fobie e paure, ed i tanti timori verso il futuro.

Una piccola lettera come appunto la “A” riesce a mettere in evidenza il nostro animo più profondo ed evidenzia i nostri più profondi timori verso il futuro o verso gli altri.

Per essere rilevante un segno distintivo nel realizzare la lettera deve essere ripetuto, lo si deve riscontrare con una certa costanza nella scrittura, in modo da diventare proprio una caratteristica della modalità scrittoria.

Di seguito farò alcuni esempi.

La lettera “a” nel corsivo viene eseguita con un cerchio a cui si aggiunge una gambetta verso il lato destro, ma non tutti la eseguono nello stesso modo.

Nell’immagine che segue la lettera “a” viene eseguita con una forma inanellata che la precede e con una doppia ripassatura del tratto nella parte sinistra, una parte che precede la sua realizzazione, come viene indicato nell’immagine dalle tre frecce di colore rosso.

Dobbiamo innanzitutto pensare all’immagine della “a” come all’immagine di noi stessi e tutto ciò che sta intorno ad essa o che la deforma rappresentano gli aspetti di noi che ci esaltano o che ci deprimono o angosciano.

Questa modalità sopra evidenziata di formare un cerchietto a sinistra della lettera e prima della sua formazione rimanda ad un desiderio di affettività mancata del nostro passato, quel qualcosa che ci è stato privato o non donato dalla nostra famiglia di origine.

Formare un cerchio prima dell’occhiello della lettera rimanda a quel bisogno affettivo non soddisfatto della nostra infanzia o della nostra vita passata in famiglia.

Nell’immagine sopra lo scrivente ripassa due volte il punto accanto all’occhiello formato prima di realizzare la lettera creando una doppia formazione protettiva sempre sulla sinistra della lettera.

Questo significa che chi scrive ha molto sofferto in passato per quella mancanza affettiva e sente il bisogno di proteggersi, ripararsi dal dolore o da coloro che gli possono causare della sofferenza proprio costruendo una doppia barriera protettiva nella direzione, la sinistra, che rappresenta il nostro passato.

La persona che scrive la lettera “a” in questo modo è una persona buona e generosa, con una grande sensibilità, caratteristiche acquisite proprio a causa delle sue sofferenze, dolori che non vuole vedere negli altri, ecco perché realizza una forma così rotonda e piena, dimostrazione della sua generosità, ma allo stesso tempo è perfettamente consapevole di chi sia la colpa delle sue sofferenze e se ne deve proteggere ripassando due volte nello stesso punto del lato sinistro della lettera.

Ma non tutti reagiamo alle sofferenze del passato nello stesso modo.

A differenza di chi eccede in bontà e generosità, c’è chi eccede in chiusura, serrando i ranghi ed impedendo agli altri di entrare nella sua vita con estrema diffidenza e sospetto.

Quando la sfiducia e la chiusura verso il mondo e tutto ciò che rappresenta l’esterno è forte la scrittura diventa molto piccola, si rimpicciolisce a dismisura, creando anche una chiusura degli occhielli.

L’immagine che segue dimostra come le lettere formate sono piccole, soprattutto la lettera “a” che perde addirittura la sua forma arrotondata diventando quasi un segno inesistente.

La lettera “a” delle due immagini che seguono infatti si è talmente rimpicciolita da perdere la sua forma arrotondata per diventare un occhiello infinitamente piccolo.

 

Altre persone reagiscono alla sofferenza patita con l’aggressività verso tutto e la rabbia mai smaltita verso qualunque cosa, tali persone realizzeranno una lettera “a” con delle punte, delle acuminazioni verso la direzione che più ne ha risentito.

Le due lettere “a” che seguono sono realizzate con la punta verso l’alto, la direzione che indica il pensiero e la parte ideativa, segno questo che la loro frustrazione ha origine soprattutto nel non essere stati capiti od apprezzati per quello che pensavano o desideravano.

     

Inoltre, la seconda lettera dimostra come la punta è eseguita anche verso la parte destra, direzione che rappresenta gli altri ed il futuro.

Tale persona dimostra quindi rabbia verso gli altri, tutti gli altri anche quelli sconosciuti, per i quali prova anche dell’invidia nel vederli sereni e felici, prova altresì frustrazione verso il suo futuro per cui non vede speranze né capacità di crescita e di cambiamento.

La sofferenza del passato che rimane una costante anche nel presente, perché ad esempio la persona non è mai riuscita a trovare indipendenza ed emancipazione da coloro che ritiene responsabili del suo patimento, la si ritrova negli occhielli che hanno un varco, una finestra aperta verso sinistra oppure un tratto che si incrocia sempre nella parte sinistra, così come è evidenziato nelle due immagini che seguono.

La persona che forma gli occhielli in tal modo non ha mai superato il suo vissuto doloroso che è ancora castrante e che la porta spesso a delle fasi depressive importanti.

Ci sono persone che non hanno mai raggiunto una serenità interiore tale da rafforzare la loro stima tanto da farli sentire deboli, incapaci e soprattutto impossibilitati dal ritenere se stessi persone che possono fare da sé senza dover dipendere in tutto dagli altri e dall’approvazione di tutti coloro con cui vengono a contatto.

Persone che hanno tali caratteristiche non riescono a formare degli occhielli della lettera “a” tondi, con un bel cerchio perfetto, ma realizzano delle forme ellittiche, ovali, schiacciate sia nella parte destra che nella parte sinistra come evidenziato nelle immagini che seguono.

Lo schiacciamento della forma tonda della lettera è dovuto alla sofferenza mai superata del passato, la schiacciatura verso sinistra indica che non si vede speranza di superamento anche nel futuro.

La lettera sopra evidenziata è inclinata verso sinistra che rafforza l’idea di non vedere nessun miglioramento nel futuro, appoggiandosi al passato come se fosse una costante immutabile del suo presente e del suo futuro.

Lo stesso disvalore esiste anche inconsciamente nelle persone che appoggiano la forma ovoidale delle lettere “a” verso la destra, come evidenziano le due immagini che seguono.

Nella seconda figura addirittura è stata creata una fessura di sofferenza così come quella sopra descritta.

La particolarità di questa inclinazione, verso destra, denota che la persona che la realizza spera in un cambiamento, ma che lo sente realizzabile soltanto grazie ad altre persone su cui si appoggia con costanza nella sua vita.

Fino a quando ci saranno gli altri sa di potersi sentire completa, serena, questi altri diventano la sua struttura portante, la sponda su cui contare per sentirsi appagata.

Come vedete la struttura delle lettere, il modo con cui le formiamo, parlano di come siano e quali sono gli aspetti che non riusciamo a superare e a dimenticare e che continuano a farci soffrire.

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