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Il Black Friday: che cos’è

Il Black Friday  tradotto  il Venerdì Nero, è il giorno che segue a quello del Ringraziamento.

Nella tradizione Americana, negli USA che si festeggia il quarto giovedì del mese mentre in Canada il secondo lunedì di ottobre, viene festeggiato il Giorno del Ringraziamento, una festa di origine cristiana che rende grazie a Dio per la bontà del raccolto dell’anno o per quanto ricevuto comunque dal lavoro.

Dopo aver dedicato una giornata a rendere grazie al Dio buono che ha assicurato il raccolto ed il guadagno, le attività riprendevano ancora più assiduamente il giorno successivo, cioè il Venerdì, cercando di aumentare le vendite dei prodotti offrendo sconti particolari o promozioni speciali.

Dopo il giorno di riposo, il Venerdì dunque era un giorno di lavoro particolarmente attivo.

La qualificazione di Nero deriva dal fatto che all’epoca del secolo precedente coloro che tenevano i registri contabili dei negozi erano soliti redigerli con una penna ad inchiostro rosso, se erano in perdita, e con l’inchiostro nero se i conti erano in attivo.

Dato che a seguito delle promozioni e degli sconti la merce veniva venduta maggiormente questo comportava dei ricavi che facevano utilizzare il nero per la compilazione dei registri contabili.

Il nero non è sinonimo di negatività, ma anzi di guadagno che arricchivano il commerciante.

Nella moderna visione della tradizione a questa data tutti i negozi applicano uno sconto particolare che dovrebbe anticipare gli sconti del periodo natalizio, in modo da indurre le persone ad acquistare prima e di più in tutto il periodo che precede il Natale, non solo per tale giorno in particolare.

Questa tradizione americana è importata dai nostri centri commerciali per pubblicizzare meglio degli sconti che sarebbero in anticipo rispetto a quelle legalmente previsti e successivi alle festività natalizie, di solito avviene il giorno della befana del  gennaio.

La crisi ed le vendite sempre più in calo hanno costretto i negozianti a ricorrere a dei rimedi poco nostrani ma molto sentiti dalla clientela per cercare di sopperire all’invenduto ed ai mancati guadagni che costringono le attività a chiudere.

Non dobbiamo sentirci americanizzati anche se abbiamo incominciato ad importare anche le tradizioni spenderecce oltre che gli atteggiamenti comportamentali e di idee, è una necessità del nostro sistema economico che deve sopperire ad una crisi che lascia ben pochi altri rimedi.

L’unica cosa di cui mi rammarico è la qualità dei prodotti venduti sempre più bassa e sempre meno tangibile.

Buona l’idea dunque degli sconti ma la merce esposta non vale certo più dell’offerta anche dopo la riduzione.

Pertanto non crediamo di fare buoni affari, stiamo soltanto spendendo perché ci sentiamo partecipi ad una festività che festività non è ma è puro marketing aziendale.

Rammarichiamoci invece del fatto che la qualità dei prodotti che acquistiamo e sempre più scadente e proveniente unicamente dai paesi dell’est asiatico.

Non aiutiamo in tal modo l’economia italiana ed i suoi prodotti e non aiutiamo le nostre tasche in quanto ci stiamo riempiendo di prodotti scarsi e inadeguati all’uso, è vero ormai che non devono superare l’anno di utilizzo per avere sempre l’ultimo modello di moda, ma siamo sicuri che questo modo di vivere e spendere aiuta le nostre tasche sempre più strette e vuote.

Acquistare meno e più consapevolmente prodotti che possono durare negli anni è il vero affare, altrimenti ci saremo soltanto divertiti a fare shopping, vedete voi se ne vale la pena o potete permettervelo.

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