Il complesso di Agar-Sara e l’amante concessa.

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Il complesso di Agar-Sara e l’amante concessa.

Nella Bibbia, nel libro della Genesi, si narra una storia particolare e certamente fuori dai canoni del cristianesimo in quando la moglie stessa acconsente agli incontri amorosi del marito con una schiava.

Sara era la moglie di Abramo il quale ebbe come regalo dal Faraone una giovanissima schiava egizia di nome Agar.

Sara era avanti con l’età ed era stata sino a quel momento sterile, quindi Abramo non aveva potuto avere dei figli legittimi, decide pertanto di concedere al marito di congiungersi sessualmente con la schiava affinché questa procreasse, ed infatti nacque il figlio Ismaele.

La storia bibblica narra che a seguito di tale nascita anche Sara ebbe a rimanere incinta e partorì Isacco, pertanto non aveva più necessità di tenere né la schiava Agar né il di lei figlio Ismaele.

Sara li condusse entrambi nel deserto affinché morissero di stenti, ma l’intervento Divino suggerì a Sara dove trovare una foce per dissetarsi e non morire assiderati.

Pur parlando di personaggi femminili il complesso è una sindrome caratteristica dell’uomo che divide sostanzialmente le donne in due gruppi distinti: da una parte le donne che ama, che sposa e che tratta con riguardo, dall’altra parte le donne che desidera sessualmente ma che non ama, quindi si permette ogni tipo di desiderio ed atteggiamento.

Le donne che appartengono alla prima categoria, cioè quelle destinate ad essere le mogli, le compagne e le rappresentanti sociali della famiglia, vengono idealizzate, trattate con riguardo e rispetto, sono adatte ad essere amate sentimentalmente e fisicamente solo per il fine riproduttivo, ed il minimo sindacale delle prestazioni sessuali richieste da un buon marito.

Dall’altra parte ci sono le amanti, spesso clandestine, donne non idealizzate e pertanto desiderate per ogni tipo di attività sessuale anche la più estrema.

Queste ultime sono a tutti gli effetti delle donne oggetto, carnali, per il puro piacere fisico, ma non devono avere nulla a che fare con la famiglia e con l’esibizione sociale, che è il metro attraverso il quale si forma il giudizio degli altri dell’uomo.

Lo stesso Sigmund Freud su tale complesso esprimerà il seguente pensiero:“Dove amano non provano desiderio e dove lo provano non possono amare”.

Secondo la psicologia prevalente tale distinzione dicotomica della donna e del suo ruolo nasconderebbe un’interiorizzazione della figura materna non integrata, cioè scissa fra una madre che è idealizzata e che porta con sé ogni giudizio positivo e che non deve essere violata né compromessa con desideri o atti carnali e sessuali, mentre la seconda figura femminile, che rappresenta l’istinto e la sessualità, è una madre terrena, con valenza negativa nel senso che può rappresentare azioni e pensieri relativi agli impulsi primordiali.

Negli uomini che patiscono tale complesso si instaura la necessità di divedere e tenere separato ciò che è legato agli affetti da ciò che è puro istinto sessuale.

La compagna o la moglie di tali soggetti, pur essendo amata e pur essendoci la volontà di non lasciarla mai né di modificare il loro rapporto, verranno però costantemente tradite dal compagno o marito in quanto quest’ultimo non riesce a scindere i suoi desideri.

L’amore affettivo, caloroso e famigliare viene riservato alla donna che gli sta affianco con cui però non riesce ad appagarsi sessualmente in modo pieno e soddisfacente, riservando a tale scopo la donna che diventa la sua amante, rispetto alla quale non deve nessun impegno e che quindi sarà facilmente sostituibile e poco duratura.

Il complesso può essere anche delle donne quando l’atteggiamento è rivolto nello stesso identico modo a due uomini della sua vita che saranno rispettivamente il marito ed il compagno di vita e l’uomo con cui faranno sesso liberamente ed impudicamente, e col quale vivranno l’erotismo in maniera più libera ed attiva.

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