Il corpo centrale della scrittura e l’Io egosintonico

Come sopravvivere a questa “quarantena precauzionale”
14/03/2020

Innanzitutto spieghiamo cosa vuol dire egosintonico.

È egosintonico tutto ciò che riconduce a se stessi, al proprio io, all’essere con una visione egoistica ed accentratrice.

Proprio per questo carattere che rispecchia interamente la persona ad esso appartiene tutto ciò che è perfettamente in sintonia col soggetto, che rispecchia il suo pensiero, il suo modo di essere e di porsi agli altri ed al mondo esterno.

L’aspetto contrario viene definito egodistonico in quanto è palesemente in contrasto con l’Io interiore di un soggetto, gli è estraneo, non gli appartiene e lo respinge, se costretto ad accettarlo causa frustrazione, stress, malessere, insofferenza, proprio perché non è conforme con ciò che la persona desidera e vorrebbe.

Nella scrittura l’aspetto egosintonico è rappresentato dal corpo centrale della grafia, o la parte centrale della lettera che sovrasta il rigo di base.

L’immagine che segue rappresenta una scrittura simbolo e tra le due linee, superiore ed inferiore, è racchiusa la parte della scrittura definita appunto corpo centrale, ed in riferimento ad una lettera, la parte che viene compresa in tale spazio.

 

 

 

Le parte che si eleva e che va oltre la linea superiore rappresenta gli allunghi superiori o parte alta della lettera, e vanno verso la zona del pensiero, dell’intelletto, della creatività, del ragionamento, delle idee, insomma tutti gli aspetti che riguardano la mente e le sue produzioni sotto qualunque forma esse vengano espresse.

La parte che scende al di sotto della linea inferiore forma gli allunghi inferiori o discendenti, essi si dirigono verso la zona della materialità, dell’istintività e dei bisogni che si riconducono ad essa.

La zona centrale rappresenta l’essenza dell’essere scrivente, il suo Io interiore, il suo essere che si esprime con il suo carattere, il suo temperamento, le sue ideologie, il suo modo di porsi agli altri ed alla vita, il comportamento e l’atteggiamento che lo caratterizzano.

La grandezza, la dimensione o il calibro, a seconda di come viene chiamato dalle varie scuole, ma tutto sta ad indicare quant’è grande la parte centrale dello scritto, definisce il carattere intrinseco, nascosto, ed il modo di porsi delle persone verso tutto ciò che è ultroneo ed esterno ad essi.

Con più è grande la dimensione del corpo centrale con più il soggetto ama mettersi in mostra e convogliare su di sé l’attenzione degli altri, mentre con più è ridotto denota la sua timidezza ed il timore di apparire, per paura di mostrarsi ma anche per paura di essere contestato, criticato, giudicato, quindi preferisce nascondersi rimpicciolendosi e spesso diventando illeggibile (la massima fase della tendenza ad annullarsi e scomparire del tutto).

Nel corpo centrale poi possiamo individuare tutte le particolarità, i disagi ed i dubbi della persona.

Osservando gli ovali si vede se il suo essere è indipendente, forte e capace, o se è timoroso, se ha sofferto e se ha bisogno di difendersi dagli altri.

In tal caso il tondo dell’occhiello delle lettere tende a deformarsi, a prendere una forma ovale, a creare angoli o protuberanze oppure a chiudersi in maniera irregolare, cioè non combaciando il punto di partenza e quello di arrivo e formando ad esempio, una “x”, o una deformazione.

Tali segni sono sintomi che c’è qualcosa che non va e che va indagato, come vengono eseguiti, il punto verso il quale sono rivolti, come sono elaborati o formati sono tutti elementi che danno una risposta a questo quesito.

Pertanto, per il grafologo la parte centrale è un aspetto della scrittura che non va mai sottovalutato, anzi va analizzato punto per punto e più prosegue la scrittura, più si vedono tali deformità.

Questo perché la persona perde la concentrazione sul suo modo di scrivere e pensa di più allo scritto, perdendo il controllo della perfezione desiderata delle forme lascia che il suo IO prenda forma e si esprima al meglio.

Ecco perché è essenziale far scrivere almeno una ventina di righe a chi vuole farsi analizzare la scrittura ed il grafologo deve sempre fare il confronto tra la parte superiore dello scritto e come esso si trasforma e muta col procedere della scrittura, rivelando i segreti più reconditi del suo esecutore.

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