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Il disagio famigliare del Gioco d’Azzardo

Quando il gioco d’azzardo è patologico? Quando non è più un gioco, un momento di svago, un’occasione per stare con gli amici, ma diventa una vera e propria ossessione da cui il giocatore non riesce a liberarsi.

E a subirne le conseguenze più devastanti sulla psiche e la relazione sociale è la famiglia, i figli,i coniugi e gli altri famigliari, perché percepiscono l’entità del danno, del disagio e del problema, mentre il giocatore ha come unico pensiero quello di fasi ancora una giocata, quella che lo ricompenserà di tutte le perdite, quella che gli farà cambiare la vita, quello che gli farà recuperare tutti gli affetti persi nel frattempo.

Peccato che tutto ciò sia solo frutto di un’illusione.

Non esiste una sola slot machine che renda un giocatore vincente e ricco, le piccole vincite servono soltanto per agganciarlo in un vortice senza fine di gesti ripetuti all’infinito, invano, per ritornare a casa con le tasche ancora più vuote del giorno prima.

 

Ludopatia – gioco d’azzardo patologico

 

Recentemente il Gioco d’azzardo è stato inserito nella categoria delle dipendenze del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (Disturbi non correlati a sostanze) il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo (in cui esiste una “posta” o “ricompensa” in denaro) che porta a disagio o a compromissioni significative.

Il GAP è valutato da specifici indicatori (es. necessità di quantità crescenti di denaro per ottenere l’eccitazione desiderata; irrequietezza o irritabilità quando si tenta di ridurre o smettere di giocare; bisogno di giocare d’azzardo quando ci si sente a disagio; ricorso alla menzogna per nascondere l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo; ecc.) e differenziato per livelli di gravità.

Chi sviluppa questa dipendenza può manifestare distorsioni cognitive (per es. negazione, superstizione, eccessiva fiducia in se stesso o un eccessivo senso di potere e di controllo) e spesso anche sintomi fisici quali: alterazioni dell’alimentazione, cefalea, insonnia e sintomi specifici dell’ansia (tremori, sudorazione, palpitazioni ecc.).

Il gioco d’azzardo patologico, pur rientrando formalmente nei disturbi ossessivo-compulsivi assume in realtà le caratteristiche di quelle nuove dipendenza senza sostanze che tanto si stanno diffondendo oggi soprattutto grazie ad internet e alle nuove tecnologie.

Cresce infatti il numero di coloro che diventano compulsivamente dipendenti da scommesse e poker on-line e, con questo, l’isolamento e i rischi materiali e sociali che un tale problema comporta.

In base al sistema diagnostico ufficiale il gioco d’azzardo patologico rientra nel novero dei comportamenti ossessivo-compulsivi, cioè di comportamenti ripetitivi, coercitivi e totalizzanti al di là di ogni ragionevolezza e problematici sia per la persona che li attua che per chi gli sta intorno.

Chi cade nella trappola del gioco d’azzardo patologico, infatti, finisce per essere dipendente dal proprio comportamento di gioco fino a sentirsene controllato e dominato senza più riuscire ad autolimitarsi nonostante le perdite finanziarie e i problemi sociali che questo comporta.

 

Gioco d’azzardo patologico e isolamento

 

Non stiamo parlando di puro e semplice divertimento, chi esprime un profondo disagio attraverso il gioco d’azzardo patologico mette in atto compulsivamente dei comportamenti che configurano questa sua “abitudine” in modo del tutto peculiare assimilandola, per questo, ad una vera e propria dipendenza come qualunque altra dipendenza, esempio dall’alcol o dagli stupefacienti.

Il giocatore compulsivo, infatti, è dominato dall’ossessione del gioco innanzitutto nella testa: i pensieri e le proprie energie mentali vengono quasi completamente “assorbiti” dalla pianificazione delle strategie di gioco, dall’ammontare delle vincite e delle perdite e così via fino a creare una vera e propria barriera invisibile che interferisce con le altre attività anche lavorative e con la partecipazione alle relazioni sociali e affettive.

Egli non sarà più in grado di rapportarsi con le persone intorno a lui, nemmeno coi famigliari, e non sarà in grado di vedere altre realtà oltre il gioco, dimenticandosi pertanto del lavoro, della cura del proprio corpo, della vita in generale ed in quella familiare.

L’unica sua preoccupazione è trovare l’opportunità di giocare e per questo è capace di mentire all’infinito anche contro l’evidenza.

 

Gioco d’azzardo patologico e dipendenze

 

I comportamenti del gioco d’azzardo patologico si configurano, infatti, come veri e propri ammortizzatori di vissuti ed emozioni negative che il giocatore in questione esclude in tal modo dal proprio campo di coscienza evitandone il carico perturbante e potenzialmente disorientante.

La spirale del gioco d’azzardo patologico si rivela tuttavia un’arma che il giocatore finisce per ritorcere anzitutto contro se stesso, si può arrivare a mentire e a ingannare gli altri, a commettere azioni illegali, come i furti o truffe per procurarsi il denaro, a trascurare lavoro sino a non essere più in grado di compiere alcuna attività lavorativa, così come gli amici, affetti e qualunque altro interesse.

Il gioco d’azzardo patologico crea una sorta di gabbia che impedisce a chi ne è vittima di uscire: spesso il giocatore compulsivo ha alle spalle numerosi tentativi di “smettere” o di autolimitarsi nel gioco che però, proprio come accade nelle dipendenze da sostanze, si rivelano puntualmente fallimentari non avendo altro esito che quello di aumentare ansia, angoscia e irrequietezza, quegli stati emotivi, cioè, che il giocatore non sa né tollerare né gestire e che ancor di più quindi lo spingono a giocare.

 

Il gioco d’azzardo patologico e internet

 

Il gioco d’azzardo patologico sta assumendo contorni e caratteristiche ancor più preoccupanti con internet e il dilagare di poker e siti di scommesse on-line: basta avere a disposizione un pc e una carta di credito rimanendo comodamente nel proprio appartamento senza neanche più doversi recare al tavolo da gioco; condizioni, queste, che aumentano anche l’isolamento sociale in cui il giocatore viene a trovarsi.

Consiste in comportamenti problematici persistenti o ricorrenti legati al gioco d’azzardo e può essere caratterizzata da intense pulsioni e pensieri fissi circa il “come” ed il “quando” poter nuovamente giocare (craving), dal bisogno di quantità crescenti di denaro da giocare per ottenere l’eccitazione desiderata (tolleranza) e i tentativi di smettere di giocare causano generalmente irrequietezza o irritabilità (astinenza).

Il gioco può diventare la preoccupazione principale della persona, la cui mente è occupata da pensieri persistenti attraverso i quali rivive le precedenti esperienze di gioco e pianifica quelle future, analizzando strategie per vincere o sistemi per procurarsi il denaro.

Gli insuccessi non scoraggiano gli individui dipendenti, anzi dopo aver perduto denaro, spesso, si cerca di “rincorrere” le perdite tentando ripetutamente la sorte.

Spesso si mente per coprire l’entità del coinvolgimento nel gioco o si possono compiere frodi, aggiramenti, furti per procurarsi il denaro.

Solitamente, per far fronte a situazioni finanziarie disperate a causa delle perdite, le persone con questo problema si rivolgono agli altri (come familiari ed amici) chiedendo il loro aiuto per risollevare le proprie finanze.

Alcuni individui giocano con maggiore frequenza quando si sentono colpevoli, soli, indifesi o sperimentano altre forme di disagio (come ansia o umore depresso).

Questo comportamento disadattivo coinvolge le attività familiari, mette in pericolo relazioni significative, il lavoro, opportunità di studio e di carriera.

Esistono varie forme di dipendenza da gioco d’azzardo che possono presentare diverse combinazioni  delle caratteristiche elencate ed essere definite da livelli di gravità variabili, quello che è certo è che la rilevanza di questo problema a livello sociale non può essere trascurata.

Il disagio è facilitato da vari fattori.

La quantità enorme di sale gioco, casinò, punti scommesse, app  e siti internet dedicati rende possibile un’esperienza istantanea, in qualsiasi luogo ci si trovi.

Inoltre, ogni canale, luogo, dispositivo dedicato al gioco è appositamente studiato per apparire invitante e attrarre il maggior numero di persone.

Casinò on line, skill games, slot machine, videopoker, sale scommesse, gratta e vinci, bingo, lotto e così via, rappresentano un’affascinante, seducente, caleidoscopica giostra che rischia di intrappolare chi ci sale, conducendo il giocatore in uno stato in cui è molto semplice perdere la cognizione del denaro speso e delle perdite, in un inarrestabile e distruttivo vortice di luci, suoni ed illusioni.

La comodità dei giochi online rappresenta un rischio soprattutto per i più giovani, infatti, sebbene il gioco d’azzardo sia illegale per i minorenni, i divieti in Rete diventano facilmente aggirabili.

Secondo la “Relazione Annuale al Parlamento 2015 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia”, «la stima dei giocatori d’azzardo “problematici” (cioè di coloro che giocano frequentemente investendo anche discrete somme di denaro, ma che non hanno ancora sviluppato una vera e propria dipendenza patologica pur essendo a forte rischio evolutivo) varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale (da 767.000 a 2.296.000 italiani adulti), mentre la stima dei giocatori d’azzardo “patologici” (cioè con una vera e propria malattia che si manifesta con una dipendenza patologica incontrollabile) varia dallo 0,5% al 2,2% (da 302.000 a 1.329.00 italiani adulti)”».

Ma nonostante le tante promesse e dichiarazioni di aiuto e prevenzione di tali situazioni gli allestimenti di slomachine e di app scaricabili sono in continuo aumento.

 

Gli effetti distruttivi sul sistema familiare

 

La dipendenza da gioco d’azzardo può produrre in breve tempo effetti tangibili anche dai familiari: il giocatore perde il lavoro e quindi non ha più un’entrata economica che garantiva la stabilità, inoltre avrà sicuramente dilapidato ogni avere ed ogni risorsa, compreso quello di chiedere prestiti legalmente, ipotecando casa o chiedendo aiuto ai parenti e conoscenti.

Poi si passa alla fase illegale dove subentrano strozzini e similari che fanno di ogni piccolo prestito un debito che il giocatore non riuscirà mai a restituire.

In fine c’è il passaggio ad ogni sistema illegale, come furti, truffe, ruberie varie, pur di recuperare un po’ di spiccioli e farsi una giocata.

Arrivato il momento in cui la persona perde ogni considerazione e dignità di se stessa passa a mendicare, celandole sue vere intenzioni ed impietosendo i passanti con altre scuse più adeguate.

In tutto questo processo che porta al fallimento personale c’è la famiglia e tutti i loro vani tentativi prima di recuperare il recuperabile e poi il cercare di nascondere la vergogna di quello che sta capitando realmente.

il giocatore può perdere la casa in pochi minuti; ma quella “casa” (materiale ed affettiva), anche quando è ancora in piedi, raramente è un luogo sicuro dove un bambino o un adolescente o persino un adulto si sente protetto, accudito e sereno.

La casa  di un giocatore è sempre un luogo di paura, di angoscia per il futuro, di vergogna, di disagio e del gran senso di inutilità per non riuscire a cambiare le cose in nessuna maniera.

Quando in una famiglia è presente un giocatore patologico viene meno la funzione affettiva della famiglia: difficilmente vi è lo spazio psicologico per occuparsi dei bisogni emotivi del figlio o di altri, il giocatore occupa la mente e gli impegni di tutti coloro con cui vive, come un dittatore travolge le loro esistenze senza che nessuno lo possa fermare.

La dinamica di risposta ai bisogni del figlio in queste famiglie è modulata dagli eventi esterni, ad esempio, la situazione derivante dal periodo di gioco o non gioco del genitore con tutte le sue conseguenze.

Specialmente il coniuge non giocatore, ancor più se è la madre, finisce con il riporre nel figlio attese magiche di sostegno e risoluzione di problemi che non dipendono da lui. Oppure, il figlio diviene motivo per mantenere immutabile la situazione familiare.

E’ il figlio dunque che assolve la funzione dei genitori e si prende la cura e la responsabilità di cercare una soluzione, il modo per risolvere le cose, col medesimo inutile e vano risultato.

C’è un solo unico modo di risolvere le cose: costringere il giocatore a farsi curare ed entrare in terapia, spesso l’unico sistema è la comunità dove non ci siano punti di contatto col mondo esterno.

Ma difficilmente un giocatore smetterà di giocare spontaneamente e allo stesso modo non riuscirà mai a portare a termine l’impegno di smettere, rimane la costrizione da parte dei famigliari che esasperati desistono per chiedere aiuto alle strutture che consentono di trattare problematiche del genere.

C’è anche un altro fattore da considerare: le comunità, soprattutto quelle specializzate, sono a pagamento e la famiglia spesso non ha più alcuna risorsa a cui attingere.

Esistono associazioni che riescono a costringere il giocatore a non più giocare creando, con l’aiuto della famiglia, un sistema di controllo intorno al giocatore al pari di una comunità chiusa.

Ma ci deve ancora essere una famiglia disposta a rischiare tanto, spesso alla fine chi è riuscito si è allontanato e chi rimane vive peggio di un carcerato ossessionato da ogni mossa o pensiero del giocatore.

Ma anche una buona riuscita di tale percorso non fa diminuire la paura di una ricaduta, l’angoscia che tutto possa ricominciare, così compagni, coniugi e figli vivono nella costante paura che l’incubo possa ripresentarsi alla loro porta.

Quando si parla di patologie derivanti da una dipendenza si fa spesso riferimento ai diretti interessati che sono dipendenti, ma si dimentica di considerare tutti coloro che gli hanno vissuto accanto, che hanno patito i disagi creati per una condizione che non ammette scusanti e che subiranno un trauma tale da non riuscire più a fidarsi di nessuno, perché il più grande tradimento è arrivato proprio da colui o colei che doveva proteggerli e non abbandonarli a se stessi o renderli responsabili delle macerie che il giocatore lascia dietro di sé.

Le ferite visibili si rimarginano, sono quelle invisibili che rimangono dentro, indelebili e durature.

Ma ogni persona coinvolta dovrebbe comprendere anche che non sono responsabili degli eventi o condizioni create da altri e che è possibile rifarsi una vita ed un’esistenza dignitosa e che si può sperare di avere un futuro, lontano o vicino dipende dalle circostanza, ma un futuro sereno è possibile come altrettanto indispensabile un aiuto ed un sostegno, non solo di tipo terapeutico per chi è patologicamente deviato ma anche per gli altri che hanno diritto ad avere un po’ di serenità.

Se notate che un vostro familiare incomincia ad affezionarsi troppo intensamente alla mania del gioco correte subito ai ripari e rivolgetevi alle strutture di sostegno di tali dipendenze, sperare che smetta da solo non è soltanto un’illusione ma è concedere al giocatore la possibilità di portare l’intera famiglia al fallimento totale sotto ogni punto di vista.

190 Comments

  1. Daniela ha detto:

    ” Le ferite visibili si rimarginano, sono quelle invisibili che rimangono dentro, indelebili e durature.”
    Dottoressa , è proprio così! è una tristezza profonda dentro al cuore.
    Grazie per la sua condivisione

    • GRazie a lei per il commento e la sua testimonianz Daniela, e se dovesse aver bisogno di qualunque cosa non esiti a contattattarmi.
      A presto e che il suo futuro le porti la serenità che cerca
      Marilena

      • Air MAR ha detto:

        A noi ci ha abbandonati. Sepmdeva 2500 euro al mese tutto lo stipendio. ..E non si cura proprio del figlio 0

        • Purtroppo è quello che succede nella maggioranza dei casi, il gioco fa perdere la coscienza di ogni cosa, è una dipendenza vera e propria e trascina nel suo inferno tutta la famiglia.
          Mi dispiace per il vostro caso.
          Marilena

    • Angy ha detto:

      Grazie per l articolo.
      Le ferite invisibili permangono…
      Ho messo fine al mio matrimonio andando via di casa con i miei figli.
      Lui sta andando da una psicologa ma a quanto pare dopo avermi vista frequentare un altro uomo, sono diventata io la sua ossessione.
      Continua a dirmi che è cambiato e di lasciar perdere questa altra persona.
      Mi trovo più confusa di prima, mi ha molto ferita e l ho perdonato per 10 anni consecutivi cercando di aiutarlo, ma lui ha sempre perseverato.
      Oggi che va dalla psicologa dice di aver capito tutto è rivuole la sua famiglia.
      Sono disperata e confusa, non so se voglio ancora fidarmi. Vorrei serenità!
      Accetto consigli

      • Prima di fidarti delle tante parole che incantano verifica i fatti e valuta concretamente con atti e azioni concrete e ripetute nel tempo il suo reale cambiamento.
        Di possibilità ne hai già date troppe, ora pensa a rifarti una vita, come l’avresti sempre voluta.
        Marilena

    • Maria ha detto:

      A chi lo dici io mi sento Distrutta avevo messo Tutta la mia vita nelle sue mani e mi sono trovata così delusa proprio da lui ed ora mi sento come una naufraga barcollo di qua e di là tra lavoro casa impegni familiari ma vuota e delusa

      • Purtroppo tutte le dipendenze dannoese non rovinano solo la persona che ne abusa ma tutta la famiglia e coloro che gli stanno intorno, hanno un effetto devastante non solo sui patrimoni, ma sui sentimenti, il senso di fiducia e la voglia di stargli vicino per aiutarli perché sai già che sarà l’ennesima bugia e domani tornerà tutto come prima.
        Lasciate andare queste persone perché sono persone perse, non si vogliono curare, non volgiono liberarsi dalla lorodipendenza, voglionono solo vivere a modo loro con la loro malattia e costringere voi a fare la stessa cosa, pertanto lasciateli al loro destino, che non è il vostro, voi meritate ben altro.
        Marilena

  2. CHIARA ha detto:

    Mio fratello gioca alle slot.
    Spende il suo stipendio e ha rubato il bancomat ai miei genitori. Io vivo lontana e cerco di guidarli, ho suggerito un sostegno x i parenti (hanno fatto ina sola seduta) e la tutela dei loro beni (hanno cambiato bancomat), ma non basta. È diventato aggressivo, oltre ad aver sempre avuto un carattere molto strafottente del tipo “sono il più furbo, non è mai colpa mia” che è peggiorato con la ludopatia. I miei non hanno ancora parlato con lui,  non sanno come muoversi e prima o poi scoppieranno. Temo che con l’indole che si ritrova non troverà mai la forza di chiedere o di accettare aiuto alcuno e finirà per autodistruggersi, non prima di aver distrutto la nostra famiglia.

    • Purtroppo ti devo dare ragione cara Chiara, la ludopatia è come tutte le altre dipendenze (alcol, droga, ecc..) e il sentore della privazione portano a delle reazioni aggressive per lenire l’astinenza o la paura di esservi costretti.
      Ed hai ancora ragione quando dici che da solo, come tutti coloro che patiscono una dipendenza che annulla qualunque volontà e coscienza, non deciderà mai di farsi aiutare e di rinunciare al gioco.
      L’unica cosa che potete fare, senza perdere tempo ed altro denaro, è rivolgervi ad un centro assistenziale della vostra zona dove psicologi preparati per questo tipo di problema vi sapranno dare tutte le indicazioni necessarie per curare il fratello.
      Nel frattempo ti consiglio di convincere i tuoi genitori a nominare un Amministratore di sostegno, attraverso una richiesta fatta al Giudice Tutelare del vostro Tribunale, almeno finché sussisterà tale condizione invalidante, per tutelare il patrimonio della famiglia impedendo al fratello di fare più danni di quelli che avrà già fatto.
      Nel caso abbiate bisogno di un aiuto più concreto da parte mia, con consigli ed assistenza mirati per risolvere il vostro caso, sono a vostra disposizione e potete contattarmi via mail in qualunque momento, anche nel weekend.
      Non lasciatevi scoraggiare e non perdete tempo.
      A presto
      Marilena

      • Miri ha detto:

        Salve Marilena ho letto questo messaggio , che parla di una ragazza che ha il fratello che gioca , io mi trovo nella stessa situazione, sono una ragazza di 21 anni e anche mio fratello gioca , anche lui ha rubato mancomat ai miei nonni per andare a giocare , non sappiamo più come dobbiamo fare , abbiamo provato ad andare da psicologi , è stato una settimana in comunità ma purtroppo dopo ha messo la firma ed è andato via , io abito in Toscana e loro in Sicilia ma è ogni giorno un incubo perché chiede sempre soldi a tutti .. che consiglio mi daresti perché è mio fratello è nom posso lasciarlo così ! GrAzie tante miriana

        • L’unico modo per bloccargli l’accesso al denaro, e quindi alla sua droga è quello di rivolegrsi al Giudice tutelare perché nomini uno di voi famigliari come Amministratore di Sostegno, in tal modo tutto il denaro verrà gestito dall’Amministratore e lui sarà costretto a non poter più giocare e magari gli ritornerà la voglia di terminare la terapia in comunità.
          Ma non sottovalutate mai una cosa: anche se dovesse fare un buon percorso terapeutico un giocarore è sempre un giocatore, come un drogato è sempre un drogato, pertanto dovrete sempre controllarlo e non credere mai alle sue promesse, basta un nulla per farlo ricadere nel baratro in cui si trova.
          In bocca al lupo
          Marilena

  3. Antonella ha detto:

    Sto vivendo questa esperienza che è veramente triste in quanto il ludopatico è veramente bugiardo e tende in tutti I modi di nascondere il problema…..Separarsi per me è la cosa più sana da fare per entrambi anche se crea molto dolore ,sono patologie di mente bruttissime..bisogna solo sperare che il giocatore prenda bene la separazione ,questa è la paura perché loro sembrano annebbiati anzi lo sono dando a te mille colpe per la non riuscita del matrimonio.

    • Bisogna considerare il ludopatia come una qualsiasi altra dipendenza, agisce nello stesso modo e porta le persone a dire il falso, approfittarsi degli altri, inventare mille scuse per farsi la loro dose quotidiana, che sia droga, alcol o gioco d’azzardo è la stessa cosa.
      Inutile aspettarsi che un dipendente capisca la sua condizione e si redima, occorre togliere il sostentamento che gli permette di continuare la dipendenza, che in questo caso è il denaro.
      Per tale motivo ho consigliato ad Eleonora (del precedente commento) di nominare un amministratore di sostegno (simile ad un curatore ma con una procedura più snella e meno dispendiosa) per i suoi genitori che li escluda dalla gestione diretta del loro patrimonio, in modo da chiudere “il rubinetto”che finanzia il loro problema.
      Per qualunque necessità e per il rispetto della privacy di tutti se avete bisogno di un consiglio o di un aiuto contattatemi via mail, in tal modo si garantisce non solo discrezione ma anche la possibilità di parlare dei propri problemi più apertamente e senza disagi.
      Marilena

    • Niky ha detto:

      Vivo la stessa situazione…. Gli voglio un bene infinito ma non tollero più una vita fatta di bugie e lunghi silenzi… Il mio progetto di vita è fallito ho bisogno anche io di aiuto lotto per i miei figli… Ora tante promesse ma io non torno indietro non posso farlo

      • Comprendo benissimi Niki, ed hai ragione: dopo tante promesse non mantenute devi cercare di rifarti una vita.
        Purtroppo il gioco come tutte le altre dipendenze può essere curato solo con un ricovero ed un trattamento coatto, difficilmente chi ne è succube decide di cambiare vita spontaneamente e di farsi curare, meglio mentire e continuare a giocare.
        Ho provato a chiedere la nomina di un Amministratore di Sostegno anche per togliere la fonte della loro dipendenza, il denaro, e salvaguardare quello che è rimasto dal patrimonio famigliare?
        Hai provato a farti seguire da un centro specializzato?
        Se vuoi il mio aiuto puoi scrivermi privatamente.
        A presto
        Marilena

  4. Niky ha detto:

    Molte colpe sono mie e della famiglia lo abbiamo aiutato nel modo sbagliato coprendo i suoi debiti…. Ho chiesto separazione e solo di fronte a questo sembra aver subito uno scossone ed aver scelto seriamente un percorso terapeutico… È presto… Ma spero per i nostri figlu

    • Comprendo ora che sei la moglie cara Niky, hai fatto bene a metterlo alle strette, ma chiedi al giudice tutelare di essere nominata suo amministratore di sostegno, così il patrimonio lo gestisci soltanto tu e lo tuteli dai suoi debiti, in molti tribunali basta telefonare alla Sezione della Volontaria Gurisdizione e le dicono come fare, non tutti i casi richiedono l’assistenza di un avvocato, quindi se te la consentono la domanda puoi farla tu risparmiando anche sulle spese legali.
      Nel caso di ludopatia deve essere stata diagnosticata ed accertata la malattia da uno psicologo, prova a contattare il Sert per chiedere come ottenerla, ti manderanno sicuramente ai medici degli Istituti di igiene mentale, che hanno delle tariffe agevolate, così la puoi allegare come documento prova alla richiesta in Tribunale.
      In bocca al lupo
      Marilena

  5. Niky ha detto:

    Dovrebbero essere i genitori a tutelare il loro patrimonio io ora ho solo la forza di aiutare i miei figli ancora troppo piccoli per comprendere questo incubo…. Adorano il papà il loro supereroe ed io la causa di tanta sofferenza!

    • Non ha motivo di sentirsi in colpa per situazioni che non ha creato e che non dipendono da lei, ma quando c’è di mezzo un giocatore compulsivo la prima cosa da fare è togliergli la disponibilità del denaro, non solo per non alimentare la sua dipendenza ma per non rovinare il patrimonio familiare, e qualcuno lo deve fare prima che le cose si compromettano in modo irreversibile.
      I suoi figli un giorno le saranno grati di aver pensato anche al loro futuro.
      Marilena

  6. Sandro ha detto:

    Ecco la verita e verissimo quello che si dice sulla ludopatia sono un distruttore di cifre da capogiro roba da 5 zeri cmq smettere lo si fa quando si tocca il fondo e fortunatamente non spendo piu un euro per il gioco da almeno 1 anno ho perso.moglie affetti e soprattutto tanti tanti soldi miha aiutato tanto scrivere le cose ….bruttissimo vivere in emarginazzione…….ho.guadagnato tanto nella mia vita ma ……e valso a poco il gioco di.cancella dalla terra……spero di.ripartire ……..per piacere non giocate no no no si perde dignita affetti stima ……..vi prego noooooooo

    • Mi associo al tuo appello Sandro.
      Non fatevi illudere, non si vince nulla si perde tutto e cominciare dall’affetto delle persone care e dalla famiglia, non sono forse più importanti di una macchinetta?
      Se i problemi ci sonosicuramente ci sono altri metodi per risolverli, celo assicuro, ma non cadete in ub baratro da cui non riuscirete più a rilsalire.
      Grazie Sandro
      MArilena

      • Marzia ha detto:

        E quando a giocare non è un marito ma si tratta di un figlio? Leggo le situazioni di molte donne e pur comprendendo nel profondo quanto sia doloroso vivere accanto ad un uomo che gioca e che rovina la sua vita e quella di chi gli sta intorno, non posso evitare di pensare che esiste una scelta …. quella di dire ora basta, io vado via . Quando invece questo inferno lo vivi da madre e tutto molto più difficile. Io vivo da sola con mio figlio , separata da quando lui era bambino , e sto affrontando questo mostro a più teste che è la ludopatia . Inizialmente mio figlio giocava qualche scommessa di calcio e di eventi sportivi , poi intorno ai 22 anni, a seguito di in una seria depressione, causata dalla dismorfofobia, altra malattia di questo temo vuoto , subentra la ludopatia . Come ? Come una sorta di regolamentatore del suo umore e dei suoi stati d’animo squilibrati e ossessionati dalla convinzione di essere brutto . Il gioco lo distraeva ma nel contempo il dopo gioco diveniva il rinforzo della dismorfobia. Giorno dopo giorno il gioco ti risucchia, assume valore sempre maggiore, e’ una droga … forse la peggiore droga . Mio figlio e’ arrivato a giocare cifre che non aveva ai giochi virtuali, non le slot , corse di animali che si ripetono a ritmo di una al minuto e che rendono folli. Ho letto ogni parola di quanto lei scrive sui familiari e tanto potrei aggiungere ancora. E’ un lungo cammino , un tunnel che sembra non avere fine. Mio figlio ora è in cura e io la forza la sto trovando nella lotta sociale contro il gioco d’azzardo . Il mio impegno e’ e resta il modo per non sentirmi annientata da questo orribile mostro che entra nelle famiglie e distrugge ogni cosa . Più ci uniamo e lottiamo per questa insana diffusione , più riusciremo ad evitare che altri conoscano questo nostro terribile dolore.

        • Sono perfettamente d’accordo: di certi problemi se ne deve parlare apertamente senza vergogna, perché ci si aiuti e ci si sostenga nel modo migliore.
          Il mio consiglio è di chiedere al più presto che qualcuno della famiglia venga nominato Amministratore di Sostegno, fuori dalla comunità il rischio che tutto torni come prima è fortissimo, cerchi quantomeno di circoscrivere i danni.
          In bocca al lupo
          Marilena

  7. Niky ha detto:

    Scrivo ancora perché arrivare a perdere tutto… Sandro vorrei tanto capire perché??? Io non posso permettere che i miei figli arrivino a non riconoscere il loro padre ad essere delusi da lui non è giusto

    • Niky ha già scritto altrevolte la sua disperazione, vuol dire che nulla è cambiato.
      Le voglio dare un consiglio che deve assolutamente seguire: non si fidi delle sue promesse o dei suoi impegni perché non li manterrà, la dipendenza da gioco non si risolve con le promesse non mantenute, e lei per il bene suo e dei suoi figli deve agire al più presto facendo ricoverare il marito o il suo ex in un centro di recupero attraverso un TSO un trattamento obbligatorio che può richiedere il suo medico curante e poi chieda al Tribunale della sua città di essere nominata Amministratrice di Sostegno per tutto il patrimonio intestato al giocatore ed agli eventuali soldi che percepisce dal lavoro o da altre forme di reddito, solo in questo modo lo aiuterà a guarire: obbligandolo ad essere seguito da esperti e togliendogli ogni denaro, finché avrà accesso ai soldi se li giocherà.
      Lo faccia Niky per favore e lo faccia al più presto. Finché non agirà in questo modo aspettarsi i miracoli, non serve a nulla perché non arriveranno.
      Mi auguro tanto che segua i miei consigli…
      Marilena

    • Elena ha detto:

      Ciao Niki. Mi trovo nella tua stessa situazione. Sto malissimo. Se vuoi possiamo metterci in contatto e parlare un po’. Magari ci facciamo coraggio a vicenda.

      • É una bella cosa Elena trovare conforto e sostegno in chi sta vivendo la medesima situazione, ma ricordatevi che l’iuto principale deve venire da persone competenti che sanno consigliarvi, oltre che ascoltarvi e sostenervi, e suggerirvi il modo migliore o più adatto per salvare voi stesse e la vostra famiglia dalla distruzione totale, sia emotiva che economica, con strascichi che spesso conducono anche a gesti estremi.
        Per questo problematiche di questo tipo, come tutte le dipendenze, vanno trattate con cautela e sempre con l’aiuto di esperti e persone competenti.
        Mi raccomando: sostegno sì ma adeguato e da personale esperto.
        Grazie Elena del tuo gesto generoso, spero che venga ascoltato.
        Marilena

        • Elena ha detto:

          Ho già cercato aiuti esterni come psicologi e anche in centri specifici ma colui che deve essere aiutato è mio marito, non io. Lui non vuole farsi aiutare, pensa che da soli possiamo farcela, ma in realtà non è così. Mi è stato consigliato da più persone di iniziare a pensare di più a me stessa e a mio figlio perché con uno così non avremo un buon futuro. Sto provando di tutto per provare a risolvere la situazione, almeno un giorno non avrò il rimorso di non averle provate tutte se andrà a finire il nostro matrimonio. Mio marito fa sempre promesse che poi non mantiene è questo il problema. Sono molto stanca, sia mentalmente che fisicamente.

          • Immagino il tuo travaglio e le tante bugie che avrai dovuto sopportare metre piano piano tuo marito distruggeva l’intera esistenza non solo della famiglia ma di qualunque amico o persona volesse aiutare.
            I dipendenti non si curano MAIspontaneamente perché non vogliono curarsi, vogliono solo continuare con la lorodipendenza, le tante promesse inutili sono soltanto un prendere tempo.
            L’unica cosa,come avevo già consigliato in altri commenti, è andare dal madico di base e chiedere un TSO, un trattamento sanitario obbligatorio di ricoveroin una struttura adeguata e nominare per lui un Amministratore di Sostegno nel Tribunale della tua città, che potrati essere tu, perché possa impedirli di avere accesso a qualunque fonte di denaro.
            Solo così siaiutano i giocatori d’azzardo. Non ci sono altre soluzioni che sono solo dei paliativi se non una perdita di tempo, ed il tempo per voi costa l’esistenza.
            Mi raccomando, metti in pratica i miei consigli al più presto e se hai bisogno di altro contattami via mail in privato.
            Forza e coraggio e agisci, è l’unico modo che hai di salvare quel che rimane della tua famiglia.
            Marilena

          • anna ha detto:

            Salve ,anche io mi trovo in questa situazione dal 2014,per tre anni sembrava andasse tutto bene .Ha fatto terapia e sembrava diverso ,ma un mese fa tutto e’ ricominciato e’ molto aggressivo e daa tutta la colpa a me.Nuovamente sto cercando di aiutarlo ma devo dire che sono sfinita e non so più se ne vale la pena.Mi sento inutile.

            • La dipendenza, sia nella droga, alcol o nel gioco, è sopratutto mentale e da quella non guarisce mai.
              Il suo destino è avere a che fare con una persona simile che la condurrà presto a delle complicanze economiche non di poco conto, non solo per i crediti mai pagati ma perché arrivano a faslsificare asssegni ed ogni altra dichiarazione con il nome di altri, visto che il loro non ha più credito, per ottenere soldi.
              Non può immaginare di cosa sono capaci di inventarsi pur di truffare le persone più care pur di ottenere del denaro.
              Oltre a consigliarle di avere mille attenzione ci pensi bene se vuole avere a che fare per il suo futuro con una persona del genere che forso non l’ama nemmeno ma è l’unica che al momento gli garantisce un tetto sulla testa e pasti caldi…. l’amore non è fatto di raggiri.
              Marilena

            • Ferita ha detto:

              Io ho combattuto per quasi 17 anni. Avevo solo 22 anni quando conobbi lui. Mi innamorai perdutamente…ma non sapevo che mi innamoravo di una sua maschera era dolcissimo, amorevole, pieno di attenzione…una maschera perché invece era un astuto stratega che stava tramando per farmi cadere nella sua rete…e caddi. Mi ha lasciato sempre sola, feste e giorni importanti. Come quando rimasi in cinta per 8 mesi non l’ho vidi .è stato con me perché aveva bisogno di supporto. Uomo aggressivo, urlava, mi definiva troia anche davanti a mio figlio…fin quando non l’ho messo alle strette …faceva finta di cambiare. Solo una volta per qualche meraviglioso periodo fu un papà buono e compagno sereno quando andava dallo psicologo. Poi crollò di nuovo e peggio di prima. Mi tradì e chi sa quante volte. Tornava facendo la vittima, sosteneva di essere cambiato…e io gli credevom inganno ‘ me e poi un gruppo di auto aiuto ove vi erano 3 psicologi che mi avevano detto che era il trascinatore positivo degli altri.
              Comunque mi inganno ‘ di nuovo…architetto ‘ di tutto per farsi cacciare di casa, urlava, nn tornava la notte, dormiva il giorno…fin quando stanca non lo feci entrare ma sperando che tornasse dal dottore E ci desse la serenità, la famiglia che desideriamo… e Invece aveva trovato già un’altra sistemazione, un albergo e la proprietaria amante.
              Gira donne e le inganna spende tutto lo stipendio e dei suoi figli nemmeno un interesse o chiamata nel giorno del loro compleanno. Vi credo di cr3dermi…scappate scappate lontano. Sono ferita e ho paura di tutti gli uomini. Lui l’uomo che ho amato con tutta me stessa mi ha ferito come prendere un coltello da macellaio conficcarlp nel mio cuore e tagliare forte…mentre sono inerme. La mia Anima è triste. E ogni giorno della mia vita penso a come ha potuto ferire così noi è come ha potuto abbandonare i figli…come…
              Quella donna che lo aiuta mi ha deriso in faccia…pazienza, arriverà un giorno che avrò io compassione di lei.

              • Mi dispiace per quanto hai passato e per quanto ti stai ancora trascinando a causa di una persona che consapevolmente si è resa malata della sua dipendenza.
                Sfoga la tua rabbia ma poi accantonala, mettila da parte e guarda al futuro che ha bisogno di penieri positivi per potersi sviluppare al meglio.
                Ti auguro di trovare presto la tua serenità, perché dopo tanto dolore meriti una vita serena, tu e i tuoi figli.
                Marilena

  8. Niky ha detto:

    Ciao Elena è tanto che non mi collegavo con questa pagina avevo voglia di vivere qualche giorno spensierato con i miei figli fingendo che questo problema non esista e per un po’ ci sono riuscita! Che dirti forse che fai bene a lottare per il tuo matrimonio io ho scelto la via della separazione perché finita qualsiasi forma di forza…. Non l’ho abbandonato del tutto ma voglio recuperare un po’me stessa

    • Ognuno deve fare le scelte ce si sente in base al proprio vissuto, esperienza e ciò che gli o le è capitato, tutte le soluzioni sono valide purché non si perda più il rispetto di se stessi e non si permetta agli altri di venirne meno.
      Tant auguri cara Niky ed in bocca al lupo per il tuo futuro.
      Marilena

      • Camilla ha detto:

        Io ho avuto 4 anni un ragazzo ludopatico (io 24 e lui 27) ogni mese prendeva lo stipendio giocava poi prometteva che non lo faceva più, io ci credevo, ma ogni mese era la stessa storia. Non prestate mai i soldi come ho fatto io perché così aumentate la loro malattia. Dopo 4 anni L ho lasciato perché anche se si stava facendo guarire dopo un po’ di mesi lo rifaceva e a me ricrollava il mondo addosso. Ora va ai giocatori anonimi ne sono felice il mio cuore vorrebbe che tra un anno torna da me cambiato però la mia testa lo sa k un giocatore rimane giocatore e può sempre ricadere. Lo amo mi dispiace ne soffro tutti i giorni ma ci ho provato molte volte ad aiutarlo in mille modi ma non posso più rovinarmi la vita e piangere perché loro vogliono questo dalla vita ed è sempre una paura costante nella nostra vita

        • Chi vuole creare un rapporto con un ludopatico, o un dipendente da qualunque altra sostanza perché la condizione è parificata, dovrà fare i conti col fatto che quella persona se costantemente controllata avrà la possibilità di stare lontanto dal gioco e quindi smettere, ma può sempre ricarscarci, in ogni momento, anche con un’assistenza h24.
          Questo perché la loro dipendenza è sopratutto mentale, non fisica, ecco perché sarebbe cosngliato che fosse sempre seguito dal servizio assistenziale di un’ente specializzato per tali problemi, di quelli forniti gratuitamente dallo Stato.
          Ciò non cambia il fatto che sarà un giocatore per tutta la vita e la sua mente sempre e costantemente rivolta al gioco, ed il peggio è che sono situazioni che creano problemi non solo a chi ne soffre ma a tutta la famiglia e le persone che come lei gli vogliono bene e cercano di aiutarlo, rovinandole economicamente o guastando il rapporto.
          Pertanto con tutto il bene che gli vuole io le consiglio di rivolgere il suo sguardo altrove, è una vita d’inferno, sempre allerta e non sarà mai abbastanza, una vita che regala ben pochi momenti di felicità, ma delusioni, bugie, creditori che bussano alla porta continuamente…. la vergogna che si porterebbe addosso lei per quello che fa l’altro.
          Sono tutti aspetti da considerare con molta attenzione e non basta mai.
          Marilena

  9. Niky ha detto:

    Grazie….

  10. Mariacristina ha detto:

    Buongiorno, leggendo l’articolo mi sono ritrovata assolutamente immersa come tanti di voi. Sono ormai quasi sei anni che viviamo in questo inferno che è la ludopatia di cui “soffre “ mio marito, anni di menzogne di tentativi di ricominciare ma vani, ad aprile l’ho messo davanti ad un bivio facendolo convocare da in’avvocato per la separazione, dopo la prima reazione naturalmente arrogante e spavalda, ha ammesso di avere un problema e di volersi fare aiutare, abbiamo iniziato il percorso del serd a maggio i primi colloqui ed a giugno gl’incontri d’informazione, sembrava preso bene, ma dopo poche settimane vedevo meno interesse, impegni prolungati di lavoro non gli permettevano di essere presente. Nel frattempo monitoravo la situazione economica che non appariva assolutamente anomala per cui pensavo che le cose potessero migliorare. Una sera di poche settimane ho scoperto che non c’era più l’oro della mia povera mamma, alcune cose delle figlie e mie, mi è crollato il mondo addosso! Mi dono sentita depredata dei ricordi s me cari, derubata, questa volta peggio di tante altre in cui vedevo lapidare centinaia di euro anche in un solo giorno. Chiedendo spiegazioni ha ammesso che ha giocato Prendendo soldi dal conto della mamma, vedova da un anno e mezzo ed ha 85 anni!! Premetto che lo aveva già fatto anni fa quando aveva la firma sul conto dei genitori, che giustamente gli hanno tolto supplicando me di metterla, praticamente nel periodo che frequentavamo il serd lui ha trovato il bancomat che io avevo nascosto della madre ed ha fatto manbassa!!! Inutile negare il disprezzo che provo, viviamo praticamente separati in casa, due fantasmi che s’incrocuano scambiandosi raramente qualche frase necessaria alla quotidianità. Le ragazze mi esortano ad essere forte, lui fa resistenza affinché io prenda il controllo totale delle finanze e poi abbiamo conti cointestati non riesco s togliere la sua firma!! Sono stanca non ho più vita, anche le ragazze stanno pagando un prezzo troppo alto!! Oltretutto non vuole andarsene da casa, mi ricatta con il lavoro dicendo che tanto di licenzia è così questo incubo continua!!! Mi sento in un baratro!!! Grazie e scusate il mio sfogo

    • Il modo per risolvere la questione economica c’è ma deve essere sposata con lui, la mera convivenza non le permette di afffrontare in maniera adeguata un intervento e comunque così non può certo andare avanti altrimenti finirà in un baratro sempre più profondo.
      Mi contatti via mail: info: marilenacremaschini.it e vedremo di trovare il sistema di aiutarla a risolvere questa delicata situazione.
      A presto
      Marilena

  11. Mariacristina ha detto:

    La ringrazio

  12. Vivi ha detto:

    Mio marito o scoperto che giocava mi aveva promesso che avrebbe smesso e per amore suo e dei figli gli ho dato fiducia. Un bel giorno ci ha lasciati è andato a vivere in un altra città , siamo in una giudiziale piena,non si attiene a nulla di ciò che ha emesso il giudice . Ha un comportamento di totale anaffettivita verso i figli e odio assoluto nei miei confronti. Non li cresce e si disinteressa dei ragazzi e conduce una nuova vita fatta di viaggi e lusso. Io pago tutti i debiti che ci ha lasciato e mi da la colpa se ha giocato

    • Che sfortuna cara Vivi, sopratutto perché le ripercussioni di chi si gioca anche la vita cadono sopratutto sugli altri.
      Di tutte le sue inadempienze ne faccia denuncia, non c’è bisogno di farla redigere da un avvocato, può andare dai Carabinieri e denunciare suo marito per inosservanza di un obbligo imposto con sentenza, almeno avrà le prove di quanto non le è stato versato e potrà anche agire direttamente su qualunque bene venga in possesso anche nel futuro.
      Per il resto le auguro di rifarsi presto una vita, anche trovando un compagno che sia di aiuto e sostegno e non un peso che schiaccia senza lasciar vivere.
      E nel caso dovesse ritornare promettendole anche la luna si ricordi che da questa dipendenza non si guarisce mai, i mariti ritornano a casa solo quando non hanno più un posto dove dormire ed un piatto dove mangiare e magari da malati nessuno che li aiuti, ma si ricordi che il ritorno non è mai per questi motivi ma per avere ancora del denaro per continuare la sua dipendenza.
      Si faccia forte, anche per i suoi figli, e lo tenga lontano da loro, meglio il ricordo di un pessimo padre che vederlo coi propri occhi giorno dopo giorno.
      In bocca al lupo.
      Marilena

  13. lucia ha detto:

    Mio figlio (40 ANNI) gioca da circa vent’anni. non pensavamo che esagerasse ma l’ho scoperto l’anno scorso quando ho trovato un ammanco sul un libretto cointestato, messogli a disposizione, per attingervi quando i clienti non lo pagavano con puntualità. Casualmente ho scoperto un ammanco di 15 000 euro. ha ammesso la verità sulla sua dipendenza e siamo dovuti intervenire con altri 15000 euro per coprire altri debiti. A novembre del 2017 ha iniziato spontaneamente delle sedute di psicoterapia presso uno psichiatra.
    Ho cercato di essergli vicina, veniva a pranzo da me tutti i giorni con la sua bimba piccola (la moglie è fuori tutto il giorno per lavoro).In primavera ha chiesto di fare un week end solo con me per riposarsi. A giugno, con tutta la sua famiglia, siamo statti fuori per altri due fine settimana. E’ sempre stato un figlio presente ed amorevole ma casualmente abbiano saputo , pur guadagnando più che bene, che la vacanza di agosto gliel’ha dovuta pagare la moglie, ha chiesto un paio di migliaia di euro in prestito al suo collega di studio e il commercialista , a fine mese, deve sempre sollecitarlo per pagare l’IVA che da mesi ha dovuto dilazionare. Pensi che dalle grosse vincite di gioco, ha avuto controlli dalla Guardia di Finanza per un anno. Lui dice che dopo solo 4 sedute con lo psichiatra, il problema era già risolto, ma continua ad andarci per altre cause remote e piu’ profonde. Alla fine mi ha comunicato che il problema era il rapporto con me e bisognava tagliare il cordone ombelicale. Afferma di non giocare più e sono due mesi che si è allontanato da me . Anche la moglie cui mi sono rivolta per capirci qualcosa di più, mi ha urlato che “deve essere finalmente indipendente da me”. Non è mai stato un figlio mammone ma io sicuramente una madre attenta , capace di leggergli nello sguardo.
    Ora anche io sono in cura per una forte depressione. Ma veramente, dopo solo 4 sedute, anche se sicuramente motivato dall’amore per la figlia, può essere uscito da questa patologia ? Noi genitori, lui presente ovviamente, avremmo voluto incontrare il suo medico, ma il dottore dice che ancora non è giunto il momento.Mi dia un aiuto per capire di più e sapere come comportarmi. Per il momento mi sono defilata.

    • Ci sono tante cose che non quadrano Lucia: per curare una dipendenza profonda come quella del gioco 4 sedute non basteranno mai, se non ha soldi dovrebbe togliersi i vizietti costosi delle vacanze e rendersi più responsabile: chi soffre di dipendenza continua ossessivamente a chiedere soldi a chounque inventandosi anche scuse lacrimose per giustificarsi, ma questo non fa che aumentare i suoi debiti, e come genitori dovreste smettere di pagare.
      Dovrebbeinvece rivolgersi al Giudice Tutelare e chiedere che gli venga nominato un Amministratore di Sostegno, di solito un famigliare, per impedirgli di aver qualunque accesso al denaro.
      Solo privandolo della sua droga, il denaro, riuscirà a costringerlo a farsi curare seriamente, per quel che ho capito vi sta solo raggirando ancora per avere altri soldi.
      Faccia attenzione quando si ha una dipendenza si diventa anche dei bravissimi mentitori ed ogni promessa sarà un nulla di fatto.
      Passi alle azioni che le consentono di non portare la sua famiglia e quella di suo figlio alla completa rovina.
      Spero di esservi stata utile
      Marilena

      • lucia ha detto:

        Grazie tante per la risposta.
        Soldi da noi non ne ha più.
        Quello che non mi torna è che dice che il problema sono io e che deve staccarsi da me.
        Ma può mai un medico imporre al paziente di non trattare più come prima la madre, o il mio allontanamento è necessario a lui perchè sono l’unica a leggergli negli occhi e forse scoprire ancora che non ha superato il grave problema?
        La moglie ,che alimenta la sua decisione, preferisce vedere la necessita’ d’indipendenza da me piuttosto che altro?

        • Le posso garantire che i terapisti e le associazioni che seguono tutti i tipi di dipendenza cercano di mantenere unita la famiglia, perché senza l’appoggio di quest’ultima il dipendente non si libererà mai dalla sua dipendenza, qualunque essa sia, si tratta dell’ennesima bugia del figlio, e le do un consiglio: non può più permettersi di credergli perché ora la sua vita si basa su tutta una serie di mezogne che racconta a chiunque pur di trarne in qualche modo profitto, che nel suo caso è avere dei soldi per poter giocare.
          Ma lei ha ami parlato apertamente con la moglie senza il figlio di mezzo? sa potrebbe avere delle sorprese, e se davvero vuole ancora assecondarlo vuol dire che non ha capito la gravità della situaizone.
          L’unico modo per aiutare tutti è far sì che non possa più avere in gestione del denaro e lo può fare solo attraverso una nomina di un Amministratore di Sostegno da parte del Tribunale.
          Provi a contattare la volontaria Giurisdizione del Tribunale della sua provincia e chiedere informazioni al riguardo, in alcuni casi non è nemmeno necessario l’intervento di un avvocato, ma deve informarsi al più presto.
          Il giudice potrebbe anche imporgli dei ricoveri coatti in strutture come le comunità per aiutarlo a perdere il vizio.
          Spero di esserle stata utile
          Marilena

  14. Tiberio Faraci ha detto:

    Gentile Dottoressa
    il mio nome è Tiberio Faraci,
    sono un operatore e scrittore di Crescita Personale,
    alcuni dei miei libri sono presenti in 12 Paesi.
    Le scrivo perché entra in commercio “un gioco”
    (che si pratica con dei sassi)
    di mia invenzione
    che credo molto adatto a combattere le dipendenze dal gioco.
    E anche quelle da dipendenza tecnologica.
    Ne parlerei volentieri con lei se me ne darà la possibilità
    anche in Waths App o Skype,
    volentieri ve ne regalerei alcuni per farne esperienza.
    Sono a disposizione per spiegarle meglio,
    e come dicevo a regalarvene.
    Cari saluti e buon lavoro
    Tiberio Faraci (innamoratidite@msn.com)

    • E’ un’idea fantastica caro Tiberio e sono sempre a favore delle innovazioni che possano migliorare la vita delle persone.
      Le chiedo la cortesia di contattarmi via mail: info@marilenacremaschini.it in modo da discutere i termini di come rendere diffusa tale modalità, utilizzando anche uno spazio con un articolo sul mio sito.
      Non sono così tecnologica (non ho WathsApp nè Skype) viaggio per ora soltanto con le mail… anche se prima o poi mi dovrò arrendere.
      Attendo con grande interesse un suo contatto
      A presto
      Marilena

  15. Niky ha detto:

    Sapete cosa mi lascia sempre più amareggiata….il modo in cui il ludopaticio pensa di convincerti per l’ennesima volta che è cambiato…. Fa parte del passato che la strana sei tu perché fai soffrire tutti in primis i tuoi figli… Lasciami respirare quello che ho passato lo so io…. La persona che doveva tutelarmi è quella che mi ha più ferita… Un solo giorno avresti dovuto passare la merda che mi hai buttato addosso tu fregandotene dei giuramenti e dei figli….

    • Infatti è proprio così. la ludopatia è come tutte le altre dipendenze, annulla la persona e non esiste altro scopo se non quello di portare avanti la sua dipendenza, inutile tentare di farli cambiare o guarire, ci possono provare ma solo quando si ritrovano in mezzo ad una strada e non hanno più nessuno a cui chiedere qualcosa, ma anche se volesse farsi seguire non posso negarle, cara Niky, che da questa dipendenza non si guarisce mai.
      Io non so se è sposata oppure no, ma l’unico rimedio da moglie è chiedere in ribunale di essere nominata sua Amministratore di Sostegno, è l’unico modo di proteggere quel poco che le è rimasto, se le è rimasto qualcosa, o comunque di impedirgli di gestire qualunque sua fonte di reddito.
      Se ha bisogno di un consiglio per approfondire ulteriormente questo aspetto mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it.
      Marilena

  16. Niky ha detto:

    Sono separata da poco ma lui sembra un’eternità per fortuna ho il mio lavoro e la mia casa per fortuna ed una famiglia che mi aiuta fisicamente… Lui ora non sgarra da un po’…. E in più c’è lui molto presente…. Con lui non ho nulla in comune di proprietà i danni materiali forse si saneranno con il tempo ma, quelli psicologici le ferite rimangono la rabbia…. Il sentimento più difficile da gestire nulla che fare con la vergogna che non provo per niente…

  17. Martin ha detto:

    Dottoressa ho avuto il batticuore mentre leggevo, ha analizzato così approfonditamente il delicato argomento che mi sento di farle i complimenti per il suo diligente lavoro.
    Detto questo, ho 24 anni una madre depressa per colpa di papà e del suo vizio un fratellino di 17 praticamente in ginocchio e abbiako continuamente vissuto in quella mortificante angoscia che lei ha ben descritto da tutta la vita.
    Non so quanto possa soffrirne il “malato” ma io sinceramente, forse da codardo, mi sento di prendere il mio fratellino e scappare via sono stufo di tappare buchi e pagare debiti.
    Esco di casa con l’angoscia e il cuore attorcigliato dalla paura per il futuro che sembra sempre buoio.
    Non lo pretendo sicuramente, ma le chiedo gentilmente di consigliarmi su come comportarmi, se può.
    Grazie.

    • Il mio consiglio è quello di monimare, magari lei stesso, un Amministratore di Sostegno per il padre, in modo che non abbia più alcuna gestione sul denaro, togliendogli la fonte della sua dipendenza.
      In alcuni Tribunali permettono tale richiesta da rivolgere al Giudice Tutelare anche senza avvocato, provi a chiamare l’Ufficio della Volontaria Giurisdizione e chiedere informazioni su cosa deve fare per ottenere dalGiudice la nomina dell’ Amministratore di Sostegno.
      E’ un primo passo decisivo per tutelare l’intera famiglia e magari costringerlo anche a seguire associazioni che aiutano tali persone con questa dipendenza.
      Ma non perda tempo, si informi al più presto
      Marilena

  18. Leonardo ha detto:

    Ho 19 anni. È da quando sono bambino che gioco, all’eta Di 13/14 anni le prime giocate, le prime vincite che ti davano felicità , soddisfazione, essere bravi a fare qualcosa. A 16 anni la situazione è cambiata, giocavo cifre enormi per la mia età , tutto nascosto ai miei genitori. L’unica soddisfazione che avevo era il gioco, il mio fisico cambiava in modo pietoso, non mi tagliavo più i capelli e mi sentivo indistruttibile, il più potente.
    Non ho mai smesso, ci ho provato. Sono arrivato ai 17/18 anni e per procurarmi i soldi ho fatto delle cazzate enormi irriparabili.
    Ho passato un anno lontano da mio padre che non mi voleva più vedere a causa del gioco, e che nonostante le mie promesse che smettevo non le mantenevo e ricadevo in bugie. Sono arrivato ai 19 anni , ho preso il diploma nonostante giocassi anche nel periodo dell’esame, il cervello in fumo, dopo il diploma non avevo aspettative, mi volevo prendere una pausa ma la pausa era compensata dallo schifo del gioco che mi allontanava completamente dalla realtà. Un giorno sono entrato alle 10 di mattina sono uscito alle 8 di sera e mi sembrava di stare in un altro mondo, ovviamente sono uscito perdente perché dal gioco ricordatevi che non si esce mai vincenti!
    Ti scordi dei bisogni primari, non mangi, oppure mangi in modo compulsivo, per sfogare le tue frustrazioni nel cibo, insulti i tuoi genitori dando le colpe a loro, ti crei uno scudo e affermi che la tua non è una malattia, ma sei portato nel giocare. Dici che vinci e che vai in positivo ma invece sei consapevole di perdere tutti i giorni perché il tuo non è più un passatempo ma una vera e propria dipendenza.
    A 19 anni sono cominciati gli attacchi di panico, le paure, l’ansie, non mi permettevano più di stare con i miei amici, ed è arrivato il giorno che ho sputato il rospo a mamma, la più colpita da questa mia dipendenza e gli ho detto: Ma, chiedimi tutti i tuoi dubbi o tutto quello che vuoi, ti dirò tutto.
    Così è stato , ma non è cambiato nulla, risono andato a giocare nonostante lavorassi è il tempo libero era poco. Così , un altro attacco di panico, più grave, mi sembrava morire. Così , ho deciso che la mia vita non poteva essere più controllata dal gioco, ma devo decidere io che cosa farne della mia vita. Sono andato all’ospedale e ho deciso di affidarmi a uno psicologo , sono arrivato a una consapevolezza che il gioco è un massacro morale , ti fa diventare bipolare e ti comporti con le persone a seconda delle tue vincite o dalle tue perdite.
    Sono due giorni che non gioco e non ci penso, ma la mia testa il primo giorno è andata in tilt e sono corso in ospedale e mi hanno cominciato a far intraprendere una terapia con dei psicofarmaci tranquillanti che sedavano i miei attacchi. Vuoi cercare soddisfazioni nella tua vita? Affronta i tuoi problemi e non scappare, vivi la tua vita con chi ti vuole bene e non tradire mai la loro fiducia. Il gioco può essere una rovina e può essere lasciarti da solo se chi è vicino a te si stanca delle tue ripetute promesse non mantenute.

  19. Leonardo ha detto:

    Ho 19 anni. È da quando sono bambino che gioco, all’eta Di 13/14 anni le prime giocate, le prime vincite che ti davano felicità , soddisfazione, essere bravi a fare qualcosa. A 16 anni la situazione è cambiata, giocavo cifre enormi per la mia età , tutto nascosto ai miei genitori. L’unica soddisfazione che avevo era il gioco, il mio fisico cambiava in modo pietoso, non mi tagliavo più i capelli e mi sentivo indistruttibile, il più potente.
    Non ho mai smesso, ci ho provato. Sono arrivato ai 17/18 anni e per procurarmi i soldi ho fatto delle cazzate enormi irriparabili.
    Ho passato un anno lontano da mio padre che non mi voleva più vedere a causa del gioco, e che nonostante le mie promesse che smettevo non le mantenevo e ricadevo in bugie.

    • Non pensi che si arrivato il tempo di porre fine a tutto ciò?
      Rivolgiti ad un centro specializzato che aiuta persone che come te hanno la dipendenza del gioco e cambia la tua vita, sei giovanissimo non vale la pena di buttarla in questo modo.
      Tu sei il solo artefice del tuo futuro, se lo vuoi vedere datti da fare e cambia stile di vita o ti ritroverai presto in mezzo ad una strada senza più nessuno disposto a credere alle tue continue menzogne e sopratutto ad aiutarti.
      Ed è giusto che sia così
      Chi è causa del proprio male pianga solo se stesso
      Marilena

  20. Patrizia ha detto:

    Io ho scoperto che mio marito gioca sono stanca ho dovuto vendere tutte le mie cose x pagare i debiti io non o PIÙ un marito mi sembra di avere una persona che io non conosco lui non vuole ammettere che gioca dice che io sono pazza io ora lo odio perché non mi a mai dato un solo centesimo e bugiardo no non provo nessuna pietà mi fa arrivare sempre cose da pagare ieri e arrivato 2000euro di rate non pagate della banca io veramente non ce la fo più o ancora da metabolizzare il lutto di un’altra Figlia e lui fa pure la vittima cosa devo fare?

    • Come ho spiegato in altri casi simili al tuo cara Patrizia, è quello di rivolgersi al Giudice Tutelare per chiedere di essere nominata l’Amministratore di Sostegno del marito proprio per la sua condizione in modo che non possa più gestire direttamente alcun denaro, stipendio o profitto che abbia.
      Se hai bisogno di un consiglio più dettagliato contattami via mail: info@marilenacremaschini.it e cercherò di analizzare il tuo caso per intervenire in tuo aiuto
      Marilena

  21. Luca ha detto:

    Salve dr.ssa Cremaschini volevo chiederle se i servizi sociali locali possono aiutare la mamma di un figlio ludopatico se lui e la sua famiglia non riescono a farlo per vergogna preferendo chiedere aiuto alla mamma che purtroppo ormai è alla povertà.
    Luca

    • CAro Luca, dovrebbe rivolgersi ai servizi sociali del suo paese per capire quali modalità di intervento attuano per il suo caso.
      Io le consiglio comunque di attivarsi al più presto presso il Giudice Tutelare del Tribunale della sua provincia per chiedere di nominare un Amministratore di Sostegno per il figlio ludopatico, in modo che non faccia più danni di quelli che ha già fatto e che possa prendere provvedimenti come l’essere seguito da una comunità apposita.
      Spero di esserle stata d’aiuto
      Marilena

  22. Antonella ha detto:

    Chiedo informazioni per denunciare il mio ex marito per ludopstia cronica. Mi ha fatto perdere due case e non voglio che la sua distruzione sia anche la mia e quella dei miei figli. Nonostante il suo ictus che lo ha semiparalizzaro, si è ripreso ed è ritornato a giocare. Ci ha distrutto la vita e non intendo permettergli ancora di farlo. Mi hanno consigliato di denunciare la sua ludopstia, ma non so a chi rivolgermi. Un aiuto grazie. Io e i miei figli siamo ai piedi della Croce. Grazie

    • Denunciare la ludopatia???? non è un reato…
      L’unica cosa che potrebbe fare è una richiesta al Giudice Tutelare del Tribunale della provincia dove risiede per essere nominata Amministratore di Sostegno di suo marito, all’Ordine degli avvocati le daranno il numero di un Avvocato d’ufficio che viene pagato dallo Stato, quindi a lui non dovrà nulla, nemmeno d’anticipo.
      In questo modo suo marito non potrà più gestire nessun denaro di qualsiasi provenienza.
      Un solo consiglio: quando si verificano casi del genere non aspettate di essere depredate da tutti i vostri averi per agire, si deve interevenire all’inizio, quando è palese la dipendenza, e mai credere alle promesse di uno che patisce una forma di dipendenza qualsiasi, questo le avrebbe evitato di ridursi in tal modo.
      Spero di esserle stata d’aiuto.
      Marilena

  23. Antonella ha detto:

    Ho dimenticato di dire che ha fatto un ammanco presso la banca dove lavorava. Non è stato punito anzi addirittura ha anche la pensione, che naturalmente essendo separati gestisce lui. Grazie

    • Per questo deve procedere sulla pensione del marito, per farlo deve dimostrare il disastro economico fatto, certo che se è separata o divorziata non le spetta nessuna nomina come Amministratore di Sostegno, a meno che non ci sia altra possibilità e riesca a convincere il giudice che provvederà ai suoi bisogni primari, come quello di mangiare.
      Come sempre il mio consiglio è quello di agire per tempo, è più facile rpevenire i danni che porvi rimedio dopo…
      MArilena

  24. ZOE ha detto:

    buongiorno, vorrei chiedere TSO per mio marito. abbiamo un bambino e di fronte a una separazione mi ha minacciato di morte. ho assunto il controllo del denaro ma mio figlio sta iniziando a subire le ossessioni e assenze del padre (oltre a cercare di giocare alle scommesse è ossessivo con la pulizia e la cucina). ma come posso procedere? so che lui è un uomo dal grande cuore ma non tollero più la sua malattia e non voglio che nostro figlio ne paghi le conseguenze.

  25. Niky ha detto:

    Buongiorno a tutti… Siamo tutte nella stessa condizione…. Che amarezza anni passati a credere ad un cretino che ha il potere di distruggere tutto…. I nostri figli sono con lui per il. Natale…. Ed io sola a lec carmi le ferite ma non cedero ai suoi ricatti aspetterò pazientemente i miei figli che forse solo quando saranno più grandi capiranno… A voi tutti per quanto possibile buone feste grazie per lo sfogo

    • TAnti auguri anche a lei Niky e che la sua situazione si sistemi al meglio possibile al più presto.
      Se avesse bisogno di un aiuto sono a sua disposizione anche in questi giorni di festa.
      Marilena

  26. Niky ha detto:

    La ringrazio molto è cmq bello sapere che qualcuno può capire….

  27. mauro ha detto:

    Purtroppo sto affrontando proprio adesso una situazione simile, con mia moglie.
    Ovviamente lei ha negato, ma io ho le prove di continui prelievi dal suo conto, anche di 500 euro giornalieri.
    E considerato che abbiamo una figlia di 16 anni, la situazione è veramente complicata.

    • A questa dipendenza, come tutte le altre, non c’è rimedio se non una presa di posizione decisa.
      Si rivolga alla segreteria della Volontaria Giurisdizione del suo Tribunale e chieda informazioni su come fare la richiesta per diventare Amministratore di Sostegno di sua moglie, in alcuni tribunali se la domanda non è particolarmente complicata non richiedono la presenza di un avvocato, in tal modo lei avrà il controllo del patrimonio e di tutti i proventi che intasca sua moglie. Lo faccia al più presto.
      E non creda alle promesse vane di sua moglie che smetterà e cambierà perché purtroppo non lo farà, ma nel modo che le ho suggerito le tagliarà la fonte che alimenta la sua dipendenza.
      Marilena

  28. Dina ha detto:

    Salve,purtroppo anche io avuto il marito con la ludopatia…alla fine mi sono separata.La cosa peggiore in mio caso,che mio marito coinvolge anche i ragazzi nostri nel gioco, fa provare giocare alle scommesse !Volevo chiede come posso impedire a non rovinare i ragazzi?

    • Se è separata o divorziata, cara Dina, nella sentenza ci saranno anche le condizioni di visita e gestione dei figli, non so se al tempo della separazione aveva avanzato il problema della ludopatia del padre, ma nel caso lo faccia ora con una richiesta di modifica delle visite genitoriali da parte del padre, avanzata da un avvocatom che sta portando verso tale dipendenza anche i figli, in modo tale che le visite verranno limitate e condotte solo alla presenza degli assitenti sociali.
      Se non può permettersi un avvocato telefoni all’Ordine degli avvocati della sua provincia e chieda un avvocato d’ufficio che sarà liquidato dallo Stato ed a cui lei non deve dare assolutamente nulla, nemmeno un acconto.
      Lo faccia al più presto.
      Tanti auguri di buone feste e vedrà che in questo modo tutelerà i figli da questa dipendenza così facile da assorbire.
      Marilena

  29. Alessia ha detto:

    Buonasera, io ho perso mia madre ed ero incinta, quando ho scoperto che qlcsa non andava in mio marito…ho creduto alle sue bugie, ma quando ho scoperto una ricevuta di cambio oro in un cassetto..mi si è aperto un mondo!..ho provato per un anno e mezzo di aiutarlo, nel frattempo scoprivo sempre più cose…ha rubato i ns risparmi, quelli dei figli, tutto il mio oro..diciamo che ha lapidato un patrimonio mentendo spudoratamente alla Pschiatra dove lo accompagnavo ogni settimana. Ha iniziato ad odiarmi, perché a differenza dei suoi genitori che preferiscono non vedere ero L unica che lottava togliendogli tutta la disponibilità economica a disposizione…risultato?…mi ha anche tradito e L ho cacciato di casa, credo che sia stata per me una salvezza questo tradimento. Ovviamente ora ha aperto un nuovo conto, continua a giocare e si sente un uomo libero e rinato….ed io lotto ogni mese per ottenere qlcsa per i miei figli che sono piccoli. Voglio la separazione, e spero che possa soffrire un minimo di quanto ha fatto male a me ed ai suoi figli…scusi lo sfogo

    • Chieda la separazione al più presto cara Alessia, in modo da salvare se stessa ed i suoi figli da una distruzione che non avrà mai fine, a causa della dipendenza del marito potrà chiedere la separazione con addebito, anche se non ha soldi tale condizione le permetterà di crearsi un credito da imputare su eventuali introiti o profitti futuri e far sì che siano limitate anche le visiste dei figli.
      Spero di averla aiutata.
      Marilena

  30. Alessia ha detto:

    Carissima, io ho ingoiato rospi amari, sono stata lucida e calma…ma L ho fatto per i miei bimbi..ho ottenuto anche la donazione della casa per loro, avevo paura di possibile ipoteche e la casa era di sua proprietà. Ora manca la separazione, ai miei bimbi non parlo mai male del padre…capiranno da soli in futuro, ma non nego le visite, anzi può vederli quando vuole…è più lui che li vede un peso, ed una limitazione alla sua vita da ragazzino a quarant anni. Spero solo di non crollare io, perché è bravo a farmi violenza psicologica. Grazie mille ancora

    • Non crollare Alessia, per te e per i bambini, quell’uomo sarà sempre il padre dei tuoi figli ma, come dici tu, raggiunta l’età della ragione sapranno ben giudicare il suo vissuto e le sue scelte, tu nel frattempo te ne sei liberata, almeno in buona parte, ora hai la possibilità di rifarti una vita e ti auguro che ti dia tutto il bene e le soddisfazioni che meriti.
      In bocca al lupo per il tuo futuro che sia pieno di soddisfazioni.
      Marilena

      • Alessia ha detto:

        Grazie…crepi il lupo!…certe volte vedo tutto nero, e mi dico perché tutto a me..poi mi dico che forse ho le spalle grandi per affrontare tutto, guardo gli occhi dei miei bimbi e mi torna il sorriso e la speranza. Certo che è stato proprio cattivo con me, eh si merito un futuro di soddisfazioni, me lo merito davvero…ho finito di sentirmi in colpa per colpe che non ho!…grazie ancora per la sua sensibilità

  31. Niky ha detto:

    Alessia mi sono rispecchia molto nelle tue parole quante cattiverie gratuite…. E poi quell’atteggiamento ripetitivo di vittima…. Anche io mi chiedo perché tutto questo è dovuto capitare ai miei figli e a me…. Serve a poco lo so perché il malessere dentro è lacerante ma per quanto vale…. Siamo forti e ce la faremo proprio per il sorriso dei nostri figli

    • Grazie Niky per le tue parole di conforto, sono come medicina per chi si trova nella tua stessa situazione.
      Non dimenticate che se avete bisogno di un aiuto più concreto, in modo molto economico ma effcace, anch’io sono a disposizione di tutti coloro che hanno bisogno di un sostegno, di guarire dal dolore e di rinascere lasciandosi i fantasmi orribili del passato alle spalle. Contattatemi privatamente via mail.
      Grazie ancora Niky per il tuo sostegno, sono sicura che le tue parole saranno forse la spinta per molte persone a dare un nuovo e migliore inizio alla loro vita, perché voi tutti valete, ricordatevelo, e non fatevi calpestare.
      Marilena

  32. Niky ha detto:

    Possiamo farci coraggio tra di noi…. Visto che leggendo mi sembra chiaro che le dinamiche sono molto simili per tutti

    • Sì le dinamiche sono più o meno simili perché toccano elementi del nostro vivere similari, che riguardano la sfera affettiva, quella più esposta a prevaricazioni di ogni sorta.
      Ma è molto importante lasciare la propria testimonianza, per non far sentire nè soli nè sbagliati coloro che si trovano nella medesima situazione.
      Sapere di non essere i soli che hanno subito le stesse sofferenze aiuta a sentire quelle sofferenze più leggere, anche se è il primo passo ma è sicuramente quello più importante ed impagnativo.
      A presto Niky per tutte le volte che vorrà esprimere la sua onorevole opinione
      Marilena

  33. Sara ha detto:

    Buonasera,
    Vorrei un aiuto. Mia mamma 80 anni gioca tutta la sua pensione ,spendendo tutto e non pagando nemmeno l’affitto. Più volte noi figli siamo riusciti a tirarla fuori dai guai. Ora ci siamo ritrovati che per la sua dipendenza le hanno dato lo sfratto perché non pagava da tempo gli affitti. Ha un debito di circa 10000 euro . Noi figli non sappiamo cosa dobbiamo fare e se ora dobbiamo coprire noi il debito. Grazie per il sostegno.Sary

    • I debiti di gioco NON SI PAGANO MAI!!! sono debiti morali che non hanno nessuna rilevanza civile, e come ho consigliato altre volte l’unica cosa da fare è bloccare la gestione di qualsiasi fonte di reddito nelle mani del ludopatico chiedendo al Giudice Tutelare di essere nominati Amministratori di Sostegno, in modo da non consentire più alla nonna di gestire il denaro e portarvi alla rovina.
      E mi raccomando, non pagate i debiti di gioco, se i creditori si fanno sentire chiamate i Carabinieri e denunciateli
      Seguite i miei consigli ma fatelo al più presto, prima che le cose si aggravino ulteriormente.
      Marilena

      • Roby ha detto:

        Buonasera,in che senso i debiti di gioco non vanno pagati?Se una persona di mia conoscenza affetta da ludopatia, ha contratto diversi prestiti da finanziarie e banche .Come può tutelarsi ora che è arrivata in fondo al tunnel oscuro ?Grazie.

        • I debiti di gioco non vengono riconosciuti dalla legge proprio perché vietati, ma se una persona contrae debiti con privati o finanziarie invece è costretto a pagarli, l’obbligo non nasce dal fatto che si tratta di debiti di gioco ma dal fatto che si tratta di prestiti chiesti per motivi che esulano dalla domanda e che comportano l’impegno alla restituzione.
          Il debito verso terzi va restituito indipendentemente dal motivo che sta alla base della richiesta.
          Le faccio un esempio: se stiamo parlando di un debitonato da una partita a carte di sicuro non va pagato, è solo un impegno morale che nullaha a che vedere con l’impegno legale alla restituzione.
          La legge è molto chiara in tal senso e non ammette i giochi d’azzardo e gli impegni che da essi derivano, purtroppo i giocatori, finiti i loro soldi, hanno la pessima abitudine di indebitarsi con chiunque e tali debiti purtroppo solo validissimi e devono essere pagati in quanto contratti in diversa sede ed indipendentemente dalla motivazione che ha spinto un soggetto a farne richiesta.
          Spero caro Roby di aver risolto il dubbio
          Marilena

  34. Titti ha detto:

    La mia storia è davvero strana… Sono cresciuta in una famiglia apparentemente per bene e sana… Unica pecca è che non riuscivo mai a capire perché i papà delle mie amiche erano così premurosi e il mio no… Mia madre diceva che era il suo carattere…. Sono cresciuta con la mentalità che prima di fare un passo occorre pensarci bene e soprattutto bisogna sempre lavorare per arrivare ai nostri obiettivi…. Finché dopo alcuni anni di silenzi mi è pervenuta la notizia che dobbiamo lasciare casa perché è stata venduta…. Dopo nemmeno un anno perdo il lavoro e comincio a seguire l attività di mio padre… Lui con la tecnologia è negato… Affinché un giorno scopro degli addebiti sulla sua postpay strani e documentando scopro che questi addebiti sono stati fatti in una agenzia di scommesse…. Soldi che io non guadagno in anno lui li spendeva in giro di 20 minuti… Finalmente dopo anni di dubbi è arrivata la certezza…. Mia madre ha sempre avuto i prosciutti agli occhi non ha mai voluto vedere niente…. Ed eccomi qua ormai donna con un matrimonio alle porte e io sono alle pezze perché mio padre anziché pensare che sua figlia si sposa continua a cercare soldi… L ultima batosta è stata sabato che ci ha comunicato di aver avuto lo sfratto dalla sua attività che dovrà avvenire il mese prima del matrimonio…. Io vorrei morire perché so che quel giorno morirò dalla vergogna…
    Soprattutto ora non ho neanche la sicurezza di sposarmi visto le condizioni economiche disastrose… Vorrei scappare dalla mia famiglia che ha cercato di proteggermi..
    Buttandomi questa situazione addosso in un momento così bello della mia vita…. Odio tutti… Odio mia madre perché non ha il coraggio di buttarlo fuori casa è sucvube di lui… Odio i miei fratelli che hanno sempre pensato che questo argomento fosse roba da adulti…odio chi ha prestato soldi e me lo racconta solo ora…. Ma odio di. Più di tutti la gente I parenti che danno la colpa a me ai miei fratelli e mia madre di averlo abbandonato….è lui che si isola da noi… Gli ho persino detto che morisse per me sarebbe una soluzione… Lui se ne frega altamente delle mie lacrime e di quelle di mia madre..
    Scusate lo sfogo ma non riesco a parlarne per vergogna con nessuno

    • Comprendo perfettamente la tua rabbia ed il tuo risentimento cara Titti, ed hai perfettamente ragione nel provarli e sei ampiamente giustificata, perché tutto ti è stato tolto con l’inganno, che quando arriva dalle persone più care è ancora più pesante da tollerare.
      Fatti forza, taglia col passato, in caso di successione, visti i tanti debiti di tuo padre, valuta bene la possibilità di rinunciare alla successione così non dovrai pagare nulla.
      Per il resto ti auguro di costruire presto una vita serena e circondata da persone affidabili e senza tali gravi dipendenze, come quella di tollerare e mentire per paura del giudizio degli altri.
      Gli altri mandali a quel paese e pensa alla tua felictà che è molto più importante.
      Marilena

  35. Giovanni ha detto:

    Sono un ludopatico.ho letto attentamente l articolo e molti commenti di persone che hanno sofferto o tutt ora soffrono per colpa di persone che,come me,purtroppo non riescono a venire fuori da questa dipendenza. Io non sono riuscito a leggere tutti i commenti perché mi ha fatto molto male leggerne alcuni,mi sono rispecchiato in ogni singolo caso e ho paura,tantissima paura che un giorno anche nella mia vita il problema sarà così grosso da non potervi porre più rimedio. Ho 22 anni e gioco da quando ne avevo 13,non riesco nemmeno più a portare il conto di quanti soldi ho perso,ho fatto cose eticamente orribili per poter perseverare in questa cosa..ho perso molte persone a me molto care,ho buttato via l unica relazione davvero importante nella mia vita finora,con una ragazza che giustamente non ha più voluto saperne niente di me,ho completamente bruciato i percorsi universitari e tantissimo tempo è andato a farsi friggere. Per mia fortuna ho degli amici che mi vogliono bene,e una famiglia che tifa per me ma,come ben sapete,un ludopatico nasce bugiardo e io non sono diverso.pochi mesi fa non sono riuscito piu a mentire,volevo cambiare,ho detto tutto a mio padre,e insieme abbiamo deciso che la cosa più giusta era frequentare un centro per le dipendenze comportamentali,ma non ha sortito alcun effetto,e sono ricaduto nel gioco. Ho perso diverse centinaia di euro,oggi,soldi dei quali gia dalla settimana prossima mio padre e mia madre vorranno sapere che fine hanno fatto,e io non so come fare. Ho dato loro tantissime delusioni,non ce la faccio a guardare di nuovo i loro occhi mentre gli dico che ho giocato,ho paura.
    Sostanzialmente l università è andata di merda,non ho più un lavoro,non ho più un soldo,non ho più nessuno nella mia vita ed è tutto correlabile a questa disastrosa malattia e io non ce la faccio piu. Ho pensato spesso al suicidio con un fare quasi di sollievo perché se penso a tutto ciò che devo affrontare io non ce la faccio da solo,neanche a pensarlo,nessuna psicologa e nessun centro specializzato potrà mai aiutarmi a riportare indietro tutto ciò che ho perso,economicamente ed emotivamente,e me lo sono meritato. Come si fa a chiudere gli occhi,a mangiare,a studiare a lavorare a cercare di rifarsi una vita a prendere un caffe con gli amici al bar o ad andare a ballare,a vedere un film una partita avendo costantemente in testa tutti i problemi che ti sei creato e non avendo la benché minima razionale possibilità di far fronte a tutto questo?non ho mai rubato e mai lo farò..ma sono davvero disperato,e non riesco a varare alcuna soluzione.voglio un po di pace nella mia vita,voglio guarire,guardo alle vite delle persone “sane” e “normali” come qualcosa di idilliaco,paradisiaco e irraggiungibile e passo ormai la maggior parte delle mie giornate da solo,a piangere. Non so come fare

    • Troppo giovane Giovanni per avere una vita così danneggiata e per arrenderti, rivolgiti ad una comunità o ad un centro di aiuto o recupero per chi ha il tuo stesso problema, lo troverai facilmente nella tua zona cercando in internet, e riprendi in mano la tua vita, non lasciarti affondare da una dipendenza che da solo non puoi vincere, hai bisogno di aiuto e non vergognarti a chiederlo, anzi è la dimostrazione di un grande coraggio.
      Mi raccomando non aspettare un domani, fallo al più presto e vedrai la tua vita cambiare completamente.
      Ti auguro ogni bene e di avere la forza di fare quel passo che DEVI fare.
      Marilena

  36. Niky ha detto:

    Mio Dio Giovanni hai solo 22 anni… Hai preso consapevolezza della tua malattia affrontarla e sconfiggela…. Ho il doppio della tua età… E una famiglia distrutta da questa schifezza… Ma lotto… Lotto con tutta me stessa perché i miei figli non devono passare quello che ho vissuto io…. Parla con I tuoi va in comunità…. Fatti aiutare al più presto in bocca al lupo anche alla ragazza che deve sposarsi….

    • Purtroppo quello di Giovanni non è un caso isolato, sono in aumento e sempre di più i giovanissimi che patiscono tale dipendenza, e tutto questo grazie alla grande pubblicità che se ne fa in tivù e sui social, e l’installazione delle macchinette non più solo nei bar ma pure nei centri commerciali e in tutti i luoghi pubblici.
      Una vera vergogna.
      Ribadisco che lo Stato pur di incamerare soldi non si è mai interessato di pensare al benessere ed alla salute dei suoi cittadini e quelle poche campagne pubblicitarie sul pericolo di cadere nella ludopatia contro le mille e costanti pubblicità a favore sono una vera presa in giro.
      Dobbiamo combattere con la disapprovazione questo sistema, dobbiamo convincere coi messaggi, rivolti sopratutto ai giovanissimi, che le soddisfazioni della vita sta da tutt’altra parte, dobbiamo congratularci con le persone che cercano di uscire da questo dramma e con le loro famiglie che nonostante tutto sono ancora a loro vicine.
      Se avete questo problema rivolgetevi ad un centro specializzato o una comunità e riprendetevi in mano la vostra vita, quella vera, quella che vale la pena di essere spesa.
      Marilena

  37. Sergio ha detto:

    Ludopatia un evento che sta distruggendo la famiglia. Mia moglie non appena ha saputo che mi sono rivolto al ser.t per chiedere aiuto, lei ha chiesto la separazione! sono papà di due bimbi piccoli. Sto lottando…..

    • Forse c’è tutto un pregresso caro Sergio che non racconta…
      chi ha il vizio del gioco distrugge non solo la famiglia, ma la fiducia e la affidabilità, senza di quelle non esiste più alcun rapporto.
      Ha fatto benissimo a chiedere aiuto e non molli, da tale dipendenza deve uscirne se vuole sopravvivere come padre anche se non più come marito, ed i suoi figli hanno bisogno di un padre che sia di esempio e sostegno per loro, un ludopatico grave non riesce a portare avanti questi ruoli, pertanto deve assolutamente risollevarsi da questa sua brutta situazione prima che il tutto degeneri.
      Marilena

      • Sergio Esposito ha detto:

        Chi soffre di ludopatia è mia moglie…… Non appena il ser.t mi ha consigliato di non dare più soldi lei si è rivolta ad un avvocato chiedendo una separazione consensuale.

        • Questa è la reazione di chi ha paura di perdere la possibilità di poter continuare a giocare, purtroppo come tutte le altre droghe crea la stessa dipendenza e le stesse devastanti conseguenze per la famiglia.
          Nella separazione, dato il suo problema, potresti chiedere l’addebito, ed hai fatto benissimo a rivolgerti al sert perché solo il ricovero in comunità o srutture specializzate la disintossicherà, ma non dimenticare che sarà sempre una ludopatica.
          Se hai bisogno di altri consigli specifici mandami una mail in privato: info@marilenacremaschini.it
          Marilena

  38. Valentina ha detto:

    Salve articolo molto vero…!! Purtroppo…!! Ho un familiare con questa problematica… da 3 settimane va da una psicologa e la moglie ha provato a chiedere un aiuto a quest ultima su come la famiglia possa stargli vicino ma lei si è rifiutata dicendo che sarà il marito stesso a dirle come vuole essere aiutato!! Volevo capire se è veramente così o se comunque noi familiari possiamo in qualche modo aiutarlo !!che atteggiamento avere nei suoi confronti se mettergli davanti tutte le bugie raccontate e metterlo davanti a fatti compiuti o se è meglio evitare e farlo aiutare solo dalla psicologa. Mi potete aiutare?

    • Fare finta di nulla e non contestargli tutto quello che di male ha fatto è dare troppi privilegi a qualcuno che ha distrutto la vostra famiglia, quanto meno che gli si contesti tutto ciò che i familiari ritengono di dire.
      Di sicuro deve essere privato non solo della gestione di denaro ma di qualunque cosa affine, ed inoltre deve essere seguito quando esce per assicurarsi che non vada a giocare, non ci si può fidare di un ludopatico bugiardo patologico e quindi non deve mai essere lasciato solo.
      Se queste cose non vi sono state dette dalla terapista direi che darle dell’incompetente è ancora poco.
      In fondo voi come famiglia lo avrete già aiutato e tollerato sino all’inverosimile e questo atteggiamento gli ha permesso di continuare quella sua maledetta dipendenza che ricade su tutti i familiari, che non devono essere nè esclusi nè diventare zerbini, in fondo le vere vittime siete voi, non lui.
      Spero si esserle stata d’aiuto
      Marilena

  39. Giusy ha detto:

    Ciao, sono una ragazza di 24 anni, io e mia madre siamo Distrutte a causa di mio padre , lui è un giocatore patologico da anni, nonostante sia pieno di debiti ( che mia madre piano piano sta pagando) continua a giocare, si è rivolto anche a persone che gli hanno prestato soldi, siamo veramente disperate e non sappiamo come fare. Questa situazione va avanti da anni e anni e mia madre non lo lascia per paura che lui sia violento.. purtroppo io spesso ho paura che lui possa uccidere mia madre o fare una strage familiare perché noi siamo le persone che cercando di impedirgli di giocare. L’anno scorso è andato anche in cura al sert ma non è servito praticamente a niente.

    • Per prima cosa dovreste rivolgervi ai Carabinieri e chiedere la protezione come vittime di usurai e creditori di gioco, e mi raccomando la legge impone CHE I DEBITI DI GIOCO NON VANNO PAGATI!, quindi a questa gente non dovete dare un bel nulla, poi rivolgetevi al Tribunale della vostra provicia, uffici della Volontaria Giurisdizione , e chiedete di essere nominati, uno di voi, Amministratori di sostegno di Vostro padre, in modo che non abbia più la gestione del denaro. Da quel momento dovreste essere tutelati e protetti.
      Per quanto riguarda vostro padre l’unico modo per impedirgli di giocare è metterlo in una comunità apposita, chiedete al Sert di indicarvene qualcuna, e mai lasciato libero, è un drogato di gioco non smetterà mai da solo.
      Se avete bisogno di altre indicazioni chiedete pure.
      In bocca al lupo e mi raccomando seguite le mie istruzioni.
      Marilena

  40. lucia ha detto:

    Gentile dottoressa, le ho già scritto nel mese di ottobre del’anno scorso.Sono la madre di un figlio quarantenne che dopo aver sottratto i soldi dal mio conto e aver auto soldi dal padre per sanare debiti, ha iniziato nel novembre 2017 , per sua scelta,delle sedute di psicoterapia .Oggi , a distanza di un anno e mezzo l’unico risultato ottenuto è stato quello di averci allontanati come genitori, specie me ,cui a luglio dello scorso anno ha comunicato che bisognava tagliare “il cordone ombelicale”. E’ sempre stato un figlio amorevole e abbiamo avuto fino allora un rapporto di complicità. Da allora pero’, complice anche la moglie, i nostri rapporti si sono interrotti. Pensi che neanche a Natale abbiamo ricevuto una telefonata di auguri.
    Continua a giocare in maniera compulsiva( ne abbiamo la certezza) e questa notizia l’abbiamo fatta arrivare al suo terapista chiedendogli come comportarci.Ci ha fatto sapere di non muoverci.Sembra una situazione dolorosamente surreale. Esprimo ovviamente un giudizio negativo sullo psichiatra che lo cura. Ora le chiedo cosa fare. Affrontare mio figlio e farmi odiare ancora di più o aspettare che venga a chiederci nuovamente soldi? Andare a parlare con il medico, che sarebbe tenuto a dirlo a mio figlio, mi renderebbe nuovamente una madre “intrusiva”,nè d’altra parte siamo stati convocati da lui. La famiglia è importante ma in questo caso siamo stati totalmente esclusi forse perchè alla fine la colpa è sempre della madre. La ringrazio se vorrà suggerirmi come comportarci

    • La dipendenza compresa quella del gioco trasforma le persone, le cambia completamente e se è cronica e radicata non ritroverà più il suo figlio adorabile ed affidabile che ha cresciuto, ma una persona perennemente dipendente dalla sua droga, qualunque essa sia.
      Lei non ha colpa delle scelte di suo figlio di rovinare la sua vita e quella di tutti i familiari, però capisco il suo desiderio di riavere quella serenità che ormai non esiste più, una volta che i gioco entra a far parte di una famiglia non se ne va più.
      Per darle un consiglio più mirato, per poterla aiutare a trovare una soluzione fattibile tenendo conto di tutte le circostanze, dovrei conoscere la storia nei suoi particolari, questo significa assumere un incarico per l’aiuto o l’assistenza che potrei garantirle con tanto di consenso espresso così come impone la legge seguito da un compenso per il servizio reso, e da cui non mi posso esentare.
      Occuparsi dei problemi personali delle persone è una cosa che faccio volentieri, ma la legge sulla privacy ha le sue regole che non possono non essere rispettate.
      Se decide di farsi aiutare mi contatti privatamente via mail e potremo parlare di tutti gli aspetti di questa vicenda.
      info@marilenacremaschini.it
      A presto, spero
      Marilena

  41. Milva ha detto:

    Buongiorno. Avevamo una famiglia bellissima con mio marito, che era una persona veramente speciale, e 2 figli maschi che studiano all’università. Da 4 anni mio marito lavora lontano da casa a 300 km per ripagare i danni dovuti alla chiusura di un attività che non è finita bene, ma con impegno stavamo rimettendo in sesto le nostre finanze. A luglio 2018 ha iniziato a non rispondermi più al cellulare ed ho avvertito che c’era qualcosa che lo distraeva e lo coinvolgeva mentalmente ed ho subito pensato ad una dipendenza da droghe.In una telefonata mi ha urlato contro, cosa che non aveva mai fatto, e mi disse che non provava più lo stesso sentimento di prima e che aveva una storia con un altra donna, ma dal cambiamento della sua personalità e dal distacco che aveva con me e con i figli sentivo che non era tutto. Ho scoperto che spendeva circa. 1000 euro al mese nelle slot machine. Poi 1 mese fa’ ha deciso di tornare a casa e lavorare qua. Ma ho trovato un altro uomo non era più mio marito… non ha mai fatto nulla per ripristinate la nostra situazione anzi trovava qualsiasi scusa per chiedere la separazione. Urlava contro di me e mi incolpava di tutto, credo abbia veicolato contro di me tutti i suoi problemi. Ho portato pazienza perché lo vedevo strano, provato e depresso e faceva ragionamenti contorti che alla fine avevano lo scopo di incolpare unicamente me. Ho chiesto aiuto ai servizi familiari che mi dicono che ora è in astinenza visto che da 1 mese non gioca più perché non gli do soldi, ma devono vederlo per valutare bene. Ora ha accettato di venire da un mediatore familiare, ma solo per parlare della separazione. Il mediatore è al corrente del suo vizio e spero possa aiutarlo ma continua a rimandare il primo appuntamento ed io sto facendo tanta fatica a sostenere da sola questa battaglia. Sa che con me le sue bugie non trovano appoggio e mi vede come il male della sua vita, mi ha rivolto contro un odio infinito, mente sua mamma pensa semplicemente che si sia stancato di me ma sua madre non si accorge di tutte le balle che racconta perché è molto furbo a trovarsi alibi e scusanti. Ora mi domando se 1 solo anno di slot machine può trasformare un uomo come era lui, un vero signore con sani principi, in un bugiardo e traditore. Mi chiedo se mio marito usi la separazione solo per poter continuare a giocare o perché si è veramente stancato di me. Grazie se qualcuno potrà rispondermi. Buona Vita.

    • Mi dispiace Milva, il gioco sa essere brutto come una dipendenza da droghe…. ed il mediatore oltre ad invitarlo a farsi seguire non può fare di più, l’unico modo di riavere suo marito è di costringerlo, spontaneamente non ci andrà mai, in una comunità, è l’unico posto dove lo svezzeranno dalla dipendenza, ma si ricordi che rimarrà un ludopatico a vita, da una dipendenza del genere non si guarisce, solo quando si è sotto stretto controllo ci si astiene, ma per mancanza di denaro e di possibilità, non perché si guarisceo si ritorna quello di prima, la dipendenza è sopratutto mentale e quella non si cancella mai.
      Se qualcuno le dirà diversamente sta mentendo, sta facendo il suo interesse e non quello di una moglie o di una famiglia, le associazioni spingono perché la famiglia stia vicina, lo assista, lo perdoni, cose inaccettabili perché spesso lo impongono facendo sentire in colpa quelli che con tutte le buone ragioni di questo mondo, non accettano più un marito o un padre drogato. Ed han ragione, in fondo va considerata anche la loro sofferenza, quello che hanno patito e solo spontaneamente possono essere disposti a dare un’ultima possibilità, ma appena sarà lontano dal controllo h24 le assicuro che ritornerà a giocare.
      L’uomo che era non esiste più, sicuramente lo ha fatto perché le delusioni lavorative lo hanno distrutto e lui non si è più sentito all’altezza di nulla, nè di padre, nè di marito, nè di uomo, comprendere le sue motivazioni non lo giustifica però, perché come dice, anche lei ce la stava mettendo tutta per risanare la vostra situazione, ma non per questo si è attaccata ad una dipendeza che allontana dalla realtà.
      Mi dispiace essere stata tanto dura e irremovibile sui risultati finali, ma l’uomo che era non lo sarà più.
      Se ha bisogno di un sostegno mi contatti privatamente via mail, nel frattempo io le auguro di uscire presto da questa brutta situazione e le consiglio caldamente di separarsi il prima possibile, sopratutto se siete in comunione dei beni o avete dei beni cointestati.
      Si stacchi e si tuteli, lei e la sua famiglia.
      Le faccio tanti auguri di cuore, ma non gli creda, non caschi di nuovo nei suoi tranelli e si rifaccia una vita.
      Marilena

      • milva ha detto:

        Grazie Marilena per le sue parole affettuose e professionali allo stesso modo. Purtroppo quello che dice è vero. Però da quando mio marito è tornato a casa 9 mesi fà sono cambiate alcune cose. Da quando ho iniziato a dirgli che accettavo la separazione lui ha fatto marcia indietro dicendo che non ha mai voluto separarsi ma soprattutto non ha piu’ giocato e mette tutto lo stipendio in casa. Ha a disposizione tutto il suo stipendio che arriva sul suo conto personale ma non ci sono piu’ spese strane perchè io vedo le sue buste paga. Ha avuto un paio di colloqui con psicoterapeuta/psicologo e con lui ha deciso di intraprendere un percorso di terapia di coppia piuttosto di un percorso individuale, e forse proprio per questo mi fa un resoconto meticoloso degli scontrini con cio’ che spende per fare la spesa , e questo all’inizio mi sembrava strano, ora capisco che saranno stati i colloqui che ha avuto privatamente a fargli fare questi resoconti. Comunque da allora stiamo facendo terapia di coppia privatamente da un terapista comportamentale conosciuto ai servizi famigliari che ci dice che a volte la terapia di coppia è la migliore terapia. Quando siamo da lui mio marito riesce finalmente a parlare ed è l’unico posto dove riesce a farlo. Il terapista ci ha anche indicato di poter andare al Sert ma la terapia che stiamo facendo privatamente è forse piu’ mirata… Vorrei chiederle se è il caso di fargli chiudere il suo conto personale e far arrivare tutto lo stipendio sul conto comune ma temo di togliergli libertà personale, visto che da mesi non gioca piu’. E vorrei anche chiedere se una terapia privata comportamentale puo’ sostituire il Sert. Grazie per il conforto che ci dà in questo spazio e grazie per la sua preparazione professionale che non fa sconti ma che è sicuramente efficace. Un cordiale saluto. milva

        • Mai lasciare soldi ad un giocatore! è una dipendenza che non passa nemmeno con la terapia: rimarrà sempre un giocatore da osservare e controllare e come prima cosa assolutamente da fare è togliergli la gestione del denaro.
          Non si faccia illudere dalle buone prospettive terapeutiche, che sicuramente lo aiuteranno a capire l’origine del suo problema, ma non lo recupereranno mai, lui timarrà un giocatore latente sino a quando potrà resistere e poi riprenderà tutto come prima se non peggio.
          Un giocatore rimane un giocatore, come un drogato rimane un drogato anche nei periodi di astinenza
          FAccia attenzione: per troppa bontà potrebbe finire nel solito giro del circolo delle bugie…
          Marilena

  42. Gioia ha detto:

    Gentile Marilena, sono una ragazza di 21 anni. Non ho ancora mai avuto un’esperienza così da vicino con un dipendente dal gioco d’azzardo, ma da qualche settimana sono stata informata da alcuni miei amici che uno dei nostri amici (in comune a tutti), a cui sono molto legata, ha cominciato a chiedere soldi e farsi parecchi debiti. Nonostante nessuno di loro pensi che per ora sia un caso di cui preoccuparsi, io ho deciso di informarmi ed è per questo che sono finita sul suo blog e ho letto attentamente le conversazioni e le sue risposte. Molti miei amici mi hanno chiesto di parlare a questa persona, perché tra loro sono sempre stata la persona più empatica, mi piace ascoltare, mi piace conoscere e parlare con le persone, soprattutto gli amici. Ho però un problema personale, ovvero tutte le volte che mi trovo di fronte ad una persona testarda, che vorrei aiutare ma che non si lascia aiutare, non riesco ad evitare di lasciarmi trascinare emotivamente dalla situazione. All’esterno riesco a mantenere la calma, il sorriso e una “gentile fermezza” nello spiegare il mio punto di vista riguardo alla situazione a cui mi trovo di fronte. Ma dentro non nego che vorrei scappare ed evitare di mettermi in mezzo, sentendomi impotente. Mi fa rabbia questa loro ostinatezza a non voler capire, a non voler vedere e accettare il fatto che abbiano un problema e che la situazione sia anormale. Questo capita soprattutto all’inizio, quando il problema non è ancora scoppiato del tutto, quando il gioco non è ancora diventata una dipendenza…ed è ancora peggio perché queste persone sembrano cieche e non vedono quello che sta succedendo loro. Io mi sento impotente, seppur loro sembrano apprezzare i miei consigli sinceramente. Ma è come se non si potesse comunque cambiare il loro punto di vista sulle cose. Tutto questo mi fa rabbia e sto male solo al pensiero che qualcuno come lui, questo mio amico, possa peggiorare e finire in un tunnel da cui non potrà più uscire. Vorrei farle una domanda se posso… Le è mai capitato di sentirsi cosi con i suoi pazienti? Come fa a “restare fuori” dai problemi dei pazienti ed aiutarli senza lasciarsi trascinare o influenzare emotivamente? Mi farebbe molto piacere ricevere una sua risposta…Grazie mille

    • Gioia, lei rende onore al suo nome e magari ci fossero più amiche come lei, seriamente preoccupate.
      Le sue preoccupazioni sono fondate purtroppo, quando una persona arriva a chiedere soldi e prestiti a chiunque è già nella fase cronica della dipendenza dal gioco, quindi compromesso, un giocatore patologico non ammetterà mai il suo problema così come farebbe un drogato, per loro c’è sempre la scusa di saper gestire quello che fanno, in realtà non riescono a gestire più nulla, e le cose andranno sempre peggio.
      La prima cosa da fare e non dare soldi nemmeno se si inventano la scusa che hanno fame e che non mangiano da giorni, le bugie sono lo strumento col quale raccolgono denaro, se veramente capisce che ha fame gli comperi piuttosto un panino a glielo faccia mangiare davanti a lei, sarebbero capaci di vendersi anche quello, un panino ma niente denaro.
      Poi se ha confidenza con la famiglia parli con loro e dica quanto è grave la condizione del figlio, che assolutamente devono richiedere di diventare gli aministratori di sostegno del figlio privandolo della possibilità di gestire il denaro, in modo da non sprecarlo e di richiedere l’intervento del Sert o meglio il ricovero coatto in una comunità specifica.
      Se la condizione patologica non dura da molti anni ci sono più probabilità di salvarlo, altrimenti per lui sarà la fine ed il peggio è che con lui trascinerà tutta la famiglia e tutte le persone che come lei gli vogliono bene.
      Non si faccia illusioni e non gli creda, loro hanno bisogno di mentire per i loro scopi e non vogliono curarsi.
      Se ha bisogno di consigli più mirati mi scriva privatamente, meglio garantire a tutti un po’ di privacy
      A presto
      Marilena

  43. Francesca ha detto:

    Ho 42 anni , un marito che mi ama, e che io amo e due splendidi bambini (gioielli) . Mia madre ha 68 anni, e nn so da quanto gioca. Credevo di saperlo ma ora non lo so più. Ha perso un figlio di 25 anni quando lei ne aveva solo 48 (quindi ho perso un fratello quando avevo appena 21 anni). Mio padre è finito solo 7 anni dopo. Mi sono ritrovata sola con mia madre a far fronte a tantissime spese (io già lavoravo) ma i soldi anche se eravamo io e lei e con una casa di proprietà non bastavano mai. Mai. Ho contratto personalmente debiti che non sono riuscita ad onorare, per pagare il condominio. Mi sono sposata ed ho fatto altri debiti. Ho pagato perfino il vestito a mia madre per il mio matrimonio, Ed anche a mio zio che doveva accompagnarmi all’altare. Mi sono trovata a raccontare in un marasma di bugie a mio marito per coprire la vergogna di non avere un soldo nonostante avessi un buon lavoro. NON capivo perché. NON volevo vedere. Circa 5 anni fa sono venuti fuori tutti i miei debiti. Mio marito incredulo e deluso, stavo per sfasciare una famiglia. Ma lui non mi ha abbandonata, anche dopo aver scoperto che derubavo anche lui. Ero al collasso ormai. In quello stesso momento scoprimmo la dipendenza da gioco di mia madre . Intervenni subito. Io iniziai ad andare dallo psicologo, perché avevo una forte dipendenza da mia madre . Ero ormai sua complice . Lei la portai con forza al centro giocatori anonimi della ns citta. Passa il tempo e sembra che la mia vita inizi a prendere la piega giusta. Io mi sento meglio. Vendiamo casa di mamma acquistandone un altra. E lei a tratti mi sembra rinata. Smette di frequentare il centro a sua detta perché era piu difficile tornare a casa visto lo spostamento. Prende una pensione di circa 600 euro ma pian piano mi rendo conto che inizia a nn arrivare al 10 del mese , pur nn pagando fitto, tasse ecc…Le bollette o nn le paga o le pago io . Inizio di nuovo ad aver paura di vedere, di sapere. Mi chiede di interessarmi per una pratica insp. Vengo a sapere per caso che mia madre ha operato una truffa per 130mila euro e che siamo nel penale. Rischia la galera. Mi crolla il mondo addosso. Mi passa la vita avanti agli occhi in un attimo. Mia madre, la persona della quale più di tutti mi fidavo, mia madre che ci ha cresciuto come una carabiniera, sempre ligia al dovere , sempre presente, sempre premurosa…. NON ha pensato che tutto questo sarebbe ricaduto su di me. NON ha pensato che ho un marito , dei figli, dei suoceri a cui dar conto a cui dar spiegazioni. Mi sono vergognata per me ma anche per lei. Che ha perso tutta la sua dignità, che poteva vivere una vecchiaia serena, circondati dai suoi nipoti che peraltro si cresce. Mi sento arrabbiata, tradita, mortificata. NON so se ha realmente capito oggi l’entità del danno morale ed economico. Io vorrei ancora aiutarla ma la conosco, si chiude nella sua superbia e nella presuntuosità e nn mi lascia campo d’azione. Mio marito mi ha detto che posso aiutarla come vuole ma nn economicamente. Ha detto basta, nn ne vuole sapere. Ed oggi ho anche paura di lasciarle i bambini. Lei nn farebbe mai loro del male, ma so che è instaibile, distratta, assorta e questo mi spaventa. Oggi ho contattato la mia psicologa a distanza di 4 anni. Ho bisogno di parlarle , di sfogarmi, di capire. Vorrei che andasse in un centro di recupero, una comunità. Ma intanto sono dilaniata. Per quanti anni mi sono sentita in colpa. Per quanti anni ho pensato che io nn fossi capace di gestire i soldi? Io nn so se tutto questo è scaturito dalla morte di mio fratello, ma oggi so che io da sola nn posso affrontare ma nn voglio lasciarla sola. Mi sento tra due fuochi . Da una parte la mia famiglia, mio marito ed i miei figli che meritano e pretendono le mie attenzioni e la mia serenità. Dall’altra parte lei, che mi è madre, che ha gia sofferto tanto , e che ha solo me.

    • Cara Francesca non farti prendere dal panico ed organizza le tue difese: pria di tutto devi farti nominare Amministratore di Sostegno di tua madre in modo che non possa più gestire denaro che è la fonte dei suoi problemi, nelle tue condizioni economiche è probabile che tu possa usufruire del gratuito patrocinio, cioè un avvocato pagato dallo Stato e non da te, poi ottieni dal medico curante la possibilità di far ricoverare tua madre in una comunità apposita in modo che sia seguita costantemente e sia messa davanti alla sua realtà ed alle sue responsabilità.
      Per il resto se trovi il sostegno di una psicologa approfittane, altrimenti un aiuto te lo posso dare io, ma nelle tue condizioni è probabile che l’ASL ti possa assicurare un’assistenza gratuita, cosa che non potrei fare io.
      In bocca al lupo per tutto e non perderti d’animo.
      Marilena

  44. FRANCESCA ha detto:

    Buonasera a tutti, io avevo una vita stupenda , dopo 15 anni insieme mio marito ha provato a giocare alle slot machine dal nulla , 3 anni fa e tanti risparmi da parte non ci sono più, ha venduto L oro e pure la macchina, è stato nominato un curatore X non vendere pure la casa.
    Io ero bella e solare ora sono irriconoscibile, ha giocato tutto, la sera mi dice o mi dai il bancomat o te ne vai , diventa minaccioso quando mi adorava , e ossessivo ,
    Avevo avviato la separazione ma poi lui sembrava cambiato , invece dopo 2 anni è tornato peggio di prima ,
    Avrei preferito un tradimento come fanno le slot machine a rovinare famiglie , abbiamo una figlia stupenda , sono perplessa,
    Sono 3 anni che piango mi rimangono solo le lacrime

    • Purtroppo la ludopatia è come tutte le altre dipendenze che hanno la conseguenza di non rovinare solo chi ci casca ma l’intera famiglia, gli amici, i parenti, e tutti coloro che si danno da fare per aiutare persone che non vogliono guarire ma continuare con la loro “droga”, qualunque essa sia.
      L’unica cosa in questi casi è segnalare il Sert e chiedere il ricovero coatto presso le comunità dove sono seguiti 24h su 24, non c’è altro rimedio, credendo alle loro promesse si finisce soltanto in rovina.
      Spero che la separazione le abbia permesso di tagliare i ponti con suo marito, e conceda anche poche visite ai figli perché lo stato di astinenza fa compiere azioni sconsiderate ed imprevedibili, tuteli quindi i suoi figli lontano da lui fino a guarigione dichiarata da un medico non da lui.
      In bocca al lupo per il suo nuovo futuro che può ricostruire.
      Marilena

      • FRANCESCA ha detto:

        Purtroppo visto che lui sembrava cambiato e aveva trovato lavoro ho lasciato stare la separazione, X più di un anno è andato tutto bene, da un mese invece ci è ricascato,
        Il sert non aveva concluso nulla mamma mia che delusione,
        Anche X il ricovero ora che ha un lavoro come si fa a lasciarlo X una comunità, è un saldatore specializzato.
        Mi vergogno… a volte mi sembra di difenderlo quando lui sembra provi solo odio X me ha un grado di cattiveria dentro , grazie infinite X la sua considerazione

        • Può sempre chiedere in Tribunale di essere nominata sua Amministratore di Sostegno, in modo da gestire ogni introito della famiglia e di privarlo dalla possibiltà di avere dei soldi, così gli toglie la fonte della sua dipendenza, si rivolga ad un avvocato ma lo faccia al più presto
          Marilena

      • Vale ha detto:

        ci sono i sert per i dipendenti da gioco

        • Solitamente si va al Sert perchè si ha una dipendenza e per avere un sostegno psicologico per aiutare a risolverla e magari anche un indirizzo di una qualche associazione che si occupa di ludopatia in particolare, provi a chiamarli le sapranno dare delle indicazioni, altrimenti in rete cerchi associazioni contro la ludopatia, solitamente sono ben organizzate per tutti gli interventi del caso e spesso sono gratuite.
          Marilena

        • FRANCESCA ha detto:

          Il sert dove ci eravamo recati, quello della nostra zona , ha fatto pena come servizio , mio marito è un cane sciolto è come avesse quasi ragione , passatemi qst termine, una sera esasperata ho chiamato la polizia e mi è stato risposto che se non mi aveva toccato a livello fisico , ma si limitava a prelevare soldi e vendersi telefono orologio ecc , x loro non c’era niente di anormale , in fondo il gioco è legale, che tristezza immensa, qst non sapete quanta forza gli ha dato in più, ho fatto la figura dell idiota !!!!

          • Cara Francesca, visto che lei è la moglie l’unica cosa che DEVE fare è chiedere di essere nominata Amministratore di Sostegno di suo marito rivolgendosi al Tribunale, le assicuro che ritengono la ludopatia un motivo più che giustificato, in tal modo lei avrà il controllo di tutti i soldi e proventi anche di suo marito che sarà lei a gestire.
            Mai lasciare del denaro in mano ad un ludopatico.
            Ed ha ragione sui SERT, spesso sono gestiti da persone incompetenti, si rivolga piuttosto ad una delle associazioni che seguono tali casi gratuitamente, ce ne sono ovunque e costringa suo marto a farsi curare, diversamente gli dica che può richiedere un ricovero coatto in una comunità.
            Le faccio tanti auguri
            Marilena

  45. Graziella ha detto:

    Sono passati ormai 2 anni abbondanti da quando l’ho scoperto per la prima volta, e devo dire che sono ancora molto scossa ma sto mediamente bene. Dopo aver cercato di recuperare il rapporto per un lungo anno e mezzo e avergli permesso di bruciare tanti risparmi, siamo ormai agli sgoccioli…tra poco la separazione con l’omologazione del giudice. È ingiusto vivere nella menzogna, nell’assenza e indifferenza di chi vuoi aiutare disperatamente; è ingiusto annullarsi per vivere sempre nell’ansia che stia giocando ancora; è ingiusto che i soldi risparmiati con tanto sudore invece che spesi per mio figlio siano stati buttati alle ortiche; è ingiusto immolarsi solo per dare un padre ad un figlio, che tanto non c’è lo stesso perché il gioco lo assorbe con tutta la sua forza; è ingiusto non vivere con serenità una vita già difficile di suo, sia per i poveri che i per ricchi, perché, la vita, si riserva di darci sempre sorprese; è ingiusto perdonare ed essere nuovamente traditi nella fiducia, 1,2,3
    1000 volte! Io merito di essere felice e soprattutto non rischio di fare perdere la serenità a mio figlio! Da adulto consapevole si prenda la responsabilità delle proprie azioni, quella di aver distrutto una famiglia. Dice che lo scossone della separazione gli ha fatto capire tante cose, che è tornato quello di prima…
    Non sono una scema e non lo siete neanche voi, basta avere pazienza e continuare ad ascoltare, perché subito dopo ti dice che è colpa tua! E basta anche osservare il comportamento col figlio di cui non si sta occupando minimamente. Se saprete ascoltare ed osservare, ogni dubbio sparirà presto, prestissimo.

    • Hai perfettamente ragione Graziella, mai credere ad un drogato del gioco, come tutte le droghe gli entra nel cervello peggio di un tarlo, diventa un pensiero fisso e costante che non sparirà mai.
      Evitiamo illusioni inutili, evitiamo di credere alle sue promesse che non manterrà mai, e pensate piuttosto a salvare il salvabile e a rifarvi una vita, con una persona che vi ama e non che vi distrugge.
      Marilena

  46. seli ha detto:

    io vivo in Albania e o trovato mia stessa in queste comment. o 12 anni sposata e o una figlia di 10 anni. sempre menzogna debiti da per tutto promesse senza mantenere. io o sofferto troppo in tutti questi anni. lui gioca poker zynga online. prima qualche mese lui a presto mio karta di stipendio e o giocato tuta la notte. siamo litigato e o promesso che non giocherà mai piu. io ero incinta ( o perso il bimbo ) e molto stressata da lui, o perdonato ma o scoperto che lui continua giocare ancora poker. sono una donna distrutta. qui nel nostro paese la ludopatie non e conosciuta dal legge. mi sento in fine in un nero pozzo. che fare? aiutatemi vi prego!

    • Come ho fatto in tanti commenti cara Seli ti consiglio vivamente di fare richiesta tramite un legale per diventare l’Amministratrice di Sostegno di tuo marito, con la possibilità di gestire tutto il denaro ed i suoi profitti che riceve da qualunque via, in Italia è considerata una malattia invalidante che consente tale misura.
      Fallo il prima possibile e non perdere tempo, mi raccomando.
      Marilena

  47. Andrea ha detto:

    Buongiorno, sono un figlio di un giocatore di Slot Machine…la situazione è drammatica: soldi che mio padre si sputtana ogni mese, ormai si è giocato la buonauscita dal lavoro e iniziato a delapidare quello che ha preso con la casa di mia nonna!!!A noi familiari ci tratta come bestie soprattutto quando va in astinenza, ieri sera mi sono scontrato con lui per un’ inezia e abbiamo dovuto chimare il 118…ma doveva vedere gli occhi con cui mi assaliva!!!Chiaramente ha fatto mille promesse non mantenute che non andrà mai a giocare e puttanate varie…ha sempre ragione Lui e comanda e non bisogna parlare di quello!!!Mia madre povera donna assiste impotente…a volte lo minaccia, ma sono parole al vento!Pensi che siccome andava a giocare in Slovenia, almeno là gli abbiamo fatto un divietp di ingresso nei Casinò di 3 anni e lui ha iniziato ad andare nelle sale slot e bar in Italia…Ormai è una storia che va avanti da 8/10 anni e andare al Sert non se ne parla!!!Non sappiamo più cosa fare e ci sta uccidendo…Grazie per i consigli, ma abbiamo paura a fare qualsiasi cosa legale…Ok fargli l’ ammnistrazione di sostegno, ma come pùò prenderla?!? è molto manesco e quando s’ arrabbia perde la testa!!!Col Sert chi ci assicura che vada la e non vada da altre parti a giocare?!? Grazie e cordilai saluti!!! 😉

    • Diventare Amministrtore di Sostegno sognifica togliergli la possibilità di gestire soldi ed altri beni, in modo che non vi mandi in rovina, cosa da fare al più presto, e sicuramente questo lo farà arrabbiare, le consiglio allora di andare dai Carabinieri e segnalare anche senza fare una denuncia che avete questo problema familiare ed un ludopatico aggressivo e manesco in casa, prenderanno in considerazione la cosa e quando li chiamerà sapranno già il perché devono intervenire.
      Comunque in tutti i casi di necessità, come lo vede agitarsi, non aspetti il peggio ma chiami subito il 112, ogni volta, imparerà a controllarsi per forza se non vuole essere portato in caserma con le manette.
      Personalmente considero il SERT un fallimento su tutti i fronti, manderebbero suo padre a fare una visita psichiatrica e poi tutto ritornerebbe come prima, solo che dubito che ci vada spontaneamente, l’unico modo per farlo ricoverare è parlare col medico di famiglia e fargli capire che il problema ha delle conseguenze che non possono essere sottovalutate e come tutti i drogati per liberarsi dalla sua droga deve andare in una comunità dov’è seguito tutto il giorno e tutti i giorni, staccandosi dalla sua dipendenza col tempo. In tal caso il medico può chidere un TSO un trattamento sanitario obbligatorio anche contro la volontà della persona che in tal caso corrisponde ad un ricovero in una comunità per ludopatici.
      Intanto magari si informi quale comunità della sua zona è esperta di questo problema ed accetterebbe il ricovero di vostro padre. Solitamente dovrebbero essere gratuite…
      Ricordatevi che un drogato o un ludopatico lo è a vita, ed anche se dovesse fare un percorso quando rientra potrebbe ricadere facilmente…. sono persone in cui il gioco, la loro ossessione è nella mente e non nelle abitudini comportamentali per questo motivo è così difficile debellarle.
      Ma ntanto faccia le prime mosse per tutelare se stesso e la sua famiglia e poi tutto quello che le ho consigliato.
      Un grande abbraccio ed un in bocca al lupo perché tutto si risolva bene e in tempi ristretti.
      Marilena

  48. Didi ha detto:

    Buongiorno Marilena,
    Mio marito (cittadino extra comunitario di 28 anni) è già stato incarcerato per reati di resistenza a pubblico ufficiale, commessi sempre in uno stato psico fisico alterato dall’alcol. È uscito di carcere tre anni fa. Abbiamo ricominciato tutto da zero (stiamo insieme da 12 anni, è arrivato in Italia con me 10 anni fa) con enormi difficoltà perché a seguito delle condanne gli hanno revocato il. Permesso di soggiorno e con quello anche ogni possibilità di lavorare (stiamo combattendo. Una dura battaglia legale per riaverlo ma ad oggi ancora niente, anzi lo scorso giugno è stato anche rinchiuso in un CpR nonostante sia sposato civilmente con me cittadina italiana ) . Ad aprile. Ho scoperto che giocava ai gratta e vinci. Ha ammesso tutto (si era giocato l’affitto del. Mese) salvo poi dal. Giorno dopo i iniziare a mentire dicendo che aveva smesso. Ho sempre saputo che mentiva anche perché mi ruba a i soldi, chiede soldi in prestito e manifesta un disagio ed un malessere costante. Adesso ha riniziato anche a bere con conseguenze terribili e pericolose. Mi sono rivolta al. SERT ma senza troppe speranze. Non so nemmeno se accettera di venire ad un colloquio con me. Leggendo la sua pagina ho rimesso i piedi per terra, mi pare ci siano poche probabilità di guarigione.. Soprattutto su un soggetto come lui predisposto alle dipendenze e totalmente incapace di affrontare la vita con responsabilità e coscienza. Se lo caccio di casa finisce in strada e non so davvero cosa fare.

    • Mi dispiace deluderti cara Didi, ma le possibilità di guarigione sopratutto per chi non vuol guarire ma continuare il suo stile di vita sono veramente basse per non dire nulle, non crede che sia arrivato il momento di pensare a se stessa ed al suo futuro senza svendersi ed umiliarsi sempre per chi non la considera affatto?, che ne dice di parlarne in privato via mail?
      mi contatti a questo indirizzo: info@marilenacremaschini.it, l’aspetto
      A presto
      Marilena

  49. Moglie delusa ha detto:

    Mio marito è morto per collasso cardiocircolatorio 10 mesi fa, per me, per i miei e suoi parenti e amici era una sorta di santo, apparentemente padre e marito irreprensibile, senza vizi. E nessuno in 30 anni si era mai accorto che non solo era ludopatico ma che era anche un feticista delle sigarette. Praticamente una volta morto, dopo un rapporto basato sulla piena fiducia, trovo debiti ovunque e per cifre da capogiro. In 30 anni ha bruciato 450 mila € . Ha prosciugato la sua pensione privata, ha venduto tutte le mie cose falsificando la mia firma in deleghe varie. Scoperto questo immediatamente ho scoperto il resto, siti per il gioco ma anche spiare ventenni e celebrità che fumano, ho trovato oltre consistenti prelievi settimanali, ricerche di hotel. In casa era molto aggressivo con me, vere e proprie violenze psicologiche. La scusa era il disaccordo sulla educazione del figlio che non andava bene a scuola. Per poi scoprire adesso che non c’è più che anche mio figlio subiva la sua aggressività mentre in apparenza di mostrava “pazzo per il figlio” adolescente. Cosa mi resta oggi? Una gran voglia di vendetta, un grande rancore e grande rabbia, perché se fosse stato vivo avrei potuto urlargli tutto il nostro disprezzo soprattutto per le bugie e il tradimento della fiducia di tutti coloro che lo conoscevano e ammiravano ma poi mi dico che forse la morte è stata una liberazione per lui e soprattutto per noi che adesso stiamo cercando di ricostruire un futuro seppure fra mille difficoltà economiche. Le scrivo solo per essere una testimonianza in più nel dire a tutti statie attenti e rifuggite

    • Grazie per la tua testimonianza di sofferenza e delusione a causa di un uomo che ha tradito la fiducia di tutti quelli che gli volevano bene, ti auguro di ritrovare presto una serenità soddisfacente perché dopo tanta delusione e sofferenza ti meriti una vita nuova.
      E che la tua storia sia davvero di aiuto nel non sottovalutare quegli indizi, quelle senzazioni, quelle prve che ci fanno capire che uno della famiglia sta giocando con la vita di tutti, perché intervenire al più presto evita di ritrovarsi in guai e complicazioni sempre più gravose, non abbiate timore ad intervenire dunque duramente e drasticamente, lo fate per voi e per la vostra famiglia, e sopratutto non credere mai, dico MAI, ad un ludopatico, MAI!!
      Marilena

  50. Moglie delusa ha detto:

    Grazie a lei, dottoressa

  51. FRANCESCA ha detto:

    Ho bisogno di aiuto ,
    È appena rientrato dopo la notte fuori
    È fuori di se e c’è L ha con me ,
    Ma io cosa ho mai fatto di male dottoressa mi aiuti

    • Credo che sia il caso di parlarne privatamente, mi mandi un breve racconto del suo problema via mail, le risponderò in matinata.
      Per darle un consiglio ho bisogno di più particolari: sullo stato del vostro rapporto e sui livelli del problema di suo marito, scriva a questo indirizzo:
      info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  52. Michele ha detto:

    Ciao a tutti…io sono purtroppo la persona che ha letteralmemte buttato il matrimonio…posso dire solo una cosa…mi sento una persona buona ,ma che nella vita ha passato un momento di pazzia facendo quel che ho fatto insomma…puo sembrarvi una bugia perche ne ho dette,dovuto di tante ,ma nn ero io…che a mia moglie avrei voluto dire tutto…cervavo il momento giusto,pero lo ha scoperto prima per caso….la prima cosa che ho fatto è chiamare uno psicologo per farmi seguire…consegnare bancomat e quant altro….perche sta cosa di perdere la mia famiia mi spaventa…nn cerco compassione tenerezza o pena…mi metto nei panni suoi che ha scoperto una cosa bruttissima ..me ne rendo conto…ma posso dirvi una cosa?non abbandonatele …perche soli non andiamo avanti…io sono determinato a farlo anche solo…ma in due è meglio…sono periodi della vita brutti che possono chi per un motivo ,chi per un altro accadere a tutti…e ripeto nn cerco pieta,almeno io…sono un soldato che ha combattuto ma nn per modo di dire…davvero…ma la paura di perdere la mia famiglia è peggiore per me…credetemi…consigliatemi su come comportarmi con mia moglie che a oggi non vuole stare con me…grazie a tutti…

  53. Niky ha detto:

    Io sono nella stessa situazione di tua moglie Michele anni passati a chiedere di curarsi poidi fronte alla separazione qualcosa in lui si è smosso ma io ho paura di fidarmi di lui… Michele serve tempo per sparare la rabbia e la frustrazione… Forse non ti abbandonerà ma non credere anche lei ha bisogno di aiuto per riprendersi

    • Compatire chi gioca d’azzardo è diventare consapevolemente vittima del suo gioco meschino fatto di bugie e di furti.
      Fate invece attenzione a non fidarvi troppo, anzi sarebbe meglio non fidarsi del tutto, so che è difficile pensare di dover lasciare quella persona che si è amato tanto… ma la verità è che quella persona non esiste più e prima ne prenderete cosapevolezza prima troverete il modo di salvare voi stessi e la vostra famiglia dal tracollo completo.
      Marilena

  54. Filippa ha detto:

    Buongiorno Dott!
    Sono la compagna di un ludopatico, vivo questo incubo da almeno 6 anni, io ne ho solo 30.
    Ho provato dal primo momento ad aiutarlo , standogli accanto, sostituendomi a lui.
    Il tutto ha avuto inizio quando HA perso il suo lavoro da dipendente ed ha deciso di intraprendere una sua attività.
    Ha iniziato con una piccola officina, poi ha capito che era necessario avere maggiore visibilità all’interno del nostro paese e così ha aperto il primo negozio e poi si è trasferito in un secondo più grande. Ho cercato in tutti i modi di frenarlo ad avere queste ambizioni lavorative in quanto ha usato le risorse della sua attività, ho coinvolto la sua famiglia ma nulla è servito
    Ora siamo in una situazione delicatissima, la banca non gli da piu credito, ha dei lavori da terminare con clienti che hanno già pagato, scadenze di assegni.. Lui ha tentato di curarsi con due psicologi, ora è in cura.. ma la situazione economica aggrava ancora di piu il tutto.
    Conviviamo ma è tutto sulle mie spalle, sono disperata
    Vedere la persona che ami distruggersi cosi è invalidante
    non so cosa fare

    • Prenda seriamente in considerazione l’ipotesi di salvarsi dal tracollo completo e lo lasci, il ludopatico non guarisce mai, impara solo a mentire e promettere cose che non manterrà mai e lei si ritroverà anche ad essere derubata o coinvolta inconsapevolmente nei suoi loschi affari, il bisogno costante di denaro li porta inesorabilmente a diventare dei piccoli criminali.
      Mi dispiace essere tanto dura ma è la verità, una cosa che non avrà mai più dal suo compagno, si salvi fin che può e si rifaccia una vita.
      Marilena

  55. Antonia ha detto:

    Mio fratello gioca da quando aveva 18 anni ora ne ha 63 e continua a giocare. Si e sposato separato un figlio oramai adulto che non lo vuole piu vedere per ovvi motivi. Con la separazione e tornato a casa di mia mamma rimasta vedova e ci e rimasto fino al giorno in cui e mancata. Nel frattempo ha giocato i suoi soldi i risparmi di mia mamma invalida usando il suo bancomat. Mi fa ribrezzo solo il pensiero. Ora e rimasta solo una piccola casa al mare. Il valore e molto basso. Lui vuole vendere al piu presto. Mia sorella fa la sua vita e non si interessa di nulla. So perfettamente che fine faranno i pochi soldi che mio fratello recuperera con la vendita della casa. Io non voglio vendere. Penso ai tanti ricordi e sacrifici dei miei genitori. Mio fratello per anni non ha pagato l affitto della casa di mia mamma e rischia lo sfratto. Dove andra a finire? In teoria visto che ha giocato tutti i soldi di mia mamma che sarebbero stati parte di eredita anche mia e di mia sorella non so se a lui spetta la sua parte di vendita della casa. Mio fratello dice che non vuole avere piu nulla a che fare con me che la casa al mare ci tiene legati affettivamente e che per la liberta di ciascuno e meglio venderla. Mia sorella e d accordo anche se consapevole del problema di ludopatia di mio fratello vuole starne fuori. Prima della morte di mia mamma sono riuscita a recuperare movimenti bancari fatti da mio fratello con il suo bancomat per giocare. E stato riconosciuto affetto da GAP. Sinceramente non voglio fargli da amministratore di sostegno perche mi destabilizza. Per chidere tutta questa sofferenza dovrei accettare la vendita della casa anche se e l unica cosa certa rimasta. Forse… se lui non se l e gia giocata.. non so cosa fare. Sono stanca di tutto cio..

    • Anche vendendo l’ultima casa non risolverà la smania di giocare di suo fratello, e quel poco che ricaverà, se se lo mangerà fuori in pochissimo tempo, pertanto prima o poi rimarrà per strada.
      Ci sono situazioni che non vanno continuamente compatite e giustificate, l’unico modo di salvarlo era di fargli fare un ricovero forzato in comunità specifiche, diversamente è come avere un ladro in casa che le porterà via tutto e, come solitamente accade, quando i furti non bastano più si incomincia col tuffare tutti, parenti, amici e conoscenti.
      tutto per avere due soldi da giocarsi immediatamente.
      Altra ottima soluzione è nominare un Amministratore di Sostegno, che può essere un familiare, in modo che lui non abbia più la gestione di nulla, solo in questo modo salverete quel poco che vi rimane.
      Marilena

  56. Oriana ha detto:

    Buonasera, una cara amica ha lo stesso problema col marito ludopatico . Hanno 2 figli adolescenti. Sa della possibilità di far nominare un amministratore di sostegno ma ci vuole il certificato dello psicologo e lui si rifiuta assolutamente di andarci. Tra l’altro lei non ha parenti che possano aiutarla. Come fare x avere la certificazione senza che lui sia d’accordo? Grazie mille

    • Non si può obbligare nessuno, ma se fa richiesta al Giudice, sostenuta da una serie di testimoni che conoscono la vostra situazione familiare e la necessità di intervenire, sarà lui ad ordinare una valutazione psichitrica a cui il marito non potrà opporsi se non anche un ricovero o l’essere seguito da strutture adeguate per il trattamento di queste dipendenze, terapie che lui dovrà obbligatoriamente seguire.
      In bocca al lupo.
      Marilena

  57. Claudia ha detto:

    Buongiorno , vivo nella zona di Modena , verso Sassuolo , sono arrivata fino qui per via di una ricerca che stavo facendo sul tema delle famiglie che hanno questo problema , mi sta aiutando anche questo a capire , grazie..
    La mia storia di vita mai avrebbe potuto immaginare una cosa simile , il gioco è totalmente estraneo ai miei interessi che sono moltissimi , eppure ci sono dentro per mio figlio ha 43 anni e un nipote di 11 anni , che lui adora e noi aiutiamo …tantissimo. Posso collocare l’inizio a circa il 2015 , quando a seguito del suo lavoro di agente è entrato in questa spirale ..la chiamo malattia ma devo convincermi che lo è per poterlo aiutare. Seguendo questa pagina ho appreso cose che mi sono utili , perché io sto di fatto facendo di nascosto l’amministratore oltre a tutto il resto per tenere unita la mia famiglia e comunque siamo ora ad una fase determinante quella che tra poco scoppia tutto …perchè se no mi ammalo io da quanto sto soffrendo aiutando a dismisura con mio nipote di mezzo e mi trascuro molto , quando potrei fare e andare dappertutto …ma sono annichilita da questa cosa che ha annientato tutti i miei progetti e ultime possibilità di fare qualcosa per me e mio marito …abbiano costruito nonsietnee le difficoltà negli anni tante opportunità.
    E sono stata molto resistente finora. Ma non ce la faccio più a vedere che ogni suo interesse, e talento , e affetto , è stato messo dietro a questa malattia e ad azioni conseguenti che mai avrei potuto immaginare …tengo botta , si dice così da noi ma è molto dura. Sì anche noi siamo di nuovo col Sert terza volta che iniziamo , molto blando – sto soffrendo molto ma i familiari di chi ha questo disturbo vivono sotto ricatto , e drammatico è che ovunque sono stati messi questi oggetto lui ha le slot , sono dappertutto …conta molto anche questo. Scusate lo sfogo e sto in contatto

    • Il SERT risolve ben poco, come tutte le dipendenze va trattata con un’assistenza costante e quotidiana, ma sopratutto devo dirti che nonostante i tanti propsiti non cambierà mai ed avrai sempre a che fare con una persona fortemente distruttiva di tutto ciò che gli passa per le mani.
      Pensaci bene.
      Se poi vuoi un aiuto concreto ed un sostegno sono a tua disposizione, contattami via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  58. Roberto ha detto:

    In teoria si puó portare in causa il governo per danni ed ottenere un rimborso se la ludopatia é stata generata da slot machines presenti nei bar o in esercizi pubblici esposti in zone as alto traffico pedonale. Questo lo penso in base all’art. tre della costituzione che vieta al governo di essere un ostacolo alla crescita del cittadino. La ludopatia è una tentazione esposta al cittadino. Le slot machines esposte in luoghi frequentati da minorenni possono influenzare anche le loro future scelte.

    • Il Governo ricava troppo dal gioco d’azzardo per abolirlo, per quale motivo si sente addirittura nella possibilità di pubblicizzarlo nelle fasce televisive protette viste dai babini???: sono i soldi che incamera che contano, non la sanità mentale del cittadino!
      Marilen

  59. Roberto ha detto:

    Nessuno studio è stato effettuato per verificare il livello di ludopatia generato da diversi tipi di gioco d’azzardo. Per esempio, le slot machines potrebbero aumentare del doppio la compulsione al gioco di azzardo e necessiterebbero di speciali regolamentazioni per evitarne l’esposizione al giocatore.

    • Non sottovati, caro Roberto, il desiderio, la necessità che induce al gioco che è simile a qualunque altra dipendenza.
      Non ha importanza il gioco, la droga o l’alcol, si tratta sempre di forme di dipendenze generate dal desiderio di tamponare un vuoto, una mancanza, in tal caso occorre capire cosa ha originato quella mancanza, prima che la dipendenza si cronicizzi e diventi irrecuperabile
      Marilena

      • FRANCESCA ha detto:

        Mi chiedo veramente quale fosse il vuoto x mio marito , aveva un attività , una moglie è una figlia che L adoravano… , macchine, vacanze …..è diventato cattivo Con il mondo intero, infelice , e ha venduto tutto,
        Dalla ludopatia non si guarisce! Si sfasciano solo famiglie

        • Non sempre si conoscono le ragioni di quel vuoto, o perlomeno non le persone che stanno vicino a colorochhe soffrono di determinati disagi patti in mille modi e sfogati spesso nella maniera sbagliata.
          Il peggio è che ha farne le spese sono spesso le persone innocenti ed inconsapevoli
          Marilena

  60. Luana ha detto:

    Pur di restare nella spirale ludica preferise la solitudine. Lasciare andare chi per molto tempo ha creduto in lui. E soprattutto chi lui stesso ha detto di non riuscire mai a vivere senza. Poi un giorno, ti alzi e apri gli occhi. E davanti ai tuoi occhi passano mille bugie, mille volte cui tu pensavi fosse andato a fare spesa e invece è andato a giocare. E diventi più controllante. E infine dice di essere una persona cambiata, e dunque sarebbe meglio chiudere la relazione poiché tu persona essenziale richiedi troppo. Non lo lasci libero . Troppe spiegazioni, troppo tempo da dedicarti. No, la verità è che non poteva mettere in atto tutto ciò che sta facendo ora che non ha me intorno. Ovvero gioco, gioco, poker, viaggi gioco, casinò. Sono delusa, amareggiata. Ma meglio questa amarezza oggi, forse. L’innamoramento passerà, con un nodo in gola e delle speranze qua e là di risanamento e tempeste emotive.

    • Mai credere ad un giocatore compulsivo, se può se ne vada e lo lasci nella sua dipendenza, perché nonostante le tante bugie e promesse mai mantenute non smetterà mai di giocare, ma nel frattempo le avrà tolto tutto: denaro, serenità e la speranza di avere una vita migliore.
      Non si illuda inutilmente, pensi a se stessa, a quello che ha fatto sino ad ora anche ben oltre a quello dovuto, e cominci invece a pensare a se stessa ed alla sua vita. Lei merita di avere una vita diversa
      Marilena

  61. Niky ha detto:

    Ed ogni tanto eccomi tornare a scrivere alla ricerca di un qualcosa che non so nemmeno io cosa sia…. Si avvicina il secondo natale da separati ed ecco di nuovo il suo atteggiamento da vittima spero per te Luana e per tutte le altre persone coniugi o ed ex di trovare serenità

    • E’ veramente un peccato rovinare un secondo Natale, non credi di aver sofferto abbastanza?
      Perché non ti fai un regalo e provi a cambiare positivamente la tua vita, se non ci riesci da sola fatti aiutare da qualcuno che magari riesce a darti lo stimolo giusto per non dover perdere altro tempo a sperare, illudersi e soffrire.
      Se non vuoi sprecare altri Natali mandami una mail per fare un percorso che risolva una volta per tutti i tuoi problemi, fatti il regalo più bello del mondo e concediti il lusso di essere felice.
      Marilena

  62. Milva ha detto:

    Chiedo come si spiega che un giocatore migliori continuamente e insperabilmente da solo. Lo chiedo perché non vorrei illudermi. Mio marito era a lavorare lontano da casa da 3 anni per ripagare debiti dovuti alla dolorosa chiusura della sua attività. Improvvisamente al telefono mentre piangeva e urlava, cosa alquanto strana per lui, mi ha detto che da 2 anni aveva un altra donna e voleva chiudere con me. Ho trovato strano il suo modo di parlare e di relazionarsi perché mi sarei aspettata che facesse di tutto per mantenere buoni rapporti, visto che abbiamo 2 figli e una casa in comune, e visto che era lui ad avere un’altra donna. Invece ha iniziato ad incolparmii di tutto e ad essere cattivo. Inoltre da quel momento ha iniziato inspiegabilmente a tornare a casa sempre piú spesso e quando ho capito che era strano cattivo e distaccato anche con i figli ho capito che forse il problema non era solo tra di noi.
    Sono partita per raggiungerlo ed ho trovato un uomo fragile e facile al pianto ed ho scoperto che anche se continuava a mandare soldi a casa, da 2 anni giocava alle slot machine 1000 euro al mese. Gli ho chiesto di tornare a casa e dopo 4 giorni è tornato. Da allora è passato un anno e non ha più giocato, mette tutti i soldi in casa, esce solo con me tranne per andare al lavoro, stiamo bene insieme sento di nuovo il suo bene e mi resoconta tutte le piccole spese che fa senza che nessuno gli abbia chiesto nulla,. Ma soprattutto sta ritornando la persona dolce e fantastica che era. Si è ravvicinato ai figli e abbiamo ritrovato l’affetto che non riusciva più darci. Mi stupisco ogni giorno per qualcosa che fa’, cose normali ma che per noi non lo erano più. Ha ricominciato a gioire dei risultati universitari dei figli, oppure mentre facciamo spesa si ricorda di ciò che serve ai figli. È affettuoso come era un tempo. Samo stati in terapia di coppia che può averci aiutato ma dopo un po’ abbiamo interrotto perché diceva che non gli serviva. È stato più per colpa mia che sua perché io nei colloqui ero sempre un po’ rabbiosa anche quando usciva l’amore che ci lega. Ero arrabbiata perché mi aspettavo che raccontasse i suoi problemi ma ho capito che è difficile farlo con a fianco la moglie… Forse gli servirebbe una terapia personale Credo ancora nel nostro amore e nella sua persona perché mi da modo di credergli. Nella nostra casa è ritornato il bene e l’amore e piano piano stiamo risolvendo ma ho conosciuto da vicino questo mostro chiamato ludopatia e a volte, soprattutto leggendo o ascoltando vicende assurde, mi chiedo se mi sto solo illudendo o è la realtà, se un ludopatico può guarire con la sola forza di volontà o se rimane comunque a livello psichico quxosa che va trattato psicologicamente. Grazie Marilena. Un abbraccio a tutti.

    • Sono contenta Milva che per lei per ora il problema si sia risolto…. ma non abbassi mai la guardia: un giocatore diopendente lo è per sempre e basta un momento di sconforto, una brutta notizia o solo un umore un po’ giù e tutto torna come prima.
      Per ora le faccio i miei migliori auguri, che continui così
      Marilena

  63. Milva ha detto:

    Buongiorno Marilena, grazie per le sue preziose risposte. Mio marito continua a non giocare più ormai da 1 anno e a mettere tutti i soldi in casa. Il suo conto è sempre controllato dalla sorella che lavora in banca e di lei mi fido perché è lei che ha scoperto della ludopatia. Purtroppo però i rapporti con la famiglia di mio marito si sono rovinati per le bugie che ha raccontato a me e a loro. Io invece ho sempre lasciato il denaro per la spesa anche a disposizione di mio marito e lo faccio appositamente per verificare eventuali movimenti sospetti ma non manca mai nulla. Il nostro problema non sono mai stati i soldi, ma che litigavamo spesso e ferocemente per i suoi ragionamenti strani e inconcludenti o quando lo vedevo comportarsi stranamente o fare ragionamenti strani, non potevo credere che si fosse ridotto così per cui glie lo facevo notare e gli rispondevo a tono ma lui mi rigira tutta la colpa a me in quanto io mi trasformavo in una furia così da dargli modo di poter dare tutta la colpa a me e facevo la figura dell’esaurita anche nei confronti della sua famiglia. Ero arrabbiata anche perché mi aspettavo che dal terapista di coppia raccontasse i suoi problemi ma ho capito che è difficile farlo con a fianco la moglie. Forse gli servirebbe una terapia personale perché la comunità mi sembra eccessiva forse sbaglio ma ha sempre lavorato e è stato lontano dalla famiglia per molto tempo e si è sentito solo, e si sta comportando sempre meglio. Sembra stia ritrovando le relazioni affettive con me e con i figli. Mi sono accorta che esce solo con me tranne per andare al lavoro e nei momenti liberi siamo sempre insieme. Dopo un po’ ha voluto interrompere la terapia di coppia perche diceva che non serviva a niente e forse non ha tutti i torti perché ho sempre pensato che ha bisogno di un percorso individuale perché penso che il problema non sia tra di noi ma nella sua testa. A volte ancora litighiamo ed a volte si comporta ancora in maniera strana ma lo fa sempre di meno, mentre prima lo faceva tutti i giorni per ogni cosa. Ora è cambiato il suo modo di rispondere e di reagire e mi sembra di parlare con una persona normale, passatemi il termine. . Mi sembra che stia tornando normale lo vedo come un fiore che sboccia ed ogni giorno aggiunge un petalo nuovo. Sto ritrovando la persona dolce e buona che era, stiamo bene insieme e sento di nuovo il suo bene. Si è riavvicinato ai figli e abbiamo ritrovato l’affetto che non riusciva più a darci. Mi stupisco ogni giorno per qualcosa che fa’, cose normali ma che per noi non lo erano più. Ha ricominciato a gioire dei risultati universitari dei figli, oppure mentre facciamo spesa si ricorda di ciò che serve comperare per i figli. È affettuoso come era un tempo. Credo ancora nel nostro amore e nella sua persona perché mi da modo di credergli. Nella nostra casa è ritornato il bene e l’amore e piano piano stiamo ritornando una famiglia e una coppia. Ma ho conosciuto da vicino questo mostro chiamato ludopatia e a volte, leggendo o ascoltando vicende assurde, e soprattutto quando mi infilo ancora nel suo vortice di discussione senza un motivo dove capisco che c’è ancora qualcosa in lui che non va,, a volte dicevo ho paura di illudermi. Ho imparato un po’ a gestirlo e in quei momenti se sono dolce e calma lo riporto velocemente alla normalità ma mi chiedo se mi sto solo illudendo e se un ludopatico può guarire con la sola forza di volontà e con il tempo, o se rimane comunque a livello psichico qualcosa che va trattato psicologicamente. Lo so che non ha scuse per come si è comportato ma io considero la ludopatia come una malattia e pertanto può capitare a chiunque e sarebbe potuto capitare anche a me. Non so come fargli capire che se si facesse aiutare diventerebbe ancora meglio di come era prima Grazie Marilena. Un abbraccio a tutti.

    • La sua situazione è migliore di quella che pensavo, dopo un anno lontano dal gioco d’azzardo è un buon risultato, anche se, come le ho consigliato, meglio non abbassare la guadia e tenerlo controllato, cosa che già sta facendo.
      Ed è anche vero che non è solo una questione di soldi, ma sopratutto di una fiducia distrutta, inoltre ci si ritrova con un estraneo al posto del marito di prima.
      La comunità serve solo quando ci si deve liberare dalla dipendenza, suo marito questa fase l’ha già superata, ora sarebbe più utile seguire un centro di ascolto o di auto-aiuto, ritrovarsi con persone che hanno avuto lo stesso problema può aiutarlo a sboccarsi e a parlarne, prima tra di loro e poi anche in famiglia.
      Solitamante sono centri che si trovano in tutte le città e sono un ottimo sostegno, gratuito, per chi non deve perdere la strada buona, non solo, ma fan capire che scoprire cosa lo ha spinto ad una scelta simile non è una cosa di cui vergognarsi, a tutti può capitare, l’importante è capire il perché tutto è cominciato, in modo che non si ripeta più.
      In bocca al lupo
      Marilena

  64. Sonia ha detto:

    Quello che lascia veramente destabilizzati, è la capacità di manipolare, di far credere di essere in ragione e di lasciare i famigliari in un inferno psicologico..
    Mio padre sono 20 anni che gioca, ha dilapidato tutto, i soldi di famiglia, i soldi dei parenti, la sua pensione e quella di mia mamma che oggi non c’è più…I miei stipendi nei momenti del dolore e del lutto, vicini, amici, finanziare fino a 60 mila euro di debiti, cessione del quinto, ha provato anche a ipotecare la casa ma per fortuna ho il 25% e nn ha potuto…
    Promesse e buoni propositi si sprecano, al quarto gg dell’inizio del mese la sua pensione è finita e inizia il massacro psicologico poiché nn ha più soldi per le sigarette, per il mangiare che desidera..
    Un massacro sottile di vittimismo in quanto la realtà da lui percepita è quella di essere una persona povera nonostante abbia una bella pensione, massacrata dalle spese, e di avere una figlia che non lo aiuta perché ora, dopo 20 anni ho smesso di dargli soldi per arrivare a fine mese. Questa mattina abbiamo avuto una discussione, partita dal mio rifiuto di dargli un euro per andare a bere un cappuccino al bar, in questa discussione mi ha detto che non gli voglio bene e che nn si sente sicuro con me…
    Queste cose fanno male e ha finto di non vedermi piangere, ed è uscito di casa.
    In questo momento lui si trova in una condizione di depressione e attacchi di panico, vicino all’esaurimento nervoso…
    Io mi sto curando invece perché lo stress mi sta divorando il sistema immunitario, i denti, il sonno….
    Il danno grave è come questa situazione ti mangia dentro, ti confonde, ti fa sentire male e impotente…
    Ti mangia il cuore…
    Non ho più una vita normale…
    Io non odio, gli voglio bene, vorrei aiutare e smettere di vivere questa situazione terrificante…

    • L’unico modo di risolvere una dipendenza così forte è quello di non dargli tregua: in comunità o assistito da associazioni che sono disponibili quotidianamente.
      Ma mai abbassare la guardia, la dipendenza e la voglia di giocare sono sempre dietro l’angolo e nella testa del dipendente.
      Va comunque fermata la gestione dei soldi, ecco perché viene nominato un Amministratore di Sostegno che prende in carico ogni provento o guadagno del soggetto in modo che non abbia più la possibilità di approvvigionamento della sua dipendenza.
      Marilena

  65. Francesca ha detto:

    Sono una figlia.
    Sono una figlia stanca e delusa dal padre.
    Ho 30 anni e lui è sempre stato presente e amorevole. 5 anni fa il disastro. Stavamo acquistando una casa, ed il giorno della firma del contratto di vendita lui sparisce e dopo poco mia madre scopre che nel suo conto personale non c’era più niente, non c’erano i soldi per comprare quella casa che sarebbe stato un nuovo inizio per la nuova famiglia.
    Dopo 5 anni, dopo essere andati in terapia, aver fatto terapia di gruppo in un centro specializzato, dopo aver incrociato mille volti, mille mani dopo aver cercato di ricominciare, di dare fiducia a mio padre ora mi ritrovo di nuovo nella stessa situazione.
    Ma con una nuova e fortissima delusione, non sento quasi più niente e non voglio vederlo.
    Bisognerebbe capire di più la delusione di una figlia.
    Perché questo non succede?

    • Perchè si pensa al malato e a cosa fare per lui, senza tener conto che tutti intorno a lui, a causa sua, si sono ammalati, la loro vita è fatta di tristezza, amarezza delusione e tanta tanta vergogna.
      Il peggio è che per curare questa dipendenza si chiede alla famiglia, nonostante tutto, di essergli vicina, di sostenerlo e di non perderlo d’occhio sempre costantemente.
      Vivere con lui vuol dire essere devoti alla causa dello sterminio: della famiglia, della propria vita e di qualunque futuro.
      Se non ce la fai vai via e rifatti una vita, se vuoi agire insieme agli altri invece sii forte e sopporta, e sopratuttto fate in modo che non abbia alcuna gestione del denaro e del patrimonio, per questo potete nominare un amministratore di sostegno, per il resto dipende solo da te e dalla scelta che vuoi fare nonostante tutto e non dimenticando che anche tu hai diritto di vivere
      Marilena

  66. Valentina ha detto:

    Buongiorno dott.ssa Cremaschi, ho 32 anni e sono una figlia di un dipendente da gioco. Ormai la sua dipendenza dura da tutta la sua vita. Giocava già quando i miei si sono sposati. Più volte tornava a casa alle 4 di mattina senza un soldo, spendendo tutti i suoi soldi e quelli che gli venivano puntualmente elargiti dai miei nonni. Per lui questa dipendenza è stata ed è la sua vita: prima erano le carte, poi il superenalotto e lotto e infine le slot. Nessuno della nostra famiglia ha mai voluto ammettere il suo problema ed a causa di questo gli è stato permesso di delapidare tutto il patrimonio costruito dai miei nonni. Le uniche che hanno provato in tutti i modi a fermare questa catena siamo state io e mia sorella, più che altro perché sempre pressate da mia nonna e da mia madre, le quali però da una parte ci incitavano a fare qualcosa facendoci venire i sensi di colpa e dall’altra lo rifornivano di soldi. Mia madre è rimasta succube di questa persona anche dopo la separazione, tanta era la circuizione psicologica che questo essere ha sempre esercitato su tutti quanti. Io e mia sorella abbiamo provato più volte a rivolgerci alla ASL locale, ad un avvocato, abbiamo anche provato con un neurologo ma niente ha mai funzionato e anzi ha solo contribuito ad aumentare la nostra sofferenza per l’impossibilità di risolvere la situazione. Io ho avuto problemi di depressione e disturbi dell’alimentazione a causa di ciò, che mi hanno portato a dover sostenere sedute di psicoterapia per molti anni. Una delle opzioni che mi è stata consigliata dalla mia psicologica è proprio quella dell’amministratore di sostegno ma mi è stato detto che anche per questo c’è bisogno del consenso dell’interessato, a meno che non compia atti per cui è necessario un tso. In base alla mia esperienza non c’è via d’uscita per le famiglie di queste persone se non l’allontanamento da loro il più possibile e senza ripensamenti. Purtroppo non è affatto semplice dimostrare che questi individui hanno una dipendenza perché purtroppo difficilmente arrivano a compiere atti estremi in quanto riescono inspiegabilmente a crearsi intorno una rete di reperimento di denaro tale che alimenterà sempre la loro dipendenza. Inoltre, se hanno un lavoro, hanno la possibilità di chiedere anche prestiti e finanziamenti che permettono loro di soddisfare i loro bisogni di distruzione. Io penso che l’unica via d’uscita sia l’autoconservazione delle persone che hanno ancora una vita da voler vivere degnamente e lasciare questi individui al loro miserabile destino. Io sto riuscendo con una fatica quasi insostenibile ad allontanarmi completamente da questa persona. Non provo più nulla per lui, né pena né compassione, solo infinita rabbia ogni volta che sono costretta a vederlo. Anche per me è difficile accettare fino in fondo che una persona che avrebbe dovuto prendersi cura di me mi ha solo delusa e ferita ma d’altronde non possiamo scegliere la nostra famiglia biologica, possiamo solo scegliere di pensare la famiglia non come quella in cui ti ritrovi quando ti portano a casa dall’ospedale ma quella che ti sostiene, ti capisce e per la quale faresti di tutto, creandocene una nuova intorno e lasciandoci tutto lo schifo alle spalle. Un in bocca al lupo sincero a tutte le famiglie di queste persone.

    • Grazie Valentina per aver dato a tutti la possibilità di conoscere la tua storia, di pensare e di comprendere determinate situazioni, che sia di aiuto a tutti quelli che si trovano ad affrontare questi problemi.
      In bocca al lupo a te e a tutti quelli che hanno bisogno di un incoraggiamento
      Marilena

  67. Florinda ha detto:

    Salve Dottoressa, dopo 14 anni ho lasciato il mio compagno affetto da ludopatia!Ho provato di tutto, Sert, sedute da psicologo, ma la situazione con gli anni peggiorano e le cifre diventano sempre più importanti! Quello che sento ,dopo essere stata impegnata per tutti questi anni ad occuparmi dei suoi problemi, è una sensazione di vuoto! La paura è che con le ferite ricevute, possa essere difficile rifarsi una nuova vita ! Penso che psicologicamente mi ha così manipolata, da credere che la vita debba andare in questa maniera! Ho una bambina di 11 anni, spero che il fatto di avere un padre con questa patologia non influisca anche su li lei! Mi sono rispecchiata in tante storie, e la sua affermazione: dal gioco non si guarisce, mi da’ la forza di credere che sia la scelta giusta! Sono solo 2 mesi, e non provo rabbia, ma tanta delusione di aver creduto che la famiglia , la crescita ormai ha 47 anni poteva cambiarlo! Ma non si tratta di cambiare,ma di curarsi , e spero che raggiunga la consapevolezza di farlo!
    Che dire….. ho 41 anni , un buon lavoro , ma nonostante la mia bambina e la mia famiglia presente, mi sento triste! Avrei voluto anch’io avere un buon marito e una vita serena ! Grazie per avermi ascoltata

    • Ha fatto quello che doveva fare cara Florinda, era una decisione inevitabile, proprio per salvare se stessa e sua figlia dalla rovina, sarà poi in futuro, se il suo ex si farà curare e dimostrerà un miglioramento, consentire le normali visite, altrimenti cerchi di limitare anche quelle o di farle sotto la sorveglianza delle asistenti sociali.
      Con le dipendenza non si scherza, non per nulla figli di dipendenti diventano essi stessi dipendenti cronici.
      Per il resto si dia il tempo di guarire da questa ferita e di rifarsi una nuova vita, più serena e soddisfacente.
      In bocca al lupo
      Marilena

  68. Maria Teresa ha detto:

    Sembra la mia storia. Sono andata via da casa dopo 10 anni di matrimonio con due figli. Lui nega di avere un problema e io di possibilità ne ho date anche troppe.

    • Poco importa quello che dice “lui” o ammette o inventa come scusa per giustificarsi, che sarà sicuramente l’ennesima menzogna, l’importante è quello che credte voi e che crediate sopratutto nella vostra infinita capacità che avete come donne di superare ogni problema o difficoltà, compreso il fatto di riuscire a lasciarvi alle spalle una storia che vi ha svuotate dentro.
      Ha fatto bene a lasciarlo, vedrà che la sua vita non potrà che migliorare
      Marilena

  69. Roberta ha detto:

    Che si fa quando il problema è un figlio? un figlio di 30 anni che ora vive in una altra città con un bimbo piccolo e che non vuole andare in terapia perchè per lui non è necessario.. Sono 10 anni che gioca e ha combinato di tutto, chiesto soldi a tutti ha rubato e venduto tutti i nostri oggetti di valore, ha sottratto soldi persino alla vecchia fidanzata che non sapeva nulla con una una bugia pietosa. Ha sempre detto che non c erano problemi e ha sempre mentito a tutti solo noi genitori e nonni sapevamo la verità perchè a noi chiedeva aiuto..
    La nuova compagna invece ha scoperto tutto e lo tiene sotto controllo ed ora nessuno gli dà più nulla che non passi per lei ma è uno stress per tutti , litigi perenni, urla e strepiti .
    Lui accusa me e il padre di tutto e tratta uno schifo noi e persino i nonni novantenni quando non gli diamo soldi.
    Non c è serenità non c è dialogo non c è mai un sorriso solo telefonate o di accuse o di richieste di soldi
    Il figlio di un anno è stupendo ma ovviamente non basta a farlo andare in un centro specializzato
    In passato lui il padre ed io siamo stati dal gruppo giocatori anonimi ma solo perchè aveva un debito di circa 2000 euro da farsi coprire e lui dopo 3 volte non è venuto piu ed io ho continuato ad andarci per due anni poi sfinita ho smesso anche perchè mio figlio è andato fuori regione e ha fatto un figlio con questa ragazza più grande che mai avrebbe immaginato chi si stava prendendo….
    Mio marito per anni ha coperto i suoi debiti sbagliando, ma quando finalmente ha capito il problema e ha cambiato registro si è gravemente ammalato e quindi ora non può più aiutare nessuno nè psicologicamente nè fisicamente.
    Mio figlio non ha più lavoro l ha perso per il Covid e ora lavora solo lei
    Io sono lontana ma preoccupata perchè so che non riusciranno a portarlo al Serd
    Promette tanto ma non ci può riuscire da solo
    A volte penso che se lui morisse tutti ritoveremmo la serenità…
    Che cosa orribile che penso sono una madre mostro.. ma che fine farà il mio adorabile e amato nipotino con un padre così?
    Da soli i giocatori non ce la faranno mai inutile illudersi ma come si fa a costringerli a farsi aiutare?
    grazie per lo sfogo di una madre distrutta

    • Comprendo i suo disagio, ma si può intervenire, lasci perdere i sensi di colpa, si faccia forte e coraggiosa ed agisca con fermezza e decisione.
      Il ludipatico ha bisogno di 2 cose:
      – un trattamento terapeutico ed un controllo costante sulla sua giornata, cosa che si ottiene solo con un ricovero in una comunità, non ci sono alternative che la possano escludere. La ludopatia è una dipendenza come tutte le altre, non sottovalutatela mai,
      – che qualcuno della famiglia si faccia nominare come suo Amministratore Provvisorio, in modo che sia una persona diversa a gestire il denaro che può avere e per le sole necessità e non per il gioco, in molti tribunali è richiesta la partecipazione di un legale, per altri la richiasta può essere fatta dai privati evitando l’enonorme esborso di denaro che gli avvocati chiedono per incarichi in cui compila un semplice modulo.
      Tenga conto del fatto che anche una volta uscito sarà sempre una persona malata del gioco in cui si scommette, e tale dipendenza, ormai assimilata dal suo cervello, sarà sempre lì in agguato per riprenderselo.
      Perciò tanta attenzione per non ricadere di nuovo negli stessi schemi e titrovarsi nelle medesime situazioni
      Lo faccia anche per i suoi figi, se non si sente di seguiro chieda una separazione, credo che abbia gia dato anche troppo dimenticandosi di sé e mettendosi da parte per ogni cosa, è arrivato il momento di diventare un po’ più egoista e vivere al meglio la sua vita, concedendosi la possibilità di programmare un futuro felice.
      In bocca al lupo
      Marilena

  70. roberta ha detto:

    Dottoressa ma non è mio marito..
    le ho detto è mio figlio!
    cmq grazie lo stesso per lo sfogo

    • Il consiglio comunque di fare le cose che le ho suggerito vanno benissimo anche nei caso dei figli non solo dei mariti, e sono le uniche posizioni che portano a dei risutati concreti e risoutive.
      Certo è che dato il fatto che le ho dedicato tempo e consigli potrebbe essere anche più riconoscente……..
      Marilena

  71. Roberta ha detto:

    Ma io l ho ringraziata ! per il mio sfogo e adesso anche per il suo tempo..
    ma avendomi consigliato di separarmi per pensare ai figli le ho ricordato che non è mio marito il problema ma proprio mio figlio…
    di nuovo grazie

    • Devo aver letto male, mi dispiace per il disguido, le auguro di risolvere presto il suo lavoro, anche se purtroppo richiede delle decisioni forti e determinate, la ludopatia è una dipendenza grave e devastante come tutte le altre.
      Ritengo che la comunità sia ancora il metodo più efficace per tali dipendenze, gravi ed invalidanti, non solo la vita del soggetto, ma di tutta la famiglia e degli amici e parenti.
      Ed anche nei confronti di un figlio si può chiedere di diventare l’Amministratore di Sostegno, con tutti i benefici che ne comporta.
      In bocca al lupo
      Marilena

  72. Monica ha detto:

    Salve sono Monica mamma di un bimbo di 3 anni, io e il padre non viviamo assieme , io padre è ludopatico, ha seguito per due mesi il percorso al centrò apposito ma poi ha smesso e non è cambiato nulla. Io vorrei avere l’affidamento esclusivo del mio bimbo perché non voglio che cresca con un padre che non si vuole nemmeno curare, credo la legge è dalla mia parte?

  73. Monica ha detto:

    Salve sono Monica mamma di un bimbo di 3 anni, io e il padre non viviamo assieme , io padre è ludopatico, ha seguito per due mesi il percorso al centrò apposito

    • Dovete seguire le indicazioni che vi danno al centro, interpellare diverse persone può non essere produttivo, seguite alla lettera il loro programma, solo nel caso non sia efficace potete rivolgervi ad altre strutture che vi garantiscono la possibilità di garantirvi tutti i giorni o il più possibile
      In bocca al lupo
      MArilena

  74. Manu ha detto:

    Buonasera, sono qui perché mio fratello ha grossi problemi di ludopatia!!! Soffre di depressione che durante il lockdown è sfociata in una ludopatia patologica … credo che abbia perso 16mila euro tra suoi risparmi e stipendi andati via in un solo giorno … dallo scorso mese si è convinto a canalizzare lo stipendio sul conto di mia mamma, oltre alla psicologa e allo psichiatra, da qualche settimana va anche al sert della mia città ma nonostante ciò cerca in tutti i modi di giocare… ha creato profili falsi con carte d’identità della mia famiglia e si è fatto prestare soldi da un suo amico (stupido che era stato messo al corrente della situazione), è arrivato anche a chiedere tre prestiti alle banche che grazie a Dio gli sono stati negati… ma succederà sempre? Cosa mi devo aspettare da questa situazione dottoressa? Si può scendere ancora più nel baratro? Cosa arriverà a fare?

    • L’unico rimedio per un ludopatico è rinchiuderlo in una comunità, tutto il resto sono dei paliativi ce non risolvono il problema a monte che può sempre degenerare. Fate in modo che non sia più lui a decidere della sua vita o distruggerà anche la vostra
      Marilena

  75. Lara ha detto:

    Buonasera,sono una giovane mamma di due bimbi da poco ho scoperto che mio marito soffre di ludopatia anche se non l’ha mai ammesso. Ha speso tutti i nostri risparmi, risparmi e regali dei nostri figli, ha fatto finanziamenti a mia insaputa lasciandoci senza nemmeno i soldi per vivere in quanto non ha pagato diverse rate del finanziamento e quindi automaticamente hanno bloccato la carta dove avrebbero accredito lo stipendio (io non lavoro). D’istinto gli ho fatto le valigie e l’ho buttato fuori di casa. Ora io e le bimbe viviamo con i miei che ci aiutano economicamente e ci assicurano un pasto caldo tutti i giorni. Nel frattempo lui continuava a chiedermi scusa e mi ha pregato di tornare a casa dicendo che non sarebbe più successo. Io nel frattempo non ci ho creduto e ho chiesto la separazione. Da quando ha saputo della separazione non mi ha più cercata ne scritto messaggi o chiamate. Io non sono una persona forte di carattere, spesso soffro di attacchi di panico dovuti proprio a questa maledetta situazione. Aiutatemi a capire se ho fatto bene a separarmi, io speravo sempre in una famiglia unita ma lui non ne vuole sapere di curarsi,dice che sta benissimo anzi sarei io quella che ha bisogno di cure dal momento che la penso così. Non vorrei fare soffrire i miei bimbi. Sono molto spaventata da questa situazione 🙁

    • Credo di averle già risposto via mail…..
      comunque la ludopatia è una dipendenza come tutte le altre e come tale va curata, non parole nè promesse ma un ricoverò in una comunità a lungo tempo per la disintossicazione e per imparare a gestire tale problema.
      Se ha bisogno del mio sostegno ed aiuto può sempre attivare un percorso in counseling
      Ma non si arrenda e non si faccia incantare dalle promesse, dal gioco ci si libera solo con un programma deciso e a lungo termine
      Marilena

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