Il don Giovanni… il complesso dell’uomo che ama le donne

Crescita spirituale e consapevolezza
06/12/2016
L’importanza dei ruoli all’interno della famiglia
08/12/2016

Il don Giovanni… il complesso dell’uomo che ama le donne

Si definisce complesso del Don Giovanni o Dongiovannismo, quella condizione in cui l’uomo sente il costante bisogno compulsivo di sedurre ogni donna che incontra.

Chi ne soffre non riesce a resistere dalla tentazione di adulare in maniera spesso invadente le donne incontrate anche casualmente, ogni giorno, con atteggiamenti seduttivi che rasentano la molestia.

La finalità di tale atteggiamento patologico, non è la ricerca della compagna, ma solamente il piacere della conquista, della seduzione, dell’ammiccare ostentatamente e ostinatamente.

Ma chi era Don Giovanni?

Don Giovanni (titolo originale: Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni) è un’opera lirica in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart e narra la vita e le avventure di un uomo che dedica molta parte del suo tempo a sedurre delle donne, e pur di conquistarle ricorre a qualunque strategia.

La letteratura ha dato origine ad un mito poi trasformatosi in un complesso psicologico che è stato analizzato da diversi studiosi.

Sigmund Freud definisce tale sindrome come la caratteristica dell’uomo sadico che non ha superato la fase edipica.

Otto Rank asserisce che negli uomini che patiscono tale condizione viene a svilupparsi un “doppio”, una doppia personalità di cui una è l’opposto dell’altra e si esprime in atteggiamenti che il primo sente di dover reprimere, mentre il secondo agisce senza alcuna limitazione del senso di responsabilità.

Secondo il neurologo Jonathan Miller il dongiovannismo, maschile o femminile, di estrazione nobile, borghese o popolare, è causato da un’angoscia di fondo, un vuoto che bisogna in qualche modo colmare, una forma di protesta o di rivalsa contro un’ingiustizia sociale o individuale, destinata tuttavia alla sconfitta, in quanto Don Giovanni finisce sempre per sprofondare nella sua stessa trappola, perché il suo vero nemico è la paura della solitudine.

Per Albert Camus il personaggio passa da una donna all’altra non per mancanza di amore, ma perché ama tutte le donne con uguale intensità e con tutto se stesso, per tale motivo egli deve sempre rinnovare questo dono di sé e, se abbandona una donna, non lo fa perché non la desideri più (una donna bella è sempre desiderabile), ma perché ne desidera una diversa.

Giovanni Macchia, il maggiore studioso italiano del personaggio, considera il protagonista come un uomo egoista che non cerca il bene della società ma sperpera il suo coraggio e la sua giovinezza per “soddisfare il suo prepotente, inestinguibile bisogno di amare, di godere”.

La psicologia ritiene che l’individuo che patisce tale condizione è in realtà un uomo insicuro, con bassa autostima, che recupera un senso d’identità e sicurezza tramite le conferme del suo potere seduttivo sulle donne.

I rapporti con l’altro sesso sono fallimentari poiché il dongiovanni è fondamentalmente egoista e manipolativo e, per la sua necessità continua di seduzione, è improbabile che rimanga fedele ad una sola partner.

Incapace di provare un amore profondo e di instaurare dei legami duraturi, il Don Giovanni riesce ad avere soltanto relazioni superficiali, brevi, comunque generalmente prive di un reale coinvolgimento affettivo e sentimentale, all’interno di un processo compulsivo che rende la conquista una vera e propria ossessione.

Lo scopo sottostante è appagare un bisogno  narcisistico di conferma di fascino e avvenenza fisica , l’inarrestabile ricerca si nuove prede produce un comportamento seriale nel quale la preda, una volta conquistata viene abbandonata e sostituita da altre, tutte quante destinate a saziare solo temporaneamente il grosso bisogno di ammirazione narcisistica che questi soggetti hanno visto frustrato quando erano piccoli.

Alcuni studiosi del complesso ritengono che la madre di questi soggetti fu una persona anaffettiva, incapace di dare amore, non rassicurante.

Il corrispondente al femminile viene chiamato complesso di Messalina o il complesso di Brunilde, che tratterò nel prossimo articolo.

Il complesso può essere superato con un percorso di analisi terapeutica, diretta a risolvere il disagio partendo dall’esamina del rapporto del figlio con la propria madre e dal vissuto famigliare.

14 Comments

  1. MARION ha detto:

    interessNTE

  2. Barbara ha detto:

    In questo momento il mio compagno con cui sto da due anni mi chiede di potere almeno corteggiare le donne perché non è nella sua natura essere fedele. Devo dire che a parte una scappatella che ha anche cercato riagganciare è stato capace di essermi molto vicino in questi anni. Ma è più forte di lui. Credo mi ami ma se tento di discutere di queste cose si arrabbia, dice che esagero e cerca di punirmi. La prego, mi dica qualcosa, sono sotto choc e non so che fare.

  3. Simone ha detto:

    Buonasera, grazie per il suo articolo. Oltre la terapia ce qualche altro metodo che potrebbe aiuyare a superare questa sindrome?

  4. Vera ha detto:

    buonasera Marilena
    sto con un uomo di 50 anni che ha evidentemente questo complesso e seri problemi con la madre. Io ho 20 anni meno di lui e dalle sue esperienze passate lui ha già capito di aver sbagliato a causa di questo suo modus operandi e di aver perso persone che amava. Nonostante ciò continua ad essere un serial killer del tradimento, e i social sono il suo stagno da pesca. Ora l’ho beccato anche io, mi ha chiesto un’altra possibilità, ma non vuole affrontare discorsi riguardanti il suo errore, e oltretutto ha delle mancanze a livello affettivo piuttosto pesanti
    Secondo lei c’è possibilità che cambi veramente ? Se dovessi paragonarlo ad un cagnolino, creda sia possibile addomesticarlo, e se si, come ?

    • No, non cambierà, a meno che accetti di sottoporsi ad un percorso diretto alla scoperta del perché ha la necessità spasmodica e cronica di tradire… solitamente è collegata alla paura di lasciarsi andare e soffrire, infatti il non legarsi ad una determinata persona ma a tante scongiura il timore di perdere il controllo, innamorarsi veramente ed essere in balia di un’altra che lo farebbe soffrire… cosa che potrebbe già essere successa nel suo passato, o la paura di crescere e prendersi delle responsabilità che è un altro modo per evitare di affrontare i suoi timori recondit e interiorizzati ma mai risolti.
      Magari se lo convincesse a parlare con me….
      Marilena

  5. Ce ha detto:

    Articolo molto ben fatto!

  6. maria ha detto:

    Salve dottoressa devo fare una tesi sul.dongiovannismo ma devo scrivere le cause sottese a questo comportamento
    ..dipendono dal cargiver? Sono cause organiche,DNA??? Cari saluti

Rispondi a Marilena Cremaschini Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *