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Siamo esseri sociali e viviamo in una collettività, da qui la necessaria correlazione con gli altri e col mondo esterno.

Possiamo scegliere le amicizie e le nostre frequentazioni, possiamo restringere il nostro campo di interrelazione, ma le relazioni con il prossimo restano una costante a cui non ci possiamo sottrarre.

Così come non ci possiamo sottrarre al giudizio ed ai commenti o consigli delle persone con cui ci confrontiamo quotidianamente.

A volte questi giudizi sono positivi, a volte sono negativi, sta a noi selezionarli e considerare solo quello che può esserci utile, che può aiutarci a crescere e a maturare, a diventare delle persone migliori di quello che oggi siamo.

Tutto il resto lo possiamo lasciar perdere e non considerare in modo tale che non interferisca coi nostri pensieri e con il nostro giudizio, in tal modo le critiche degli altri ci scivolano addosso e non lasciamo tracce ansiogene dentro di noi.

Per far questo occorre avere una buona autostima e considerazione di se stessi.

Avere una buona autostima significa che la concezione di noi stessi è elevata, che la nostra emotività è sotto controllo e che siamo sufficientemente autocritici da vagliare ciò che l’esterno ci offre, selezionando e tenendo in considerazione soltanto ciò che ci è utile o che ci può essere comodo, ed eliminando ciò che è negativo e che ci creerebbe soltanto frustrazione ed ansia.

Se siamo abbastanza forti e solidi le critiche o i giudizi degli altri non ci faranno paura e li potremo ascoltare con razionalità, rispondendo quando è il caso di rispondere o porgendo l’indifferenza quando non ne vale la pena.

Il confronto con gli altri deve esserci soltanto quando è costruttivo per noi, quando ci stimola positivamente e quando è adeguato alle circostanze e condizioni, se non lo è rimane pensiero negativo da evitare e non considerare.

Non tutti sono in grado di fare questa selezione e rimangono eccessivamente condizionati dalle critiche esterne.

Per aumentare l’autostima e la capacità autocritica può essere utile un confronto in counseling con un professionista che possa aiutare a vagliare meglio ed in maniera più approfondita ciò che arriva dagli altri.

L’intervento di una persona estranea permette di notare ciò che noi non vediamo, perché soliti a vedere le cose in un certo modo, o perché i nostri pensieri si sono fossilizzati su una determinata linea e non siamo in grado di avere una visione a pieno campo, fatta di diverse sfaccettature.

Potendo vedere il mondo intorno a noi in modo diverso si è anche in grado di combattere l’ansia che viene generata da frustrazioni interne e da un’ipercriticità che non rispecchia la realtà dei fatti.

L’aiuto ed il sostegno da parte di un counselor è quindi fonte di serenità interiore, di una migliore autostima ed aiuta lo sviluppo ed il miglioramento delle relazioni con gli altri, che non temeremo più ma che sapremo coltivare con raziocinio e positività.

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