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Navigare online, scoprire il mondo del web e le sue novità, intervenire nei vari social, conoscere nuove persone, avere migliaia di amici e contatti, è sicuramente divertente ed istruttivo per tutti, giovani e adulti ma con una differenza sostanziale.

Mentre l’adulto naviga consapevolmente anche in siti pornografici, i ragazzi non sono così maliziosi da andarli a ricercare intenzionalmente, ma possono correre il rischio di esservi indotti da adulti che fingendosi coetanei, loro amici o addirittura dei loro innamorati, li portano, con una manipolazione subdola, meschina e senza scrupoli, a fare o ha gestire la navigazione in maniera diversa di quello che era il fine del puro divertimento innocente del giovane, realizzando invece le finalità illecite dell’adulto che sta dall’altra parte del video o dello schermo.

Oltre all’aspetto istruttivo ed informativo la rete può avere quindi i suoi lati oscuri ed essere pericolosa, sopratutto per i giovani ragazzi che, con poca malizia e astuzia, si fanno facilemente raggirare da coloro che nella rete cercano delle vittime per i loro fini illegali e spesso della peggiore specie.

Esaminiamo quali sono principali rischi che i giovani inesperti possono incontrare navigando.

 

 

I principali rischi del web

 

 

Innanzitutto vi sono i pericoli per i giovani di entrare nella rete di qualche pedofilo interessato ad agganciare l’ignaro fanciullo fingendosi un coetaneo per estorcergli dati e riferimenti personali che lo renddano rintracciabile e quindi raggiungibile per essere conattato, se non peggio.

Allo stesso modo e con le stesse modalità possono essere rintracciate quelle fotografie che entreranno poi nel circuito della pedopornografia, un mercato ignobile che è sempre alla ricerca di nuove immagini su cui costruire l’abuso sessuale virtuale.

Quindi occorre fare molta attenzione se non evitare del tutto di postare sui social foto di bambini o ragazzini poco vestiti.

Anche se le vostre finalità sono meramente ludiche non lo sono per certi visitatori che approfitteranno delle visioni per imetterle su un mercato ad uso e consumo dei pedofili, quello della pedopornografia.

Il fenomeno, che viene in gergo chiamato grooming, colpisce nalla maggior parte dei casi le ragazze, per la loro smania di apparire e di mettersi in mostra, per ricercare complimenti ed adulazioni, con tutte le pose più accattivanti possibili, spesso vestite anche in modo troppo seducente e questi atteggiamenti sono immediatamente captati dai ricercatori di sesso virtuale.

Senza rendersene conto queste ragazze ingenue penseranno di intrattenere dei rapporti coi loro coetanei che semplicemente le ammirano o dichiarano di essere innamorati di loro, ma la realtà spesso nasconde il lato più malvagio della situazione perché potrebbe trattarsi di veri e propri predatori sessuali, spesso molto più vecchi delle ragazzine coinvolte inconsapevolmente in giochi che da innocui possono diventare pericolosi e sessualmente abusanti.

Il tutto viene aggravato dal fatto che di questi incontri, aventi per la maggior parte dei casi un fine sessuale o comunque erotico, sono tenuti nascosti ai genitori e quindi non sottoposti al vaglio ed al controllo di un adulto.

Il predatore sessuale è solitamente una persona abituata a gestire gli aspetti più sensibili e manipolabili dei ragazzi, infatti può spingerli facilmente anche a postare foto o riprese di nudo o seminudo, che verranno poi rivendute a chi pratica la pedopornografia.

Non dobbiamo inoltre dimenticare che un’immagine messa sulla rete resta in circolo per sempre, ed anche un intervento giudiziario, che richiede tempi lunghissimi e costi ai più inaccessibili, non sempre vanno a buon fine e non sempre riescono a cancellare o ad eliminare le foto o immagini compromettenti.

Di queste circostanze e delle gravi conseguenze che derivano dall’uso che sconosciuti ma anche amici bulletti possano fare di tali immagini ne conosciamo i risvolti drammatici dalla cronache nere.

Evitare e prevenire tali situazioni limiterebbe fortemente i rischi che possono incorrere i ragazzi e questo solo se c’è una buona educazione ed informazione che li rende veramente edotti dei possibili aspetti negativi delle loro sperovvedute azioni.

Per un approfondimento il problema del Grooming dello cyber predatore  è stato affrontato nell’articolo specifico di cui al link.

Infine la navigazione può portare ad una forma di isolamento totale dal resto del mondo che tende a diventare uno stile di vita, sopratutto in quei casi in cui i giovani patiscono dei disagi nell’ambiente familiare o in quello del gruppo di amici o delle frequentazioni obbligate dagli impegni scolastici.

In altri casi la rete può indurre i ragazzi a concentrarsi su di essa in maniera esclusiva e totalizzante, tanto da escludere il resto della vita quotidiana.

Nei casi più gravi tali situazioni possono addirittura sfociare in gravissime forme di ritiro sociale, unisolamento assoluto ed incondizionato, denominate nella società giapponese Hikikomori (letteralmente “stare in disparte, isolarsi”), che consistono nel rifiuto di uscire da casa, andare a scuola, svolgere le normali attività quotidiane.

Il ragazzo diventa quindi dipendente unicamente dal suo pc ed in esso si svolge tutta la sua vita, escludendo piano piano ogni contatto con l’esterno e con la famiglia e gli amici.

In queste situazioni i giovani spesso utilizzano internet come unico strumento per entrare in contatto con il mondo, peccato che quella visione virtuale in cui navigano non ha nulla di reale e col passare del tempo li porta a scollegarsi definitivamente con la vera realtà rendendoli incapaci di affacciarsi sul mondo come un comune ragazzo o di relazionarsi coi coetanei con la facilità degli altri.

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