L’Apprendimento Cooperativo
03/04/2017
Il Metodo Mood Meter
04/04/2017

I presupposti del Mastery Learning che tradotto significa “apprendimento per la padronanza” sono stati chiariti da Bloom negli anni 70, secondo tale studioso la maggior parte degli studenti poteva raggiungere un elevato livello di apprendimento soltanto se vengono create le condizioni favorevoli tale crescita, adeguandole alle sue caratteristiche  personali, alle sue necessità, esigenze ed eventuali difficoltà.

Le differenze nell’apprendimento sono considerate un fenomeno che è possibile prevedere, spiegare e modificare, se ricondotto alle condizioni “ambientali”, cioè al sistema di istruzione scolastica e alle sue variabili.

I risultati non sono perseguiti secondo una linea temporale con un unico obiettivo uguale per tutti, con questo metodo invece non ci si aspetta che tutti gli studenti debbano ottenere gli stessi risultati ed arrivare insieme a superare o recuperare la stessa unità didattica, bensì la didattica è impostata per obiettivi da raggiungere e ad ogni studente è data la possibilità di raggiungerli in momenti diversi dell’anno scolastico.

Nessun altro metodo si adatta allo stesso modo alle esigenze personali di ogni individuo che viene valutato soprattutto per la sua specificità e particolarità.

Con il Mastery learning viene permeesso agli studenti di assumersi la responsabilità del proprio apprendimento, gli studenti conducono esperimenti, lavorano su consegne, fanno colloqui faccia a faccia con il loro insegnante, e sono guidati anche dai loro coetanei.

Il Mastery learning permette agli studenti di lavorare al proprio ritmo ed in base alle qualità e particolarità specifiche della loro personalità e modalità di relazionarsi con gli altri e con l’esterno, lungo tutto il programma della disciplina, quando si completa una unità, lo studente deve dimostrare di averne appreso il contenuto, che viene valutato attraverso un elaborato scritto e una prova di laboratorio.

Se gli studenti ottengono punteggio inferiore all’85% in queste valutazioni che concludono l’unità didattica, devono recuperare e studiare nuovamente i concetti non appresi e rifare il test.

Per non vanificare la personalizzazione del test è importante che gli studenti non copino il compito tra di loro, quindi occorre adottare tutte le misure necessarie, come variare il test ad ogni prova, sistemare gli alunni a distanza e vigilare su di loro.

Se si utilizza un sistema computerizzato per fare i test il programma andrebbe modificato in modo da avere per ogni studente un test diverso, il risultato ottenuto in tal modo sarebbe perfettamente coincidente con la preparazione effettiva dell’alunno.

È ovvio che non tutte le scuole sono in grado di fornire tali sofisticate attrezzature.

Ogni ragazzo ha un compito da portare a termine entro la fine della settimana, poi c’è un compito da portare a termine entro la fine di ogni trimestre, infine un ultimo compito da portare a termine entro la fine dell’anno scolastico.

Ogni test può essere sostenuto soltanto una volta al giorno, quindi se non superato si rifa il giorno successivo, e così via siano al suo completo superamento (che viene indicato di solito nella percentuale dell’85% delle risposte esatte).

Ma ogni giorno perso per rifare il test è tempo sprecato all’apprendimento del programma successivo, questo stimola i ragazzi ad impegnarsi in modo tale da fare meno test possibili.

Inoltre in questo modo il ragazzo viene responsabilizzato al massimo nel suo rendimento e nella riuscita dei compiti a lui affidati.

Il voto inoltre è dato tenendo in considerazione delle competenze e dei concetti acquisiti ed appresi, anche sotto tale aspetto gli studenti sono costretti ad imparare il più possibile.

Il metodo costringe l’alunno a fare i conti con le verifiche, con il rischio di non superarle e di non riuscire a completare il programma, pertanto è fortemente stimolato ed incentivato ad applicarsi, studiare e mantenere un buon rendimento.

Per chi dovesse essere rimasto indietro con un determinato programma o avere delle difficoltà, sono previste delle attività integrative a sostegno o di recupero per poter sostenere l’alunno a raggiungere gli obiettivi che gli sono stati affidati.

Lo schema del Mastery Learning ricorda la tecnica chiamata dell’ Istruzione Programmata, poiché ogni fase dell’insegnamento viene prevista in anticipo e quindi dettagliatamente programmata e standardizzata e scomposta in brevi passaggi, detti frames, o anche items che contengono una o due informazioni fondamentali che richiedono al soggetto la formulazione di una risposta, sulla base delle informazioni precedentemente date.

A differenza del Mastery Learning, le sequenze dell’istruzione programmata si presentano rigide e vincolanti, non rispettose delle differenze individuali poiché veicolano una concezione dell’insegnamento inteso come modellamento, fondate sulla convinzione che qualsiasi conoscenza possa essere acquisita da chiunque, purché associata a rinforzi positivi.

Tra le caratteristiche principali, si sottolineano:

– standard di risultati realistici e ben specificati rispetto alle condizioni di ingresso degli allievi

– gradualità e sequenzialità dell’apprendimento

– verifica come strumento di correzione e di guida invece che di selezione.

Questo fa sì che l’insegnamento non sia rigido e disinteressato dalle caratteristiche del soggetto, ma viene adattato e programmato tenuto conto delle sue effettive capacità e potenzialità, si tratta in pratica di un insegnamento personalizzato ed individualizzato sulle prestazioni previste e preventivabili dal soggetto, senza pretendere che sia al pari di un altro.

Nella scuola secondaria il Mastery Learning potrà essere proficuamente utilizzato come metodo di insegnamento individualizzato per l’addestramento di specifiche abilità tecniche o professionali, quando vi sono allievi in situazione di handicap o altre patologie cliniche o psichiche da considerare, o in presenza di disagi nell’apprendimento più o meno gravi, anche se aventi carattere soltanto temporaneo.

Per un approfondimento ad altri articoli su metodi innovativi lascio i seguenti link:

la comunicazione persuasiva

Didattica Persuasiva

Mood Meter

Metodo RULER

Flipped Classroom o Didattica Rovesciata

Apprendimento Cooperativo

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