La creatività nella lettera “l”
01/04/2021

Il nome ed il cognome

Il testo e la firma rappresentano due aspetti separati e distinti della personalità.

Il testo ed il corpo centrale della scrittura rappresentano L’”Io personale”, il suo interiore più intimo, la persona in quanto tale, come individuo col suo carattere, il suo temperamento, i suoi pensieri, i suoi progetti, ed il suo modo di rapportarsi con gli altri e col mondo esterno in cui sceglie di agire, il suo modo di vedersi come risultato del suo passato e nel presente e nel suo futuro.

Questi sono aspetti intimi, interiori e privati della persona che possono rimanere invariati nel tempo o adattarsi alle varie vicende ed eventi.

La firma, diversamente, rappresenta come la persona si pone all’esterno, il cosiddetto “Io sociale”, come vuole essere vista e percepita dagli altri e le sue caratteristiche che palesa nel suo modo di rapportarsi con il mondo intorno a sé.

Questo elemento può variare di continuo anche durante la giornata a seconda delle situazioni più o meno critiche da affrontare ed al disagio che comporta un certo ambiente od il fare qualche cosa in pubblico.

La firma è composta da due elementi ben distinti e con un significato psicologico ben definito: il nome ed il cognome.

Il nome rappresenta l’individuo come persona ben distinta da tutto il resto mentre il cognome rimanda alla famiglia di origine, al proprio vissuto e quanto determinante esso è nella sua vita.

Chi si firma mettendo per prima il nome dichiara la sua esigenza di apparire in modo distinto ed autonomo rispetto alle proprie origini ed al suo passato, come persona che si è fatta da sé e come persona che costruisce il suo futuro con le sole proprie forze.

Essere indipendenti e bastevoli è molto importante, è una dichiarazione di indipendenza ed autonomia al tempo stesso, una dichiarazione di essersi costruito con le proprie forze e di aver raggiunto degli obbiettivi per le proprie capacità e non perché è figlio di.

Chi incomincia la firma col cognome, invece, è ancorato nel suo presente e per la visione che ha del suo futuro alla sua famiglia ed alle sue origini, da cui dipende interamente, anche come sentimento del proprio essere.

Questa personale visione di se stesso la si può notare anche nella distanza che viene interposta tra il nome ed il cognome, più ampia è tale distanza e con maggiore intensità viene percepito il proprio sé rispetto alla famiglia ed alle origini.

Questo desiderio di indipendenza e di compiacimento di se stessi per i risultati ottenuti e per quelli che potrebbe ottenere la si ritrova anche nella distanza interposta tra il testo e la firma.

Maggiore è tale distanza è maggiore è il distacco tra l’individuo intimo ed interiore e quello che appare esternamente.

Tale distanziamento è un’ulteriore comprova della volontà di tenere distante se stesso da tutto il resto, sia che faccia parte del passato che del suo possibile futuro.

Le proprie origini sono una questione che merita rispetto ed è basilare per poter creare un futuro, pensieri che trovano riscontro, ad esempio, nella presenza dei ricci della materialità che nei prolungamenti delle parti inferiori delle lettere.

Capita che il nome inserito nel testo sia di calibro, cioè di dimensione più ridotta rispetto alla firma vera e propria.

Ciò sta a significare che la persona si descrive nel testo nella sua forma più intima e privata, ma non deve essere confusa ed identificata con il suo aspetto pubblico esibito all’esterno quando redige la firma vera e propria.

La parte più personale è questione riservata a se stesso e a pochi intimi, che lo conoscono profondamente e verso i quali il soggetto non si cela, mentre pubblicamente viene esibita un’immagine di sé più costruita ad hoc, con dei limiti e distanze ben definite.

Questo denota un carattere un po’ schivo e riservato ed una visione della propria privacy e del proprio intimo che devono rimanere una questione personale ed inviolabile.

Gli altri per ambire ad una confidenza personale devono superare un esame piuttosto critico ed acquistare piena fiducia, senza la quale sono ammesse ben poche forme di confidenza e condivisione.

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