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Nella nostra scrittura sono molte le lettere meglio rappresentative della nostra personalità, di sicuro una tra queste è la lettera “a”.

Essa può avere diverse forme ed essere eseguita con modalità diverse, per ognuna di esse vi è un particolare significato psicologico, che deve trovare conferma o limitazione nella rimanente parte dello scritto, perché la scrittura va sempre valutata nel suo insieme, nel modo in cui si approccia al foglio ed come vengono usati e suddivisi gli spazi intorno al testo, all’interno di esso, tra le righe, oppure tra le parole stesse se non addirittura all’interno di una lettera.

La lettera “a” ha una particolarità: si dovrebbe formare di due parti, una circolare che corrisponde all’occhiello, ed un segmento che la segue, che dovrebbe essere realizzato nella parte bassa, e che consta di una gambetta.

Dico dovrebbe perché disegnare la forma della lettera “a” è talmente personale e spesso unico che non sempre lo scrittore segue le regole generali imposte dalle indicazioni scolastiche.

Ed è in questa specialità di ogni segno, appartenente soltanto ad un individuo, che dona il grande valore della grafologia come strumento di lettura della personalità unico, completo ed imparagonabile a qualunque altro test psicologico cognitivo.

Inoltre è un segno di appartenenza e di paternità dello scritto ad un solo soggetto indipendentemente da qualunque contraffazione od alterazione si cerchi di portare ad uno scritto.

Di seguito uno schema che non descrive però tutte le modalità con cui possono essere realizzate le “a”, ma può essere molto esplicativo.

Ma procediamo con ordine cercando di analizzare prima di tutto il modo con cui è fatto l’occhiello per poi spiegare i significati delle varie modalità con cui viene fatta la “gambetta”, il riccio terminale.

La rotondità è un segno positivo, rappresentativo della terra sferica, del cerchio che racchiude, della femminilità rotonda e tondeggiante, come i seni materni che danno il cibo al neonato e la rotondità dei fianchi che danno la vita ed in cui è racchiusa tutta l’essenza della femminilità.

Le lettere ad occhiello come le “a” ed anche le “o” quando sono tonde e piene sono segno di una generosità dell’animo, della convivialità, della generosità, della cordialità, della disponibilità e dell’altruismo.

Tutti questi aspetti, estremamente positivi e ben disposti verso l’altro possono nascondere anche degli aspetti che sono un po’ la faccia nascosta di ciò che può apparire esternamente.

L’estrema accoglienza verso gli altri può celare il grande bisogno degli altri e la dipendenza da essi, più una persona ha bisogno di circondarsi di altre persone e con maggiore probabilità essa non riesce a bastare a se stessa e per tanto crea una dipendenza con l’altro, infatti essa per sentirsi rassicurata e protetta ha bisogno del conforto e del sostegno che provengono soprattutto dalla famiglia e dalle persone care ma anche in genere dalle persone incontrate per caso con cui si condivide un breve periodo della vita.

La versione opposta della “a” piena è la “a” eseguita come un ovale a volte appuntito o con una protuberanza.

Il restringimento dell’ovale rappresenta il bisogno di riservatezza, di trattenersi, di avere dello spazio per sé, con più la condivisione degli altri è mal tollerata e con più l’ovale tenderà a restringersi.

A volte l’ovale è eseguito in modo diritto, con un asse verticale perfetto, in tale forma notiamo tutta la rigidità della persona che non solo non riesce ad andare verso il prossimo ma addirittura è talmente impostata, attenta alle regole ed ai formalismi che diventano quasi una gabbia da cui è difficile uscire per trovare il giusto equilibrio delle cose ed avere anche la possibilità di esprimersi e di essere veramente se stessi.

Se l’ovale pende verso la sinistra o la destra quello è il segnale indicatore che rivela la vera natura della frustrazione che trova nella rigidità delle impostazioni l’origine ma anche la causa dell’impossibilità di espandersi nel mondo nella maniera adeguata.

La sinistra rappresenta il passato, il vissuto famigliare e la madre, in tal caso la pendenza è essa stessa segno di incapacità di lasciarsi andare, di sciogliere il cordone ombelicale e di trovare da sola la propria strada verso la vita e verso il futuro.

In termine grafologico si dice che la lettera e probabilmente molte altre lettere se non addirittura l’intera scrittura sono Rovesciate, rivolte al passato ed insicure verso il futuro.

All’opposto troviamo le lettere Pendenti cioè con una propensione verso destra, la parte del prossimo.

Chi ha una scrittura molto pendente, e per contro un ovale appoggiato verso la destra è solitamente una persona che tende ad appoggiarsi pure in senso fisico sugli altri, di cui ha costantemente bisogno per sentirsi sicura, per prendere una decisione, per fare delle scelte che saranno sempre fatte seguendo qualcuno e non scelte puramente spontanee ed incondizionate da quello che fanno gli altri.

Se sull’ovale esistono delle gobbe quelle indicano un segno di frustrazione, un’intolleranza o una forma diversiva che è rivolta a qualcuno o qualcosa che si può scoprire dalla direzione della gobba stessa.

Come ho spiegato molte volte nei miei articoli di grafologia la direzione ha un significato psicologico ben preciso.

La parte alta rappresenta il pensiero, gli ideali, le intenzioni, la volontà, la creatività, la conoscenza derivante dagli altri o dal mondo esterno.

La parte bassa rappresenta la materialità e tutto ciò che è connesso con le necessità primarie, come il cibo, il vestirsi (quando è necessario non per voluttà), la casa, il lavoro, la disponibilità e la sicurezza economica.

La parte sinistra come già detto rappresenta il passato, la famiglia, la provenienza, l’esperienza passata, e solitamente il rapporto con la madre.

La destra invece è il futuro, il progettare, il cammino verso il domani, il propendere per gli altri, il darsi senza remore e difficoltà.

Spesso invece della protuberanze le lettere ovali vengono fatte con un’apertura, cioè il cerchio non viene chiuso completamente ma viene lasciato aperto in una certa direzione.

Se la protuberanza indica il più delle volte una sofferenza dovuta ad una frustrazione, ad un bisogno mancato e ad una insoddisfazione mai raggiunta, l’apertura rappresenta una finestra da cui deve entrare qualche cosa di cui il soggetto scrivente ha bisogno.

È il varco che consente l’ingresso, il bisogno di ricevere, di sentire l’influenza di ciò che ci manca o di cui necessitiamo, se la protuberanza poteva rappresentare la costrizione derivante da un qualcosa che ha troppo invaso, l’apertura è la necessità di avere di più e di sentirsi riempire da ciò che manca e che diversamente non riusciamo a compensare.

Esistono delle lettere “a” che sono eseguite con una forma allungata ma anziché avere una protuberanza più o meno rotondeggiante hanno una vera e propria punta e la lettera viene eseguita con un angolo appuntito.

La lettera acuminata rappresenta una difesa, anche in tal caso la direzione di essa darà il senso verso il quale lo scrivente deve difendersi, deve proteggere se stesso con una punta respingente.

Rimane da discorrere a riguardo delle gambette della “a” fatte in mille maniere diverse.

Se la gamba diventa un semicerchio rivolto verso l’alto è il bisogno di far salire lo scrivente ad un grado più elevato rispetto a quello in cui si sente relegato, attraverso il bisogno di avere un rafforzativo attraverso una maggiore conoscenza o cultura proveniente dalla zona del pensiero (quella alta) o a volta può rappresentare un segno di arroganza, di vanità, di imperiosità, ma anche in tal caso per compensare il senso di inadeguatezza dello scrivente.

Non dobbiamo mai dimenticare che l’eccesso di ogni cosa rappresenta la mancanza di qualcosa d’altro che ha bisogno pertanto di essere compensato, saturato in un qualche modo.

Se la gamba sprofonda verso il basso, al di sotto del rigo significa che lo scrivente richiama un aspetto materiale della questione per lui prevalente o importante.

Se si trova in finale di parola o meglio alla fine di un pensiero, la gamba che ridiscende formando una specie di amo, uncino o aggancio quello è sintomo di una mendacità espressa.

La persona si rende conto di aver detto una bugia, si sente in colpa anche se non lo ammette apertamente, vorrebbe tornare indietro (infatti il gancio tende a sinistra la parte del passato, ma non può più farlo, così lo sostiene e porta avanti la menzogna.

Se se ne trovano più di uno in uno scritto con molta probabilità la persona scrivente ha l’abitudine di mentire e ne è apertamente consapevole.

Se la gamba invece viene eseguita con un allungamento verso destra è un segno del bisogno di individualità.

In grafologia viene chiamato il riccio del soggettivismo ed è l’indizio che la persona che scrive ha bisogno di avere più spazio attorno a sé, più libertà, meno invadenza, più privacy, con questo gesto pertanto tende ad allontanare quel tanto che basta gli altri per sentirsi meno oppresso e meno invaso nel suo spazio.

Come potete notare la grafologia limitata alla spiegazione di una semplice lettera più dire tanto della persona che l’ha vergata, in essa veramente si può racchiudere il suo intero mondo.

Se avete voglia di farvi una grafodiagnosi della vostra scrittura e concedervi il lusso ed anche l’opportunità di conoscere meglio e più profondamente voi stessi non dovete far altro che chiedere un’analisi della vostra scrittura che farò molto volentieri.

La conoscenza di sé non ci permette soltanto di avere più consapevolezza e di avere maggiore comprensione dei nostri desideri e dei nostri bisogni è anche il modo per affrontare gli altri, il mondo circostante ed il futuro più consapevolmente e nella maniera che più ci appartiene.

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6 Comments

  1. Vigliada Dott. Giorgio ha detto:

    Gent.le Dott.ssa,
    ho letto con molto interesse il Suo Studio in merito alla lettera “a”.
    Da anni sono cultore della “Scienza Grafologica”, specialmente per la sua connessiine con il mondo delle neuroscienze.
    I recenti studi della Washington University di Saint Louis, susseguenti a quelli della University di Berkeley, hanno dimostrato l’esistenza di una “onda lenta” che si propaga dalla nuca alla fronte, ogni pochi secondi.
    Questa onda, chiamata in precedenza: onda “theta”, serve a trasmettere informazioni.
    Ho individuato, dopo parecchi miei studi grafologici che le scritture esaminate, esprimevano intense variazioni di stesura della lettera “o” (chiamata da me-in questo contesto- :”lettera propulsiva”, a seconda delle situazioni ambientali nelle quali venivano redatte.
    La ringrazio per l’attenzione e le porgo un sentito saluto.
    Dott. Giorgio Vigliada

    • Sono io che ringrazio lei dott. Vigliada e per la curiosità che mi ha messo nel voler conoscere i suoi studi.
      Spero che sia occasione un giorno di incontrarci e discorrere di grafologia e delle sue mille applicazioni ed utilità.
      Marilena

  2. Fabiola ha detto:

    Potrei sapere invece, per quanto riguarda la lettera A maiuscola, qual è il significato se viene scritta a forma di triangolo?
    Grazie mille

    • Per poterle dare una risposta personalizzata e riferita alla sua scrittura avrei bisogno di analizzarla in maniera più compiuta e diretta.
      Perché non si fa fare un’analisi grafologica della sua scrittura? tra l’latro offerta in promozione al ridotto costo di € 120 (IVA compresa), in modo da conoscersi attraverso la sua grafia, le assicuro che molte persone rimangono sconvolte da quanto possa rivelare uno scritto.
      Nel caso decida per un grafologia del suo scritto mi comunichi privatamente, seguendo la mail che già le ho inviato.
      A presto
      Marilena

  3. Daniele ha detto:

    Salve, Dott.ssa,

    Volevo chiederLe se in caso posso sottoporLe la mia attuale grafia per avere una sua attenta analisi e

    dettagliata dove ci saranno in esame da considerare tutti gli aspetti grafologici tra parole e frasi possibilmente

    e poter così conoscere la mia attuale posizione psicologica e Le dico che ho un’amministrazione di sostegno

    quindi se possibile pagarLe il tutto anche spezzettando la cifra dovuta.

    Nell’attesa della risposta,

    Grazie,

    Daniele.

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