Il nuovo libro sulla violenza contro le donne

Avviata la didattica con i corsi di formazione
22/05/2017
Corsi ora anche gratuiti e convenzionati
18/06/2017

Il nuovo libro sulla violenza contro le donne

Sono contenta di annunciare la pubblicazione del mio nuovo libro intitolato “La violenza contro le donne” che presto troverete tra le mie pubblicazioni sia nel formato cartaceo che nel formato ebook, quest’ultimo già in distribuzione.

Questo manuale esplora l’ambito del maltrattamento e della violenza esperita nei confronti delle donne toccando aspetti psicologici, sociologici e criminologici con ampio approfondimento sulla personalità del maltrattante, della vittima, sulla ciclicità della relazione perversa ed infine anche le conseguenza sui figli della coppia, vengono inoltre fornite indicazioni su come affrontare il trattamento ed il colloquio con la vittima.

Il manuale è adatto a tutti coloro che devono per motivi professionali, clinici od assistenziali  affrontare il delicato e particolare problema della violenza della donna, della prevenzione ed evitamento delle situazioni a rischio.

Per questo motivo la realizzazione del manuale è stata fatta con la finalità di renderlo disponibile come testo consigliato per chi volesse iscriversi al corso spacifico sull’argomento e che trovate nella sezioni Corsi e formazione:

Corso in Criminologia dei reati passionali e della violenza contro le donne

ed anche tra i Corsi Fast:

STALKING, VIOLENZA FAMIGLIARE E RELAZIONALE, VITTIMA E CARNEFICE

Questo libro affronta l’argomento tenendo in considerazione i molti aspetti criminologici, sociologici e psicologici che coivolge ma con l’obiettivo di privilegiare il punto di vista della donna e la dinamica della violenza relazionale e famigliare spiegata non solo attraverso teorie e classificazioni formultate da studiosi della materia, ma soprattutto con le dinamice concrete dei casi reali e delle motivazioni che stanno alla base del rapporto malato, patologico ma che persiste nel tempo.

Perché infatti la questione che molti si pongono quando leggono o ascoltano le notizie riguardanti la violenza delle donne è come mai queste non trovino il coraggio e la forza di abbandonare l’uomo violento ed il luogo in cui si realizza, che di solito è la casa coniugale.

Soltanto comprendendo le dinamiche del rapporto relazionale e delle strutture mentali che costringono la donna all’immobilità e all’impossibilità di reagire, ribellarsi e scappare potrete  capire il perché.

Io stessa, lungo questo lavoro impegnativo non solo in termini di energie ma di emotività, mi sono ritrovata a scoprire degli aspetti mai considerati, come i meccanismi difensidi che una donna vittima di violenza è costratta a mettere in alto per sopravvivere, per non morire dentro prima ancora che fuori.

Spero possa essere utile per tutti coloro che vivono una vicenda di tal misura, penso ai famigliari ma sopratutto ai figli di una copia violenta e patologica che assorbono e crescono cibandosi di tale modalità relazionale malsana ed innaturale e gli scompensi che porta la violenza assistita di chi la vive indirettamente.

Perché possano prendere le decisioni più giuste ed adeguate al caso.

Spero possa essere utile anche per tutti coloro che in qualità di operatori dell’aiuto, sanitari, assistenti e forze dell’ordine, alle donne vittime di maltrattamento affinché i consigli forniti, anche di tipo trattamentale (scritti facendo riferimento ai consigli degli esperti in tale tipo di intervento particolarmente delicato), possa fornire la possibilità di valutare meglio come e con quali parole e tecniche deve essere affrontata la questione.

Perché non va dimenticato che la donna vittima di un maltrattamento famigliare non solo una donna che è stata picchiata ma è un essere che senza via di scampo è stata tolta ogni dignità ed ogni capacità o possibilità di reazione, rinchiusa in una spirale di violenza, senso di colpa e di inattività che porta la vicenda a svilupparsi per molto tempo, spesso per anni se non addirittura per tutta la vita.

Queste realtà devono finire.

Il mio apporto sarà quello di diffondere la voce delle donne maltrattate come loro stesse non sono in grado di fare, e di aiutare gli interessati i coinvolti e coloro che per motivi di volontariato, di lavoro e di necessità si trovano ad affrontare situazioni spesso drammatiche, rese ancora più drammatiche dalla paura e dall’incapacità della donna di ribellarsi, di denunciare e di lasciare quella situazione che le ha tolto il piacere di vivere, sognare e desiderare il meglio vedendo un futuro.

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