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Il pensiero desiderativo

Si definisce Pensiero desiderativo quando coi nostri sensi percepiamo non la realtà pura, concreta e tangibile quella illusoria che vorremmo vedere, quella desiderata, ambita, voluta ma non posseduta allo stesso modo di come si percepisce il reale

In pratica il desiderio trasforma ed adatta la realtà in base ai desideri e tutto ciò che accade intorno alla persona che ha una tale visione viene tradotto, tramutato nel reale e giustificato come tale.

Facciamo un esempio pratico che può accadere a chiunque in condizioni di normalità, cioè senza che vi siano delle patologie cliniche in atto.

Quando desideriamo un oggetto o che si verifichi una situazione, ad esempio raggiungere una determinata meta lavorativa o poter avere quella casa che abbiamo visto e che non possiamo toglierci dalla mente, inviamo dei segnali al nostro cervello, continui e costanti sul desiderio a cui noi pensiamo con una certa costanza o comunque con insistenza, allo stesso modo mandiamo alla nostra mente il messaggio del desiderio insoddisfatto, cioè che quella aspettativa lavorativa non l’abbiamo ancora raggiunta e chissà quante cose potremmo fare con un lavoro migliore e meglio retribuito, così come mandiamo la necessità di dover cambiare casa e il desiderio di come potrebbe essere vivere nella casetta dei nostri sogni che giorno dopo giorno con la fantasia arrediamo e sistemiamo.

Dal momento che questo desiderio si fissa nella nostra mente inevitabilmente, inconsciamente ma anche consapevolmente tutte le scelte che prenderemo da quel momento in poi, tutte le nostre decisioni saranno influenzate dalla meta che ci siamo preposti.

Normalmente le persone che non subiscono tale mancanza come una privazione senza farsi troppo condizionare da esse riescono a mantenere distinto la realtà dai sogni, separando le due cose con razionalità e logica anche se il desiderio permane.

Vi sono persone invece, che per un vissuto fatto di privazioni o per una situazione drammatica che stanno vivendo, il desiderio non rimane tale ed il sogno si trasforma in una realtà sovrapposta a quella concreta dove il soggetto può rifugiarsi per non sentirsi più affranto, privato da qualcosa di essenziale, che viene simbolicamente rappresentato in un oggetto ma potrebbe essere una forte carenza affettiva patita nell’infanzia, e quindi in tal modo sopravvive alla sua condizione patologica.

In questo modo però il soggetto trasforma ed adatta la realtà in base ai suoi desideri e sogni, costruendosi un vissuto che è fatto di illusioni, fantasticherie ed immaginazioni, traducendo ogni evento che si verifica come la risposta che lui desidera e si aspetta, che nella maggior parte dei casi non è quella reale.

Facciamo l’esempio di una ragazza che è stata poco amata e curata dai genitori sin dalla nascita e che quindi ha patito una forte carenza affettiva, oppure un ragazza che ha perso il padre a cui era molto affezionata, il suo desiderio di innamorarsi di un uomo ideale corrisponde alla possibilità di ricevere quell’amore che le è mancato e, nel secondo caso, di riavere accanto a sé quella figura paterna tanto amata.

Così facendo sostituisce il desiderio di un grande amore con quello che le offre la realtà cioè l’incontro di un uomo che idealizza sino a trasformarlo nell’uomo ideale, indipendentemente dal fatto che questa persona sia per lei il partner perfetto o che sia corrisposta.

Lei vive un amore interamente basato sulla fantasia ed il rifiuto ed il comportamento negativo dell’uomo viene tradotto e giustificato come le sarebbe più comodo senza tener conto delle effettive intenzioni dell’altro.

Lo stesso succede in molti casi di stalking dove lo stolker si immagina una relazione ed una persona che lo corrisponde diversamente dalla realtà, ma per lui ciò che conta è ciò che immagina dunque quello è il suo mondo ed in base a quello prende le sue decisioni e si comporta.

Resta il fatto che in tutti gli esempi fatti le persone non vivono la realtà ma le loro fantasie che trasformano in qualcosa di reale.

La realtà è quella che è e non cambierà solo perché noi vogliamo vederla con altri occhi, ma per chi soffre del pensiero desiderativo la realtà sono i loro sogni.

Il pensiero diventa schiavo del desiderio

 

In tali ipotesi il pensiero diventa schiavo di quel desiderio che si è impossessato della mentesoprattutto se si tratta di un grande desiderio che va a compensare una mancanza affettiva patita e mai superata.

Il pensiero desiderativo si basa sull’illusione e sulla fantasia, in questo modo, non importa cosa accade davvero, le persone notano solo quello che vogliono vedere e sentono ciò che desiderano sentire.

In tali casi il desiderio come emozione umana, normale e sana che appartiene ad ognuno di noi, e che rimane sana anche quando passiamo molto tempo a sognare ad occhi aperti progettando su un futuro che ancora non c’è, si rimane sempre nell’ambito del normale e del consueto, perché si è sempre in grado di distinguere il sogno dai fatti concreti.

Chi invece non riesce più a fare questa distinzione vive in un mondo completamente fantastico ed illusorio considerandolo reale e non vedendo altre realtà oltre a quelle anelate.

I pensieri desiderativi, quando sono fatti in modo positivo, possono essere il motivo per spronarci a fare le cose, a migliorare la nostra vita e la nostra condizione, a realizzare anche progetti che realmente erano dei nostri sogni custoditi da tempo.

A volte possono essere il motivo per farci cambiare le cose che non si adattano a noi e che ci creano dei problemi, anche in tale caso il desiderio è un fattore motivante positivo ed attivo.

Le trappole del pensiero desiderativo

 

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che il pensiero desiderativo non nasce mai dalla realtàma da ciò che noi desideriamo succeda, tuttavia, in realtà, essere realisti è necessario per non cadere in certe trappole che possono provocare gravi problemi alle nostre vite.

Eccone alcune:

  • Fissarsi sull’obbiettivo finale, ma non sul cammino: questo impedisce di vedere gli errori che si stanno commettendo, quello che si fa male e, se non si porre rimedio, non porterà a nulla di buono. A volte ciò che tanto desiderate può rivoltarvisi contro.
  • Non riuscire a capire se quello che si vuole ottenere è fattibile: quando abbiamo un obbiettivo o un sogno, la prima cosa che dobbiamo fare è pensare se è fattibile o meno, per evitare di sforzarci invano e di disilluderci. Il pensiero desiderativo impedisce questa verifica e favorisce, a sua volta, l’investimento di risorse in obbiettivi che non possiamo raggiungere.
  • Sentirsi frustrati e disillusi: il pensiero desiderativo vi farà vivere in un mondo fantastico, che non è reale. Quando ve ne renderete conto, proverete frustrazione e disillusione. Ciò nonostante, se il vostro desiderio è molto intenso, continuerete a portare avanti questa situazione, che finirà per distruggervi progressivamente.

Se viviamo in questo mondo di fantasia per troppo tempo, arriveremo ad un punto in cui non sapremo più riconoscere cosa è reale e cosa non lo è, e sarà non  solo faticoso ma anche molto doloroso scendere dalle nuvole e fare i conti con quello che concretamente è il nostro vissuto.

Perché le persone che non soffrono di alcuna patologia clinica finiscono col vivere di illusioni scappando dalla loro realtà?

Perché il sogno è meno penoso, meno opprimente e non fa soffrire, il pensiero desiderativo è dunque confortevole, migliore e sana le sofferenze almeno temporaneamente fino a quando la persona prima o poi dovrà scontrarsi con la vera realtà ed allora la sua sofferenza sarà doppia perché oltre al dolore che cercava di nascondere c’è anche la sofferenza di aver perduto l’illusione di sentirsi bene per ritrovarsi invece a mani vuote.

Ecco perché consiglio sempre alle persone che mi chiedono un consiglio di vedere la realtà confrontandosi con qualcuno, un amico od un esperto che possa fare delle valutazioni razionali e disinteressate ma concrete in modo da ricondurre la persona fuorviata sulla via della sua reale esistenza.

In tali casi l’aiuto di un’altra persona è fondamentale perché è la sua visione distaccata, concreta, asettica da desideri che non condivide e pertanto è quella che può veramente esprimere delle valutazioni.

Se la situazione ha già portato a vivere dei disagi e delle incongruenze è il caso di rivolgersi ad un esperto che possa essere d’aiuto ed il sostegno per riprendere le redini della propria vita.

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