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Il principio 90/10 di Stephen Covey è un termine numerico che rimanda ad una regola basilare: ciò che ci accade nella vita dipende soprattutto da noi per una quota proporzionale del 90% degli eventi, rispetto a quelli imprevedibili che al massimo raggiungono soltanto la quota del 10%.

Ma anche davanti ai cosiddetti imprevisti, gran parte di ciò che ci succede dipende dalle nostre reazioni a un evento inevitabile.

Ogni uomo può fermarsi a riflettere, imparare a dominare i suoi impulsi e condizionare in positivo la sua vita e i suoi rapporti interpersonali, tutto dipende dalla sua volontà, da come si pone davanti alle varie situazioni e le scelte che è disposto a fare anche rischiando un fallimento o degli errori.

 

Il significato del libero arbitrio

 

Stephan Covey, imprenditore, scrittore e influente teorico della leadership personale, è stato l’autore del best-seller “I sette pilastri del successo“.

Egli partiva da un concetto molto semplice: tra lo stimolo, un evento, una situazione che ci costringe a prendere una decisione e la risposta che siamo disposti a dare all’evento in questione c’è lo scarto che rimanda alla assoluta libertà di scelta.

Su questo tasto insisteva il grande “motivatore” scomparso nel 2012, fermamente convinto che solo il 10% di ciò che accade è inevitabile, mentre il restante 90% dipende esclusivamente da noi.

Se quindi qualcosa capita indipendentemente dalle nostre azioni e volontà e non possiamo evitarlo, abbiamo il potere di dominare e indirizzare nel verso giusto tutto ciò che ne consegue.

Pensare prima di agire, porre a freno istinti e rabbia e capire come conservare il bene che abbiamo, sono gli atteggiamenti giusti per raggiungere questo importante obiettivo, che coincide col nostro benessere personale e con la massima armonia verso gli altri.

Il principio 90/10 di Stephen Covey ci insegna a gestire e a non subire gli eventi.

Non è una prerogativa di pochi, dei più forti e scaltri, è uno stile di vita che tutti possiamo acquisire, perché a tutti è data la possibilità di migliorare, di avere più coraggio e di saper osare per ottenere dei risultati cambiando la propria esistenza, se effettivamente questa non basta o non è quella che desideriamo.

Se le persone si trovano in difficoltà o hanno bisogno di un supporto o di un sostegno può essere utile il counseling motivazionale, l’aiuto del counselor per raggiungere gli obiettivi e i progetti che si desidera ma che per mancanza di stimolo o coraggio non sempre si osa pretendere.

Stephen Covey nel corso della sua vita ha elaborato il principio secondo cui noi  possiamo sempre giocare un ruolo determinante sulle conseguenze di ciò che ci accade, soprattutto nel caso dei piccoli imprevisti della vita, figuriamoci il potere decisionale degli eventi che sono invece prevedibili ed alla nostra portata, ma che purtroppo non tutti sanno cogliere al volo ed approfittare delle occasioni favorevoli.

Possiamo cioè modulare le nostre reazioni agli eventi e decidere se quella che vivremo sarà un giornata “sì” o una giornata “no”.

 

Imparare a gestire le nostre reazioni

 

Per spiegare il principio 90/10, Stephen Covey utilizza un esempio molto chiaro e significativo: la tipica situazione in cui qualcuno rovescia improvvisamente una tazzina di caffè sulla nostra camicia.

Immaginiamo di essere un uomo d’affari e che a rovesciare la tazzina di caffè sulla nostra camicia sia stata la nostra bambina.

La reazione immediata sarebbe quella di arrabbiarci, sgridare la bimba e prendercela con nostra moglie per aver appoggiato la tazzina troppo vicino al bordo del tavolo.

Ecco che una reazione così forte di prima mattina potrebbe renderci di malumore per tutta la giornata e predisporci al fatto che nelle prossime ore andrà sicuramente tutto male.

Si tratta dell’esempio di un evento per il quale noi non abbiamo nessuna colpa ma rispetto a cui possiamo modulare le conseguenze.

Non avremmo potuto evitare che la tazzina di caffè si rovesciasse in quelle circostanze, ma avremmo sicuramente potuto reagire in modo diverso.

Reagendo diversamente, secondo l’autore del principio 90/10, non ci saremmo arrabbiati per nulla, non saremmo arrivati in ritardo al lavoro, non avremmo dimenticato i documenti di cui avevamo bisogno e tutta la giornata si sarebbe svolta in modo molto più tranquillo.

Inoltre devo personalmente aggiungere che non avreste sgridato la bambina (i piccoli hanno sempre delle reazioni traumatiche e frustranti ai rimproveri soprattutto se immotivati ed ingiustificati) e sicuramente non avreste litigato con la moglie, che anch’essa avrà una giornata da nervosa o arrabbiata portando le conseguenze di quel gesto su altre situazioni e su altre persone, come se fossimo tutti uniti da una catena che reagisce alla positività o negatività di uno degli anelli.

Ma torniamo alla teoria di Covey.

Del resto una tazzina di caffè che si rovescia sulla nostra camicia non è la fine del mondo. In circostanze simili è importante mantenere la calma per riuscire a trovare subito una soluzione e continuare a vivere la nostra giornata come se nulla fosse accaduto. In effetti non era successo proprio niente di grave.

Sarebbe bastato stare tranquilli, evitare di perdere tempo nel prendercela con nostra moglie e nostra figlia e cambiare subito la camicia. Non ci saremmo dimenticati la valigia con i documenti e saremmo arrivati al lavoro in orario. Tutto sarebbe andato bene come in una normalissima buona giornata.

È proprio durante quei pochi secondi che seguono un avvenimento imprevisto che noi, secondo Covey, modulando le nostre reazioni, possiamo entrare in gioco per determinare come vivremo gli eventi successivi.

Possiamo infatti cambiare prospettiva su ciò che ci accade reagendo in modo diverso, (nda: e che accadrà anche agli altri in quanto facciamo parte di un insieme che non può essere separato o diviso, pertanto le conseguenze di un gesto porteranno sempre a delle risposte positive o negative da parte degli altri).

L’importante è soprattutto non peggiorare la situazione. Anzi, dovremmo cercare di risolverla o almeno di migliorarla fin da subito per non farla precipitare.

Rispetto al principio 90/10 Stephen Covey ci fornisce alcuni suggerimenti che possiamo applicare alla nostra vita quotidiana.

Ad esempio, dobbiamo essere consapevoli che siamo noi a determinare il nostro stato d’animo con le nostre reazioni, dunque quando accade qualcosa di negativo possiamo decidere di agire e di reagire in modo positivo.

A suo parere ogni reazione sbagliata, ad esempio l’eccessiva frustrazione di fronte a un commento negativo, può letteralmente rovinare le nostre giornate e farci accumulare fallimenti che si presenteranno uno dopo l’altro in ogni campo: lavoro, famiglia, salute, amicizie…

Ricordiamo, in conclusione, questo insegnamento da Covey: il nostro stato d’animo e le nostre reazioni agli eventi dipendono soprattutto da noi.

Possiamo decidere di smettere di considerarci delle vittime del mondo, assumerci la responsabilità delle nostre azioni ed essere consapevoli dei nostri atteggiamenti.

Covey garantisce che seguire questo principio può condurre a cambiamenti davvero importanti e positivi nella nostra vita.

Non scoraggiamoci di fronte alla prima difficoltà della giornata. Tentare di reagire in modo positivo non costa nulla e potrebbe renderci molto più felici.

Perché occorre distinguere da ciò che possiamo cambiare e che possiamo influenzare, da ciò che è impossibile modificare, tali ultime situazioni nell’arco della nostra vita se ci pensiamo bene si limitano ad una piccola parte, fanno ovviamente eccezione quegli eventi drammatici o disastrosi le cui conseguenze infauste ed infelici sono inevitabilmente incidenti sulla nostra vita e sulle nostre scelte.

Ma tutto il resto no.

In altre parole: ci sono delle cose nella vita che accadono inevitabilmente e noi non possiamo fare niente per non farle succedere, si tratta di tutte quelle cose su cui non abbiamo alcun controllo, che succedono e basta, possono essere eventi importanti ma anche situazioni semplici e quotidiane (il ritardo del treno, un semaforo rosso, un temporale improvviso); non possiamo impedire che questi avvenimenti si verifichino ma possiamo scegliere in che modo reagire di fronte a queste situazioni, la nostra reazione determina il 90% di ciò che succederà dopo.

 

Possiamo esercitare il controllo delle nostre reazioni

 

Sei stato criticato per qualcosa che hai fatto? Non serve a niente avvilirti perché non puoi impedire alle persone di giudicarti, ma puoi decidere se rimanere offeso a vita (e magari perdere l’amicizia di qualcuno) oppure farti scivolare tutto di dosso e non lasciare che i commenti negativi ti rovinino la giornata (e la salute).

Sei rimasto bloccato nel traffico e sei in enorme ritardo? Puoi decidere se innervosirti e cominciare a suonare il clacson urlando come un pazzo contro gli altri automobilisti (mentre la tua pressione arriva alle stelle), oppure accendere lo stereo, canticchiare la tua canzone preferita o approfittare per chiamare un amico.

A volte una reazione sbagliata può avere delle conseguenze disastrose: può farti perdere un amico, può farti licenziare dal lavoro, può farti stressare, può farti trascorrere notti insonni, può farti soffrire inutilmente. Basta una reazione diversa, invece, per evitare ogni tipo di tensione o di complicazione.

La buona notizia è che noi possiamo decidere come comportarci di fronte ad ogni evento perché siamo gli unici padroni delle nostre reazioni, siamo noi che controlliamo i nostri pensieri e scegliere dove dirigere la nostra attenzione.

In alcuni casi basta semplicemente cambiare il modo di vedere le cose ma non sempre un evento negativo può essere visto in maniera positiva.

Cosa c’è di positivo, per esempio, nel caffè che ti si rovescia sulla camicia pulita o in qualcuno che ti riga la macchina? Niente, però c’è il fatto che tu puoi decidere che tipo di reazione avere, se prenderla bene o male, e puoi determinare il 90% di ciò che ti capiterà dopo. E non è poco.

Non è un caso che spesso si dice: prima di parlare o di reagire “conta fino a 10”. E’ proprio in quei 10 secondi che tu puoi decidere quale reazione avere e di conseguenza puoi determinare il resto della tua giornata e, in alcuni casi, anche della tua vita.

Quindi val la pena di imparare a non prendersela troppo per gli imprevisti, in fondo le camice si possono lavare, e se ci presentiamo con una patacca possiamo buttarla sul ridere e far divertire anche gli altri, tanto sarà impossibile nasconderla, tanto vale usarla per ridere di se stessi, che fa bene a noi e a chi ci sta intorno.

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