Il riccio dell’ideazione o della fissazione idealistica

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Il riccio dell’ideazione o della fissazione idealistica

Il Riccio dell’Ideazione o della Fissazione Idealistica è un gesto che riporta alle idee, idee fantastiche o fantasiose,  spirituali fino a quelle più istintuali e sessuali, ma pur sempre consistono un una rappresentazione di un gesto del pensiero, della mente che elabora, che progetta, che sogna.

A differenza del riccio della mitomania che si eleva verso la parte alta e a destra o dell’ammanieramento che si eleva sempre nella parte alta della scrittura in modo creativo con degli svolazzi che nulla hanno a che vedere con la forma della lettera si distingue per la dolcezza, la lievità e l’eleganza del gesto che si rivolge verso l’alto ma puntando a sinistra.

A sinistra il gesto grafico ricerca se stesso la propria realizzazione come persona ma anche come professionista, come genitore all’interno della famiglia e come amate in una relazione.

Il gesto che si eleva, nella parte dei pensieri e delle idee, ma che dolcemente avvolge nella parte superiore della parola e si dirige alla sinistra è un gesto di interiorità, di profondità, di animo sensibile, verso se stesso ma anche verso le persone che gli sono care, ed il racchiuderle da sopra come un cappello rappresenta la forma di protezione e di riparo più primitiva, semplice ma efficace.

Un esempio potrebbero essere le lettere cerchiate della scrittura sottostante.

Ma l’ideazione può anche rivolgersi verso il basso allora avremo un riccio di fissazione materialistica che richiama il Riccio della materialità ma che a differenza di quest’ultimo investe la parte alta della scrittura per poi ridiscendere verso il basso dove è presente la materialità a cui è diretto.

In tal caso il riccio potrebbe essere rappresentato, per esempio da un lettera “s” che dopo si eleva e diventa più grande, aumentando il suo calibro, rispetto alle altre lettere, per conglobare la parte ideativa e alta dello spazio per poi ridiscendere verso il basso, la zona della materialità, in tal caso entrambi gli aspetti sono stati toccati e presi in considerazione con un solo gesto grafico.

Come per esempio le lettere della scrittura di seguito riportata che hanno un’evoluzione verso l’alto ma se la lettera lo permette scendono anche in maniera vistosa verso il basso mettendo in evidenza il raggiungimento delle due diverse zone di pensiero e di bisogno materiale.

Nella scrittura riportata di seguito le frecce indicano delle evoluzioni delle lettere verso l’alto, ma non tutto rivolte nella stessa direzione e non tutte ad erette, alcune sono addolcite da una rotondità.

Sintomo che in tale caso lo scrivente ha delle fissazioni ideative rivolte a diversi aspetti della sua vita, i ricci che tendono a sinistra sono quelli che evidenziano dei pensieri più personali e privati, mentre quello verso destra sono progetti al di fuori si sé, che riguardano il suo ambiente famigliare o professionale e che attendono una realizzazione, lo scritto evidenzia anche un riccio d’orgoglio e di indipendenza dato dall’asta molto alta e profonda verso il basso che affianca la lettera “g” ed un riccio vanitoso e spavaldo nella prima lettera “a” di “ha” e della parola “moderna”.

Si può dire che il soggetto spera di realizzare dei progetti che aumenteranno sicuramente la stima di se stesso e la sua autovalutazione e per cui non potrebbe che avere un sentimento di orgoglio e di vanto nel caso tutto dovesse avere un buon esito, ma visto la puntigliosità e la rigidità del riccio dell’indipendenza, che forma la “g” affiancata dall’asta, è probabile che riuscirà sicuramente prima o poi nei suoi intenti.

Per riassumere le caratteristiche del riccio della ideazione o della fissazione si può dire che esso invade lo spazio soprastante la zona centrale della scrittura puntando verso l’alto in una direzione che poi darà il senso ed il motivo della fissazione, si può formare all’interno di una lettera oppure come avvio o finale di una parola a seconda della prevalenza della fissazione su altre necessità.

Infatti se il riccio si presenta all’inizio della parola significa che il pensiero è talmente dominante per la persona che precede ogni altro aspetto, quindi prende il primo posto e l’inizio di ogni cosa  e sarà dunque realizzato all’inizio della frase, all’inizio del rigo e all’inizio della parola.

Se invece la fissazione esiste più come pensiero, come desiderio, come ambizione latente ma non ancora abbastanza forte da essere portata all’esterno verrà realizzato alla fine della frase, alla fine del rigo ed alla fine della parola, in quanto prima di esso altre idee hanno un peso ed una importanza diversa e di rilievo.

Le fissazioni sono lo spunto per avere delle idee e dei progetti, sono solitamente positive perché sono il motore, lo stimolo per realizzare un sogno, un’attività, svolgere una passione, danno la possibilità di cambiare la vita migliorandola in base alle proprie esigenze e desideri.

Diventano problematiche quando le fissazioni sono invadenti nella vita della persona diventano patologiche e trasformandosi in vere e proprie ossessioni.

Questa circostanza rileva nella scrittura in quanto tali fissazioni patologiche saranno prevalenti nello scritto sia come numero che come dimensione che infine come intensità, combinandosi con altri segni che confermano la stessa fissazione e la stessa modalità di pensiero.

Infatti la scrittura va sempre analizzata nel suo complesso integrale e mai marginale o particolare, in quanto la personalità dello scrivente e varia come tante solo gli aspetti in cui si estrinseca, pertanto il segno va sempre letto nell’insieme di altri indizi che possono più o meno confermarlo.

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