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Il Delirio di Onnipotenza è uno stato patologico in cui il soggetto è convinto di poter esercitare un enorme potere sul mondo circostante, di essere capace di tutto, onnipotente appunto e di poter ottenere ogni cosa, poco importa se con mezzi leciti o meno.

Nasce dall’esigenza del soggetto di sentirsi non solo del tutto autosufficiente, senza alcun bisogno e sostegno degli altri, ma assolutamente insostituibile in quanto migliore degli altri in tutto e per tutto, è dotato di un infinito valore autoreferenziale e di sublimazione del sé, col costante bisogno di sottolineare la massimo grado la superiorità del proprio valore rispetto alla gente comune, che disprezza apertamente.

Il delirio di onnipotenza è spesso la conseguenza di una infanzia fatta di disagi e frustrazioni a cui il soggetto reagisce negando se stesso e la propria fragilità ma sentendosi superiore, eccelso e diverso dagli altri, proprio per evitare paragoni e non vedere la propria reale condizione, è costantemente rabbioso ed in lotta con gli altri, anche se alcuni riescono a nascondere questo odio profondo verso il mondo e verso tutti.

Chi patisce tale patologia, pur, come sostiene la psicologia, non essendo malato ed anzi assolutamente abile alle sue funzioni, di solito si tratta di persone molto dotate, capaci ma eccessivamente ambiziose ed arriviste, hanno come reazione verso i soprusi e le sofferenze patite in giovane età quello di vendicarsi con atteggiamenti ostili e deleteri per chiunque abbia a che fare con loro.

Il riccio della vanità, proprio come il termine che lo descrive, esprime la vanità della persona scrivente, il suo eccessivo ed ossessivo senso estetico, la mania di perfezione, il voler apparire perfetti soprattutto in pubblico ed in ogni occasione in cui si mostrano agli altri.

Dentro di sé la persona teme il giudizio degli altri, non tollera le critiche ed è poco tollerante alle frustrazioni che la destabilizzano, la mortificano e la fanno cadere in uno stato di depressione, hanno poca stima di sé se non addirittura il rifiuto di come sono in realtà e di quale sia la loro condizione, personale, famigliare o sociale.

Rinnegando se stesso, lo scrivente persegue un modello perfetto, fatto di bellezza, precisione, avvenenza, eleganza, ma tutto ciò è un paravento per difendere la parte sensibile e delicata che la persona vuole nascondere, per non rivelare le sue debolezze e le sue lacune e frustrazioni.

I segni del delirio di onnipotenza sono  dei tratti che esprimono la valutazione di sé ipertrofica, una certa presunzione ed autoesaltazione ad alimentare un ego già di suo ipetrofico in una scrittura grande o molto grande.

Inclinazione a provare sentimenti di grandiosità, di superbia, di alterigia, di gelosia ed invidia vissute ai livelli più negativi, cioè quelli che portano smania di danneggiare l’altro e di metterlo in ridicolo ad ogni occasione pur di rivaleggiare con vittoria del risultato (sono capaci di programmare per mesi una sceneggiata di pochi minuti pur di ottenere l’effetto desiderato).

Chi soffre di tale delirio è portato costantemente a disprezzare chiunque altro al di fuori di sé, non perdendo occasione, quando non è presente se tratta di persona con carattere forte, o quando è presente quando l’orrido mostro crudele riesce a leggere la sua timidezza e debolezza.

Tali caratteristiche si notano nella scrittura solitamente con un calibro grande o molto grande, come l’ego degli stessi, tendente ad occupare interamente lo spazio a disposizione, anzi a prevaricare volentieri su quello degli altri.

Infatti non è insolito che con il loro scritto vadano a coprire materialmente, non solo psicologicamente, lo scritto lasciato precedentemente da altre persone, per rimarcare la loro superiorità e la loro dominanza.

Si tratta di persone che non si fanno riguardo né senso di moralità ad usare tutti i mezzi a loro disposizione per danneggiare gli atri, il mobbing è l’agito più trattenuto e cauto perché sono veramente capaci di vera e pura crudeltà.

Persona dotata di molta energia, che si vede nella pressione molto pressione forte dello scritto, che crea dei veri e propri solchi, o sostenuta da volontà di potenza, che spinge la persona ad affrontare la vita con aggressività e resistenza, esempio rappresentativo di tale atteggiamento sono i tagli delle “ t”  allungati a destra, in maniera esagerata, in una scrittura angolosa, ed assolutamente ascendente.

Diventa discendente e perde le sue caratteristiche di onnipotenza quando vengono sopraffatti dagli eventi o da un dolore che non sanno reggere, come la perdita di una persona cara (visto che non saranno circondati da persone che provano affetto per loro) allora in quel momento tutto il loro castello crolla e si può notare la loro fragilità messa a nudo.

Questa tensione di vivere sempre cercando di essere all’apice di ogni situazione, accumula in loro dosi eccessive di rabbia, di tensione e di stress, pertanto sono sempre aggressivi, maldisposti e facilmente irritabili.

Il desiderio impulsivo di riuscita si nota nei segni: intozzata primo modo sopra media, allunghi inferiori sopra media, angolosa, triplice larghezza sotto media e ascendente, in questa personalità prevale l’Es con modalità primarie cioè di immediatezza e impulsività.

I segni che compongono i ricci del delirio di onnipotenza e smania di grandiosità non sono soltanto i gesti fuggitivi che escono dallo schema imposto per comporre la lettera e volano verso l’alto in modo contenuto o senza freni, ma comunque alla conquista dello spazio del pensiero, verso l’alto o svolazzando, si tratta anche di modalità di formazione delle lettere.

Abbiamo già visto che il riccio dell’ammanieramento, il riccio della vanità e dell’ideazione fantastica o di fissazione tendono verso l’alto, sicuramente è la direzione che prende anche il riccio dell’onnipotenza il quale, a differenza degli altri, si eleva con un gesto di forza, di arroganza e di superbia.

Non sono dunque gli svolazzi morbidi ed ondeggianti come quelli vanitosi o di adulazione, ma essi sono formati soprattutto da linee che tagliano il foglio, con cattiveria, dominando lo spazio, con rabbia ed alterigia verso l’alto, dritto al massimo tendente verso destra che è la zona della realizzazione perché per una persona che soffre di tali manie impensabile non riuscire nel suo intento, ed insisterà finché ottiene ciò che vuole.

Dunque saranno formati in tratti profondi, decisi e grossi soprattutto verso l’alto e verso destra, a monito del loro dominio su tutti coloro che si trovano sul loro cammino.

Inoltre la scrittura sarà angolosa ma con un’angolosità le cui punte si ergono verso l’alto, soprattutto le maiuscole iniziali saranno eccessivamente sproporzionate al resto della scrittura già grande di suo.

Il meglio di tali personaggi si nota nella firma, spesso fatta delle sole iniziali, ma talmente espanse da volere spazio ed occupare spazio, inoltre saranno prevalentemente composte da spigolosità che appariranno taglienti come lame o coltelli.

Possono essere anche le forme creative delle lettere stesse ad essere utilizzate per tagliare l’aria circostante ed occupare lo spazio intorno, come un esempio tipico possono essere i tagli lunghissimi e direzionati verso l’alto dell’else delle “t” oppure dritti quasi a coprire buon parte delle parole sia precedenti che seguenti la lettera.

Ancora possono essere alcune iniziali di parola come ad esempio la lettera “A” che si presta molto volentieri ad avere un vertice che può essere trasformato in una punta, una lancia acuminata contro i nemici, che sono poi le disgraziate persone che hanno la sfortuna di avere a che fare con personaggi simili.

Vediamo alcuni esempi.

Le frecce di colore rosso mostrano gli allunghi discendenti, mentre quelle verdi mostrato i trattini delle “t” che invadono addirittura lo spazio del rigo soprastante, questi non possono considerarsi come segni del materialismo o del soggettivismo, basta guardarli, nella loro rabbia espressa, per definirli Ricci del delirio di onnipotenza.

La scrittura che segue mostra un ingrandimento della precedente, in essa si possono scorgere le acuminazioni e gli appuntimenti con cui vengono eseguite le lettere, tutte le lettere dello scritto, che con violenza spingono verso l’alto.

Questa scrittura non lascia dunque dubbi sulla personalità dello scrivente.

Quella rappresentata qui sotto è una scrittura apparentemente più morbida, più accondiscendente e socievole, ma è soltanto una maschera per nascondere le reali intenzioni egoistiche e narcisistiche della persona scrivente.

Col cerchio arancione sono evidenziati gli eccessi di orgogli, vanità, esuberanza, sopravvalutazione di se stessi che fanno comunque parte di una condizione delirante anche se non apparente e palese come quella precedente.

Un altro classico esempio sono gli appuntimenti  delle lettere maiuscole iniziali di parola, o le angolosità a punta create all’interno della parola, un classico esempio di lettere che si prestano ad esprimere questa condizione di personalità sono le “A” e le “S” o “s”, come viene mostrato nella scrittura seguente.

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