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I bambini non sanno comunicare con un linguaggio forbito e ricco come quello dei grandi, il loro disagio lo manifestano come possono, con gli strumenti che hanno a disposizione.

L’età evolutiva è un periodo critico e delicato perché ricco di cambiamenti, di novità, di acquisizioni che ancora non si comprendono e non si sanno gestire.

Pertanto ogni momento di tensione, di difficoltà provoca nel bambino uno stress che viene comunicato all’esterno con degli atteggiamenti e comportamenti che spesso nulla hanno a che vedere con la causa scatenante.

Occorre tenere anche conto del fatto che ogni bambino è un mondo a sé, e dunque la maniera di esprimere il disagio varia a seconda del bambino, secondo l’età e secondo l’ambiente in cui vive e come questo reagisce ai suoi malumori.

Riguardo l’ambiente, la famiglia, l’asilo, i luoghi di gioco possono avere un’influenza notevole sul benessere del bambino o sulla sua insofferenza, perché se l’ambiente è accogliente, di stimolo positivo, di benessere e soddisfazione l’eventuale disagio del piccolo ha allora una natura personale ed intima.

Per tale motivo ogni atteggiamento riconducibile ad uno stress o ad un disagio deve essere valutato tenendo conto del contesto ove il piccolo cresce e sviluppa i contatti col mondo.

I bambini più piccoli possono manifestare il disagio con un comportamento iperattivo, con esplosioni di rabbia devastante, con disturbi del sonno e con enuresi notturna, cioè sporcando il letto durante la notte.

Mentre dormiamo il nostro cervello ha meno controllo sugli organi e sugli intenti, quindi il fare la pipì a letto non deve essere visto come un dispetto, anzi è l’incapacità di tacere e tenere nascosto un problema, controllo che invece durante il giorno è più attivo e dunque il bimbo appare meno problematico.

Il bambino più grande, nell’età scolastica manifesta il disagio diversamente attraverso condotte alimentari sbagliate, anoressia e bulimia, con condotte relazionali inadeguate, atti di bullismo ma anche di vittima di tali azioni, con comportamenti disturbativi e molesti delle lezioni a scuola, oppure attraverso un atteggiamento di chiusura verso l’esterno, con una ritrosia ed una introversione eccessiva sia rispetto al carattere che l’abitudine in quando mai manifestata precedentemente.

Tutto ciò che avviene intorno al bambino di diverso, di nuovo e sconosciuto può essere sintomo di un disagio se il piccolo tollera male le novità, in questo modo manifesta una sua incapacità di adattamento al cambiamento che può trovare origine in un rapporto affettivo coi genitori e sopratutto con la madre eccessivamente protettivo.

In tali circostanza, se da una parte il piccolo si sente rassicurato dalla grande protezione materna, dall’altra parte questo atteggiamento gli impedisce di concedersi alla conoscenza del mondo in maniera più coraggiosa, meno ansiogena, meno timorosa e titubante.

Ancora più problematico per il bambino è un ambiente stressante, dove i genitori litigano spesso, se vi è una separazione in corso, o le figure adulte subiscono negativamente determinati eventi come la perdita del lavoro, della casa, di sicurezza economiche oppure anche a causa di un lutto o di una malattia.

I dissapori dei genitori che attraversano una fase critica del loro rapporto o si stanno separando possono causare nei figli dei sintomi di disagio chiamati PAS cioè Sindrome da Alienazione Genitoriale, in un mio articolo di cui al link spiego di casa si tratta.

I momenti di vita difficili per gli adulti sono ancora più difficili per i bambini, perché non hanno l’esperienza e la padronanza delle loro emozioni a proteggerli, ciò che si acquista con l’età e con la maturità.

In tutti i casi in cui il bambino manifesta un disagio i primi soccorritori sono i genitori e gli adulti che vivono con lui.

Monitorare sempre lo stato emotivo del piccolo perché un cambiamento di esso in senso negativo può nascondere una difficoltà che deve essere approfondita perché il bambino si esprime più con i gesti, con dei disegni che con delle parole, oppure se usa un linguaggio è spesso fantasioso diretto a raccontare una favola che nasconde nella sua trama la sua personale paura, i suoi timori e le sue ansie.

Il linguaggio verbale, comportamentale, fatto di disegni e scarabocchi deve essere interpretato.

Il bambino anche se è già in età scolastica, quindi sa scrivere ed esprimersi con dei concetti scritti, farà molta fatica ad usare comunque una forma di linguaggio, quello scritto, ancora poco conosciuto e con cui ha moca sintonia o dimestichezza, tenderà quindi ad esprimersi meglio attraverso dei disegni.

Nell’infanzia infatti si tende a manifestare il disagio attraverso lo scarabocchio oppure l’uso dei disegni e colori, perché anche il colore, la sua intensità e per cosa viene usato a rappresentare sono sintomatici del disagio patito dal bambino, che manifesta le tensioni interiori più con l’uso della matita e dei colori che con le parole ed i discorsi.

 L’ascolto del genitore è quindi importantissimo, ma se il disagio rimane sconosciuto meglio rivolgersi ad un esperto che con l’uso di tecniche adeguate all’infanzia cercherà di farsi raccontare ciò che non va.

Un altro strumento importantissimo per comprendere la psicologia del bambino è il gioco.

Attraverso il gioco e con la fantasia il piccolo elabora la sua paura e la mette in scena.

È più facile per un bambino raccontare una storia e far interpretare ad altri personaggi, inventati o strumentali come le bambole ed altri giocattoli, la situazione che crea disagio, in quanto in tal modo sposta il senso di responsabilità e di paura da se stesso ad un altro personaggio rappresentato dal gioco o dal disegno, che racconta quello che il bimbo ha paura di raccontare.

Una volta che si è compreso il motivo dell’angosce, della paura e del disagio si possono attuare quei comportamenti educativi diretti ad eliminarlo, togliendo la condizione sfavorente ed inibente.

Va precisato infine che tutti i bambini attraversano una fase distruttiva sana e naturale che è fatta per conoscere il mondo intorno a loro e comprendere le risposte di quest’ultimo e delle persone che gli sono accanto, è una fase conoscitiva e nell’articolo di cui al link cerco di spiegarne il significato e le modalità con cui viene espressa.

Ma la reattività, la distruttività e l’aggressività del comportamento che nasconde il disagio è diverso, in quanto fonte di un problema deve essere affrontato e risolto.

Il primo indizio è spesso la riconducibilità ad un evento in particolare.

Può essere tale la nascita di un fratellino, la scuola come ambiente diverso o dei compagni con cui non si lega, può essere un momento di crisi della famiglia derivante da una separazione o tensione che crea continui litigi ed atteggiamenti di tensione, può essere un evento traumatico come la perdita di una persona cara a cui era particolarmente legato o per cui era molto rappresentativa, così come la malattia, il trasferimento in una residenza nuova, tutti i cambiamenti che comportano novità ed un ambiente o situazione sconosciuta.

Mai sottovalutare tali sintomi e se non si risolvono in breve termine o diventano di intensità tale da essere problematici meglio rivolgersi ad un esperto che cercherà di comprendere il motivo scatenante e di portare ad una soluzione.

171 Comments

  1. barbara ha detto:

    Ci siamo trasferiti in Veneto per lavoro, questo e’ il secondo anno scolastico per mio figlio di 8 anni e mezzo. Pensavo averse superato il cambiamento the e invece a scuola la maestra dice che sarebbe un bambino da 10 ma ha dei comportamneti di disattenzioni, di extrema vivacita’ , fa dispetti. Ora mi preoccupa perché dice che la scuola non gli piace piu’, che la maestra ha fretta, che fa le verifiche a sorpresa. In una prese 5 e la maestra la denigrat dicendo Iil voto ad alta voce e gli altri l’ anno preso in giro. Premetto che la sua pagella primo quadrimestre era di 9 . Comportamento buono. I bambini che prima si mostra va no amici ora lo ignorant. La cosa piu’ triste che nella festa di fine anno, le stesse mamme dei bambini che prima si mostravano amiche hanno Ignorato me oggi. Sto male io figuriamoci mio figlio.

    • Ciao Barbara,
      mi dispiace che tu debba combattere con l’ignoranza delle persone che è la peggiore delle malattie.
      Mi scrivi di un pagealla ottima nel primo quadrimestre e di un comportamento valutato buono, quindi probabilmente i disagi di tuo figlio sono connessi con un cambiamento di ambiente (casa e luogo di residenza), di scuola, di nuovi insegnanti e di nuovi compagni che gli ha creato dei problemi di adattamento; una reazione normale e che tutti avvertiremmo figurati un bimbo piccolo la cui certezza dei riferimenti intorno a lui è basilare.
      Contattami via mail: info@marilenacremaschini.it o al telefono 329.3043027 per poter parlare privatamente della tua situazione.
      Ho già un’idea su come sistemare insegnante e mammine premurose…. ma sicuramnete per cercare di risolvere la situazione di tuo figlio che credo proprio sia collegata ad un mero disagio nella nuova ambientazione.
      Aspetto un tuo contatto in privato.
      Un caro saluto
      Marilena

    • Nunzia ha detto:

      Ciao Barbara, mi ritrovo molto nella tua storia… Ho un bimbo di 10 anni e ci siamo trasferiti in Emilia Romagna quando ne aveva 6. All’inizio sembrava aver preso bene il cambiamento ma dall’inizio di quest’anno scolastico le cose sono cambiate e lo rivedo moltissimo nella descrizione che fai di tuo figlio. Tu hai risolto in qualche modo?

      • Speriamo che Barbara dia a tutti una delucidazione su come è andata con suo figlio e come ha risolto il suo problema, potrebbe essere utile a molti.
        Barbara se ci sei fatti sentire….
        Marilena

  2. Alessia ha detto:

    Buon pomeriggio, io ho due figli, uno di 8 anni e uno di 4 e mezzo … ci siamo trasferiti in una nuova casa , vicina alla vecchia ma molto più grande , il cucciolo piccolino dalla prima sera bagna il letto ogni notte … premetto che il pannolino non lo porta da almeno quasi due anni … sono preoccupata perché probabilmente sta risentendo del cambiamento e si sente “piccolo” rispetto ad una casa così grande …. ho provato ad alzarmi ad una certa ora per portarlo in bagno ma a volte non faccio in tempo…
    Come posso aiutarlo ? Sono due bimbi sereni ed una famiglia felice , a scuola vanno benissimo entrambi … insomma è questa “pipi” che non ci fa dormire e mi dispiace che lui se ne mortifichi…
    Grazie per l’eventuale risposta !!

    • Bongiorno Alessia,
      per la delicatezza dell’argomento e per motivi di privacy le rispondo privatamente
      buona giornata e grazie della richiaesta
      Marilena Cremaschini

      • Sara ha detto:

        Ciao sono la mamma di un bimbo di 4 anni e mezzo ,abbiamo da poco cambiato
        Regione e viviamo insieme ai miei suoceri dal Emilia-Romagna ,piccolo paesino in provincia di Ravenna, a Napoli città ! La situazione forse lo ha scombussolato non lo so,ma ieri notte ha fatto la cacca nelle mutande di notte nel letto e stanotte dinuovo a fatto la pipì ! Devo consultare un pediatra e ascoltare magari un parere medico ? Sono preoccupata mio figlio è un bimbo solare ma estremamente timido ! È cresciuto solo con me e il suo papà ! Sempre con noi ora magari avere molte persone a casa , non lo so !

        • CAra Sara,
          il trasloco è turbamento e trauma per noi adulti si figuri per un bimbo così piccolo, provi ad avere pazienza per qualche giorno e gli stia vicina facendolo sentire amato ed apprezzato nonostante i disguidi notturni, le cose dovrebbero risolversi e rientrare nel giro di poco tempo.
          Saluti
          Marilena

  3. Angie ha detto:

    Buonasera,sono la mamma di un bimbo di 2 anni e 7 mesi.ha 2 anni circa ha abbandonato del tutto pannolino con molta tranquillità,ha iniziato a parlare presto e pure a camminare.a settembre 2017 lo abbiamo iscritto ultimo anno asilo nido per esigenze economiche famigliari.inizialmente da settembre a dicembre frequentava metà giornata e faceva nanna a casa con me.poi a dicembre abbiamo inserito nanna per poter cercare lavoro ed essere più organizzata con tempo.la nanna all asilo è stata spiazzante perché non avrei mai creduto che potesse adattarsi con tanta facilità,non ha mai pianto e già dal primo giorno di nanna ha dormito un oretta(fin dalla nascita ha sempre e solo dormito con me).l inserimento nido inizialmente è stato quasi tutto nella norma,ha pianto primo periodo del distacco ma sempre consolabile.e sorto un problema perché la sua maestra di riferimento è una signora un po’ avanti di età e dalle maniere un po’ brusche,completamente l’opposto a come sono io e a come è sempre stato abituato lui;fin dall’inizio non è mai stato contento di stare con questa maestra,ogni tanto mi racconta che lei urla ai bimbi,non a lui,e che dice spesso durante la pappa mangia a voce alta e che se non mangia lei tira via piatto,la maestra in questione è molto esigente,pretende molto dai piccoli,bisogna imparare presto a tirarsi via scarpe,infilarle soli,per chi non ha pannolino bisogna imparare pure a tirare giù mutande da soli .lui fa fatica a fare queste cose e qundo arriva a casa vuole fare l’opposto di ciò che si fa asilo,se provo a dirgli tira via scarpe,piange o si rifiuta .rientro dalle vacanze natalizie ha iniziato a fare pipì durante nanna asilo ed e quasi passato 1 mese con questa situazione.nel frattempo sono arrivate 2 nuove maestre come sostituzione maternità.mi è stato riferito da una maestra che lui la mattina chiede di stare con una delle sue preferite perché non vuole quella di suo riferimento.lui è molto affezionato a due maestre in particolare,di cui una non c’è piu per maternità.ho sentito pediatra e
    Mi ha chiesto di fare esame urine ma il fatto è che a casa è capitato raramente che lui facesse pipì addosso.inizio a preoccuparmi e non saprei come affrontare il problema.siamo una famiglia serena,e il nostro primo figlio ed è sempre stato accudito con le maniere dolci,non urliamo quasi mai,lo rispettiamo molto e in famiglia non abbiamo avuto problemi.

    • Cara Angie,
      da quello che scrive non ci sono dubbi che il problema è solo la maestra che con modi rudi e bruschi, a cui il piccolo non è abituato, che lo terrorizza e lo mette in agitazione, infatti a casa non vuole assulutamente ripetere i gesti che ricordano l’insegnante poco affabile perché per lui è il “mostro” che gli porta addirittura ad avere dei disagi come l’enuresi.
      Io le consiglio di parlare con la/il Preside, e di essere molto chiara sulla situazione: a causa delle brutte maniere dell’insegnante suo figlio ha già palesato dei disagi molto evidenti, quindi deve essere assolutamente assegnato alla maestra con cui si trova a suo agio, e che decida al più presto perché altrimenti sarà costretta a fare una segnalazione a chi di competenza, cosa che non le consiglio di fare subito ma ha volte la sola minaccia di passare a qualcosa di scritto fa miracoli e velocizza la burocrazia.
      Mi faccia sapere se funziona e se il problema si risolve.
      A presto
      Marilena

  4. Antonia ha detto:

    Buongiorno, mi chiamo Antonia, ho una bimba di 2 anni e una di poco più di un mese.
    La mia preoccupazione è per la duenne: negli ultimi mesi i capricci sono moltiplicati e sfociano in crisi di rabbia, a volte ci picchia e sputa per terra (cose che di sicuro non ha visto da noi). Ho pensato all’età e alla cattiva influenza di qualche compagnetto di asilo.
    Nelle ultime settimane non vuole andare al nido, la convinciamo nominandole i suoi compagnetti e dicendole che giocherà tanto. Lei adora le maestre, quindi ho pensato che nei momenti di unione coi bimbi più grandi magari possa subire qualche prepotenza. Ogni tanto torna a casa con dei morsi.
    A completare il quadro sempre nelle ultime settimane un forte prurito alla testa, ho controllato accuratamente che non ci fossero pidocchi, dermatiti o qualsiasi cosa a livello epidermico. Non ho visto niente. Ho provato a cambiar shampoo e addirittura cuscino. A lavarle i capelli più spesso…niente da fare.
    Ho notato poi che si gratta di più in certi momenti, per esempio se devo cambiarle il pannolino e lei non vuole, oppure altre situazioni di “stress”, ma quello che mi ha fatto pensare è che si gratta quando la sorellina piange. Premetto che lei adora la sorellina, le fa le carezze e quando piange le dondola la carrozzina per farla dormire, ho collegato tutte queste cose e ho pensato che questi suoi comportamenti possano esser nati dall’arrivo della sorellina. Rabbia, capricci, rifiuto del nido è prurito.
    Sono molto preoccupata perché tra 5 mesi dobbiamo cambiar casa e asilo. Ho paura che si destabilizzi eccessivamente.
    Cosa posso fare per limitare il trauma?

    • Buoongiorno Antonia,
      io partirei dalla nascita recente della sorellina, le manifestazioni di rabbia e gelosia per l’invadenza del territorio di un nuovo nato sono spesso accompagnate da attacchi aggressivi e da atteggiamenti insoliti, così come il fatto che non voglia staccarsi da lei nemmeno il tempo del nido.
      Le deve rassicurare sul fatto che non l’ama di meno anche se ora ha una sorella e che le stesse attenzioni le ha ricevute anche lei quando era così piccola, in tal modo giustificherà le maggiori attenzioni dedicate alla piccolina; cercate inoltre, lei ed il marito/compagno, di alternarvi nella disponibilità dell’attenzione esclusiva, fatta anche di pochi minuti ma interamente dedicati alla maggiore.
      Quello che poi riferisce (attacchi di rabbia ed aggressività verso gli altri e verso se stessa) sono la conferma del suo disagio interiore: teme di essere abbandonata e di essere meno amata: quando si comporta così sgridatela, datele pure delle adeguate punizioni e quando si è calmata cercate di parlarle e di spiegarle che le sue paure sono prive di fondamento e che voi l’amate come sempre.
      Il suo comportamento dovrebbe modificarsi nel giro di pochi mesi, se persiste provate a contattarmi, magari via mail.
      Spero di esserle stata d’aiuto
      Marilena

  5. Valentina ha detto:

    Buonasera,sono una mamma di una bimba di 6 anni che ha appena iniziato le scuole elementari.Lei è sempre stata una bambina allegra e solare e ha accolto inizialmente felicemente l inizio della scuola. Dopo poco c è stato un episodio in cui la maestra ha aggredito verbalmente i bambini scatenando reazioni di pianto per quasi due giorni di fila dicendomi che la maestra la terrorizzava e gridava sempre e che aveva paura di lei e da lì il rifiuto di tornare a scuola. ..poi ,dopo il colloquio con l insegnante sembra stia andando meglio…il problema è che la bambina è sempre triste…Non è più allegra e spontanea come prima,vorrei avere un suo consiglio sulle domande che potrei farle senza metterla a disagio o in condizioni di non rispondere,capire se questo disagio derivi dalla mancanza di fiducia persa nell insegnante dopo quell episodio…la ringrazio

    • Sì, è probabile che la sceneggiata della maestra l’abbia traumatizzata al punto che ne teme un’altra… da qui la sua paura che non se ne va.
      La rassicuri, dicendole che capita spesso agli adulti di infuriarsi ma per cose per cui lei non ha colpa e che magari la sua maestra sta affrontando dei disagi suoi personali per cui ha perso il controllo, in modo tale da farla apparire come una persona normale che può avere dei problemi e non più come un orco cattivo da temere.
      Se il problema non è questo provi a tastare il terreno sempre parlando in modo da non insistere troppo, magari se non si apre subito le dica che può parlare con lei quando vuole e quando si sente, vedrà che lo farà spontanemente.
      Spero di esserle stata utile
      Marilena

  6. Luigi Tomei ha detto:

    Salve, il mio bambino di 4 anni da un po’ di tempo non vuole bagnarsi le scarpe, intendo camminare dove c’è bagnato e quindi bagnare la suola, se accade le vuole asciugare subito e se si accorge che c’è del bagnato sul suo percorso vuole essere preso in braccio. Volevo sapere come era meglio comportarsi, se assecondarlo e aspettare che passi o se fargli affrontare il problema e costringerlo a camminare nell’acqua?Le varie spiegazioni non sono servite per il momento.E’ un problema di poco conto per il momento ma non vorrei trovarmi in futuro con problemi più importanti se non corretto subito.Il bambino dai vari controlli pediatrici è risultato normale e molto intelligente, frequenta la scuola materna ed anche le maestre lo affermano.Grazie anticipatamente per il consiglio.

    • Buonasera Luigi, innanzitutto, visto che non parla di altri comportamenti inusuali, do per scontato che tale sia l’unico, in tal caso punterei nella ricerca della motivazione che sta alla base di un tale comportamento.
      Se fosse associato ad altri atteggiamenti anomali o cambiamenti nelle solite abitudini comportamentali inspiegabili e non ricollegabili alla normale crescita, o curiosità che spesso si manifesta con atteggiamenti creativi, il problema sarebbe più grave ed andrebbe indagato, ma se si tratta di questa solo unica azione io punterei sul ricercarne il fondamento.
      Se le sue domande dirette sono state evase io proverei in altro modo, ad esempio facendo fare uno specifico disegno al bambino molto indicato alla circostanza, gli chieda di fare questo, senza aggiungere altre indicazioni alla richiesta e senza dare suggerimenti in modo che sia il più spontaneo possibile: “disegna un bambino sotto la pioggia” e poi lo lasci disegnare in piena libertà.
      Probabilmente quel disegno rivelerà ciò che il bambino non dice a voce e se ha bisogno di un aiuto nella valutazione ed analisi me lo spedisca via mail: info@marilenacremaschini.it.
      Spero si risolva presto e con queste semplici modalità, altrimenti ci risentiremo, ma meglio privatamente mandandomi sempre una mail, sono più facilmente reperibile con quelle.
      A presto
      Marilena

      • Luigi Tomei ha detto:

        Grazie Dottoressa per il tempo dedicatomi e per i suoi preziosi consigli, farò sicuramente il test da Lei indicatomi, anche se il bambino malgrado le alte attitudini manuali non ama disegnare al contrario dei suoi compagni di scuola, ho letto a cosa serve il test, e mi sembra già un bel punto di partenza, comunque sì, il bambino non ha altre stravaganti abitudini, se avessi bisogno di aiuto nell’interpretazione del disegno La contatterò sicuramente in privato, anche se mi ha già saputo mettere su di una buona strada. Grazie da parte mia e di mia moglie.

        • Di nulla, infatti il test è indcativo di un rapporto con le proprie paure e disagi che nel disegno sono rappresentati dall’acqua, un’acqua che sporca, che bagna e che fa annegare; il fatto che nel disegno il bambino si descriva riparato o meno le darà la conferma del fatto che si senta o meno in balia di una paura che non riesce a gestire.
          E’ solo il punto di partenza per poi approfondire, con molta cautela, qual’è questa paura.
          Non si aspetti subito una risposta pronta in tal senso, ma lei insista anche con altre modalità e vedrà che riuscirà a scoprire ciò che suo figlio sta evitando col gesto di non volersi bagnare le scarpe.
          Marilena

          • Luigi Tomei ha detto:

            Salve dottoressa, mi sembrava dovuto raccontare l epilogo della bizzarra fobia di mio figlio, data la sua disponibilità. È proprio come dice lei :”I bambini non sanno comunicare con un linguaggio forbito e ricco come quello dei grandi, il loro disagio lo manifestano come possono, con gli strumenti che hanno a disposizione.”
            Tra le tante domande che abbiamo fatto per capire, non abbiamo fatto forse la più banale:”hai paura di scivolare?”.
            E bene sì, è caduto un giorno proprio perché le suole erano bagnate e nessuno se ne è accorto, ecco la sua paura. Gli abbiamo fatto capire che ci sono vari tipi di superfici, quelle più liscie e quelle che fanno più grip, ed ora non ha più manifestato tale paura. Grazie ancora per il suo aiuto, il disegno del bambino rappresentava lui per la mano alla mamma sotto la pioggia senza ombrelli né impermeabili né stivali.Se in futuro necessiteremo di ulteriori consigli la contatteremo sicuramente in privato.

            • Sono contenta che il mio consiglio le sia stato d’aiuto, ed ha fatto bene a rivolgersi ad un’esperto anche per chiedere un parere sia perché ha ottenuto una risposta che l’ha portata a rivolvere il disagio del figlio egregiamente, sia perché ha iparato il linguaggio dei bambini che vanno interpretati con le loro chiavi di lettura, e sono sicura che la prossima volta, se si paleserà un altro coportamento disadattivo, sarà capacissimo di entrare in contatto col figlio nel modo giusto e comprendere da solo l’origine del problema e come risolverlo.
              Nel caso di difficoltà ci sono sempre io a sua diposizione
              Auguro a lei e famiglia una serena Pasqua
              Marilena
              P.S.= il disegno lo rappresenta scalzo e privo di ripari in caso di pioggia, quindi esposto al pericolo di cadere e farsi male (infatti era addirittura senza scarpe), la mano della mamma è il suo bisogno di aggrapparsi al genitore per essere sostenuto nel caso di scivoloni…. passato il pericolo scommetto che ora si disegnerà con delle grosse scarpe che sapranno sorreggerlo nei casi di necessità.

  7. Gessica ha detto:

    Salve, mio figlio di 6 anni da quando è nato il suo fratellino, chiede di essere accompagnato in bagno e la notte utilizza il pannolino. Da 5 giorni circa, si urina proprio addosso, ti chiede di accompagnarlo in bagno ma non fa niente e appena scendiamo di nuovo, la fa nei pantaloni, magari a piccole gocce. A cosa è dovuto questo tipo di problema? Come posso risolverlo? Grazie

    • Cara Gessica, lo ha capito lei stessa qual’è il problema che si è manifestato dalla nascita del fratellino: è geloso, soffre il fatto di non avere i genitori tutti per sè, si sente abbandonato e teme che non gli vogliate più bene come prima e teme quindi l’abbandono e l’essere messo da parte.
      Le stia vicino e gli faccia capire che le esigenze del piccolo derivano proprio dal fatto che è nato da poco e che anche lui ha avuto le stesse attenzioni perché è così che si deve fare con i bambini neonati.
      Gli ricordi spesso che le vuole molto bene e che lui è speciale per lei, sia lei che suo marito ritagliatevi del tempo, anche pochi minuti, per stare da soli con lui e fare qualcosa con lui soltanto, gli servirà per sertirsi speciale di nuovo, e gli chieda di aiutarla nella gestione del piccolo, ove è possibile, perché essendo grande può aiutarla a prendersi cura del fratello minore, questo lo farà sentire adulto e non più bisognoso di essere accudito come il fratellino.
      Vedrà che le cose si sistemeranno in breve tempo.
      Marilena

      • Luca ha detto:

        Salve d.ssa, sono il papà di un bimbo di 4anni. Il piccolo è vivace, molto intelligente e apprende rapidamente. Ha frequentato il nido e ora la materna. Ha sempre avuto un modo di giocare fisico, per intenderci al nido gli piaceva sedersi sugli altri, o stare sempre attaccato a qualcuno fino a infastidirlo. Con alcuni bambini più tranquilli di lui se ne approfittava, con chi gili teneva testa invece stava più buono. Ultimamente, complice anche il lockdown e lo stare tanto a casa ha iniziato a guardare più cartoni e videogiochi. Dapprima, anche sapendo che sono cose sconsigliate, l’ho lasciato fare ed anzi incentivato perché ho visto che imparava tante cose ed acquisiva capacità e ragionamenti nei giochi. A 4 anni ha imparato il istema solre, il giorno e la notte determinato dalla rotazione terrestre e dal sole con stupore da parte nostra di genitori. Ora però ogni momento imita i personaggi dei cartoni e dei giochi. Fa molta difficoltà ad accettare i no reagendo con urla, rabbia e ascolta poco. Il suo giocare fisico o imitando i videogiochi spesso non piace ad alcuni bambini e vedo che si trova meglio con bimbi più grandi che capiscono e lo assecondano, rispetto a bimbi della sua età che a volte lo evitano perche invece di parlargli magati gli fa i versi strani di qualche personaggio. Tispetto alla fatica a rispettare regole o l’arrabbiarsi ai rimproveri lo fa molto di più con mia moglie. Tra i due io sono molto piu severo e quando le combina grosse glielo ho anche suonate. Forse per questo ha più timore e di norma con me fa meno capricci. Da pochi mesi come se il lockdown non bastasse è nata la sorellina e anche se non mostra gelosia palesemente ogni tanto ci siamo resi conto prpva a darle fastidio o a darle pizzicotti pensando di non essere visto. In altri momenti è premuroso, la abbraccia e la cerca. Io e mia moglie siamo molto confusi per i suoi comportamenti e non riusciamo a trovare un modo per farlo stare in generale sereno o tranquillo. Quando ha i giochi o i cartoni sta più buono, ma pensiamo che questo tenda a farlo isolare e giocare per imitazione come già sta facendo. Io ritengo ci siano comportamenti e modi da correggere, in noi e nel bambino, mia moglie invece pensa ed associa i suoi comportamenti sempre a qualche patologia un pò per il suo essere insegnante di sostegno un pò perché su internet si legge troppo di tutto e di più cercando risposte ai comportamenti su google (questo lo penso io) . Lei cosa ne pensa? Scusi se sono stato troppo prolisso.

        • Per poterle dare una risposta adeguata devo conoscere meglio il caso e le dinamiche che vi sottostanno, questo comporta l’assunzione di un incarico, mi faccia sapere se lo gradisce ricontattandomi a questo indirizzo mail: info@marilenacremaschini.it
          buona domenica
          Marilena

        • Debora Loria ha detto:

          Salve Luca,
          Siccome rivedo i comportamenti di mia figlia in quelli di suo figlio potrei per favore sapere come va ora? Grazie
          Debora

  8. Michela Lacalamita ha detto:

    Buongiorno dottoressa,ho un problema che mi attanaglia la mente,sono mamma di due splendide creature che amo più di me stessa..la prima ha 26 mesi e l’altra il 20 maggio farà 4 mesi..è palese dirle cosa ho notato in mia figlia di 2 anni..aggressività nei mie confronti..vuole molta attenzione..purtroppo nei primi 2 mesi della nascita della sorellina abbiamo avuto problemi..io con l’allenamento..e la neonata con coliche esagerate già dalla seconda settimana di vita..e per forza di cose..la bimba di due anni ne ha risentito..infatti una sera è scoppiata con tic nervosi dove io e mio marito abbiamo perso l’anima..non eravamo più noi..da lì ovviamente essendo genitori molto presenti e attenti..abbiamo chiesto il consulto ed ora la bimba frequenta una ludoteca..dove all’inizio andava volentieri..ci lasciava e neanche ci salutava..mentre adesso appena la dobbiamo lasciare si abbraccia e non vuole lasciarci..ma dura solo 5 minuti..dopo di che gioca..balla..è un carro armato..mi dia un consiglio in merito..a casa poi..prima si annoiava tanto..adesso invece un po’ meno..attendo una sua risposta..la ringrazio anticipatamente..augurandole una buona giornata..a dimenticavo..comunque ci ritagliamo momenti esclusivi con lei..giocando..ballando..intimo tra me e lei..

    • La nascita di un fratellino è sempre un trauma per i primogeniti perché temono di perdere l’amore e le attenzioni dei genitori e reagiscono in diversa maniera ma sempre cercando di attirare l’attenzione spesso con comportamenti aggressivi o di rabbia, è tutto normale, le dia un po’ di tempo e vedrà che presto troverà interesse o nei coetanei o in qualche altro ambiente, se ad esempio frequenta un nido.
      Sono situazioni di gelosia passeggera che si risolvono da sole
      Marilena

  9. Roberta ha detto:

    Salve Marilena, mio figlio 8 anni, ultimamente piange e si dispera pensando ai giochi che non usa e che vorrebbe vendere, non vuole che spendiamo soldi e improvvisamente come oggi piange disperato, dicendo che gli viene una cosa nella pancia( come dice lui) vorrebbe persino annullare partecipazione a una settimana tecnica sportiva perchè costa. Ho spiegato che queste non sono problematiche che lo riguardano, che è meraviglioso si preoccupi di questo e abbia questa sensibilità ma non deve diventare un problema. Io sono separata da 5 anni e lui ha un fratellino di sei che è l’opposto, chiede e non ha il senso della misura. I rapporti tra me e il papà sono ottimi cosi come con i nonni, siamo una squadra che ama loro da impazzire. Ma cosa posso fare per rasserenarlo? Puó essere che sia capitato qualcosa a scuola? Lui è molto bravo, ottimi risultati con pochi sforzi, è uno sportivo e tutti gli vogliono bene. Cos’è secondo Lei? Grazie per l’attenzione.

    • Credo, cara Roberta, che tuo figlio abbia casualmente ascoltato dei tuoi discorsi e li abbia interpretati a modo suo, sentendo che per te ci sono dei problemi da risolvere, lui, da bambino molto sensibile, si è subito preoccupato di darti una mano, almeno in questo momento è l’unica cosa che mi viene da pensare.
      I bambini ci ascoltano anche quando crediamo di parlare senza essere seguiti, e comprendono anche l’emotività del discorso, quindi associando le due cose è probabile che abbia avvertito il timore di perdere qualcosa se non rinunciava esso in prima persona a qualcosa.
      Ti consiglio di provare a parlargli e se non ottieni molto fagli disegnare qual’è la sua preoccupazione più grande, con tutta probabilità uscirà dal disegno il motivo che ha scatenato il suo comportamento, se hai difficoltà ad interpretare il disegno me lo puoi mandare via mail.
      Poi fammi sapere com’è andata.
      Mailena

  10. Rosita ha detto:

    Buonasera,
    Sono molto preoccupata per mia figlia di 8 anni. È una bambina allegra, sana e solare tutto il giorno, ma la sera cambia comportamento. Vuole andare a letto sempre alla stessa ora e se non succede per qualsiasi motivo (amici e parenti a casa) si agita e inizia a spiagnucolare.
    Mentre è nel suo lettino ripete che non riesce ad addormentare e si alza per andare in bagno continuamente. Quando capita di dover uscire di sera per un gelato o per andare a cena fuori, si mette a piangere dicendo di non voler venire, quando siamo li non mangia nulla e chiede a che ora torneremo a casa.
    Siamo una famiglia felice e tranquilla io è mio marito le vogliamo tanto bene e vorremmo fare qualcosa per aiutarla a superare questa situazione. Grazie

    • Per capire il problema di un bambino bisogna comunicare con lui mettendosi nei suoi panni ed usando il suo sistema comunicativo che sono le modalità e gli argomenti dei giochi ma sopratutto i disegni.
      Mi contatti privatamente e potrei sugerirle qualche disegno da far fare a sua figlia per comprendere da cosa nasce la sua paura o cosa la fa scatenare, oppure se ha già dei disegni che le sembrano sigificativi me li invii:
      info@marilenacremaschini.it
      cercherò in tal modo di indagare sulla fobia di sua figlia e cosa la mette in ansia.
      A presto
      Marilena

      • Rosita ha detto:

        Grazie, invierò alcuni disegni di mia figlia. Se crede sia necessario mi indichi che tipo di disegno può aiutarci nel comprendere il duo disagio.

        • Non riuscendo a capire qual’è il disagio io le farei disegnare la sua famiglia, la lasci disegnare qualunque cosa senza dare suggerimenti e lasciando a dsposizione i colori che vuole, e poi su un foglio a parte, non necessariamente lo stesso giorno se non ha più voglia di disegnare, la sua casa…
          A presto
          Marilena

  11. Veronique ha detto:

    Buongiorno, sono mamma di un bimbo di 3 anni che mi sta facendo disperare… è sempre stato un bimbo piuttosto schivo, introverso e timido, anche se durante i due anni di nido che ha frequentato le maestre mi dicevano sempre che partecipava alle attività e si relazionava con gli altri bimbi (anche se con un po’ di titubanza inziale), un bimbo “nella norma” insomma. Quando non aveva ancora tre anni ha fatto una visita dal neuropsichiatra e logopedista per un ritardo nel linguaggio, ma la loro valutazione congiunta è stata che è un bimbo particolarmente intelligente e con una soglia dell’attenzione molto alta, pari a quella di un bimbo di 4 anni, e mi hanno consigliato di aspettare senza fare nulla e vedere se il linguaggio si sarebbe sbloccato da solo. Ho fatto la visita in tutta tranquillità su consiglio del pediatra, sicura che avrebbe parlato di lì a poco e difatti così è stato (tra l’altro è bilingue, io gli parlo anche in francese).
    Insomma tutto bene… finché non è nato il suo fratellino. Da 8 mesi a questa parte viviamo un incubo in casa. Dopo un iniziale disinteresse TOTALE (mai degnato il fratello di uno sguardo per circa 3-4 mesi), ora sono botte di continuo. Il piccolo gattona per casa e cerca di fare i primi i passi e il grande non fa che buttarlo per terra, dargli pizzicotti, botte in testa, gli si vuole sedere sopra, stritola manine e piedini, tira capelli, lancia giochi e così via tutto il pomeriggio. Non lo fa con aggressività, per fargli proprio male, più che altro in modo dispettoso e molesto. A volte esce dalla sua stanza e lo va proprio a cercare per dargli fastidio. Quando il piccolo dorme gli va vicino e gli urla nell’orecchio per svegliarlo. Dice che è “brutto” e non lo vuole. Se prendo il piccolo in braccio vuole venire in braccio anche lui e lo spinge dicendo che per lui “non c’è posto”. Quando il piccolo ha iniziato a mangiare anche il grande ha voluto essere imboccato. Quando il piccolo aveva 2 mesi ho trovato il grande che piangeva da solo nella sua stanza, in silenzio… me ne sono accorta due volte, non so sia successo altre volte, piangeva e basta da solo senza far rumore (“sono triste”).
    Non è mai stato mammone, tutt’altro, ma da 8 mesi a questa parte mi sta sempre attaccato e non vuole più mio marito (che prima era il suo eroe!).
    Ero preparata a un po’ di gelosia ma così è un incubo, ho tentato di tutto, anceh su consiglio delle sue maestre, di sgridarlo, metterlo in punizione, spiegargli con calma che lui rimane sempre il mio primo bimbo e nel mio cuore c’è spazio per entrambi, ho cercato di coinvolgerlo in giochi con il fratello (per quanto possibile con un neonato), mi sono ritagliata del tempo per stare con il grande io e lui da soli (lavoro solo la mattina), la sera il piccolo lo metto nel lettino e lo lascio da solo a dormire e passo il mio tempo a leggere libri e giocare con il grande.. ma non basta mai.
    Ora è diventato molesto e dispettoso anche con tutti gli altri bimbi all’asilo o fuori, ho l’incubo di portarlo al parco o al mare perché litiga con tutti e infastifisce gli altri bimbi, non vuole stare con gli altri (“voglio stare tutto da solo”), sembra sempre scocciato e non gli va mai bene niente. Vuole sempre e soltanto stare a casa e giocare (con me ovviamente), ma poi è tutto uno scontro anche con me, un gioco di forza, mi provoca e mi mette alla prova continuamente.
    Io cerco di prenderlo con tutta la pazienza e la dolcezza di cui sono capace ma non ne posso davvero più, e sono fortunata che il piccolo non si lamenta mai, mangia dorme e gioca e non chiede mai niente, sempre lasciato da solo a stesso in un angolino, e tutta l’attenzione al grande.
    Chiedo scusa per il papiro, ogni consiglio è ben accetto. Sono davvero disperata.

    • Capisco il suo disagio e le assicuro che è pura gelosia che però sta diventando un po’ troppo molesta per tutti.
      Sino ad ora è stata probabilmente troppo comprensiva e tollerante e questo ha fatto sì che il bambino coi suoi capricci si prendesse anche tutte le libertà che non doveva, ben consapevole di fare del male e di sbagliare.
      Direi che è ora di cambiare tattica: meno comprensiva e più dura, ad ogni suo atteggiamento sbagliato gli risponda con un castigo, che deve portare avanti fino in fondo senza farsi cedere o convincere nè dalle urla nè da altri atteggiamenti capricciosi, anzi ogni volta aumenti la dose, che so: niente TV per una settimana, per 15 giorni, per 1 mese, niente giochi preferiti, niente giochetti elettronici, lo spogli pure di tutto ciò che adora e per tutto il tempo stablito fino all’ultimo giorno anche se nel frattempo si comporta bene.
      Deve imparare che conle punizioni non si scherza, le assicuro che entro breve cambierà atteggiamento, più lei sarà inflessibile e più lui comprenderà che è lui in prima persona a rimetterci e non più solo gli altri, da qui il suo miracoloso cambiamento.
      A volte essere troppo disponibili e comprensive si rischia di far passare la dolcezza e la diponibilità col permessivismo passivo, e questo è un male per un bambino che deve imparare il rispetto degli altri, dello spazio e delle cose degli altri, se non da solo a sue spese.
      Provi per un po’ e mi faccia sapere, ma mi raccomando: dura nel dare i castighi e dura nel mantenerli, se cede perde credibilità e ritorna tutto come prima.
      Marilena

  12. Maria ha detto:

    Salve dottoressa, sono la mamma di un bimbo di 5 anni! Da qualche mese le cose fra me e mio marito non vanno bene..E ieri, dopo una lite alla quale ha assistito il piccolo, ha fatto pipi a letto di notte..non credo sia una coincidenza..premetto che lui ha tolto il pannolino a 2 anni e mezzo anche la notte..e ha fatto pipì a letto una sola volta il giorno che è nata la sorellina, 2 anni fa..poi mai..come devo comportarmi? Stiamo cercando di fare meno danni possibile, ma lui è tanto intelligente e a volte mi spiazza con affermazioni che un bambino di 5 anni non dovrebbe pensare..grazie

    • I bambini comprendono più di quello che immaginiamo ed avrà sicuramente capito la tensione che c’è tra voi, anche con le vostre mille accortezze: lo percepiscono dagli sguardi, dal cambiamento di certi comportamenti e dalla tensione che aleggia in famiglia.
      Per la paura di perdervi e per la paura che stia avenendo qualcosa che non sa e non può gestire, reagisce con delle azioni di ansia, come quella di bagnare il letto.
      Il mio consiglio è quello di non nascondere le vostre difficoltà, facendole rientrare nelle modalità normali che spesso gli adulti usano per discutere, ma che come genitori lo amate sempre ed ancora di più e che nei suoi confronti non cambierete mai nè atteggiamenti nè sentimenti.
      Stringetelo ed abbracciatelo spesso, fate sentire il vostro amore, anche se il vosro rapporto è in crisi quello coi figli deve essere sempre saldo, ed in casi di difficoltà rafforzato da molte conferme per togliere ogni paura, con manifestazioni di affetto e di tempo passato insieme, vedrà che questo lo aiuterà molto
      Marilena

  13. alessandra ha detto:

    Buongiorno dottoressa,
    ho un bimbo di 13 mesi. Da quando sono rientrata a lavoro a tempo pieno, Giacomo ha cambiato completamente atteggiamento nei miei confronti. Dolce, affettuoso e giocoso, nei momenti in cui siamo solo noi due. distaccato e quasi infastidito dalla mia presenza quando c’è il suo papà. Premetto che con il mio compagno c’è un ottima intesa, cerchiamo di fare molte cose tutti e tre insieme, coinvolgendoci reciprocamente nei giochi con Giacomo. Purtroppo però, per motivi di lavoro, loro due stanno oggettivamente più tempo insieme, lavorando lontano mi perdo una buona fetta della sua giornata. Da subito ho messo da parte la gestione della casa, relegandola ai momenti in cui il bimbo dorme, ma questo non sembra bastare. La mattina lo porto io al nido e in quel momento lui si agita e dispera perché non vuole che lo lasci. Non vuole nemmeno più che sia io a portarlo a letto la sera, ma solo il suo papà. Ora facciamo questa cosa insieme ma non vedo grandi risultati. … se avesse qualche consiglio … grazie mille

    • Difficile darle un consiglio se non valutando personalmente l’ambiente familiare, il bambino nel suo ambiente (cosa che si dovrebbe sempre fare) e i disegni o gli scritti di questo bambino.
      Se fosse interessata a fare questo tipo di valutazione mi contatti via mail, le assicuro che non sarà costosa, ma deve essere una valutazione completa e dettagliata, se abita a distanza possono bastare gli scritti ed i disegni che mi può inviare via mail, dandole io le indicazionidi quali disegni fare.
      Mi faccia sapere e mi contatti a questa mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  14. elena ha detto:

    Buongiorno Dottoressa,
    ho un simpatico bambino di 4 anni, frequenta il secondo anno di scuola materna, sia al nido che fino all’anno scorso è sempre andato volentieri a scuola, giocando con tutti, ascoltando la maestra. A casa ascolta, segue le regole fondamentali ( andare a letto presto, magiare tutto … ) è un bambino esuberante, chiacchierone, forse un po’ saputello, un bambino sereno che fa il bambino.
    Ho notato però che da quest’anno a scuola fa un po’ di fatica, lui frequenta sia il pre che il post scuola e ci sono stati dei cambiamenti ( maestre nuove, arrivo dei piccoli ).
    Al mattino mi dice che non vuole giocare con i più piccoli, e neanche con le femmine che lo disturbano e mette il muso.
    Le maestre però mi dicono che non notano tutta questa ostilità e che durante il giorno gioca con tutti, fa tanto il giullare.
    Inoltre è nella fase delle arrabbiature facile e della frustrazione che arriva anche solo per una calza messa male, io sono moooolto paziente, ferma in quello che dico e faccio, ma gli lascio il tempo di calmarsi e capire cosa sta succedendo.
    Mi chiedo forse sono io che mi fascio la testa più del dovuto, se ha qualche suggerimento per fargli piacere un po’ di più i piccoli e le bimbe, non so mi sento un po’ persa, forse sono io che ho bisogno di rassicurazioni.
    La ringrazio in anticipo per la sua risposta
    Elena

    • Sicuramento il cambiare scuola, insegnanti e compagni avrà influito parecchio, è probabile che non sia ancora completamente ambientato, però, in base a quello che dicono le maestre non ha comportamenti anomali o da segnalare.
      Provi a dargli più tempo, se vede che migliora significa che i suoi tempi di adattamento sono terminati, se invece peggiora e trova corripondenza anche nelle osservazioni delle maestre allora riprovi a segnalarmi la cosa.
      Sappia che nei bambini ogni piccolo cambiamento è spesso vissuto come un trauma: un abbandono per ciò che si lascia e delle novità che sono tutte sconosciute, quindi non prevedibili, gli dia dunque il tempo di sentirsi a suo agio anche col nuovo ambiente.
      Marilena

  15. Genni ha detto:

    Salve dottoressa, mia nipote di 7 anni ha paura di essere abbandonata. Mi spiego meglio.. Lei è una bambina socievole, molto intelligente, a scuola va benissimo, allegra quindi una bambina come tante altre della sua età. Però quando va a scuola se la maestra della quale lei si fida non c’è piange e vuole tornare a casa. A scuola di danza va solo se la mamma rimane lì per tutta l’ora e se si accorge che ssi è allontanata piange disperata. Praticamente lei può far tutto ma solo se c’è una persona di cui si fida presente. Se arriva a sorpresa una supplente o cambia l’insegnante di danza o addirittura sente che la sua mamma mentre lei sarà a scuola si allontanerà dal paese per impegni (e quindi la bimba immagina che non farà in tempo a tornare per l’uscita da scuola) entra in panico e piange disperata.
    Come dobbiamo comportarci per aiutarla e renderla più serena? Ho paura che la sua mamma (mia sorella) assecondando la bambina stia peggiorando la situazione…
    La ringrazio in anticipo.

    • Occorre in questo caso capire cosa spaventa la bambina, e a quell’età difficilmente esprimono i loro disagi a voce, ecco perché li si fa disegnare, i loro disegni infatti traducono tutte le paure e le nasie che hanno dentro in modo molto semplice.
      Mi contatti privatamente se vuole sottopormi la valutazione dei disegni di sua nipote, il costo di tale valutazione è in promozione ad € 80 (anziché € 170) e prevede anche una valutazione sia comportamentale della bambina che quella familiare.
      Mi faccia sapere se sono interessati i genitori, che dovranno dare il consenso a tale analisi creativa, via mail: info@marilenacremaschini.it.
      Marilena

  16. Silvia ha detto:

    Salve, sono mamma di un bimbo che compirà 7 anni a dicembre e frequenta la seconda elementare. Alla materna, nel gruppo dello sport, di amici e dello stabilimento al mare si è sempre integrato benissimo: vivace, generoso, solare e molto altruista, un bambino piacevole insomma con tanti amici, spesso un trascinatore.
    Alle elementari è capitato in una scuola dove non conosceva nessuno. Già dal primo giorno si è fatto un amico mentre un altro da subito dispetti. Lui era in pó disorientato da questa ostilità “gratuita” ma conoscendolo ho avuto fiducia nelle sue risorse e infatti poi questo bimbo è diventato il suo migliore amico. Intanto un gruppetto di bimbi vivaci ha destato la sua attenzione e si è creato un rapporto di amore e odio: ha subito piccoli atti di bullismo (come furto della merenda o percosse) ma anche li è riuscito a difendersi e a farli smettere, anche se poi ha imparato a usare certi atteggiamenti come picchiare per difendersi. Una maestra in particolare era molto distruttiva e continuava a etichettare i bambini come cattivi, umiliandoli e spaventandoli. Ora i compagnetti hanno etichettato mio figlio e gli altri tre come cattivi e spesso li escludono. Mio figlio soffre tanto questa cosa e reagisce spesso in modo scontroso, e riferisce che le maestre difendono solo i “bravi” come li chiamano loro.
    Ora il mio istinto è quello di mollare tutto e cambiarlo di scuola ma temo di sbagliare.
    Ho già parlato diverse volte con le maestre l’anno scorso e a fine anno mi una che è andata via mi detto di lavorare sull’autostima del bambino, che comunque è stata distrutta a scuola.
    È normale? Devo provare ancora? O meglio cambiare?
    Mi scuso per la lungaggine
    Saluti

    • Provi a Parlare col Preside e lamentare il fatto che l’atteggiamento di certe insegnanti fomentano ati di bullismo nei confronti di suo fglio, gli chieda di intervenire lui in maniera decisa o lo farà lei con una denuncia che lo convolgerà direttamente in quanto eprsona informata sui fatti che nulla ha fatto per reprimenrli.
      A volte essere dure e decise costringe gli altri a fare il loro dovere, cosa che dovrebbero fare senza il suggerimenti di nessuno, tanto peggio se si è lamentata diverse volte.
      Non si faccia scrupoli e chieda un appuntamento precisando che parla con lei o parlerà coi Carabinieri…. vuol vedere che le cose si sistemeranno in brevissimo tempo?
      In bocca al lupo
      Mairlena

  17. ROSANNA ha detto:

    Salve Dott.sa

    Mio figlio 3 anni da poco ha iniziato l asilo.
    Inizialmente era felice. Poi ha subito per 3 volte violenza da un suo compagno alle quali non ha reagito. Lui è dolce e allegro da sempre e non ha mai neppure spintonato un bimbo. Le meatre mi dicono che sono cose che succedono e che devo abituarmi. Per dall ultimo episodio ho notato molte difficoltà. A parte i pianti al mattino MAMMA NON MI PIACE LA SCUOLA, ma vede tutti arrabbiati. Amche quando guarda i cartoni mi dice LUI È ARRABBIATO, poi mi dice a MAMMA SONO TRISTE ma non riesce a spiegarmi perché (parla solo da gennaio di quest’anno e si esprime ancora non benissimo. La notte mi piange quasi sempre e corre nel nostro lettone. L ultimo episodio è successo venerdì scorso. Lunedi proprio non ce l ho fatta a mandarlo a scuola ma ieri(martedi) l ho lasciato in lacrime ed urla. La maestra mi ha riferito che per tutta la mattinata ha urlato e pianto e non ha voluto sostare in classe. Quindi è stato con un altra maestra che fa da jolly ed ha giocato da solo. Premetto che ha problemi da 1 anno di alimentazione. Cioe mangia poco o niente e anche all asilo non mangia. Quindi lo vsdo a ritirare alle 12.30, dopo il “non pranzo”.

    Sono angosciata. Non so che fare. Lo vedo in difficoltà e se provo a parlargli mi dice NO
    NON VOGLIO. Se gli chiedo perché è triste mi dice NIENTE.

    Ho riferito alla maestra ieri che è in difficoltà e mi ha detto che è normale e che forse non riesce a tirar fuori le emozioni. Cosa posso fare?! Grazie…

    • Sicuramente il bambino è traumatizzato non solo dai bulletti coetanei ma anche dall’intero ambiente scolastico, maestre ed altri, che non lo hanno protetto.
      Visto che è all’asilo io le consiglierei di cambiare scuola materna e portarlo da un’altra parte dove sicuramente non rivedrà le persone che “odia” veramente e che gli fanno paura.
      Marilena

  18. Lisa ha detto:

    Buongiorno dott.ssa, volevo raccontarle di mia figlia. Lei compirà 3 anni a dicembre, è una bimba molto vivace e solare. A settembre ha iniziato primo anno di asilo, mai un pianto, anzi ci va ancora oggi molto volentieri a scuola. Da un mesetto è iniziata anche la mensa, e fino a 3 gg fa andava tutto bene. Adesdo sono 3 giorni che le maestre mi riferiscono che al momento del pasto piange disperata. Ho provato a chiederle il motivo, magari un rimprovero, in litigio…ma lei dice di no. Non capisco il motivo di questo improvviso cambiamento

    • Un motivo c’è sempre tutto sta nel comprenderlo, e con una bambina così piccola la difficoltà più grande è capirlo dato che la comunicazione non è sempre il mezzo adeguato per parlare di paure e disagi.
      In tal caso entrano in gioco le valutazioni sia comportamentali che le analisi dei disegni, i bambini così piccoli hanno spesso paura a parlare dei loro problemi, ma diventa per loro più facile se li devono trasportare su dei fogli.
      Mi contatti privatamente se vuole provare questa via per cercare di capire il comportamento di sua figlia.
      Marilena

  19. Tonia ha detto:

    Gentile Dott.ssa,sono mamma di un buono di 2 anni e mezzo.Ha camminato tardi 17 mesi e mezzo . e dopo mesi di silenzio il linguaggio si è sbloccato solo 4 mesi fa con le prime parole e le prime frasi.In occasione dell’ esplosione del linguaggio è paradossalmente diminuita la sua socialità..anzi sono emersi atteggiamenti aggressivi nei confronti di chiunque invadi suoi tempi e spazi con urla anche solo per un saluto.In compenso il cambio di asilo ha aiutato il suo interesse per altri giochi che non fossero i libri …il suo stesso linguaggio spesso è ecolalico..L’ oppositá è perenne anche solo per vestirsi.Non so più che fare

    • Credo che sia il caso di farlo visitare da uno psicologo esperto dell’età evolutiva, perché alcuni atteggiamenti aggressivi ed oppositivi nascondano una difficoltà che solo un esperto clinico può risolvere.
      Marilena

  20. Giuliana ha detto:

    Buona sera Dottoressa, sono una mamma di un bimbo di 2 anni e mezzo, visto il periodo di restrizione con obbligo di stare chiusi in casa, causa coronavirus, abbiamo deciso con mio marito di iniziare lo spannolinamento in modo tale da potermi soprattutto io dedicarmi tutta me stessa per è nel aiutarlo…. devo dire che dopo 48h, dove la pipì chiaramente la faceva addosso, ha iniziato a fare la pipì nel vasino, spesso lo premiavo con dei cioccolatini, la pupù invece no, così è stato per i successivi 5 gironi, al sesto giorno alla sera capita che dopo la pipì facesse la pupù chiaramente noi lo abbiamo festeggiato è dato un regalo simbolico , un ovetto kinder, dal giorno successivo un cambiamento così repentino non volevo assolutamente sedersi sul vasino ne sul water, ne per la pipì ne per la pupù, quindi pipì è pupù addosso, proprio non ne ho capito la motivazione , così sono iniziate Per me le giornate peggiori, ho cercato di mantenere la calma la tranquillità della situazione,Cercando di viverla al meglio come per dire sono cose che succedono, non accorgendomi che forse ero più sotto stress è molto demoralizzata di questa regressione , forse involontariamente l’ho trasmessa a lui, non vorrei avergli trasmesso con il passare dei giorni l’ansia da prestazione, io mi sento confusa non capisco perché siamo passati nel andare sul vasino A volerla fare dove ci pare quando ci pare, perché ad oggi sono 5 giorni che ha un comportamento non coerente a volte sul vasino a volte è forse spesso per terra con un atteggiamento del tipo “ mamma guarda pipì “ apre le gambe e la fa appunto per terra….. sono molto giù è confusa perché non capisco, da premettere lui ancora non parla molto bene, non si spiega tantissimo ed io non riesco a capirlo sempre. Ma non so più come aiutarlo è soprattutto non ne capisco il perché!!!

    • Provi a cambiare metodo Giuliana: fino ad ora funzionavano i regalini, ora provi a toglierli e a motivarlo col fatto che è diventato grande e fa le cose da grandi, quindi non ha più bisogno del pannolone e l’uovetto lo può avere anche sempre senza collegarlo alla riuscita del vasino colmo, lasciandolo magari da solo e senza essere apprensiva, come appunto dice lei.
      Aspettando il risultato ovviamente lo mette in agitazione e lo sottopone ad uno stress che lo blocca, allora provi a lasciarlo fare da solo, senza scadenze e senza premi, e senza alludere al fatto che li avrà, lo abbandoni sul vasino dicendogli semplicemnte che ha capito che ormai è grande ed è in grado di arrangiarsi da solo senza bisogno che lei insista.
      Se non funziona si passa ad un’altra tattica….
      quella del vasino non è sicuramente una cosa da poco, è un passo per lui molto frustrante perché gli ha tolto la sicurezza del pannolone, pertanto è come se si sentisse privato da ciò che lo faceva sentire sicuro, e si sente perso, abbandonato e non è sicuro di gestire bene la situazione, sono insicurezza che passeranno appena avrà capito che anche il vasino può essere suo amico quanto il pannolone.
      Per ovviare a questo stato di angoscia magari, fuori dal bagno con la porta aperta per tenerlo sempre sotto controllo, provi a parlare con lui come se niente fosse senza chiederli se ha fatto oppure no, e senza alludere a ciò che deve fare, sarà lui semmmai a chiamarla se ha finito o se ha rinunciato, e se non va bene la prima volta sa già di non arrendersi e tentare con la seconda.
      In bocca al lupo e speriamo che sia la volta buona
      Marilena

  21. Simona ha detto:

    Buongiorno dottoressa. Sono mamma di due bimbe, la prima di 25 mesi e la seconda di 8 mesi. La mia prima bimba ha accolto la sorellina con molto entusiasmo e amore. La cerca sempre molto per giocare ed è sempre stata molto premurosa. è però da circa un mese che manifesta un po’ di gelosia dando alla piccola delle sberle. non è tanto questo che mi preoccupa ma il fatto che subito dopo viene da noi e ci dice “io sono brutta”. Anche se ha solo 2 anni parla molto bene e tanto. Sia a me che a mio marito non piace il fatto che lei si definisca brutta, noi non la abbiamo mai etichettata così e non è nemmeno un espressione che utilizziamo neanche verso altre persone. all’inizio quando lei diceva così la prendavamo e le dicevamo che non era vero quello che aveva detto, e che lei è bella. È come se lo facesse per sotto stimarsi per il gesto che ha compiuto verso la sorella. Poi abbiamo provato a fare la finta di niente, ma lei lo continua a ripetere finché non ha la nostra attenzione. Sicuramente si è resa conto che questa frase a noi colpisce e ci fa rimanere male. Come possiamo fare per aiutarla a non sentirsi brutta? leggendo il suo articolo Lei dice che potrebbe esserci qualche evento scatenante un atteggiamento così. l’unica cosa che è cambiata prima di questo atteggiamento è che le abbiamo detto che anche la sorella piccola, a breve, avrebbe iniziato a frequentare il nido dove va lei. Lei era sembrata curiosa e contenta. Mi permetto infine di salutarla facendole un complimento circa il suo utilizzo dei disegni nell’interpretazione dei disagi dei bambini. In quanto grafologa sono convinta che questo metodo che lei utilizza sia ottimale abbinato alla sua specializzazione. Complimenti e grazie

    • CAra Simona, la piccola si definisce brutta perché ha preso a sberle o maltrattato la sorellina, per i bambini piccoli il brutto è sinonimo di cattivo, malvagio, che fa qualcosa di sbagliato, ed infatti lei si rende conto che tratta male la sorella ma la sua gelosia, sicuramente scatenata da qualcosa, è un atteggiamento nuovo sicuramente dovuto a qualcosa, visto che prima non ha mai dato segni in tal senso, andrebbe ricercato e risolto il fattore scatenante.
      Come ha ben compreso anche lei: si autoaccusa per avere attenzioni, e picchia la piccola per gelosia, questo da un mese circa, deve essere successo qualcosa che ha modificato i ruoli cordiali di prima, facendola sentire messa da parte, gelosa e arrabbiata con la sorella.
      Provi ad indagare su questa circostanza, magari facendole fare dei disegni e poi chiedendo la spiegazione di quello che fa, in questo modo otterrà quello che a parole non riesce a dire.
      In bocca al lupo e se ha bisogno sono a sua diposizione
      Marilena
      PS= grazie per i complimenti, fanno sempre molto piacere e sono contenta di aiutarvi, lei e tutti quelli che mi leggono.

  22. Luigi Gallina ha detto:

    Buonasera dottoressa, sono un papà si una bambina di nove anni. Sono tanto preoccupato perché da quando è casa da scuola per il coronavirus non vuole più fare i compiti, li rifiuta, fa tutto fuorché quelli. É sempre stara brava ma ora non le interessa più. Inoltre da qualche giorno dice che ha un segreto brutto che non vuole dire a nessuno cui pensa sempre e si distrae solo guardando la TV. Io e mia moglie siamo molto preoccupati. Lei non vuole dirci niente ma la vediamo soffrire. Questa sera mi sono imposto arrabbiandomi e mi ha ci confidato che si tratta di un film. Non vuole dirmi altro, anzi dice che si è pentita di avermelo detto. Dottoressa la prego può dare ci un consiglio? Grazie. Luigi Gallina

    • Provi a farle disegnare quel film o ciò che la spaventa, sicuramente riuscirà nel disegno ad esprimere ciò che non riesce a fare a parole.
      E’ probabile che abbia veramente visto qualcosa in tivù che l’ha spaventata o che le ha messo paura per lei o per la sua famiglia o per il mondo intero, purtroppo chi fa televisione è interessato solo all’odiens, non comprendendo che in certi orari immagini e discorsi traumarizzanti non andrebbero trasmessi.
      Poi se vorrà farmi valutare il disegno sono a sua disposizione, ma è probabile che riesca a farlo anche da solo, senza insistere troppo mi raccomando e senz arrabbiarsi, i bambini che hanno paura hanno bisogno del loro tempo e modo per parlarne, se non lo fa quel giorno lo farà quando si sentirà pronta.
      Marilena

  23. Luigi ha detto:

    Grazie dottoressa proverò e le farò sapere. Luigi

  24. Tonia ha detto:

    Buongiorno,mamma di un bambino di 3 anni.Mamma ansiosa…mamma con il timore che mio figlio fosse malato..complice una risonanza magnetica durante la gravidanza per sospetta malformazione celebrale..poi con esito positivo.
    Bambino che però ha camminato tardi e parlato tardi.Un concentrato di socievolezza fino al cambio asilo…poi con il linguaggio e il.nuovo asilo..rabbia per noi,i bambini ,il mondo,la gente..il disagio e l’ aggravarsi della situazione in corso non aiutano.Non è mai stato un bambino partecipativo ma mai tanto oppositivo come in questi ultimi 7 mesi…Io felice del nuovo asilo..lui che odia tutti ,le maestre…lui che si rifugia nel suo mondo di anarchia..e se ti avvicini dice MAMMA VAI VIA …che di notte vive di incubi…e che non dice più cacca e pipì..trattiene…Lui che a volte dice frasi dei cartoni animati… così per esprimere i suoi pensieri o per dire qualcosa …Lui che gioca poco solo spontaneamente perché nulla deve essere imposto…lui che ride a rincorrersi…lui che ti chiude nella stanza perché sa che potresti essere un impedimento alla visione del cellulare con papà.Lui che nn so più come aiutare

    • Sicuramente suo figlio patisce un disagio e per risolverlo occorre capire di cosa si tratta, molto utili in casi del genere sono i disegni perché aiutano il bambino ad esprimere quello che non riesce a fare a voce.
      Se vuole provare mi contatti via mail e discuteremo come procedere: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  25. GIULIA ha detto:

    Salve dottoressa
    sono mamma di un bimbo di due anni e mezzo. Il bambino non parla ancora molto bene ma capisce i discorsi, le parole e articola le frasi a modo suo . frequenta il nido ( tranne ovviamente in questo ultimo periodo per cause di forza maggiore) , non va molto volentieri nel senso che appena lo lascio piange ma poi si fa presto consolare e partecipa alle attività. In questi ultimi DUE giorni ho notato un atteggiamento che mi ha un po’ angosciato , il bambino dopo avere giocato allegramente in casa con me e con il papa’ , arrivata sera, si precipita a chiudere le porte che vede aperte in casa, poi si china sulle ginocchia ed è come se volesse raccogliere qualcosa da terra, … lo ha fatto per circa due tre minuti, con fare angosciato, quando abbiamo cercato di seguirlo e rassicurarlo non ha voluto che ci avvicinassimo, poi l ho distratto con un gioco ( album e matite) e felicemente ha iniziato a scarabocchiare…
    non so che pensare, forse risente dell’ansia che ormai governa quest periodo di emergenza sanitaria ( io comunque il giorno vado al lavoro e torno il pomeriggio, lui sta con i nonni e ultimante anche con mio marito che purtroppo è a casa dal lavoro)

    • Probabile che risenta anche lui della costrizione di non poter uscire e sfogarsi, però i disagi dei bambini non vanno mai sottovalutati
      Ad esempio, visto che al suo bimbo piace disegnare, gli faccia disegnare sopratutto quando ha questi comportamenti strani e poi gli chieda la spiegazione del disegno, forse emergeranno gli aspetti critici che lo rendono ansioso, oppure se vuole una consulenza nell’analisi dei disegni sono a sua disposizione, in tal caso mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  26. Elisabetta ha detto:

    Buonasera dottoressa
    Sono mamma di due bimbe di 3 e 7 anni.
    Le scrivo perché sono molto preoccupata per mia figlia più grande. È una bambina molto socievole, allegra ed estremamente sensibile ed è sempre stata, fin da piccolissima, molto vivace e fisica. Già dalla scuola dell’infanzia la maestra mi aveva riferito che la bimba faceva fatica ad ascoltare e a portare a termine correttamente il compito perché lei anticipava sempre la consegna, spesso sbagliando. Mi aveva ventilato un probabile disturbo di regolazione del comportamento. Questa situazione si sta manifestando anche alla scuola primaria: spesso non ascolta la consegna della maestra, fa di testa sua, e sbaglia. Mi sono accorta che quando gioca da sola con i pupazzetti fa discorsi che non hanno un nesso logico, non portando a termine le frasi, come se avesse fretta di dire tante cose, e lo fa in modo disorganizzato. A volte non pronuncia correttamente le parole e sembra avere una comunicazione più infantile rispetto ad altri bambini della sua età. È come se non trovasse mai pace in tutto quello che fa o dice e questo temo possa diventare prima o poi un ostacolo anche nel gioco e nelle relazioni con i pari. Infatti quando si trova fuori casa a giocare con dei bimbi che hanno un paio d’anni più di lei non fa altro che stare con loro per un po’ e poi se ne va, per poi ritornare e di nuovo andarsene.
    Non so più quali strategie adottare per aiutarla a trovare calma e serenità… Sono seriamente preoccupata per lei.
    La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicarmi.

    • L’unico modo di analizzare i disagi dei bambini è quello di farli disegnare, attraverso il disegno riescono ad esprimere paure, ansie, timori che difficilmente racconterebbero a voce, pertanto l’unico consiglio che le posso dare è quello di pensare ad una sua valutazione attraverso la redazione di alcuni disegni specificatamente indicati.
      Ed ha ragione nel pensare che qualcosa la turba.
      Se vuole provare le posso preparare un preventivo, e nel caso sia interessata mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  27. Teodoro ha detto:

    Buongiorno dottoressa

    Sono un papa’ padre di una bimba di quasi 3 anni. Premetto che e’ una bambina socievole e chiacchierona mai avuto problemi di nessun genere fino a questo stato emergenziale dovuto al coronavirus in cui siamo tutti chiusi in casa. Entrambi lavoriamo in smart working ma cerchiamo comunque di interagire con lei giocando insieme e non isolandola. Manifesta insofferenza con dei gesti o atteggiamenti improvvisi di rabbia sembra istigare noi genitori volendo imporre su di noi la sua personalita’ facendo cose a cui abbiamo detto che non ai fa(dice in continuazione io non voglio etc etc). Dobbiamo fare attenzione e acconsentire atteggiamenti per evitare di arrivare alle scenate di rabbia e nervoso in cui arriva a farsi uscire anche bava dalla bocca poi quando finisce lo sfogo torna improvvisamente ad essere socievole come sempre. Ultimamente si alza di notte in modo rabbioso dicendo che vuole accendere la televisione vuole il cellulare vuole dormire in bagno o sul divano vuole bagnarsi Finito lo sfogo prendendola con calma si ritorna a nanna. Siamo preoccupati perché fino ad ora era andato tutto bene non sappiamo come uscirne. Ci facciamo tante domande sulla causa magari il tono di voce in una sgridata o chi sa? Le sarei grato in una sua risposta grazie anticipatamente. Saluti Teodoro

    • La clausura obbligatoria è stressante anche per noi adulti, che patiamo queste doverose restrinzioni in maniera diversa e sempre con degli eccessi di insofferenza, si figuri per una bambin abituata a giocare coi coetanei e a vivere più all’aperto, una bambina che oltrettutto, a differenza di noi grandi, non comprende il perché di questo cambiamento, ed allora reagisce con scatti di nervosismo e di intolleranza o comunque non riuscendo a sfogare lo stress è normale che dorma male la notte e sia insopportabile di giorno.
      Tutto questo perché non può più fare le cose che faceva prima, lei è il primo a confermare che tutto nasce dalla imposizione della quarantena.
      C’è ben poco da fare, cerchi di farla distrarre, non la sgridi perché ha ragione di non capire il motivo di una vita limitata e speriamo che piano piano si riesca a rifare le stesse cose di prima anche se con mille precauzioni.
      Porti pazienza, è un brutto momento per tutti, si figuri per un bambino che patisce solo gli aspetti negativi di questa situazione drammatica.
      Buona domenica
      Marilena

  28. Teodoro ha detto:

    Grazie dottoressa gentilissima

  29. Maria ha detto:

    Buon pomeriggio dottoressa, le scrivo perché anche io preoccupata per la mia bimba di 5 anni.
    Ultimamente, immagino soprattutto a causa di questa quarantena forzata, la piccola fa più dispetti. Se qualcosa va storto mentre gioca, un giocattolo che si rompe o magari qualcosa che vorrebbe fare ma che non le permettiamo di fare, reagisce con pianti ed urla. Ciò non accade sempre ma, purtroppo, ultimamente, capita più spesso.
    Siamo preoccupati. Imputiamo il tutto a questa situazione in casa e al fatto che lei era abituata ad andare al parco quotidianamente, e a fare una vita molto più “vivace”, proprio come lei.
    Mi aiuta con qualche consiglio a gestire la situazione?
    Grazie.

    • Comprendo lo stress della piccola, siamo stressati noi adulti da questa convivenza forzata che ne comprendiamo le motivazioni e la gravità della necessità, si figuri una bambina che queste cose non le può capire, si rende soltanto conto solo del fatto che non può più giocare come prima, non può più uscire come prima e non può più fare le stesse cose, e tutto questo senza capire il perché, anche se glielo spiegasse per lei non sarebbe un motivo sufficiente per giustificare la sua reclusione.
      Io le consiglierei di fare degli esercizi di rilassamento e di distensione in modo che giocando scaricherebbe tutta la frustrazione che le si crea dentro.
      Nel caso ci fossero ancora dei problemi mi ricontatti via mail: info@marilenacremaschini.it.
      Mi faccia sapere e buona domenica
      Marilena

  30. Maria ha detto:

    Salve, ho partorito da un mese il mio terzo figlio. Mia figlia, di due anni e mezzo, ha tolto il pannolino da gennaio, sia di giorno che di notte. Da un paio di settimane però ha iniziato a fare pipi nel letto la notte e negli ultimi tre giorni tutte le notti con un episodio anche durante il sonnellino pomeridiano. Con il fratellino non sembra avere problemi o mostrare gelosia. Glielo faccio accarezzare quando vuole e prendere in braccio. È anche più nervosa nei miei confronti. Come posso aiutarla? Non vorrei rimetterle il pannolino la notte

    • La gelosia dei fratellini nati da poco nasconde la paura di perdere l’amore e la disponibilità dei genitori, i bambini non sanno ovviamente comprendere le emozioni che provano, hanno solo paura, ansia che si manifesta con comportamenti che spesso nulla hanno a che vedere col problema di fondo.
      Sono situazioni che passano col tempo, ci vuole pazienza, e quando ha occasione ricordi a sua figlia che le vuole molto bene e che il suo amore per lei non è assolutamente diminuito anche se è nato un fratellino, perché il cuore della mamma è talmente grande che tutti ci stanno comodi dentro al sicuro.
      Provi a dirle queste frasi anche più volte al giorno ed in modo diverso, in modo da cancellare le paure della piccola, dovrebbe funzionare.
      In bocca al lupo e senza più pannolini, ne avrà già abbastanza col nuovo arrivato!
      MArilena

  31. Milena ha detto:

    Buongiorno Dott.ssa, ho una bimba di quasi 8 anni. Ultimamente la bambina pur avendo la sua cameretta, si addormenta nel letto del fratellino più piccolo (5anni), quando noi genitori andiamo a dormire la spostiamo nella sua cameretta.. ed è la terza volta che la trovo con le mutandine abbassate. È una forma di disagio? O solo conoscenza del corpo? La ringrazio

    • Potrebbe essere una semplice esplorazione per curiosità, ma sarebbe accaduta una o due volte, se fossi in voi le farei fare un colloquio da una psicologa infantile, L’asl offre nei reparti dedicati all’infanzia sempre delle consulenze gratuite, provi a contattarlo
      Marilena

  32. Elena ha detto:

    Buongiorno dottoressa,
    Ho una bambina di quasi 6 anni che dal mese di febbraio continua a tirarsi le mutandine. Inizialmente (forse perché nel chiedere spiegazioni del gesto ho imboccato la risposta ricevuta) mi aveva detto di avere prurito quindi ho contattato la pediatra per una cura. Ad oggi il problema non è passato e dopo un’ennesima chiacchierata con la bimba dice di non sapere neanche lei il perché di questo gesto.
    Come posso aiutarla a smettere di farlo!
    Premetto che è nato il fratellino da qualche giorno.
    Grazie

    • Potrebbe essere un tic nervoso, hanno diversa forma e si manifestano in mille modi, il fatto che sia nato da poco un fratellino il gesto anomalo e ripetitivo, senza motivo apparente, può essere ricondotto alla innata gelosia per i nuovi arrivati.
      La faccia sentire importante, le ricordi spesso che nonostante il fratello il suo amore per lei non è diminuito, datele, alternandovi con il suo compagno/marito, delle attenzioni esclusive, cioè mentre lei si dedica al piccolo il padre si derdicherà alla grande, e viceversa, in modo che non si senta messa completamente da parte.
      Se il medico le ha confermato che non c’è nulla di clinico che possa creare prurito è solo sintomatico di uno stato di ansia, quello dell’abbandono dopo l’arrivo di un fratello, cose che si verifica normalmente e che dovrebbe sparire con altrettanta facilità, le dia solo un po’ di tempo per abituarsi al nuovo nucleo familiare.
      Marilena

  33. Greta ha detto:

    Buongiorno dottoressa,ho un bimbo di un mese e uno di due anni e quattro mesi,a quest’ultimo è stata diagnosticata una parapertosse chE stiamo curando con Zitromax,da una settimana ha dei tic,il più fastidioso è quello di piegare la testa a destra e sinistra E a volte in avanti,questo dopo aver fatto un verso strano con la gola ( come se deglitisse catarro),in più è molto nervoso,urla,picchia,lancia oggetti,inoltre fa’ molta fatica a stare fermo anche mentre guarda cartoni o mangia.
    Sono molto preoccupata,secondo lei è una situazione temporanea? In quanto tempo passerà? Potrebbe essere correlata alla tosse tipo PANDAS da streptococco? .
    Grazie per la disponibilità

    • Mi dispiace Greta ma non sono un medico, al massimo do informazioni che siano il più possibili utili, credo che nel suo caso debba rivolgersi ad uno specialista.
      Le auguro buona domenica.
      Marilena

  34. Giilia ha detto:

    Buongiorno dottoressa sono mamma di una bambina di 7 e un bimbo di 3 anni e mezzo. Quest’ultimo mi ha sempre dato un po’ da pensare perché è sempre stato molto diverso dalla sorella.. Ha fatto i primi due anni ad essere un bambino esemplare non piangeva mai mangiava tutto, era proprio un bambino tranquillo. Ha camminato tardi quasi a 2 anni e ha iniziato a dire le prime paroline a 3. Andando all asilo ha sviluppato un po di più il linguaggio parlando di se sempre in terza persona. Ha una forza disumana, tante volte non riesco nemmeno a tenerlo durante i capricci. Detto questo, è un bambino sveglio, scherzoso, e anche furbetto. Durante questi tre anni ha sempre però avuto “delle fissazioni” come continuare a guardare un cartone animato o far girare una ruota della bici, seguire con gli occhi tutte le righe che trovava in giro, mettere sempre le stesse scarpe o lo stesso cappotto.. Io gliele ho sempre interrotte queste fissazioni, distraendolo perché per me nn erano normali però appena riesco a toglierne una se ne inventa un altra.. Ed è anche prepotente. Volevo un parere se è possibile grazie mille

    • Non ha mai pensato che dietro quelle fissazioni la mente fervida di suo figlio immagina chissà quali realtà o circostanze, sviluppando in tal modo la sua creatività.
      Non sempre quel che appare all’esterno corrisponde alla realtà di quello che passa nella mente di suo figlio quando sembra fissarsi senza parlare… ovvio sta pensando, sta esplorando, sta immaginando, sta creando…
      Lo lasci fare, quando di stancherà di questi giochi, perché come l’ha descritto è molto attivo e tende ad annoiarsi facilmente, vedrà che passerà ad altre modalità, magari strane anche quelle, ma un bambino che gioca con la fantasia è un bambino intelligente e la fantasia non ha bisogno che di sola immaginazione a volte.
      Marilena

  35. Paola ha detto:

    Buongiorno,sono mamma di un bambino di 3 anni…ha sempre raggiunto le.tappe molto lentamente..dal camminare al parlare ..ma ha sempre avuto la socialità a suo favore.Paradossalmente dalla compoarsa del linguaggio (prime parole)a 2 anni fino ad ora…ha perso la sua gioiosità, è scontroso e a disagio con tutti …a settembre il cambio asilo non ha sortito alcun effetto anzi ha accennato una estrema opposizione e crisi di rabbia.Questo periodo di quarantena nn ha giovato…e da settembre si sono ripresentati problemi del sonno.

    • Non conosco suo figlio così bene dal poterle dire se si tratta solo di una questione caratteriale o di un disagio suo personale non superato.
      Non è raro comunque che per alcuni bambini l’adattamento in ambienti diversi o diverse abitudini abbiano un riscontro negativo, che però spariscono con l’età, andando a definirsi quello che è il carattere del bimbo.
      Questa quarantena è stata pesante per noi adulti che ne comprendavamo la necessità si figuri per un bambino, è stata sicuramente vissuta come una costrizione ingiustificata a cui è seguita ovviamente rabbia ed aggressività per smaltire la tensione accumulata.
      Comunque se volesse provare a valutare alcuni disegni, per capire se si riesce a trovare il bandolo della matassa e a definire il suo come un disagio o soltanto come l’adattamento che comporta la crescita ed il dover frequentare ambienti diversi da quello che fino allora è stato il posto sicuro ed affidabile di casa propria, mi contatti via mail.
      Sperando che questa sua situazione si risolva presto le auguro una buon agiornata
      Marilena

  36. Anonimo ha detto:

    Buongiorno Dottoressa,
    cortesemente le chiedo di potermi aiutare a comprendere un comportamento ormai abituale di mio nipote che ha 11 anni ed è figlio unico.
    I suoi genitori (lei è mia sorella) Lei (51 anni) è più giovane del marito di 9 anni, Lui non si è mai preso cura dell’educazione del figlio, non ha mai avuto atteggiamenti amorevoli nei suoi confronti e molto spesso lasciava e, ancora oggi lascia la moglie ad occuparsi del figlio per andare a trascorrere le serate con gli amici, con i quali condivide anche i pomeriggi delle domeniche viaggiando in moto.
    Questi atteggiamenti hanno influito molto sulla in modo crescita del bambino che spesso ha un rifiuto nei confronti del padre che spesso lo sgrida per futili motivi. In particolare, ed è questa la domanda che vorrei porle, il bambino lascia sempre le sue scarpe disperse per casa. Questo suo comportamento dobbiamo leggerlo come se fossero parole che esprimono un suo disagio? Ultimamente (dopo che il padre gliel’ha donata contro il parere della madre), trascorre molte ore a giocare alla play Station e tutto ciò che gravita attorno a lui è inesistente…

    • Sicuramente questo bambino reagisce come può, poi pochi strumenti comunicativi che conosce dei capricci e dell’ostilità, ad un bisogno di amore e considerazione che gli manca fortemente e di cui patisce l’assenza.
      Dovrebbe parlarne col padre, in fondo sono i genitori che si devono occupare dell’educazione e della cresciata del figlio, se non vengono commessi abusi purtroppo sono liberi di essere anche dei pessimi genitori e lei non può far nulla se non rimproverarli.
      Non ha nemmeno il diritto di segnalare la cosa ai servizi sociali, proprio per la mancanza di un rapporto diretto di parentela.
      Insista col fratello e se vede situazioni che costuiscono veramente delle forme di abuso o maltrattamento, anche solo psicologico, lei può sempre fare una segnalazione ai Carabinieri, ma le dico sin d’ora che se non si tratta di qualcosa di grave o che riesce a provare perché è un vero abuso ripetuto, la sua segnalazione purtroppo cadrà nel nulla.
      E’ un vero peccato, però lei stia attento e segua il bambino, probabilmente è l’unica persona che si accorge di quanto sta soffrendo.
      Marilena

      • Anonimo ha detto:

        Buongiorno dottoressa.
        La ringrazio per la Sua sensibilità nell’aver reso anonima la mia richiesta d’aiuto e la tempestività con la quale ha provveduto a non rendere visibile il mio nome.
        Non sono assolutamente uno psicologo ma, osservando l’abitudine di mio nipote di lasciare volutamente le sue scarpe per casa, immaginavo che questo era un messaggio attraverso il quale disegna un disagio…
        La ringrazio ancora per la Sua inconsueta gentilezza.

        • Certo che è un disagio palesato con quella modalità, ma bisogna capire cosa crea nel bimbo il disagio che lo porta ad avere dei comportamenti strani o impropri
          Potrebbe consigliare ai genitori una visita gratuita presso il consultorio della vostra zona, c’è sempre una psicologa esperta nell’età evolutiva
          Marilena

  37. Giorgia ha detto:

    Buongiorno Dottoressa,

    sono Giorgia, mamma di due bambine di quasi 4 anni una e un anno e mezzo l’altra. Abbiamo passato, con qualche difficoltà ma senza eccessivi traumi il periodo di quarantena. Dal primo giugno sono rientrata a lavoro a pieno ritmo e le bimbe sono a casa con la babysitter, che conoscono da tempo. Le scrivo per un lato particolare che sto notando nelle bimba più grande: spesso si isola in casa. Chiede di poter stare da sola.. si mette nella cameretta a giocare e gioca. Gioca di fantasia. Fa parlare i personaggi, inventa storie e situazioni. Gioco che spesso fa anche con noi genitori… “mamma fai parlare peter pan? fai parlare questo o quello?” E’ una bambina molto sensibile, attenta, delicata, profonda. In quarantena una sera è riuscita a dirmi chiaramente che era molto triste perché stava dimenticando “i volti buffi dei bimbi” e della sua amichetta.. però, al di là delle normali dinamiche più o meno difficili di crescita nel gruppo, ora che ha ritrovato alcuni compagni di scuola, ora che ha ripreso l’attività ludica del “gioco danza” in un piccolo gruppo di bambini, ora che ha rivisto i nonni (e che ha desiderato autonomamente di dormire dai nonni per la prima volta senza necessità alcuna) direi che non dà segnali particolari.
    A volta eccede con la dose di rabbia verso la sorellina che magari le fa il dispetto di toccare i suoi giochi preferiti, ma sembra quasi una dinamica cercata da entrambe.. la piccola si avvicina di soppiatto sapendo già cosa andrà a provocare e la grande risponde secondo le regole tacite 🙂
    Anche la babysitter mi dice che a volte fa un pò di storie perché chiede di stare sola… da mamma spesso la lascio fare. Immagino che sia un suo bisogno e non una richiesta di aiuto, in virtù delle altre dinamiche di socializzazione che non destano particolari preoccupazioni. E’ sbagliato? Va indagato meglio il fenomeno?

    grazie e saluti

    • I bambini che riescono a giocare da soli usando la loro sola creatività sono bellissimi e particolarmente intelligenti, vuol dire che non hanno bisogno di coinvolgere gli altri per inventarsi le favole che loro stessi vivono in quel momento.
      Come vede, con l’inizio della condivisione con gli altri, quindi le crisi che emergevano al tempo non avevano più ragione di sussitere dopo, ed è più che normale che soffra di gelosia o pssessività di ciò che ritiene essere suo con la sorellina, che tra l’altro gioca divertendosi a rendere in giro questo suo atteggiamneto.
      Direi che le sue bambine non solo non hanno nessun problema ma nella dinamica del loro rapporto di amore-odio provocazione e pace si riflette già l’instaurarsi della comprensione dei rapporti umani.
      Le lasci fare perché sanno già gestire con grande intelligenza le loro esigenze ed i loro diversi caratteri.
      TAnti auguri per la sua splendida famiglia e non si preoccupi, è tutto più che normale.
      Marilena

  38. Katya ha detto:

    Salve. Io vorrei un consiglio per mia figlia di 3 anni.
    È senza pannolino da molto presto, tolto a 1 anno e mezzo ma senza forzatura, in modo giocoso e con naturalezza.
    Non abbiamo mai avuto problemi con lei, sempre stata una bambina goiosa e serena. Unico cambiamento che cerca di avere le cose a modo suo con il capriccio ma dato dal momento del lockdown e comque la fase di età credo sia un pochino normale.
    Dicembre si ammala e forse per le medicine si blocca di stomaco, fatto sta che da allora abbiamo sempre problemi, la trattiene piange dopo che la fa perché dice che non la voleva fare e che la voleva tenere dentro.
    Cerchiamo di non arrivare ai clisterini perché credo che la mettino più in difficoltà ma a volte passano diversi giorni e si sporca in continuazione.
    Una volta ho creato una sorta di gioco che dava risultati migliori ma si è stufata e ha rifatto passi indietro.
    Ho valutato di sentire il pediatra e magari portarla da un psicologo infantile perché non so più come aiutarla in questa fase che va avanti ormai da 6 mesi.
    Grazie per la sua risposta in anticipo.

    • Il fatto di voler trattenere i bisogni corporali, invece di espellerli, deriva da una paura che ha acquisito sua figlia, derivante da un fattore esterno e recente, visto che tali problemi non li ha mai avuti in passato.
      Provi a farle capire che facendo la cacca lei espelle quelcosa di negativo dal suo corpo affinché rimanga sano ed indaghi su cosa le sta creando o le ha creato questa paura di lasciarsi andare, incominciando a risalire al tempo in cui è iniziato questo suo atteggiamento.
      Nel caso dovesse averne bisogno e volete un mio aiuto, facedole fare dei disegni indicativi si può comprendere l’origine di tale sua paura che le crea tanta ansia da non riuscire a liberarsi come un tempo.
      Marilena

  39. ELENA ha detto:

    Buongiorno
    ho un bambino di 3 anni compiuti.
    per accertamenti, poi risultati tutti negativi, siamo stati in ospedale per una settimana a Febbraio.
    circa una settimana dopo il ritorno, il bambino ha cominciato a toccarsi insistentemente faccia e naso ( come se fosse un tic) e quando eravamo da soli mi ripeteva: mamma, io voglio stare sempre con te.
    ho provato con creme lenitive, lavaggi nasali serali, gel sulle gengive perchè mi sembravano infiammate, ecc. ma nulla.
    ho dedotto che fosse frutto dello stress causato dal fatto di essere stati in ospedale e quindi ho aspettato, anche dietro consiglio della pediatra.
    il tutto è durato circa un paio di settimane, poi, durante il lock-down questi comportamenti sono passati ( mamma e papà sempre a casa dal lavoro).
    io ho ricominciato subito a lavorare mentre il papà ha continuato a rimanere a casa, ma abbiamo deciso di tenere l’abitudine di portare il bambino dai nonni in modo da non creare stress nel momento della ripresa di entrambi…con la postilla che se il bambino dormiva il papa’ lo faceva dormire di più e facevano tutto con molta più tranquillità ( invece di attendere la nonna a casa nostra alle 8:00, era il papà che lo portava da loro alle 10:00 per es.)
    morale della favola: il bambino sembrava sempre arrabbiato con me e si era attaccato molto al padre ( voleva fare sempre tutto con lui)
    ora che anche lui ha ricominciato il lavoro, il bambino alla sera chiede sempre: ” non andate a lavorare domani?”
    ho provato a spiegare che le mamme e i papà di tutti i bambini devono andare a lavorare perchè in questo modo si prendono i soldini e possiamo stare bene tutti e comprare anche le cose che ci piacciono, ma lui mi ha risposto: NON VOGLIO CHE ME LO SPIEGHI.
    Ora i tic sono riapparsi e non so come risolvere la cosa in quanto a questo punto mi viene il dubbio che non sia stato l’ospedale in se a scatenare la prima reazione, bensì il fatto che io sono stata con lui tutta la settimana e, una volta tornati ho ricominciato a lavorare.
    premetto che dai nonni si trova benissimo e quando torno in pausa pranzo o alla sera, lo trovo sempre sorridente e che gioca volentieri…insomma…si diverte…fino a quando non arrivo io e allora comincia a lamentarsi per tutto ( sta mangiando la pasta al pomodoro…arrivo io…” io non voglio la pasta al pomodoro”…ecc.).
    purtroppo al lavoro ci dobbiamo andare, la situazione non possiamo modificarla, ma avrei bisogno di un consiglio sul modo di gestire al meglio la cosa.
    a settembre andrà all’asilo e spero che, visto che sarà LUI a dover andare e non NOI che lo ” abbandoniamo”, la situazione migliori.
    grazie per la disponibilità.
    distinti saluti
    ELENA

    • La sua questione andrebbe analizzata in tutti i suoi aspetti, per farlo ho bisogno che lei mi dia l’incarico alla consulenza e la possibilità di esaminare suo figlio anche attraverso dei disegni oltre che dal racconto del suo comportamento nei vari aspetti e circostanze.
      Il commento anche se dettagliato lascia molte lacune che non mi permettono di esprimere un parere, che potrebbe rivelarsi anche sbagliato.
      Mi ricontatti a questo indirizzo se acconsente: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  40. Isabelle ha detto:

    Salve dottoressa. Nn so veramente manco con cosa iniziare. Ho due maschietti uno di 5 anni e uno di 5 mesi. Il grande che è un bambino tanto vivace sempre in movimento nn si stanca mai in nessuna situazione. Nel ultimo periodo si tocca di continuo al pisellino. Nn so dirle con precisione il tempo pensavo che fosse una cosa di cambio di crescita. Se nn è occupato con qualcosa sta con la mano dentro alle mutande. Premetto che con il fratellino si comporta benissimo.
    Ma abbiamo anche problemi di regole. A volte le mantiene a volte dice sempre no. Siamo una famiglia tranquilla nn litighiamo mai anzi se c’è qualche battibecco lo facciamo senza i bambini. Nn riesco a capire dove sbagliamo sinceramente. È ritornando al discorso intimo da poco fatto una piccola festicciola ho beccato lui che diceva a una bimba figlia dei amici nostri di togliersi le mutande. Sono rimasta un po’ sconvolta a dir la verità….semiaperta la porta sono entrata e hanno cambiato discorso subito. Io nn ho detto nulla al riguardo!!
    Un altra cosa forse le può essere utile che le maestre mi dicono sempre che vuole fare le cose da grandi. Che è molto molto intelligente ma nn la
    Usa in modo diciamo bene. Ecco
    Mi illumina per favore su delle cose se mai sbaglio io oppure lui è troppo avanti e sono io quella che nn riesco a tenere il passo con lui ??! Grazie mille intanto per la eventuale risposta

    • La sua situazione complessa non può essere risolta con un semplice consiglio, anche perché non conosco tutte le dinamiche familiari che sottostanno ad essa, l’unico modo per darle un consiglio è esaminare l’intera questione attraverso un mandato con incarico formale.
      Se vuole procedere in tal senso mi ricontatti via mail dove avremo modo di discutere garantendole la privacy che il suo caso merita.
      info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  41. Elisabetta ha detto:

    Buongiorno dottoressa, le scrivo per mia figlia di quasi 5 anni. E’ una bambina molto tranquilla e serena. Io e suo padre ci amiamo e la adoriamo. Lei è al centro di tutta la mia famiglia e anche della famiglia di mio marito (in pratica è venerata da tutti essendo l’unica bambina).
    All’inizio della scuola dell’infanzia il distacco è stato traumatico e la bambina piangeva ogni mattina e anche la sera prima. Capisce benissimo già dall’età di 3 anni lo scorrere del tempo, conosce i giorni della settimana e ha sempre saputo perfettamente quando sarebbe arrivato il lunedì (primo giorno di asilo).
    Quando ha le sue crisi di pianto dicendo che non vuole andare all’asilo entra in una specie di “loop” in cui chiede continuamente cosa farà il giorno dopo…vuole sentirsi dire che verrà accompagnata all’asilo da me, che poi ci saluteremo, che poi giocherà un po’ con i compagni, che poi farà un lavoretto con la maestra e poi mangeranno…etc…insomma ha bisogno di sapere per filo e per segno quello che succederà (anche cosa verrà dato a pranzo) e se accade qualche cambiamento va in crisi anche all’asilo iniziano a piangere e dicendo che vuole la mamma.
    Questa situazione è durata 3 mesi circa il primo anno di asilo, poi la situazione è andata migliorando con giorni in cui il distacco avveniva con più serenità. A settembre del secondo anno il problema si è ripresentato, sempre per 2/3 mesi ogni mattina e ogni sera prima di andare a letto. Poi a causa del lockdown è rimasta a casa. Ai primi di luglio ho deciso di mandarla al cre del paese dove a settembre, per problemi miei di lavoro, inizierà un nuovo asilo (sarebbe l’ultimo anno). E’ stato un disastro…di nuovo pianti la mattina appena si svegliava (a volte anche vomitando e andando cmq sempre di diarrea) e la sera prima di andare a letto (si addormentava sfinita dopo ore di pianto).
    Ora il cre è finito ma sono in ansia per settembre quando appunto inizierà un nuovo asilo. Non so come fare per aiutarla a gestire la sua ansia. E’ una bambina molto insicura, spesso non esegue i lavoretti che le vengono proposti perchè teme di non fare bene. La maestra mi ha detto che sono troppo perfezionista e la bambina ha paura di deludermi, ma anche se cerco di rincuorarla su questo le cose non cambiano. E’ una bambina che per non deludermi a volte non esprime le sue emozioni (salvo poi andare a dirle alla zia che l’ha praticamente cresciuta).
    Ho bisogno di un suo consiglio. Grazie

    • Come dice giustamente lei forse essere al centro dell’attenzione benevola di così tante persone le ha sfasato il senso della realtà, ma per capirlo ho bisogno di conoscere i dettagli comportamentali della piccola principessa e magari anche dei disegni valutativi per darvi un consiglio
      Mi contatti alla mail se è disposta in tal senso: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  42. Lina ha detto:

    Salve, sono mamma di due bambini, maschio 10 e femmina 7.
    Sono preoccupata moltissimo per la bambini, che da 3/4 gg… cosi dal nulla, racconta piangendo a mè e al padre, di un fatto accaduto 2 anni fà all’asilo…
    Con una bimba con seri problemi, dove l’ha istigata a fare cose sconce😭.
    Ce l’ha raccontato piangendo, urlando disperata dicendo che questa bambina che ora vede saltuariamente in paese con altri amici, non vuole assolutamente più vedere!

    Ma la cosa che più ci spaventa..che dopo quel fatto. Ormai da 3 giorni, da mattina a sera ogni 3 minuti ci dice:” mamma papà devo dirvi una cosa” ed immagina come sconce😭

    Continuamente per tutto il giorno piangendo.
    Noi l’abbracciano rassicurandola che ci siamo noi con lei.
    Che l’amiamo e che insieme sconfiggeremo il bullo che ha nella mente che la sta veramente distruggendo psicologicamente da giorni🥺😭
    Con la speranza che tutto si risolva chiedo consigli si come affrontare al meglionla cosa. E se è una cosa normale? Che accade nei bambini..siamo molto molto preoccupati.
    Grazie per la risposta.

  43. Maria ha detto:

    Buonasera Dottoressa, leggo con interesse il suo sito e molti dei suoi interventi.
    Vorrei chiederle un consiglio riguardo a mio figlio di 3 anni e 9 mesi.
    Per varie ragioni non è mai riuscito a frequentare bambini ed è stato quasi sempre con noi genitori e i nonni: infatti è estremamente socievole con gli adulti e schivo con i coetanei. L’anno scorso abbiamo iniziato la materna e come immaginavamo ha avuto i classici problemi di distacco che abbiamo affrontato insieme e superato.
    A Luglio, dopo la sospensione dei servizi scolastici, l’abbiamo iscritto al centro estivo dove è andato per un mese senza problemi. Adesso che ha chiuso siamo passati in un secondo centro estivo, dove ci stava dicendo di divertirsi di più. Da 2 giorni a questa parte, invece, è diventato molto serio (in genere è un bimbo particolarmente solare) e ha attacchi di pianto disperato per più volte al centro estivo (raccontato dalle maestre) e anche a casa con noi, dove ci ripete di non voler andare.
    Adesso stiamo iniziando a pensare di tenerlo a casa, perché non ci sembra per niente un capriccio e vediamo che è diverso dal solito. Però non sappiamo come muoverci: anche aspettando che lui ci parli senza forzarlo e cercando di rassicurarlo, per come è fatto lui comunque non ci direbbe granché. D’altra parte abbiamo paura di mettergli le parole in bocca noi e che lui ci confermi delle ipotesi solo per farci smettere di chiedere.
    Lei cosa ci consiglia?
    Grazie mille e buona estate,
    Maria

    • Il consiglio, in tali casi, prevede una valutazione personale del bambino, circostanza da cui non ci si può esimere data la perticolarità del caso e la tenera età del bambino, cosa che si può fare soltanto di persona.
      Le consiglio di rivolgersi ad un professionista della sua zona o all’ASL competente.
      Marilena

  44. Marco ha detto:

    Buonasera dottoressa, sono padre di una bambina di quasi 1 anno. E’ la mia prima figlia e comprensibilmente sto vivendo la paternità in modo sereno, ma anche con tanti dubbi e domande. La bambina è molto solare e vivace, per lei complice lo smart working sono una seconda mamma (la cambio, le do da mangiare, ci gioco e passeggiate a gogo!). Dopo il periodo di lockdown dove ha passato il sesto e settimo mese in casa, è diventata parecchio diffidente con gli estranei arrivando a piangere non appena incrociava lo sguardo di uno sconosciuto per strada. Questa diffidenza col tempo è passata, tuttavia con i nonni paterni la situazione è un po’ più complessa. Dopo la fine del lockdown le prime visite sono state una tragedia, di andare in braccio manco a parlarne, solo avvicinarsi a lei bastava per innescare dei pianti infiniti. La situazione è migliorata pian piano… ho iniziato a portarla a casa dei nonni 2 volte a settimana per familiarizzare… siamo poi andati al mare con loro e lì la bambina sembrava rinata. Sorrisoni, grandi sessioni di gioco, si faceva prendere in braccio… una sera addirittura si stava addormentando in braccio alla nonna… che fino a poco fa sarebbe stato impensabile! Nelle ultime settimane però la situazione è peggiorata di nuovo, quando la porto da loro perde spontaneità, “parla” poco, frigna… se io sono in casa con loro, la bambina piange finché non la prendo in braccio.

    Ho provato un paio di volte a fare una specie di “inserimento”, nel senso che la portavo da loro per fare merenda, poi la salutavo e me ne andavo per una mezz’ora… a parte un piccolo “frigno” iniziale poi con loro è stata a giocare serenamente… ora non so cosa fare…

    Premetto che con la nonna materna questo problema non sussiste… lei vive nell’appartamento sotto il nostro, vede mia figlia 3-4 volte al giorno e con lei è serena.

    Ora mi chiedo… come mai questo cambiamento così repentino? Una situazione non idilliaca, migliorata e poi peggiorata… forse devo lasciarla un po’ più sola con loro? O è semplicemente una fase passeggera? Una antipatia a pelle con la nonna paterna? Premetto che i miei sono delle persone abbastanza tranquille, la fanno giocare, non sono estremamente appiccicosi… forse sono un po’ meno esuberanti di me…
    La bambina fra un mese andrà al nido e molti mi dicono che il nido può aiutarla nel gestire il rapporto “con gli altri”, ma 1-2 pomeriggi a settimana dovranno tenerla i miei e non vorrei farle passare dei pomeriggi “in angoscia” o contro voglia…

    Grazie per i consigli

    • Il suo caso, caro Marco, va analizzato con maggiore approfondimento, essendo la sua bambina molto giovane e la vicenda troppo sintetizzata nel suo racconto.
      Le consiglierei di fare un breve percorso in counseling in modo da poter capire se si tratta di un comportamento normale per l’età o se nasconde qualche disagio personale della piccola.
      Può trovare tutti i dettagli della modalità in counseling a questo indirizzo, andando a visionare tra le promozioni in fondo alla pagina:
      https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
      Dopo aver fatto la sua scelta mi ricontatti al mio indirizzo: info@marilenacremaschini.it
      Buona giornata
      Marilena

  45. Laura ha detto:

    Buonasera Dott.ssa Cremaschi,
    mio figlio di 4 anni e mezzo fa fatica ad abbandonare il pannolino,abbiamo provato in diverse maniere promettendo anche caramelle o giochi per convincerlo ad andare sul riduttore per fare sia la pipì che la cacca,ma senza successo.Il bambino sente lo stimolo,ma si rifiuta.Inoltre dalla nascita della sorellina a settembre 2019 e con l’avvento del coronavirus,oltre alla diagnosi di celiachia con relativo inizio della nuova dieta,il bambino ha iniziato ad essere nervoso e a dire parolacce che non capiamo nemmeno dove possa averle sentite…Siamo molto preoccupati e non sappiamo come risolvere questa situazione,in quanto abbiamo notato che sia attraverso i rimproveri,che attraverso qualche sculaccione o qualche castigo,non cambia nulla a lungo termine.Forse sbagliamo noi genitori nei metodi.Attendiamo un Suo consiglio.Grazie

    • Suo figlio cara Laura ha sicuramente un disagio che non riesce a superare, andrebbe fattauna valutazione e dei test anche col disegno, ed essendo complicata l’analisi le consiglio di rivolgersi al consultorio della sua zona, dove si trovano psicologhe con esperienza coi bambini, in più l’assistenza richiede un costo minimo.
      PRovi e sicuramente capirete di cosa si tratta e come risolverlo.
      Marilena

  46. Bea ha detto:

    Gentile dottoressa,
    vorrei esporle un problema che mi desta molta preoccupazione.
    Ho una figlia di 8 anni che, fin da quando era piccola, sottrae o nasconde oggetti che non le appartengono. In età prescolare la cosa non mi ha preoccupata di più di tanto, io e mio marito quando ci capivamo l’accaduto le abbiamo spiegato ma confesso che ci siamo anche arrabbiati con lei.
    Il problema è che anche ora che frequenta la primaria, continua a farlo. Il suo modo di nascondere oggetti che non le appartengono non sembra essere un gioco perché di fronte alla persona che le chiede dove abbia messo oppure se ha visto l’oggetto che ha perso, lei fa finta di nulla come se la cosa non la riguardasse in alcun modo. AL mare è capitato che avesse nascosto nella sabbia un gioco di una bambina con la quale stava giocando, quella giornata c’era stato qualche attrito…in ogni caso di fronte alla bambina in lacrime ce cercava la pallina perduta mia figlia non ha detto nulla come se assolutamente non ne sapesse niente. Quando ho avuto la sensazione che invece ne sapesse qualcosa, presa in disparte le ho chiesto di dirmi la verità e mi ha detto di essere stata lei. A quel punto è andata a chiedere scusa ed ha restituito l’oggetto.
    A scuola il rapporto con le compagne di classe purtroppo è sempre stato abbastanza conflittuale, sono pochissime bambine (solo 5) con caratteri abbastanza forti e mia figlia talvolta nelle dinamiche di gruppo viene esclusa. Quando è capitato che abbai portato a casa oggetti non suoi, appartenenti ad una qualche compagna, senza chiederlo ovviamente, ho legato l’accaduto ad un possibile risentimento per essere stata magari esclusa. Il nascondere oggetti però lo fa anche con lo zio o con persone della famiglia e per questo mi risulta molto difficile decifrare questo comportamento. Mia figlia ha un carattere molto deciso, è molto indipendente ma allo stesso tempo estremamente timida con gli adulti non della famiglia, così timida da faticare a chiedere alla maestra a scuola di poter andare in bagno. Spero di cuore in un suo consiglio. La ringrazio

    • Occorre capire cosa nasconde quel desiderio di avere solo per sè degli oggetti, non escludo che sia un meccanismo difensivo messo in atto proprio per compensare il disagio, ma per comprendere di cosa si tratta dovrei studiare sia il comportamento che il suo pensiero facendole fare dei disegni, se è d’accordo mi ricontati privatamente via mail in modo da poterle descrivere di cosa si tratta, facendole anche un preventivo
      info@marilenacremaschini.it
      MArilena

  47. Lucia ha detto:

    Salve dottoressa, sono mamma di un bambino che compie 3 anni a novembre. Premetto che avendo mio marito in disoccupaZione non abbiamo mai avuto necessità di lasciarlo a nessuno ed è sempre stato principalmente con mio marito quando io ero a lavoro. È sempre rimasto a giocare con i nonni quando capitava e noi potevamo Tranquillamente uscire a fare spesa o delle commissioni senza problemi. Non è un bambino che gioca solo, ha sempre richiesto attenzioni e noi abbiamo sempre cercato di portarlo (prima del Covid) in luoghi frequentati da bambini. Il 16 inizia la materna inserimento con mio marito. Prima di andare rifiuto totale nonostante abbiamo spiegato già da mesi che sarebbe inziato e glielo abbiamo raccontato come un qualcosa di piacevole. Il primo giorno nonostante il rifiuto riusciamo ad andare anche se non si è staccato mai da mio marito. Il secondo giorno come entra in classe inizia a giocare con le maestre e gli altri bimbi senza considerare mio marito (1 grande traguardo) dopo 10 minuti mio marito viene invitato ad allontanarsi. Appena il bimbo si rende conto dell’assenza inizia a piangere senza fiato, fanno rientrare mio marito e da quel momento non si stacca più da lui. Da quel momento inizia a rifarsi la pipì addosso nonostante da oltre 2 settimane eravamo passati alle mutandine e non aveva più richiesto il pannolino. Non sta più con nessuno tantomeno i nonni nemmeno se noi siamo in cortile. Attacchi di ansia incredibili, nervosismo e agitazione non da lui dato che è sempre stato un bambino molto tranquillo. Premetto che parla molto bene e lui esterna più volte il giorno che non vuole andare a scuola, che le maestre sono cattive e che non dobbiamo lasciarlo più solo. Ormai siamo in questa situazione da una settimana. Non sappiamo più cosa fare, sembra che il lavoro fatto in quasi 3 anni, con dedizione per renderlo un bambino sereno ed indipendente (nei limiti dell’età) sia andata persa. La ringrazio per un eventuale suo parere.

    • Capita che un bambino non voglia superare lo stacco di lasciare il tenero e confrortante nido di casa per un abiente sconosciuto, ma dovete lasciarlo, anche se piange, perché è il suo modo di maturare e di crescere accettando ambienti diversi, imparerà a stare con gli altri ed a crescere insieme a loro.
      L’unico modo è quello drastico di lasciarlo alla scuola materna ed allontanarsi, piangerà fino a quando saprà che potete riprenderlo, quando capirà che non vi sono più speranze si adatterà e smetterà il pianto per cominciare a conoscere il nuovo mondo intorno a lui.
      Non fatevi commuovere, in tali casi è necessario lo stacco drastico e definitivo.
      In bocca al lupo
      Marilena

  48. Simona ha detto:

    Buonasera dottoressa le scrivo per mio figlio 5enne che da qualche mese ha iniziato a bagnarsi continuamente. So che il suo è un malessere dovuto a diversi motivi, la sua vita dall’avvento della pandemia è cambiata, molto più limitata, prima frequentava il parco, la scuola, da mesi invece a parte qualche uscita con me per andare a cena fuori e poco altro, è isolato dai suoi coetanei. Purtroppo viviamo una situazione in casa di tensione, viviamo con i nonni e uno di loro sta facendo la chemio, quindi sono tenuta a una maggiore prudenza. Tutto questo è ovviamente causa di stress e disagio per il mio bambino, solo che il fatto che continui a fare la pipì addosso anche da sveglio sta iniziando a farmi arrabbiare. Lui ha solo me come genitore, devo dire che inizio a pensare che essere troppo paziente in certi casi non sia l’atteggiamento giusto, è un bambino troppo sveglio per non rendersi conto di dover andare in bagno e che trattenersi fino a scoppiare non è accettabile. A volte va in bagno da solo, normalmente, altre me ne accorgo io che gli scappa e quando glielo chiedo mi dice di no, salvo poi finire come Le ho descritto. Il pediatra mi ha invitata a monitorarlo tenendo un calendario e di rivederci poi per fare il punto. Dottoressa secondo il Suo parere posso essere un po’ più severa con lui? Siamo molto legati, vorrei solo che fosse consapevole che continuare a bagnarsi non è accettabile. P.S. non credo abbia problemi alla vescica. La ringrazio anticipatamente.

    • Il disagio di suo figlio andrebbe approfondito meglio, per capire cosa scatena in lui l’ansia che porta a bagnarsi.
      Io le consiglierei di fare anche solo un paio di sedute telefoniche con me per analizzare la questione.
      Se è d’accordo mi ricontatti via mail che le darò le indicazioni di come procedere:
      info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  49. Simona ha detto:

    Grazie dottoressa, La contatterò in privato.b

  50. Loredana ha detto:

    Buongiorno dottoressa,
    Sono mamma di due ormai donne, ma vorrei essere d’aiuto ad una mia cara amica e coetanea che ha una figlia di 3 anni, Gioia.
    Da quando ha ricominciato la materna, e’ diventata più aggressiva anche con la mamma, e in due occasioni si è’ fatta la cacca addosso: la prima volta a scuola, la seconda a casa dopo essersi nascosta sotto il letto dei suoi genitori.
    Percepisco un disagio, bisogna preoccuparsi oppure verificare se si ripetono? ma da dove bisogna cominciare?
    Grazie Luana

    • Dica alla sua amica di mettersi in contatto con me, via mail, pratico una forma di cpounseling via mail o telefonico, quindi estremamente facile ma anche molto efficace, in modo da poterne parlare.
      Solitamente in questi casi faccio dei colloqui coi genitori o col genitore più libero e poi analizzo i disegni, è con tali mezzi che si scoprono i disagi dei bambini.
      Marilena

  51. Chiara ha detto:

    Buonasera mio figlio di sei anni ha sviluppato una fobia per i cani..quando usciamo se li vede so spaventa e cerca di farsi prendere in braccio. ..non ama molto neppure gli altri animali in generale. .fatta eccezione per gli insetti. .è un bimbo timido e dolce..come posso aiutarlo?

  52. Ellen ha detto:

    Gentile dottoressa, il mio bimbo di 4 anni e 3 mesi nella scuola materna si è fatto la pipì addosso e NESSUNO (né maestre, né bidelle) lo hanno cambiato. Ha aspettato infreddolito è bagnato finché sono arrivata io in scuola per cambiarlo. Cosa può creare una situazione del genere in un bimbo così piccolo?

    • Mille posso essere le situazioni che lo hanno messo a disagio e quindi gli hanno fatto perdere il controllo di sè, non si può giocare a fare l’indovino… per saperlo dovrei esaminare il caso pù approfonditamente e con dei colloqui in counseling.
      Se accetta mi ricontatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  53. Ellen ha detto:

    Gent.ma D.ssa Cremaschini, La ringrazio molto per la celere risposta. Credo di non essermi espressa molto bene. Io ero interessata, se possibile, a sapere se il fatto che le maestre di una scuola materna lascino il bambino per tanto tempo in quelle condizioni possa avere conseguenze o meno sulla psicologia di un bimbo ancora così piccolo.
    Grazie mille!

  54. Nicola ha detto:

    Buona sera
    … se è possibile volevo approfittare per chiederle un consiglio.
    Só che questa cosa forse non si può risolvere con un breve consiglio on-line, Però se può darmi qualche spunto, La ringrazio.
    Praticamente il mio bimbo che ha 3 anni e mezzo, quasi quattro, è sempre stato un bambino con un temperamento, non direi Aggressivo, ma spesso e volentieri ora alza le mani, da cucciolo lanciava le cose e questo era e sta diventando x me un problema nel momento in cui si confronta all’asilo e ora a scuola dell’infanzia, con gli altri bambini.
    La maestra A volte me lo fa notare e a volte no, Lei dice che non è assolutamente un bambino aggressivo, ma è semplicemente un bambino che facendo così cerca di attirare attenzione. E lei dice che ora ha adottato la tecnica che quando fa così se lo prende da parte, se lo abbraccia e lui così resetta e si tranquillizza x un pó.
    Devo dire che in questi anni, è capitato di dargli delle sculacciate qua e là, poi avendo visto questo suo comportamento, ho cercato, Soprattutto ultimamente, di non usare più le mani, per evitare che capisca che alzare le mani sia la scelta migliore.
    In sintesi, la maestra non me ne fa un peso di questa cosa, Però a me dispiace sentire qualche mamma che si lamenta del fatto che mio figlio è un po’ troppo manesco e questa cosa mi intristisce e mi metto in forte discussione.

    Come posso comportarmi ? Non so più che atteggiamento assumere… se sono violento anche io, non ottengo nessun risultato e anzi forse peggioro la situazione. Se Lo ignoro, lui continua lo stesso per la sua strada… ho cercato di metterlo anche in castigo e vedo che anche questo non ha funzionato. Ultimamente sto cercando di nascondergli i giochi che lui preferisce facendogli notare che ha fatto una cosa sbagliata e quindi glieli metto via e glieli ridò Solo quando fa qualcosa di positivo.. Sto cercando anche di non alzare più le mani e di evitare di alzare la voce, anche se a volte non è facile trattenersi. Poi sto cercando di fare come fa la maestra, cioè nei momenti di aggressività, o in cui mena, lo prendo e lo abbraccio. Ma non vorrei che vedesse questa cosa come un premio?!

    .. quello che le chiedo non è tanto perché il bambino si comporta così. Ma come Io posso comportarmi per migliorare la situazione!!
    Mi scuso se le ho fatto perdere tempo, ma v spero che mi possa aiutare. La ringrazio

  55. Giusy ha detto:

    Buongiorno Dottoressa,
    Sono la mamma di un bimbo 2anni e7mesi, dal 14settembre frequenta una scuola materna paritaria, all inizio è andato sempre molto tranquillo addirittura i primi giorni non voleva nemmeno aspettare il nostro turno per entrare.
    Abbiamo problemi con togliere il pannolino, ci stiamo provano da quando ha iniziato la scuola, a volte fatta addosso (detto anche maestra fatta addosso) altre volte fatta, a casa è una tragedia, non vuole farla nel vasino, nel water da nessuna parte.
    Sono 2settimane che per entrare a scuola urla, si butta per terra, e la maestra mi ha detto che trattiene la pipì, non vuole essere toccato o spogliato per farla. Inoltre mi ha detto che alza le mani, urla, distrugge la torta di costruita da altri bimbi, tutti i giochi sono suoi. Quando torna a casa se non gli metto il pannolino continua a nn farla, ha un rifiuto verso le mutandine e mi chiede il pannolino.
    Come mi devo comportare?
    Sono preoccupata perché non ha mai alzato le mani, è un bambino super amato E pieno di attenzioni, nella descrizione della maestra non riconoscevo mio figlio😔 ma soprattutto non posso lasciarlo senza pannolino come mi è stato chiesto da loro rischio qualche blocca, non può non fare la pipì per ore e ore, (perché poi appena metto il pannolino lui fa subito la pipì).
    Lei cosa mi consiglia?
    Sono molto preoccupata, sono giorni che non altro che ripetere e anche durante la notte mamma ti voglio bene.

    • Andrebbe capito il disagio del bambino e cosa gli fa scatenare queste reazioni negative.
      Posso aiutarla solo se mi permette di fare qualche colloquio e magari, se può essere utile, anche qualche disegno al bambino, tanto per capire cosa nasconde tale suo atteggiamento.
      Se è interessata mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  56. Simona ha detto:

    Buongiorno sono la mamma di un bimbo di 4 ani che frequenta il secondo anno di scuola materna,e la maestra non vuole tenerlo a scuola perché urla e mi dice che non ce la fa.
    Il primo anno l’anno tenuto solo 2 ore per 6 mesi fino che per colpa dell virus si a chiuso tutto.
    Ha fatto fatica ad ambientarsi,essendo sempre solo con me perché il padre e via per lavoro, non parla bene però stiamo andando in terapia con la logopedista,e un bambino vivacissimo essendo solo con me e abituato al rapporto uno a uno,e per questa cosa loro mi dicono che hanno bisogno di maestra di sostegno,
    La maestra dell primo ano non ce più,la nuova maestra con quale ha iniziato questo anno se n’è andata anche lei,adesso da 2 settimane ce un’altra maestra nuova che non ha nemmeno provato a conoscerlo che già mi dice che non c’è la fa con lui ,che disturba ii bambini quando urla e poi lo portano via dalla classe .
    Io ho provato in tutti modi a spiegare cosa succede,a farle capire che per lui a avuto solo me,e ha bisogno di stare in compagnia con gli altri bimbi.
    Però niente stanno insistendo la stessa cosa con la maestra de sostegno.
    Vi ringrazio di cuore e una buona giornata.

  57. Milena ha detto:

    Salve ho un bimbo di 3 anni che ha iniziato da poco la scuola dell’infanzia…. Da una settimana mio figlio va volentieri a scuola , si mette in fila e finché nn entra in classe mi saluta sereno, e altrettanto felice lo è all’uscita…
    Mi capita però che nel pomeriggio dopo il riposino si alza triste, assonnato, piange e vuole stare in braccio x essere coccolato. Piange x sciocchezze… Come posso rasserenarlo , oltre le innumerevoli attenzioni che gli do, nonostante abbia una altra bimba di 11 mesi. Grazie mille

    • Probabilmente vuole solo essere rassicurato, ma se vuole essere sicura perché non ne discutiamo un po’ in modo da approfondire l’argomento e darle qualche consiglio e facendo fare al piccolo dei disegni
      Se è d’accordo sul procedere su questa via mi ricontatti via mail : info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  58. Giulia ha detto:

    Buongiorno Dott.ssa, sono la mamma di una bambina di 6 anni che lo scorso settembre ha iniziato la scuola elementare. Premetto che viviamo in Germania, dove il sistema scolastico è molto differente dal quello italiano e sopratutto più rigido e selettivo. La bambina è molto sveglia, intelligente, estremamente socievole e molto loquace. Non ha problemi con la lingua tedesca, in quanto nata qui e frequentato nido e materna tedeschi. La bambina presenta un netto rifiuto (nonostante siano passsati due mesi) ad entrare a scuola (davanti il cancello si blocca e non vuole entrare). Gli insegnanti ci hanno fatto sapere che spesso si rifiuta anche di entrare in classe, rimane seduta al guardaroba, a volte scappando e nascondendosi, a volte sedendosi per terra e non volendosi alzare. Inoltre dicono sia è lentissima (tanto che alcuni altri bambini devono aiutarla a sistemare le sue cose e a vestirsi). Ci dicono anche che si isola, non socializza con i compagni e tende a stare vicino alle figure adulte, maestra ed educatori del doposcuola (cosa vista stranissima da un insegnate tedesco). Nell’ultimo colloquio, avvenuto settimana scorsa, la scuola ci ha informato della loro decisione a retrocederla alla scuola materna (le avevano già trovato un posto, tra l’altro non nella sua ex scuola materna) e che assolutamente avrebbe bisogno di una terapia logopedica, ergoterapeutica e di sostemo psicologico / psichiatrico. Al nostro rifiuto a rimandarla alla materna (che per noi sarebbe devastante per lo sviluppo della sua autostima, dopo un’anno di preparazione alla scuola e la frequentazione di due mesi di scuola) ci hanno proposto un educatore di sostegno che la segua in tutta la giornata. Oltre questo hanno anche già sentenziato che la bambina sia ormai troppo indietro e non ce la possa fare a recuperare con il programma scolastico e quindi nel 90% dei casi le farebbo ripetere il primo anno. Tutto questo, forse impensabile in Italia, è purtroppo possibile e una realtà in Germania. La bambina prova chiaramente un disagio all’interno della scuola (e solo a scuola si comporta in questo modo, a casa si comporta spensierata come sempre, gioca, fa i compiti, appare abbastanza tranquilla) e sopratutto abbiano la netta percezione che ormai venga tratta come “bambina con problemi di sviluppo”. Dall’atro lato però ha iniziato ad ambientare a condiderare questa scuola come la “sua scuola”. Ora in una situazione di normalità io darei del tempo alla bambina, per farcela a superare questa fase, queste difficoltà ed ambientarsi meglio. La scuola ha però già sentenziato per lei e per noi. Stiamo pensando di trasferirla velocemente (perchè riteniamo che continuare in questa situazione possa solo nuocere alla bambina) in una scuola bilinguale italo-tedesca. Qui, oltre a poter utilizzare le sue due lingue, sarebbe in una classe più piccola (11 bambini invece che i 23 attuali) e forse potrebbe trovarsi meglio. Siamo preoccupati però che questo cambiamento possa complicare ancora di più la situazione per lei. Può consigliarci qualcosa?

  59. Stefania ha detto:

    Buonasera,ho Un problema con la mia bimba che ha iniziato la scuola materna da un mese circa . Ha mangiato solo tre giorni dopodiché un giorno sono andata a prenderla a scuola e la maestra mi ha detto che si era fatta la pipì addosso e non aveva mangiato nulla , cosa che sta continuando a fare da quel giorno, ormai è più di un mese che a scuola non tocca cibo né acqua e se le chiedo come mai , si fa seria e non mi dice nulla ma è evidente che si tiene per se qualcosa è io sono preoccupata non tanto perché non mangia ma per il fatto che non riesco a capire cosa le stia succedendo, cosa posso fare per farle tirar fuori quello che ha dentro? anche se per il resto è una bambina solare.

    • Sicuramente è successo qualcosa che ha traumatizzato sua figlia
      La porti a far visitare da una psicologa al consultorio, oppure se preferisce mi ricontatti via mail per avere una mia consulenza.
      Marilena

  60. Angela ha detto:

    Buonasera dottoressa, sono un’educatrice di asilo nido.oggi pomeriggio una mamma mi ha chiesto se a scuola era venuta una persona di nome…perché la bimba (due anni e mezzo) racconta da qualche giorno di una persona con questo nome, cattiva che picchia sul culetto.
    Premetto che all’asilo non è venuta nessuna persona con questo nome e la bimba quando le è stato chiesto chi era, ha detto, cattiva, con una valigetta, poi il nome della sorella (più grande).
    Mi chiedo, quale possibile spiegazione e come aiutare bimba e famiglia.
    Grazie mille

    • L’unico modo per capire chi c’è dietro a quella persona malvagia è di valutare la bambina, consigli ai genitori di rivolgersi ad uno psicologo infantile o al consultorio, sapranno scavare alla ricerca dell’origine della paura
      Marilena

  61. Nadia ha detto:

    Buongiorno Dottoressa,
    sono una mamma di un bimbo di 3 anni che frequenta il primo anno di scuola materna. Ha frequentato il nido per due anni senza nessun problema di inserimento o socialità, ma lo scorso anno le maestre ci avevano fatto notare che forse il bimbo aveva bisogno di un aiuto per il linguaggio, in quanto mostrava a volte delle difficoltà ad esprimersi e farsi intendere, e a volte questa difficoltà sfociavano nella rabbia (ma sempre molto contenuta). Causa Covid e dando la colpa al ciuccio abbiamo rimandato e piano piano si è sbrogliato, anche se non del tutto per cui la scorsa settimana abbiamo fatto un primo incontro con una logopedista.
    Proprio la scorsa settimana una maestra della materna mi ha voluto parlare informandomi che il bimbo quella mattina era stato poco collaborativo, non ascoltava, provocava le maestre, faceva i dispetti ai bimbi, saltava le rampe delle scale (è sempre stato un bimbo spericolato, viviamo in campagna e non ci sono stati mai troppi limiti da parte nostra)., tirava calci ai giochi e si toglieva le scarpe, non stava seduto a tavola. Mi hanno detto che non era la prima volta e mi sono un pò stupita di questo. Da lì’ ogni giorno chiedo com’è andata e mi viene risposto sempre con un “insomma” facendomi notare altri comportamenti: canta prima del sonnellino disturbando gli altri bimbi, non sta ferma sul posto durante l’ora di ginnastica, gesticola o da i pizzicotti ai bimbi se non gli vuole vicini.
    E’ sempre stato un bimbo bisognoso dei suoi tempi per adattarsi, che nelle situazioni di gruppo inizialmente preferiva stare in disparte, in quanto molto timido, e richiedere la mia presenza, ma allo stesso tempo estremamente entusiasta di stare con altri bimbi tanto che mi dice sempre “la scuola mi piace tanto, mi diverto tanto” e una volta, senza che io gli chiedessi nulla (ma dopo il feedback negativo della maestra mi ha detto: “mamma io ho fatto il bravo a scuola”. A casa a volte è estremamente nervoso e nella fase del “No”, a volte ci tira calci e urla ma se punito e lasciato solo poi si calma e viene a cercarci. Altre volte, in alcuni contesti con persone che conosce bene (zii, cugino) è sin troppo esuberante e agitato (ma è anche vero che il loro approccio è sempre fisico, con salti, gare etc)
    Abbiamo provato a chiedere perchè ha questi comportamenti a scuola e ci risponde che vuole far ridere gli amichetti… io credo sia un suo modo di affrontare la timidezza e la barriera del linguaggio (che è migliorata sotto alcuni aspetti ma è comunque in difficoltà in altri) per farsi notare.
    Siamo un pò preoccupati, domani avremo l’incontro con le maestre per approfondire la questione.

  62. Anonimo ha detto:

    Salve ho un bimbo di 8 anni, ieri sera mentre ero in bagno con lui vidi pipì a terra al wc: gli chiesi se fosse stato lui e mi risponde di si è mi racconta che il cuginetto di 13 anni gli ha mantenuto il.pisellino x vedere se sapeva trattenersi la pipi; a questo episodio gli ho chiesto se altre volte il cugino gli ha toccato il pisellino e mi ha risposto di si provocando delle reazioni..ovviamente gli ho spiegato che non deve farsi toccare da nessuno.. mi devo preoccupare su questo accaduto o è normale che un cugino poi grande fa vedere certe cose? Grazie mille x la risposta.

    • I bambini non sono malizioni, lo sono gli adulti, ed il toccarsi è una scoperta di se stessi che serve a crescere.
      Gli raccomandi solo di non credere troppo a quello che dice il cuginetto, ed al cuginetto di non impressionare troppo suo figlio, ma garbatamente senza rabbia, ottiene più effetto.
      Marilena

  63. Anna ha detto:

    Buongiorno Dottoressa, mio figlio ha 9 anni , un bimbo adottato all’età di 3 anni e ha la pelle scura. Il bimbo ha amici ed è molto felice e solare ma qualcosa che mi fa stare male c’è. Lui aveva un gruppo di amici in classe che ora lo allontana perché loro, avendo fratelli più grandi sono probabilmente un po’ più svegli. Fra questo anche quello che era il suo migliore amico sin dall’asilo e che diciamo che è il bambino che decide chi può giocare e chi no! Il bambino lo tratta anche male in molte occasioni , questo da sempre perché mio figlio non vuole essere comandato. . Naturalmente il bambino ne ha sofferto molto e solo ora, dopo 5 mesi, è più tranquillo o forse rassegnato e si è cercato altri amici in classe. A detta delle maestre lui è molto amato in classe e non vedono grosse difficoltà ma mi hanno chiamata settimane fa dicendomi che il bimbo si isola. Io noto invece che qualcosa c’è che non va perché il bimbo mi racconta di quando le maestre fanno decidere a 2 bambini a turno chi vogliono in squadra o per una ricerca di gruppo, mio figlio viene scelto per penultimo o ultimo… naturalmente al mio bimbo non faccio accorgere che penso che è sempre scelto per ultimo. Si va in gita e mio figlio è fra gli gli ultimi ad essere accoppiato , solitamente con un altro bimbo/a che non sceglie nessuno! La mia domanda è la seguente: è giusto che le maestre usino questo metodo di scelta decisa dai bambini? Purtroppo penso sempre che non viene scelto per il colore della sua pelle! Da mamma le dico che è un bambino tranquillo, allegro e al parco i bimbi di altre classi lo chiamano di continuo per giocare a calcio.. perché è anche un discreto calciatore! Come devo comportarmi per evitare che il bimbo ne risenta anche se credo lo capisca da solo? Grazie sono stata un po’ lunga.

    • Per darle una risposta precisa devo conoscere le dinamiche comportamentali di suo figlio e magari chiedere qualche disegno, con contatti telefonici ed altro, il tutto ad un prezzo veramente contenuto se considera il grado di professionalità applicata
      Se è interessata mi ricontatti via mail info@marilenacremaschini.it
      MArilena

  64. Helena ha detto:

    Ciao , vorrei avere un consiglio , ho un bambino di 5 anni da poco ha cominciato a non voler cambiarsi le mutande cosa che prima lo faceva tranquillamente . Per essere più chiara diciamo che ogni sera lo lavo e cambiamo le mutande , ma da un mesetto più meno non lo vuole fare , magari sono molto premurosa ed è un comportamento “normale “ ma con tutte queste cose che si sento veramente mi è venuta un po’ di paura e ho cominciato a chiedere a lui se magari qualcuno abbia provato a tocarlo ma la sua risposta è no mamma nessuno . È l’unico comportamento che strano che trovo , la doccia si fa fare tranquilamente con me o con suo padre , il bidet pure . Però avrei bisogno di un consiglio grazie

    • Per poterle dare una risposta più mirata ho bisogno di conoscere la vicenda nei particolari e magari far fare dei disegni, se acconsente mi può contattare via mail in modo che possa spiegarle come procedere e farle un preventivo
      Marilena

  65. Anonimo ha detto:

    Buongiorno dottoressa, ho un bambino di 8 anni e uno di 6. Da sempre il maggiore ha manifestato molta gelosia verso il fratellino, facendoci vivere anche momenti difficili a causa delle sue crisi. Da qualche mese però la situazione è degenerata. Non sopporta nemmeno di vedere il fratello davanti a lui a tavola, continuando a gridargli di pulirsi la bocca, pulirsi il naso, masticare con la bocca chiusa. Tutto quello che fa e che dice gli da fastidio. E nell’arco della giornata si alternano momenti in cui giocano assieme a momenti in cui il maggiore “scoppia” con queste “paranoie”. Noi non sappiamo più come risolvere la situazione, abbiamo proprio bisogno di aiuto.

  66. Silvia ha detto:

    Buongiorno dott.ssa

    Vorrei un suo parere e ringrazio in anticipo

    Ho un bambino di 6 anni che ha cominciato la 1 elementare questo anno.
    Dalla scuola abbiamo di continuo note per il fatto che lui disturba la classe, che si comporta male, che fa versaci, che non rispetta le regole ecc. A volte sono giornate che lavora poco a scuola.
    A casa lui piace a giocare con acchiappare . Cioe il gioco sarebbe che io lo rincorro per acchiapparlo essendo il mostro. Poi tante volte con i suoi giocchi li piace giocare la lotta essendo lui il cattivo e che da le botte.
    Tante volte nei film o cartoni piace molto i personaggi cattivi.
    Un altro aspetto che ci preoccupa: da piu di un mese fa spesso la pipi. A scuola ha fatto alcune volte la pipi addosso.
    Un anno fa noi abbiamo cambiato casa e anche lui la materna. Io come mamma mi è capitato di arrabbiarmi forte con lui e urlarli a volte anche sculacciando o picchiarlo. Non uso le mani in genere ma mi è capitato di perdere la pazienza. Ho sempre chiesto scusa e parlato del fatto che mi dispiace per l’accaduto spiegando e farli sentire che e colpa mia .
    Un altro aspetto che ci precupa e che prima se si nervosiva per i no oppure in altre situazioni stringeva i denti oppure si manifestava con la faccia da nervoso. Ma ora usa le mani dando qualche botta oppure spinge.
    Lui piace anche disegnare, cose che li piace in modo bello. A volte dalla scuola i disegni liberi li ho visto un po sui colori scuri. Sento che vive disaggio a scuola. Mi dice che li arriva la rabbia.
    A me come mamma mi preoccupa molto questa sua voglia di stare sempre dalla parte del cattivo nei film o cartoni. Mi lo dice anche: a me piace il cattivo
    Non li piace andare a scuola e una delle maestre non li piace quasi per niente. A volte mi ha detto : maestra cattiva.
    Un altro aspetto e che ora ha paura andare da solo dal piano inferiore al piano superiore e viceversa dentro casa nostra. Ha paura penso del buio.
    Non so a volte come comportarmi con lui. Il fatto della scuola a me come mamma mi crea molto stress e preoccupazione. Anche ho paura che a volte che mi sono arrabbiata con lui urlando o altro li ho creato stress ulteriore, terrore che forse si lo porta dentro e influisce su diversi aspetti delle sue giornate.
    Noi siamo andati anche da un psicoterapeuta ed è andato tutto bene in genere. Abbiamo avuto consigli sul aiutarlo a gestire le sue emozioni nei momenti di disagio e stare attenti che non va in regressione per Il fatto della pipì.
    Vorrei anche un suo parere e consiglio.
    Vorrei un parere anche di come si aiutano i figli sulla gestione dello stress, rabbia , frustrazione ecc
    Mi viene in mente un episodio della scuola : la punizione della maestra e stare sul compito a casa. Lui mi ha detto che li ha detto di piu da fare a casa perché in classe ha fatto il “birbone” in settimana se non finiscono in classe lo devono fare a casa. Non mi piace il fatto che mettono note anche sul quaderno dove scrive.
    A volte sono confusa. Vorrei aiutarlo per farlo stare bene a scuola emotivamente e che stia dentro la lezione e partecipi. A casa e sereno, cerco di aiutarlo a compensare il disagio subito a scuola. Quando in classe appunta le matite tanto in , disegna male, oppure capita rompere qualche foglio del quaderno oppure scarabocchia sul foglio e cancella per poi scrivere mi rendo conto che non sta bene. Le maeste le sento molto arrabbiato con lui e nello stesso tempo che lo fanno sentire male lui.
    Grazie in anticipo

    • CErto che potete avere un mio parere, io per mettermi a disposizione ho bisogno di parlare direttamente con voi per valutare meglio la situazione.
      Mi contatti via mil se è interessata
      Marilena

  67. Lucia ha detto:

    Salve dottoressa, io volevo capire se mia figlia ha comportamenti anomali o meno. Ha fatto due anni a novembre e frequenta il nido da quando ha 10 mesi (con stop causa covid lo scorso anno) senza alcun problema. Al nido è una bimba molto autonoma e socievole, parla pochissimo ma capisce tutto. Per ora la pediatra ha detto di attendere i due anni e mezzo per un eventuale ritardo del linguaggio, dato che non mostra nessun altro problema.
    L’unica cosa che non capisco è perché non gioca mai da sola a casa, ha sempre costantemente bisogno di qualcuno che giochi con lei e le faccia vedere come fare, è una bambina molto ‘velcro’ nel senso che è totalmente incapace di stare anche solo 2 minuti senza qualcuno che giochi con lei e la intrattenga. Non riesce assolutamente a prestare attenzione per più di un minuto a qualsiasi attività, vuole solo stare in braccio o mangiare (cosa che ovviamente non le facciamo fare al di fuori dei pasti classici, è sempre stata una mangiona ma siamo molto attenti).
    Non sappiamo cosa pensare, è vero che è semrpe stata una bambina molto ‘velcro’, attaccata, ma credevamo che crescendo sarebbe migliorata almeno un po’. Stiamo sbagliando qualcosa?

    • Per poterle dare una risposta precisa e dei consigli mirati ho bisogo di conoscere la vicenda nella sua interezza, con delle telefonate e facendo fare alla piccola dei disegni, solo così sono in grado di esprimente un parere.
      Se è interessata a tale percorso mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  68. Tiziana ha detto:

    Buongiorno sono Tiziana la mamma di Nicolò che ha compiuto 2 anni a novembre. Nicolò è sempre stato con me non ha mai frequentato il nido ma l’ho sempre portato ai giardinetti con altri bimbi oppure alcuni giorni a settimana in ludoteca. Purtroppo nei mesi di settembre e ottobre Nicolò ha fatto la conoscenza di un altro bimbo ai giardinetti il quale l’ha picchiato con calci e pugni più volte, tanto da spaventarlo moltissimo (giustamente) e da quel momento Nicolò non ha più voluto andare ne ai giardinetti ne frequentare altri bimbi o posti con bimbi presenti. Inizia subito a piangere e chiedermi di venire in braccio. Adesso vista la sua situazione volevo prepararlo per arrivare all’asilo più sicuro e l’ho iscritto al baby parking dove avrei voluto seguirlo almeno inizialmente per fargli capire che poteva giocare tranquillamente perché non tutti i bimbi sono uguali e non deve aver paura, ma purtroppo nessuno vuole farmi fare l’inserimento anche solo di due giorni e ho paura che lui resti ancor più terrorizzato. Solo che non so quale possa essere l’alternativa. Lui oltretutto non parla ancora, dice solo mamma, papà, zia, nonna e no. Anche nel giocare non ha attenzione per nulla, cambia gioco in continuazione ma comunque capisce cosa gli dico e si fa capire. Cosa posso fare per non sbagliare ancora?

  69. Lina ha detto:

    Buongiorno a tutte.
    Scusate per mio Italiano non perfetto .Non sono Italiana.
    Sono una mama di un bimbo di tre anni .Sinceramente sono un po preoccupata perché vedo lui diverso dai altri bambini di sua età.Altri vedo molto più avanti. Lui non parla ancora perfettamente.devo dire che é anche bilingue.Ripete tutto senza problemi. Mia preoccupazione é che non mostra particolare interesse né per giocci né per bicicletta oppure monopattino oppure confronto altri bambini.Quando é contento saltella sempre (maggior parte saltella).oppure se si siede dondola. Ogni volta che cerco giocare oppure disegnare con lui.
    Oppure fare quelcosa altro la sua attenzione dura pochissimo si stuffa molto in fretta con tante cose. So che lui ha un carattere un po difficile ma non so dove oppure se sbaglio in qudcosa.
    Grazie

  70. Angie ha detto:

    Buonasera dottoressa, sono mamma di un bambino di quasi 6 anni a giugno, E di una bimba di 6 mesi. Il mio bimbo più grande quest’anno ha iniziato a darci più problemi, i primi anni di scuola materna era un angelo, non è mai andato volentieri perché c erano dei bimbi più grandi che lo picchiavano perché lui voleva giocare con loro ma essendo più piccolo non era accettato. Quest’anno che è l’ultimo invece è cambiato tutto, sembra si sia lasciato andare ed è se stesso. Lui è molto vivace, curioso e molto selettivo nelle sue amicizie. A settembre qundo è nata la sorellina non so se è stata una coincidenza Ma è cambiato molto, e diventato ancora più vivace spesso iperattivo , con la testa fra le nuovole non ascolta le regole,pure a scuola faticava a rispettarle , fa fatica a portare a Termine i lavoretti, disturba la lezione ,Fa parecchi dispetti ai compagno e la maestra si lamenta, I suoi disegni hanno spesso un unico tema cioè Camion e trattori ( la sua passione) Io pensavo fosse l’arrivo della sorellina a sconvolgerlo del tutto anche perché nello stesso periodo della nascita aveva avuto un periodo in cui faceva la pipì a letto, si sporcava le mutande spesso durante la giornata.
    Al parco dopo scuola noto che spesso ha un modo di approcciarsi ai suoi amici in modo dispettoso/ giocoso.
    Prometto che l’inizio del covid lo scorso marzo con quarantena non è stata facile per me perché ero incinta, stavo male e vive molto male la reclusione, ero spesso a letto o sul divano e con lui che era a casa da scuola per chiusura.poi la nascita a settembre, la piccola soffriva di reflusso e dovevo tenermela spesso addosso con fascia e dormire sempre con lei altrimenti aveva disturbo. È stato un anno il 2020 molto faticoso e con il mio compagno le litigate dovute allo stress non sono mancate.
    Mio figlio ad ora è migliorato nel senso che sembra essersi un po’ calmato, ma tuttora i dispetti, litigi con cugina e Amichetto al parco ,fino ad arrivare anche a picchiare sono un po’ intensificati, non fa più la pipì ma ha dei Momenti in cui è esaltatissimo soprattutto quando ci troviamo con tutti i suoi cugini. A scuola la maestra dice che molti giorni va bene ma altri e un continuo dispetto. Questo periodo e pure attratto da pirati, ladri, criMinali e parolacce.
    Con la sorellina non presenta sintomi di gelosia anzi è molto tenero e coccolone. E inappetente (mai stato un mangiatore) ma fatica a mangiare tutto ciò che è a pezzi grandi di verdure e frutti, vuole i soliti piatti in bianco. È successo qualche volta ultimamente che al parco litiga con qualcuno e ha avuto delle reAzioni di rabbia esagerate, urla, pianto e parolacce.
    Non sappiamo come gestire il tutto perché spesso la pazienza la perdiamo e partono le urla e minacce da parte mia e subito dopo ho i sensi di colpa perche capisco che non sta passando un periodo sereno. Cosa mi consiglia.
    Vorrei sapere anche come comportarmi quando lui picchia la cuginetta coetanea o un’altro bambino. Quest’anno a settembre inizierà a frequentare L elementari e sono un pochino preoccupata.

    • Buongiorno cara Angie,
      la rabbia del suo primo figlio potrebbe derivare dalla gelosia a seguito della nascita della sorellina che ha arcuito le sue insicurezze e che lui sfoga con l’aggressività.
      Ma questo è un parere abbastanza generico, per poterla meglio valutare e consigliare dovrei conoscere meglio la sua storia familiare e quella di suo figlio, e magari valutare in particolare il comportamento del bambino con dei suoi colloqui diretti e con dei disegni, che sono lo strumento principale per conoscere l’animo e le emozioni di un bambino dell’età del suo.
      Mi contatti privatamente, via mail: info@marilenacremaschini.it
      Le dirò come procedere
      Marilena

  71. Ramona ha detto:

    Buongiorno dott.ssa. ,
    Sono la mamma di una bambina di due anni e mezzo.
    Le cose che mi preoccupano sono sostanzialmente due : il ritardo nel linguaggio (dice poche parole mamma, papà, ciao..) e il fatto che talvolta quando è in braccio agli adulti inizi a pizzicare, dare schiaffetti, tirare i capelli.
    Sembra che voglia giocare in quanto fa un sorrisetto furbo e se sgridata smette.
    Questi atteggiamenti vengono sempre bloccati, ma non sono riuscita a farli scomparire de tutto.
    La bimba ha iniziato a camminare prestissimo ed è molto vivace, a volte si fatica a farla stare ferma.
    Nonostante il ritardo nel linguaggio è una bambina abbastanza comunicativa: indica, si fa capire quando vuole andare a nanna o , in senso lato, quando vuole qualcosa, e imita tutto.
    A volte ho l impressione che non le interessi parlare, perché a differenza di altri bambini non ci prova neanche ad imitare le parole che sente.
    Le leggo tutti i giorni tante favole, che lei apprezza molto ma insomma non riesco, malgrado i miei sforzi, a favorire l’esplosione del linguaggio.
    Ho già prenotato per maggio una visita neuropsichiatrica cosicché mi possa consigliare se intraprendere un percorso di logopedia.
    Cosa possono nascondere questi comportamenti a volte troppo fisici?

    La ringrazio in anticipo

    • Non si preoccupi Ramona della sua bambina, non ha nulla di anormale,
      come racconta lei è in ritardo nel parlare ma è vivace ed ha camminato prima degli altri, ogni bambino è un mondo a parte con i suoi tempi per ogni cosa.
      PEr quanto riguarda i dispetti m sembra che sia più un suo modo di attirare la vostra attenzione e di avere le vostre cure, vedrà che col tempo anche quelle andranno scomparendo quando troverà un altro modo per divertirsi.
      Nulla di preoccupante ma tanta pazienza che verrà ripagata
      Marilena

  72. Sara ha detto:

    Buongiorno dottoressa,
    sono la mamma di un bimbo di 10 anni e di una bimba di 3 anni e 8 mesi.
    A gennaio la bimba ha avuto un incubo durante la notte è da lì ha iniziato ad assumere strani comportamenti che mi hanno veramente messo in agitazione.
    In sostanza la piccola metteva in atto un vero e proprio rituale. Nel momento in cui lei, qualche suo oggetto o io (mamma) venivamo sfiorati da qualcuno (soprattutto dal fratello), lei con le manine “si andava a riprendere “ la parte toccata e la riportava nuovamente sull’oggetto, su se stessa o su di me chiedendo poi conferma se fosse “finito tutto”…dicendo proprio “finito tutto” e poi le si doveva rispondere “si finito tutto”.
    Somministrandole delle gocce di Bach il problema si è risolto moltissimo ma ora, soprattutto da quando le ho comprato una bicicletta nuova che da tempo bramava perché tutte le sue amichette dell’asilo ce l’avevano, dice in continuazione “ FINITO TUTTO”e nel salire sulla bici spesso pretende di salirci quasi senza volerla toccare…una cosa stranissima! E finché io o mio marito non le rispondiamo “ok è finito tutto” lei sta proprio male e si arrabbia. Mi sembra proprio che questo suo atteggiamento, prima più fisico ora più verbale, rappresenti per lei una vera e propria rassicurazione da un qualcosa che teme ma non copiamo cosa sia!
    Io sono preoccupata però vivo nella speranza che questa sua paura prima o poi scompaia!
    Da sola però è dura anche perché se le chiedo spiegazioni lei non mi risponde…tra l’altro non parla proprio perfettamente!
    Le chiedo se secondo lei è forse opportuno farla visitare da uno psicologo o psichiatra infantile per aiutarla a sbloccarsi…evitando così il rischio che questo comportamento diventi cronico!
    All’asilo per ora va molto volentieri e le maestre non mi hanno segnalato nulla per ora. Io a loro vorrei chiedere se si comporta così anche all’asilo ma temo che poi la trattino diversamente…
    Attendo un Suo gentile riscontro e la saluto cordialmente.
    Sara

    • L’unico modo per indagare dei timori o paure così recondide di sua figlia è quello di provare a farle fare dei disegni, essi riescono a parlare meglio delle parole, anche se è ancora molto piccola si tende a studiare gli scarabocchi che crea.
      Mi contatti via mail se intente procedere con una valutazione di tale tipologia
      info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  73. Liliana Gucciardo ha detto:

    Salve ho un bambino di 10 anni. Sin dalla piccolo molto timido e riservato attaccatissimo a me da sempre. Sin da piccolo aveva predilezione x le mie calze di nylon che spesso accarezzava quando le indossavo. Da un paio di anni evita il padre e quando lui si avvicina lo tratta malissimo. Anche con il fratellino più piccolo di 4 anni si comporta uguale. Non vuole essere toccato e dice che e ` sporco. Addirittura evita di sedersi dove il piccolo si siede e se per caso gli tocca qualcosa tipo un gioco una maglia ecc.. va in escandescenza urlando e piangendo. A casa e diventato tutto difficile perche non sappiamo più come fare. Spesso rimane in camera sua per evitare di sedersi dive sia il babbo che il fratello siedono. Da 4 mesi e nata una bambina che non ha mai tenuto in braccio e non si avvicina mai a lei. Cosa gli sta succedendo? Perche` si comporta così? Da poco ho scoperto che sul suo hi-pad ha cercato calze o calzine. Petche le cerca? Aiuto!!! Vorrei tanto saperlo. La ringrazio se potesse rispondermi

  74. Paola gentile ha detto:

    Buonasera dottoressa ho una ragazza di 16 anni ultimamente ha cambiato umore molto nervosa e immagina troppo di parlare con persone inesistenti. Molte volte è irritata e si innervosisce perché una donna immaginaria gli dice che è brutta io cerco di rassicurare dicendo che non c’è non esiste che lei è bellissima. Il problema che sto vivendo è la sera quando deve fare pipì. Stiamo in bagno per circa un ora ma non fa pipì non so come fare. Vorrei capire come poterla aiutare grazie

  75. Matteo Bruzzone ha detto:

    Buonasera Dottoressa, sono papà di bimba di 3 anni, purtroppo a settembre dello scorso anno la mamma è mancata dopo 11 mesi di malattia.
    Di giorno per motivi lavorativi sta con i miei suoceri anziani e molto ansiosi.
    Le scrivo perché quando la porto con gli altri bambini interagisce poco e invece di giocarci insieme comincia a imitare i cartoni animati della tv sia nelle parole che nei comportamenti, pertanto le volevo chiedere se mi devo preoccupare o è solo per il fatto che non è abituata a stare con gli altri bambini o altro.
    Grazie in anticipo

    • Oltre a non essere abituata a giocare con gli altri bambini non deve dimenticare che ha appena subito la perdita di una figura importante.
      Le dia tempo e vedrà che le cose si sistemeranno.
      Marilena

  76. Vanessa ha detto:

    Buonasera. Ho un bimbo di 4 anni e 4 mesi. Da qualche mese la sera prima di addormentarsi si lamenta di un prurito al piede (precisamente sul collo del piede sinistro) ma invece di grattarsi si picchia con l altro piedino. All’asilo non lo fa mai e la maestra dice che anzi è molto socievole e molto intelligente per avere 4 anni. Facendo anche discorsi che loro hanno preparato per il gruppo dei grandi. Ha tolto pannolino e ha iniziato a parlare presto. Ora sa che ad agosto arriverà la sorellina e lui ne è entusiasta. Parla col pancione e progetta cose da fare con lei. Non credo ilmproblema sia questo. Ma nemmeno il pediatra riesce a dirci qualcosa. Noi siamo stanchi di vederlo piangere così ormai quasi ogni sera (forse di più quando si stanca tanto. È un bambino super attivo e cerchiamo di portarlo spesso a giocare o fare passeggiate perché a lui piace).
    Grazie mille della sua risposta.
    Vanessa e Davide

    • I comportamenti anomali sono spesso segnali di ansia e di frustrazione per una qualche situazione che deve essere analizzata e valutata nel contesto ambientale e di quello fuori.
      Sono circostanza che spesso si risolvono da sole, gli dia tempo e la possibilità di adattarsi coi suoi ritmi al suo mondo in cambiamento.
      Marilena

  77. Valeria ha detto:

    Buonasera sono la mamma di un bambino di 3 anni e mezzo che frequenta il primo anno di materna fino ad ora non ci sono mai stati problemi ma da un mese a questa parte a detta della maestra lui non ascolta e si gli dice di no lui di arrabbia,spinge i compagni, la maestra dice che non si relaziona con gli altri poi quando è ora di pranzo dopo un po’ si stufa della forchetta e pastrocchia il cibo con le mani e dopo pranzo addirittura mette i piedi sul tavolo.. ho avuto un colloquio con lei settimana scorsa e dice che il bambino ha bisogno di un aiuto e di parlarne alla pediatra perché così non riesce più a gestirlo.. però a casa non è così e se andiamo al parco non ha nessun problema a legare con altri bambini anzi è molto socievole.. io non so più cosa fare..mi può aiutare?

    • deve essere successo qualcosa che lo ha cambiato e lo ha reso diffidente coi compagni, credo che una visita diretta con uno psicologo esperto dell’età evolutiva sia la cosa migliore da fare
      saluti
      Marilena

  78. Max ha detto:

    Buongiorno dottoressa. Sono un nonno di una bimba di 3 anni , non la vedo tutti i giorni andando al lavoro, la vedo una o due volte a settimana, anche la nonna. Non riusciamo a capire perché se mi vede fuori casa oppure ci troviamo da qualche parte cento commerciale in un parco ecc….., piange non mi vuole, dice nonno no. A differenza della nonna la cerca va in braccio, quando invece siamo a casa mia o sua mi cerca stiamo ore a giocare, perché all’aperto fa così ci rimango molto male. Questo lo fa solo con me con tutti gli altri nonni no. Grazie.

    • Caro Max,
      per poter comprendere il comportamento della sua nipotina avrei bisogno di maggiori dettagli e di conoscere i rapporti tra voi, anche quelli passati, in maniera più approfondita.
      Le consiglio pertanto di contattarmi via mail per avere anche un preventivo del consulto
      buon ferragosto
      Marilena

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