Il significato del riccio del soggettivismo

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Il significato del riccio del soggettivismo

In un mio articolo precedente avevo parlato del Riccio del soggettivismo e del suo significato che in questo articolo voglio approfondire.

In grafologia il Riccio del soggettivismo è quel particolare segno che corrisponde ad un prolungamento orizzontale aderente al rigo di base (anche ideale) e che nasce dalla finale di parola invadendo lo spazio verso destra che solitamente lo scrivente lascia tra una parola e l’altra.

Con questo gesto il soggetto scrivente dimostra la sua necessità di sentirsi presente, di avere il suo spazio e di marcare la sua individualità e soggettività affinché  venga ascoltato, udito, tenuto in considerazione.

Il soggetto si ritaglia in tal modo uno spazio in più per sé diretto alla sua valorizzazione.

Di seguito mostro due diverse modalità di scrittura, una rapida, veloce, intuitiva ed una più lenta, più concentrata sul pensiero, più calma e meticolosa che evidenziano in maniera evidente e preponderante il segno di cui stiamo parlando.

 

Le frecce indicate sui tratti di prolungamento delle finali di parola indicano proprio il segmento scritto denominato Riccio del soggettivismo, che può riscontrarsi in molti tipi di scrittura in quanto insito nel carattere dello scrivente come caratteristica basilare, costante e perenne, oppure derivare da un momento di difficoltà nelle relazioni sentimentali, famigliari, di gruppo o lavorative in cui la persona avverte tale necessità di emergere, non per fini ambiziosi, ma come persona riconosciuta per le sue qualità, pregi, per ciò che fa e per quanto non viene abbastanza considerata o valutata.

La denominazione di “soggettivismo” nasce proprio dall’esigenza che il soggetto avverte di costruire una barriera tra sé e gli altri.

Lo spazio a destra delle parole, che si realizza a fine parola ma che costituisce anche lo spazio tra una parole e l’altra, rappresenta idealmente gli altri, il prossimo ed il mondo esterno, in pratico tutto ciò che sta al di fuori della sua persona ma che rappresenta un limite al suo agire, per le regole imposte dal vivere sociale, per le regole di quel particolare ambiente, famigliare o lavorativo, in cui il soggetto vive, per le esigenze degli altri che lo possono prevaricare, lo possono sorpassare, schiacciare, rendere invisibile o inascoltato.

Ecco dunque che il soggetto reagisce a queste situazioni restrittive e limitative chiedendo dello spazio e prendendoselo prepotentemente, con vigore e decisione, affinché sia ben percepito all’esterno.

Nella scrittura questo è il modo di agire dell’autore, nella realtà egli attuerà degli atteggiamenti, dei comportamenti e dei modi di fare che allontanano le persone, in maniera più o meno rude, prendendo tempo per valutarle, esaminarle, criticarle se occorre e comprendere se di esse può fidarsi e se sapranno rispettare quei suoi spazi vitali di cui ha immensamente bisogno e necessità.

Questo riccio esprime il bisogno inconscio di mettere una barriera emozionale, spaziale, un limite definito da una privacy ristretta e protetta che gli altri non devono superare, pena delle reazioni che possono essere soltanto di manifesta antipatia, respingimento, allontanamento, ma possono esprimersi anche in forme di aggressività verbale o fisica se il soggetto scrivente si sente realmente minacciato da una invadenza non richiesta, non consentita e quindi non desiderata né tollerata.

Per tale modo di reagire spesso gli scriventi sono considerati degli impulsivi e dei reattivi ma non a ragione, in quanto il lor modo di fare non deriva da un carattere incontenibile e con poco controllo delle reazioni, semmai  è proprio il contrario in quanto il soggetti che scrivono tali ricci sono per lo più persone molto controllare ed amano esercitare il controllo razionale su ogni cosa li riguardi.

Essi semplicemente attuano un metodo soltanto difensivo, per proteggersi, per non sentirsi prevaricare, e tanto più temono l’intrusione o l’invasione degli altri con maggiore sarà la loro reazione.

Tali soggetti ameranno la solitudine come il regno del loro essere, il luogo ove non dovranno difendersi ma esprimersi liberamente, e quindi saranno, per contro, poco propensi alla socializzazione soprattutto se praticata verso persona sconosciute e mai misurate nel preteso rispetto della loro privacy, della loro vita e di tutto ciò che essi ritengono personale e privato, quindi ben distinto e separato da ciò che è pubblico.

Se il segno che corrisponde al Riccio del soggettivismo viene eseguito con un tratto lieve che alla fine andrà spegnendosi ed attenuandosi lievemente, il sentimento della necessità di avere uno spazio individuale separato dal resto del mondo è percepito come bisogno quasi latente, che si esprime delicatamente, e con modalità comunque contenute e riguardose.

Se invece il tratto è marcato, l’asta del prolungamento è grossa e finisce con un tratto netto allora l’esigenza è una necessità primordiale difesa anche con mezzi estremi e poco diplomatici, la persona quindi potrebbe essere anche scostante, nervosa, irritabile, maleducata e rude nei modi di fare, con  azioni ostili spesso inconsulte ed impulsive, non per cattiveria insita nella persona, anche se con modalità diverse la finalità con cui tali atteggiamenti vengono realizzati è sempre la stessa: quella di avere dello spazio per sé, per riservatezza, per essere considerati e valutati con riguardo.

2 Comments

  1. Ornella Greco ha detto:

    Buonasera,
    guardando una scrittura ho individuato un riccio del soggettivismo all’interno della parola. Il contesto positivo, ma schiacciato sulla zona media.
    Molti i segni di attesa e di cessione
    C
    Quale significato potrebbe avere?

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