Il significato della pressione nella scrittura

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La pressione è il segno grafologico che rimanda all’energia vitale espressa dalla persona sotto forma di vigore fisico, di operatività, attività, forza e tonicità fisica, imperiosità di carattere, determinazione, fermezza, tenacia, costanza, resistenza, ed anche risoluzione e capacità di scelte decisionali pronte, rapide e determinanti.

La pressione può anche essere variabile a seconda del nostro stato d’animo, se siamo irritati o nervosi certamente tenderemo a premere maggiormente sul foglio lasciando un tracciato più profondo del nostro solito.

In termini pratici con più una persona ha un carattere forte e determinante per sé ma anche per le decisioni che riguardano gli altri si evidenzia una pressione più marcata ed incisiva anche nella sua scrittura.

Attraverso la grafologia è possibile capire quanta energia abbiamo e come scorre, se viene utilizzata positivamente per agire, fare e realizzare, oppure negativamente come accumulo di stress non smaltito che tende ad appesantire non solo la mente ma anche l’agito del soggetto.

La pressione viene rilevata attraverso il tratto più o meno evidente sul foglio, se pieno o lieve, e sul solco che viene lasciato sulla carta.

Il primo è visibile a vista, il secondo è visibile tastando la carta nella parte retrostante per sentire le asperità ed i rigonfiamenti in corrispondenza della scrittura, oppure attraverso l’uso di due dita della mano, pollice e medio contrapposte, che fatte scivolare sul foglio danno la percezione delle variazioni di linearità e del grado di spessore del segno lasciato.

Il tatto e la vista sono in grado di stabilire la lievità della scrittura, che sarà quasi impercettibile sul foglio, dalla pressione medio forte, che lascerà sul retro delle pagine dei veri e propri solchi e cunette.

Come già anticipato la pressione non rappresenta un valore sempre stabile nel percorso di vita individuale perché è un indice in grado di riflettere direttamente eventuali conflitti emotivi in atto o delle variazioni caratteriali che col tempo si sono rafforzate e quindi l’intero uso dell’energia fisica e psichica ne ha risentito, così come inevitabilmente la scrittura.

È noto infatti che la forza fisica può essere messa in campo dalla personalità in funzione difensiva se si sente attaccata dall’esterno; ma la reazione è analoga quando la personalità sente una pressione eccessiva su di sé che proviene dal suo interno.

Questa sensazione che il mondo interiore stia premendo troppo, in quanto propone con insistenza l’integrazione di contenuti rimossi, viene vissuta come un attacco alla stabilità che richiede una difesa.

Quindi la forza fisica viene esercitata su di sé, per dare un alt a parti di sé che vogliono emergere, più o meno prepotentemente a seconda dell’entità della rimozione esistente.

Pertanto eventuali variazioni individuali pressorie che si manifestano nel tempo vanno considerate anche alla luce di questa dinamica: quando la scrittura presenta un tracciato molto marcato, è possibile che la personalità si stia difendendo da parti di sé rinnegate.

Al contrario quando la scrittura è molto filiforme, esclusa la possibilità che si tratti di debolezza fisica dovuta a malattia in atto, può rappresentare un indice di evasione: la personalità si ritrae da un mondo materiale che sente inadatto a sé, di cui in ultima analisi ha paura.

La pressione esprime la contraddizione basilare della vita: materia/spirito; razionalità/intuito, evidenza materiale/evidenza energetica.

Una dualità estremamente affascinante, che rende conto del tormento e delle contraddizioni che la personalità affronta nel suo percorso di evoluzione attraverso mente, corpo, emozioni e spirito.

 

I diversi tipi di pressione

 

 

Da immagine possiamo rilevare la differenza visiva di una scrittura con i tre diversi gradi della pressione.

Ci sono persone che premono molto fino a lasciare solchi anche sopra ai fogli sottostanti sistemati come base durante il saggio grafico, in tali casi inoltre la tonalità dell’inchiostro lasciato dalla biro è forte e visibile, il tratto si fa più evidente e marcato ed i suoi bordi, visti alla lente d’ingrandimento, più larghi ed ingrossati rispetto ad una grafia redatta con un tratto più lieve e leggero.

 

Signigficato psicologico dei diversi tipi di pressione

 

Secondo il simbolismo spaziale la pressione corrisponde alla dimensione della profondità, la punta della penna rappresenta lo scrivente mentre il foglio delinea l’ambiente, il grado di pressione definisce la forza di azione nell’ambiente (la punta che solca il foglio), la capacità di penetrare a fondo nella vita, o viceversa il desiderio di un approccio delicato.

Più la punta della biro affonda nel foglio, maggiore è il desiderio di lasciare un segno profondo di sé nell’ambiente.

Vediamo alcuni esempi.

 

L’immagine soprastante riproduce una grafia con Pressione forte o sopra media: le parole chiave che identificano la personalità dello scrivente sono: azione e resistenza, imposizione, forza, determinazione, desiderio di farsi ben ascoltare e notare dal contesto ambientale e dal pubblico.

La penna penetra nel foglio esprimendo come a contatto con l’ambiente, cioè il foglio, lo scrivente sfodera forza e grinta, tenacia, carattere dominante, spesso irruente, aggressivo, nervoso e poco tollerante, solitamente si tratta di persone molto pratiche e dirette, forse anche troppo, con poca empatia per il prossimo e più interessati al risultato a cui sono diretti e per cui avanzato sulla strada come dei bulldozer, nessuno e niente li può fermare, decisi e testarti sino a quando non ottengono ciò che vogliono.

L’energia è vigorosa, potente, scattante, travolgente, irriverente, indica forza, vitalità, dinamismo, attività e desiderio d’azione, grande riserva di energie che porta a reggere ritmi intensi, stress prolungati e frustrazioni.

Designa la necessità di agire nel concreto e di realizzare tangibilmente i progetti. Si tratta di una personalità strutturalmente solida, portata a superare gli ostacoli e talvolta a imporsi, dotata di forza d’animo, che potrebbe non cogliere gli aspetti più sensibili e le sfumature poiché bada al sodo e al concreto.

 

 

La scrittura sopra riportata rivela una Pressione media: le parole chiave sono concretezza e delicatezza, la penna penetra il foglio senza inciderlo, manifestando un approccio verso la vita concreto ma anche sensibile, capace di una gestione equilibrata del quantum energetico.

L’energia a disposizione non è oltremisura passionale e irruenta né troppo delicata e sensibile, bensì una via di mezzo.

Si tratta di una persona portata a vivere e cogliere contemporaneamente aspetti materiali e concreti, intellettivi e spirituali, affettivi ed emotivi, un individuo dotato di discreta resistenza allo stresse alle frustrazioni, capace di vivere in ambienti in cui è richiesto un confronto con gli altri e cambiamenti.

Tale tipo di pressione denota un certo equilibrio tra le energie interiori ed il modo di usarle, ben gestito e controllato, comunque mai al di fuori delle righe ed eccessivo o prevaricante sia gli spazi ambientali che gli spazi vitali degli altri, di cui hanno rispetto e considerazione.

 

L’ultima immagine scritta riproduce una Pressione leggera o sotto media: le parole chiave sono delicatezza e sensibilità, la penna sfiora il foglio esprimendo un contatto con l’ambiente delicato e garbato.

L’energia è leggera, portata a scaricarsi facilmente, scorre in modo delicato, indica grande sensibilità e ricettività, delicatezza d’animo e interesse più per gli aspetti psicologici, emotivi e affettivi che materiali.

È indice di una natura sensibile, empatica, benevola e generosa, portata a spiritualizzare la vita, a cogliere le piccole sfumature con animo fine e sensibile.

Se eccessivamente lieve potrebbe appartenere a un carattere delicato e di volontà debole, che poco tollera frustrazioni e grosse fatiche fisiche o sforzi prolungati sul piano fisico.

Chi ha una pressione sotto media o lievissima vive male le frustrazioni che sono poco tollerate e tendono ad accumularsi somatizzando anche dei risvolti clinici più o meno gravi e patologici.

La persona che ha una pressione molto lieve se scontento tende a ritornare in continuazione sugli stessi pensieri negativi, esacerbando il pensiero che affligge ed il conseguente stress e calo umorale.

C’è da dire che tali persone, spiritualmente e mentalmente molto portate alla riflessione ed alla valutazione di ciò che accade intorno a loro hanno generosità e buonismo e grande ricchezza interiore.

 

La pressione ineguale

 

 

La scrittura che riporta una Pressione ineguale crea dei contrasti anche ad intervalli di tempo molto stretti, persino nella redazione di un medesimo scritto, per cui l’energia è usata male, pertanto eccessiva in certi attimi e del tutto evanescente in altri, da qui le diverse modalità scrittorie.

L’energia dovrebbe essere equilibrata ed abbastanza costante, a meno che sia variata da fattori esterni che portano tensione che si riversa sullo scritto, in caso contrario viene a crearsi un “cortocircuito energetico incostante e non equilibrato” con improvvise stanchezze, cedimenti, fragilità, stress, repentini scatti di rabbia, incostanza, somatizzazioni quando questo ingorgo si materializza.

Può essere transitorio in seguito a eventi come la perdita di lavoro, licenziamento, frustrazioni, lutti, separazioni, malattia, eventi imprevedibili negativi che il soggetto non riesce a gestire, o comunque non nel breve periodo, ma anche solo pensieri contrastanti che si accumulano nella mente e che portano ora a dei pensieri positivi o non critici e pensieri invece negativi e somatizzanti.

La pressione ineguale è caratterizzata da un tratto grafico non uguale, “bucherellato”, come se in alcuni momenti venisse a mancare inchiostro o il tratto si interrompesse per brevi istanti per poi riprendere, come se vi fosse tensione nella mano scrivente che poi si allenta nel giro di pochi attimi.

È costituita da cali pressori nelle parole o nelle frasi, alcune parti hanno una pressione forte e altre una pressione più leggera, parole o lettere sono più calcate e altre più inconsistenti.

È possibile riscontrarla in tutte e tre le pressioni ma in particolare nella sotto media.

L’impressione è che la penna all’improvviso abbia alleggerito eccessivamente il tratto per poi riprenderlo, questo improvviso alleggerimento pressorio mette in luce il calo improvviso di energia psicofisica e un problema nella circolazione energetica soggetta ad alternanza di intensità pressoria.

Quando parliamo di pressione ineguale, generalmente, parliamo di cali di energia, debolezza, stanchezza, umore altalenante, volontà intermittente, stress,insonnia, ansia, preoccupazione, discontinuità, possibili malattie in corso.

È importante che l’energia psicofisica, come il flusso sanguigno, abbia libera circolazione in tutto l’organismo, poiché l’una e l’altro portano ossigeno all’intera personalità.

Con il segno pressione ineguale, osservando il tratto grafico, si può capire se sono in atto ostacoli alla libera circolazione dell’energia.

L’individuo di questo tipo, spesso, presenta sintomi di malattia: mal di gola, tosse, malesseri psicofisici, può essere ipocondriaco, data la repentina variazione del suo stato energetico, ansioso, con attacchi di panico e variazioni umorali anche nel giro di pochi minuti.

Tale segno può derivare da un particolare momento di stress, derivante da situazioni familiari o lavorative non facilmente gestibili o da malattie, da qui la necessità di concedersi pause e riposare, se si continua lo sfruttamento energetico, si può somatizzare in modo più grave.

È importante che lo stesso grafologo verifichi prima che la penna non macchi o sia difettosa e valutare campioni di scrittura precedenti per capire se si tratta di fenomeno transitorio, cronico e stabilire anche in che momento le problematiche sono insorte.

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