Il significato della scrittura moderna dei giovani: Script e Grande-Script.

La tricofagia o sindrome di Raperonzolo
03/01/2017
Nell’era digitale non sappiamo più scrivere in corsivo.
05/01/2017

Il significato della scrittura moderna dei giovani: Script e Grande-Script.

La scrittura si evolve nel tempo, segue anch’essa le mode, le tendenze e soprattutto le personalizzazioni che nascono dai nuovi assetti famigliari e sociali e dai più moderni stili di vita.

Uno stile grafologico recente e di nuova creazione è lo Script o Grande-Script.

Solitamente utilizzato dai più giovani appartiene anche a coloro che manifestano una personalità giovanile, aderente allo stile di vita dei giovani di oggi, uno stile che è impostato, poco espansivo, socialmente virtuale ed asettico.

Questo nuovo modo di scrivere rappresenta tutte le difficoltà del comunicare e dell’emergere come personalità particolare, a se stante e diversa dalla generalità.

Lo script, come evidenziato nell’immagine (tratta dal web) che accompagna questo articolo, è facilmente riconoscibile per determinate caratteristiche: è eccessivamente grande in dimensione delle lettere che appartengono alla zona centrale, spesso mancano del tutto gli allunghi inferiori e superiori, gli occhielli sono molto arrotondati e gonfi e spesso aperti.

Lo scritto è prevalentemente rigido su una linea verticale dritta, vi sono alcuni casi in cui le aste sono inclinate verso sinistra e generalmente la scrittura molto compatta, con poco spazio tra le parole ma anche tra le lettere non appoggia sul rigo ma tende ad oscillare su di esso.

Questa è una descrizione molto generalizzata, ogni caso va valutato a se stante, ma i segni grafologici sopra indicati sono pressoché una costante di queste nuove e giovanili scritture.

Ad esso si riconducono determinate caratteristiche personali che prevalentemente si riscontrano nelle scritture di questo tipo.

La prima caratteristica che balza agli occhi in tali scritture è l’addensamento del testo: lettere grandi addossate, spesso accartocciate, tondi che inglobano altre rotondità, il tutto concentrato in uno spazio che lascia poco respiro.

Arroccarsi e chiudersi in se stesso è un sistema difensivo, la paura di quello che sta al di fuori del proprio mondo, rappresentato dal bianco, viene cautamente tenuto a distanza.

Le aste sono dei piccoli tratti che non si propendono né nella zona superiore, che è fatta di pensieri, di idee e di progetti, né in quella inferiore, fatta di concretezze e di materialità.

I giovani di oggi vivono rinchiusi in una bolla con poco coraggio nell’azzardare idee e capacità di emergere dal gruppo, unica fonte di sicurezza e di identificazione.

Nell’appartenenza al gruppo e nel suo identificarsi appieno, anche attraverso la scrittura, il giovane si cautela dalle brutture, temute più che appurate, del mondo esterno.

Le varie aperture degli anelli o le incompletezze delle lettere fanno pensare ad un carattere poco personalizzato e che non riesce a trovare un personale modo di essere e di esprimersi.

Cosa ben diversa dall’essere controcorrente e contrariamente propenso a non ottemperare le regole sociali, se tutto questo appartiene al modo di fare del gruppo, adeguarsi agli amici ed esprimersi nella stessa maniera non denota alcuna specificità né originalità.

La scrittura in script marca in maniera vistosa le difficoltà che incontrano i ragazzi di oggi nel cercare di costruire una loro identità con delle personali caratteristiche, meglio seguire quelle del gruppo che si riconosce più adatto alle proprie esigenza, dimenticando che anche questa è una forma di spersonalizzazione.

L’uso dei social è una prova di quanto il virtuale sia diventato l’unica forma comunicativa, tenuto conto del fatto che il web esclude qualunque contatto sia con la realtà che con le persone, anche se può essere considerata una forma di comunicazione non è né contatto né relazione col prossimo, che viene frequentato solo attraverso lo schermo digitale.

Lo schermo maschera, protegge e difende, però non permette un reale contatto con la realtà che è fatta di persone fisiche, di emozioni percepite, di sensazioni tattili ed umorali che spariscono dietro lo schermo del web.

Avremo in futuro, forse, un nuovo metodo di comunicazione, una nuova civiltà dove il virtuale prende il posto della fisicità degli incontri e dei rapporti, sarà probabilmente il nostro progresso tecnologico, ma io stento ad adeguarmi ad una forma comunicativa fredda, impersonale ed asettica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *