Il tradimento fa bene? E poi : dirlo o non dirlo?

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Il tradimento fa bene? E poi : dirlo o non dirlo?

L’argomento del tradimento è talmente vasto che un articolo non basterebbe. Cercherò di limitare la trattazione ad un unico aspetto, quello pratico della gestibilità della circostanza nell’ambito di una coppia.

Letteralmente tradire significa venire meno ad un patto e ad un impegno, l’intensità del tradimento sta nella stima di tale legame o vincolo per le parti e della sua flessibilità alle varie esigenza.

Per il nostro comune senso della nostra cultura tradire fisicamente o mentalmente è la stessa cosa, cioè in entrambi i casi si tratta del desiderio latente o consumato di una persona al di fuori della diade della coppia in senso stretto.

Fare una distinzione tra il pensiero ed il fatto consumato è semplicemente una sfaccettatura della visione della nostra realtà, dovuta più per gli altri che per se stessi.

Le giustificazioni entrano a far parte del vissuto quando si percepisce l’interferenza del giudizio altrui, diversamente rimarrebbe una questione meramente personale della coppia.

Ma sappiamo che il pettegolezzo è il diversivo che più ci alletta e diverte.

Che si passi alle vie di fatto con un rapporto fisico o rimanga una mera fantasia fa poca differenza perché la nostra etica morale ci porta a sentire la necessità e doverosità di un impegno, quindi ci sentiamo responsabili e traditori non solo quando ci avviciniamo ad un’altra persona nel comportamento ma anche quando la desideriamo.

Tutto dipende dalla nostra cultura.

I paesi di origine cristiana sono monogami, i mussulmani consentono la poligamia, cioè il diritto di un uomo di avere più mogli, più raro ma è il caso della poliandria dove è concessa alla donna di avere più mariti, però esistono e la tradizione culturale si sposa con necessità della sopravvivenza della specie che oltrepassano il rapporto stretto dei coniugi.

Così ad esempio In Nepal, in Nyimba, il buddismo concepisce la Poliandria adelfica dove la moglie “sposa” non solo il marito ma anche tutti i fratelli della famiglia con cui poi va a convivere.

In tali luoghi sperduti la convivenza forzata di pochi elementi e l’impossibilità di allargare gli orizzonti sociali costringe i popoli ad affrontare le difficoltà pratiche con delle tradizioni e delle usanze diverse dalla nostra e per noi sarebbero inconcepibili.

Per un europeo una donna che si concede ai fratelli del marito per soddisfare i bisogni fisiologici di uomini che altrimenti non troverebbero rimedi è del tutto impensabile.

Dal loro punto di vista diventa una necessità di sopravvivenza.

Assurdo per noi europei, per capirlo dovremmo trasferirci sulle vette del Nepal dove la natura è un ostacolo primario alle forme di convivenza sociali più ampie della famiglia.

Ma questo non ci mette nella condizione di giudicare a priori senza conoscere lo stile di vita di quei luoghi isolati dove sono rari i contatti umani per aspetti meramente pratici come la soddisfazione degli appetiti sessuali e dove sono ancora più rare le occasioni di incontrare un medico per problematiche più serie.

Questo non significa che dove esistono forme diverse della monogamia ci sia una effettiva scelta consapevole e liberale di entrambi i partner, e di sicuro le tradizioni prevaricano le opinioni personali.

Però è significativo il fatto che la cultura locale determini anche l’intensità del vincolo all’interno della coppia o della famiglia.

La nostra cultura tradizionale cristiana e monogama ci impone mentalmente degli obblighi morali verso il partner che vanno al di là delle regole scritte.

Per noi la fedeltà nel matrimonio è sinonimo di dovere nel non tradire il coniuge e non concedersi ad un estraneo dal vincolo sacrale, a meno che la coppia gestisca consapevolmente una condivisione multipla.

Tutto sta nella scelta delle persone e del tipo di rapporto che consapevolmente e congiuntamente i partner decidono di creare.

Quando non c’è la disponibilità ad una gestione aperta si innesca il pensiero del tradimento.

Tradire dunque significa desiderare altre persone estranee al rapporto sapendo che dall’altra partner il coniuge o compagno/a non condivide tale possibilità.

E’ a questo punto che il valore del tradimento fisico non si scosta molto dal tradimento col pensiero, in entrambi i casi si crea una situazione in cui il partner agisce o desidera senza la consapevole concessione dell’altro.

In determinati casi il tradimento è la condizione che rinforza la coppia, quando è condivisa e consentita.

Se è un comportamento che attuiamo di nascosto, la scusante della soddisfazione della necessità biologica è una mera giustificazione che usiamo per attenuare il senso di colpa della violazione, ma se si innesca il sentore del torto è perché siamo consapevoli di aver violato un patto al di fuori del consenso del congiunto o della società.

Il tradimento matrimoniale è quindi una forma mentale che appartiene alla nostra cultura, ed è in virtù di questa che giudichiamo e ci sentiamo giudicati, ma poi dobbiamo anche fare i conti con le nostre opinioni e le nostre esigenze che sono sempre troppo personali e speciali per trovare conforto nelle norme della morale e del senso etico.

Ci sono coppie che scelgono di comune accordo la condivisione dei partner e ci sono coppie in cui la fedeltà è una condizione di necessaria per la vita matrimoniale.

La mia opinione in merito sarebbe soltanto un’opinione personale, valida come quella di chiunque altro.

Quindi se il “tradimento”, da intendersi nella visione classica, è consentito dalle opinioni personali della coppia nulla è dovuto per giustificarlo.

La libertà di scelta di ognuno di noi è legittima e meritevole di considerazione sempre e nel limite della condivisione, perché quando cessa tale condizione diventa un elemento che innesca crisi e disagi, che spesso rovinano il rapporto di relazione.

Dunque il tradimento può far bene alla coppia?

La risposta è sì quando è circostanza condivisa ed accettata, no quando la fedeltà è una necessità della relazione ed una priorità delle persone coinvolte.

E quando non è consentito dal tipo di legame instaurato è bene essere sinceri o è meglio mentire?

Tutto dipende da quanto noi possiamo gestire il fatto in sé e l’eventuale senso di colpa che innesca.

Il voler raccontare per necessità di chiarezza è una mera scusante per compensare il senso di colpa che altrimenti sarebbe insopportabile.

Se si sopravvive alla bugie ed alle verità celate si può sorvolare anche sul tradimento consumato o desiderato.

La bugie diventa insopportabile quando sappiamo che non possiamo più celarla e quando sappiamo che dall’altra parte possiamo essere scusati e giustificati, altrimenti non riveleremmo mai fatti che potrebbero portarci a delle rotture non volute.

Ecco che il tradimento diventa lo strumento per comunicare un disagio o la voglia di modificare il rapporto, oppure la scusante di cambiare partner senza prendere la responsabilità della rottura e della decisione.

Oppure il tradimento è lo sfogo di uno stile di vita non condiviso, fin dall’origine o con il trascorrere del tempo e dei cambiamenti che la vita ci impone.

Tradire diventa così il modo di comunicare una condizione personale di disagio che altrimenti non troverebbe parole adatte e coraggio adeguato.

Perché rompere un rapporto costruito col tempo è spesso la cosa più difficile.

Allora è il caso di capire cosa non va nella coppia e cosa è cambiato nel rapporto o quali sono le nuove esigenze che si avvertono, tutte avvisaglie di un disagio personale inespresso.

Tradire non è meno doloroso del comunicare una rottura o l’esigenza di andare oltre la situazione e la coppia, in entrambi i casi si causa un dolore nell’altro, ma è il dolore necessario della realtà.

Continuare a tacere e tollerare qualcosa che non va è altrettanto deleterio per un rapporto che infierire con una modalità che innesca sfiducia, rabbia e rancore, anzi certi comportamenti innescano un odio fatto di mancato perdono più difficile da gestire della verità e della chiarezza.

Quindi ciò che fa bene alla coppia è sempre la prospettiva della comunicazione anche se sgradevole delle proprie emozioni e della sincerità del rapporto.

Il tradimento dunque è solo l’espressione di una difficoltà che stenta ad essere superata.

E quando ci sono dei problemi relazionali l’unico modo di superarli è affrontarli.

Se siete in difficoltà, avete un disagio e non riuscite a comunicarlo al partner è il caso di far intervenire un esperto della comunicazione e della relazione perché possa permettervi di esprimere le vostre emozioni , i vostri desideri e le vostre necessità al fine che siano il modo per costruire un rapporto più solido e duraturo, oppure per poter prendere una scelta che è già dentro di voi ed aspetta soltanto di essere ascoltata.

Il modo di affrontare e superare il tradimento o la situazione che ha causato la crisi varia da persona a persona e l’intervento deve essere calibrato sulle esigenze di entrambe di entrambi, sul loro ascolto e sul comprendere le motivazioni che hanno condotto al gesto o al desiderio di evadere.

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