La comunicazione non verbale del nostro corpo.

Bambini e animali: gli amici del cuore.
03/10/2016
Il linguaggio della seduzione.
04/10/2016

La comunicazione non verbale del nostro corpo.

La comunicazione non verbale è quella fatta dal nostro corpo senza l’uso di alcuna parola.

Essa si esprime attraverso i gesti, i movimenti e le posture e comunica in modo altrettanto efficace se non addirittura meglio rispetto al linguaggio parlato.

Il viso (occhi, bocca e muscoli facciali), le mani, la posizione delle braccia e delle gambe, sia che siamo seduti sia che striamo eretti, esprimono emozioni, stati d’animo e sentimenti.

E’ sicuramente un linguaggio, quello del corpo, immediato perché la nostra mente legge e decodifica l’atteggiamento corporeo di chi ci sta di fronte più velocemente e facilmente della decodifica della comunicazione verbale, e spesso anche indipendentemente da esso.

Quindi il linguaggio del corpo ha un suo canale preferenziale analizzato in priorità dalla mente i cui segnali sono poi interpretati ed assimilati dal nostro corpo mediante sensazioni ed emozioni.

La comunicazione tra 2 o più persone può pertanto avvenire anche senza lo scambio di una parola.

Spesso sono molto più importanti delle parole perché vengono recepiti immediatamente nella nostra mente prima ancora del linguaggio parlato.

Generalmente si differenziano le posture di difesa e di chiusura e posture di apertura e di disponibilità.

Vediamo le posture Chiuse.

Si chiamano chiuse perché rivelano la necessità di difendere la persona e di proteggerla nel tentativo di non essere coinvolta in una situazione che non gradisce oppure perché non vuole mostrarsi intimamente.

In tali casi la persona si protegge con gli arti e con una posizione raggomitolata.

Le braccia andranno ad abbracciare, circondare il corpo incrociandosi sul davanti creando un vero e proprio muro protettivo, se le mani vengono nascoste tra il tronco significa che c’è un’esigenza di timidezza e di vergogna da nascondere.

Se il corpo è eretto tende ad arretrare in una posizione secondaria, soprattutto mettendosi di fianco, non esponendo così alla visione di chi sta di fronte l’intera persona.

Da seduta le gambe tenderanno ad incrociarsi in modo stretto, portando anche i piedi a nascondersi uno dietro l’altro sotto la sedia.

Quelli sopra indicati sono segnali di timidezza e di estrema riservatezza, la chiusura corporea è anche di chi non è interessato e non vede l’ora di andarsene, quindi non vuole essere coinvolto nella discussione.

Il suo atteggiamento però sarà più sicuro, più eretto e più dritto rivolto all’interlocutore in quanto non patisce alcun disagio semplicemente vorrebbe fare altro.

Allo stesso modo verranno intrecciate le braccia ma le mani rimarranno in vista, lo sguardo tenderà a divagare sul altre cose nell’ambiente e l’attenzione sarà per pensieri personali anziché per le parole dell’interlocutore.

Le posture aperte.

Le posizioni aperte sono quelle che espongono il torace e l’addome all’interlocutore e le braccia sono utilizzate per gesticolare o sono appoggiate sul bracciolo della sedie o sulla scrivania, comunque sono lontane dal corpo.

Non c’è più la necessità di proteggersi ma anzi il coinvolgimento è pieno ed appagante.

Le gambe se sono incrociate sono semplicemente per comodità infatti lo stesso accavallamento esprime sicurezza ed i piedi sono rivolti verso l’oratore in segno di disponibilità assoluta.

La cosa più espressiva del corpo rimangono gli occhi ed il viso.

Gli occhi interessati ci sorridono, si illuminano, ci seguono attentamente.

Gli occhi del disinteressato o del timido, con modalità diverse ovviamente, tenderanno ad abbassarsi e a spostarsi sugli oggetti presenti nell’ambiente,e quelle del seccato addirittura sorvoleranno sui particolari del soffitto e di tutto ciò che si vede al di fuori della finestra.

Il viso accondiscendente esprime interesse, sorride ed accenna a dei consensi mentre l’interlocutore parla, ed è rivolto diritto all’oratore, spesso verrà guadata la bocca, segno di non voler perdere una parola del discorso.

Diversamente il viso disinteressato apparirà stanco , sbadigli e sbuffi gli faranno da contorno, la testa peserà di lato e le guance si afflosciano, e la bocca comincerà una serie infinita di smorfie.

In tali casi sarebbe meglio evitare di proseguire la comunicazione in quanto non porta giovamento all’oratore che parla senza essere inteso e considerato e l’interlocutore che ascolta annoiato ciò che non gli interessa.

Tanto vale a quel punto cambiare argomento o trovare il modo di proseguirla successivamente.

Nel caso si tratti di bambini è facile che l’attenzione sia distratta facilmente in questi casi è opportuno frammentare il discorso con qualcosa che capti la loro attenzione, immagini, video, giochi, tutto ciò che può essere un diversivo didattico però, perché l’oggetto semplicemente in modo ludico e divertente deve accompagnare le parole e l’insegnamento in modo tale da concludere il discorso.

Prima o poi riuscirò a trovare il tempo di scrivere un manuale specifico sulla comunicazione del nostro corpo con tanto di fotografie che sono sicuramente più esplicative delle parole, per ora spero sia gradito ameno questo articolo che apre la conoscenza di un mondo estremamente interessante, quello della comunicazione non verbale, cioè senza le parole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *