Tecniche di seduzione subliminale
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La comunicazione subliminale quando ha finalità seduttive viene effettua attraverso tecniche di seduzione subliminale che nel mio articolo al link spiego in maniera più dettagliata.

I messaggi subliminali sono intorno a noi e fanno parte del nostro vivere quotidiano senza che ce ne rendiamo conto, non abbiamo nessuna possibilità di opporci perché spesso non li notiamo nemmeno e tutto dipende da lobby economiche che investono in questo metodo coartivo della nostra volontà, sostenuto da un Governo che non ha mai protetto in tal senso i consumatori ma ha permesso che fossero sempre più esposti e con metodi sempre più subdoli.

Volete un esempio eclatante? pensiamo alla vendita in blocco dei nostri dati personali fatta alle società di call center  o pubblicitarie perché possano bombardarci con telefonate moleste e spesso maleducate senza aver concesso a nessuno l’uso del nostro telefono cellulare.

La  comunicazione suggestiva, invece è una forma di comunicazione particolare, anch’essa con le caratteristiche della subliminale, impercettibile nelle sue finalità, che non vengono percepite da l soggetto a cui sono rivolte ma che viene comunque indotto a compiere un’azione ed a fare qualcosa, che diversamente e spontaneamente non avrebbe fatto.

Si tratta in pratica di un condizionamento che avviene senza il consenso preventivamente richiesto da parte di chi lo subisce, si tratta proprio di una forma di violenza, coartazione, induzione a fare qualcosa contro la volontà e la comprensione del soggetto coartato.

La differenza tra i due metodi è che nel primo caso il soggetto può essere indotto a fare anche un’azione che può concretizzarsi in un reato, pensiamo ad esempio a quelle persone che con metodi ipnotici o suggestivi riescono a farsi dare dei soldi o farsi aprire casseforti o firmare atti o documenti compromettenti.

Mentre la comunicazione subliminale è sempre una forma di coartazione ma più soft e meno invasiva, tipica della reclame di un prodotto o ancora meglio delle reclame introdotta per pochi secondi in un film, noi non ce ne rendiamo conto perché il messaggio viene inserito per pochi secondo ma la nostra mente lo memorizza e quindi ne rimaniamo condizionati perché saremo più esposti all’acquisto di quel bene anche se non ne abbiamo bisogno.

Si può dire che tali comunicazioni sono similari perché la comunicazione suggestiva trova la sua efficacia nel fatto di agire in via subliminale, subcosciente, ipnotica sui soggetti vittime.

 

Come agisce la comunicazione subliminale

 

Quando parliamo di subliminale (dal latino sub, sotto, e limen, soglia, in riferimento al confine del pensiero conscio) ci riferiamo ad un’informazione che il cervello di una persona assimila a livello inconscio.

Può essere trasmesso attraverso scritte, suoni o immagini che trattano un qualsiasi argomento che nasconde al suo interno, nella maniera in cui opera la steganografia, ulteriori frasi o immagini avulse dal contesto iniziale che rimangono inconsapevolmente nella memoria dell’ osservatore.

Essenzialmente lo scopo di un messaggio subliminale è, se inserito per esempio nei comunicati pubblicitari, invogliare il consumatore ad acquistare uno specifico prodotto.

 

 

Il caso più eclatante fu quello di una locandina in cui appariva l’immagine della famosissima e sensualissima Marilyn Monroe, nessuno si accorgeva di nulla di insolito, solo ingrandendo il neo si scopriva il logo della marca automobilistica della Mercedes che grazie a questa trovata ebbe un’impennata di vendite delle auto, a quei tempi acquistate soltanto da uomini.

Oppure, attraverso la scrittura e la grafica in genere, ma anche attraverso il suono, può servire a propagandare pensieri ed ideologie di qualsiasi natura.

Sebbene studi approfonditi furono fatti solo in seguito, già nel 1884 il filosofo psicologo A. H. Pierce parlava dell’esistenza di sensazioni che viaggiano sotto il livello della coscienza, troppo deboli perché siano riconosciute.

 Viene così a definirsi il termine percezione subliminale che indica il fenomeno secondo il quale stimoli non avvertibili perché troppo deboli, troppo confusi, o perché troppo rapidi, possono tuttavia influenzare il comportamento di un individuo.

Ci riferiamo dunque alla percezione di uno stimolo che viaggia ad un livello più basso di quello necessario per raggiungere la coscienza.

La comunicazione subliminale è quindi la trasmissione di un’informazione da parte di un emittente verso un ricevente attraverso un canale che veicola, in maniera impercettibile ai nostri sensi, i contenuti dell’informazione.

L’obiettivo finale della comunicazione dell’emittente è quello di modificare il comportamento umano del ricevente il quale, a sua volta, se l’atto comunicativo ha avuto successo, restituisce un feed-back positivo in termini di modifiche comportamentali.

L’interesse per la percezione subliminale risale ai primi del Novecento e nasce grazie ai sorprendenti risultati degli esperimenti condotti dal neurologo Otto Poetzel, riportati tra l’altro anche nell’edizione del 1919 de L’ Interpretazione dei sogni di Sigmond Freud.

Poetzel, in pratica, sottoponeva dei soggetti ad alcune proiezioni di immagini per brevissime frazioni di secondo e poi chiedeva loro di disegnare ciò che avevano visto.

Poi, il giorno successivo, esaminava i loro sogni andando alla ricerca di quegli elementi o particolari delle immagini proiettate che il soggetto non aveva rilevato consciamente il giorno prima e che quindi non aveva riportato nei suoi disegni.

Questi risultati portavano alla luce il fatto che l’uomo vede e sente molto di più di quanto egli consapevolmente crede di vedere e sentire, e non solo, ma anche che quanto egli vede e sente “senza saperlo” rimane comunque presente w tutto ciò che gli viene inculcato, in maniera palese o meno, agisce nella sua memoria subconscia.

Tali risultati aprirono la strada a tutta un serie di studi sul fenomeno della percezione subliminale.

In questi primi studi venivano provocati alcuni stimoli da una distanza tale, nel caso di stimoli visivi, o ad un volume talmente basso, nel caso di quelli uditivi, che i soggetti dichiaravano di non riuscire a percepirli.

Ciononostante, nella fase successiva dell’esperimento, in cui ai soggetti venivano fatte alcune domande riguardo alle caratteristiche degli stimoli, le risposte corrette risultavano significativamente maggiori rispetto a quelle che ci si attenderebbe basandosi su casistiche casuali.

In altre parole, nonostante i soggetti avessero dichiarato di non aver percepito tali stimoli, le loro risposte indicavano invece che avevano percepito, seppure non in maniera conscia, sufficienti informazioni tali da essere in grado di rispondere correttamente alle domande sugli stimoli.

Esperimenti di questo tipo sono presenti a centinaia in letteratura, e tutti riportano simili risultati.

Un altro eminente studioso del passato del subliminale é stato James Vicary, noto scienziato americano di marketing, famoso anche per aver condotto una varietà di studi, definiti inusuali, sulle abitudini d’acquisto delle donne, scoprendo, per esempio, che il battito di ciglia negli occhi femminili diminuisce sensibilmente quando le donne entrano in un supermarket.

Molti degli studi di Vicary sono stati per lo più dimenticati, tranne quello sui messaggi subliminali che condusse a Ft. Lee in un cinema teatro del New Jersey nell’estate del 1957.

Vicary piazzò un tachistoscopio nella sala delle proiezioni del cinema e durante la riproduzione del film “Picnic” fece lampeggiare due diversi messaggi nello schermo ogni 5 secondi.

I messaggi furono mostrati solo per 1/3000 di secondo, ben al di sotto della soglia della percezione umana. L’effetto di queste impercettibili suggestioni, ” Bevi Coca-Cola ” e ” Hai fame? Mangia pop corn “, fu un incremento del 18% nella vendita di Coca Cola ed una crescita del 58% in quella dei pop corn.

Vicary, astuto esperto di marketing, fu comunque il primo a rendersi conto che le influenze operate sul comportamento rappresentano una potenziale fonte di guadagno: si giunge così nell’era della pubblicità subliminale.

Nonostante lo scetticismo iniziale, ci si dovette arrendere all’evidenza che, in effetti, intervenire ad un livello inferiore alla soglia di coscienza, incrementava le vendite dei prodotti pubblicizzati in questo subdolo modo.

Nonostante lo studioso fornì pochissimi particolari del suo esperimento, la nozione che la comunicazione subliminale potesse avere effetto sul pensiero e le azioni della gente si diffuse molto rapidamente.

Nel maggio 1958, appena nove mesi dopo la notizia dell’esperimento di Vicary, un sondaggio rivelò che il 42% degli americani aveva sentito parlare di questa tecnica.

Di questi, il 50% dichiarò di considerare la pubblicità subliminale non etica contro l’altro 50% che la tollerava, ma una maggioranza rilevante, il 69%, affermò che avrebbe continuato a vedere i programmi TV pur sapendo che tale tecnica poteva essere utilizzata a sua insaputa nelle varie trasmissioni.
Successivamente, nel 1962, in un’intervista per la rivista di settore “ Advertising Age” , si scoprì che gli studi di Vicary sul controllo della mente umana erano una truffa.

 Fu lo stesso Vicary che ammise lo scaltro tentativo di elevare economicamente le sorti di una agenzia pubblicitaria di sua proprietà ormai allo sbando, vista la forte concorrenza del periodo.

A tutt’oggi però rimane il mistero se effettivamente sia stato un inganno da parte di Vicary oppure, lui stesso, spaventato dalle potenzialità del subliminale e dallo scalpore che aveva suscitato, ritrattò le sue teorie considerandole false.

Ritengo che la ritrattazione sia anch’essa una questione imprenditoriale e di marketing, in quanto la teoria non solo era stata efficacemente provata ma ha delle basi solide che vengono tutt’ora utilizzate.

Ma il fatto che tutt’oggi i messaggi subliminali siamo ampiamente utilizzati nelle pubblicità di prodotti ed inseriti in elementi con cui non hanno nulla a che fare, vedasi per esempio l’intrusione di spot per pochi secondi o locandine pubblicitarie nei film, quando si sa benissimo che l’ultimo non dovrebbe contenere il primo dato che il consumatore spera di vedere un buon film e non di essere condizionato inconsciamente sui suoi acquisti

Al di là delle varie considerazioni soggettive inerenti il subliminale, c’è da dire che a breve termine è stato provato che un messaggio subliminale sortisce qualche effetto.

 Ossia, un messaggio subliminale che spinge inconsciamente per esempio a bere una bibita, provoca un sottile senso di sete nell’individuo che lo porta a cercare qualcosa da bere.

E’ stato provato però che lo stimolo della sete provocato dal subliminale esaurisce i suoi effetti dopo pochi secondi, quindi se l’individuo trova la bibita subito la beve, altrimenti la sete momentanea, provocata dallo stimolo inconscio, gli passa.

Quindi contestazioni storiche a parte su un punto tutti sono d’accordo: i messaggi subliminali esistono e sono molto efficaci e vengono usati purtroppo più di quanto ne siamo consapevoli.

 

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