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Dopo aver letto il mio articolo sulla comunicazione persuasiva e sulle tecniche per un ascolto attivo, utilizzabili per qualunque tipo di comunicazione, sia personale, relazionale e professionale, ora vorrei parlarvi della comunicazione persuasiva nell’ambito scolastico o della formazione in genere.

Si definisce Didattica Persuasiva quella utilizzata da insegnanti, educatori, docenti, professori ed istruttori per aumentare la loro capacità di comunicare i concetti relativi alla formazione di cui si occupano e per migliorare l’apprendimento e l’attenzione degli scolari, dei corsisti e di coloro che seguono un corso per fare aggiornamento, formazione o specializzazione.

Il metodo è efficace sia che si tratti di bambini, di adolescenti o di adulti, anche in età matura, perché le basi di un insegnamento attivo sono le medesime, ovviamente i metodi vanno poi adeguati alle realtà concrete in cui vengono applicati, in base alle esigenze personali di coloro che devono essere formati e a tutte le varianti derivanti dalle diverse età, eventuali patologie cliniche e dalle esigenze richieste sia dal contesto personale che ambientale.

Tenendo conto delle tecniche consigliate nell’articolo sulla comunicazione persuasiva le varianti per il metodo didattico e scolastico possono essere le seguenti.

La differenza tra il fare un discorso promozionale in pubblico e l’insegnamento sta nel tipo di ruolo che assume l’oratore e la funzione che deve svolgere.

Nel caso del colloquio promozionale che si conclude solitamente in un breve lasso temporale, direi 1 o al massimo 2 ore non di più per non creare lo sfinimento nel pubblico, l’insegnamento ha un carattere più duraturo distribuito in diverse sedute di parecchie ore, tutte susseguenti, se non addirittura mesi o anni.

La posizione dell’insegnante o istruttore è quello di avere più tempo a disposizione per comunicare i concetti che sono la base del corso ma deve riuscire a gestire l’attenzione per un maggiore tempo, ben oltre alle possibilità umane di restare attenti e vigili seduti su una sedia davanti ad uno schermo o, peggio, ad un muro vuoto o con una vecchia lavagna.

Le vecchie lavagne sono un bel ricordo storico, ma lo sfondo nero sempre sporco di gesso, l’insopportabile rumore del gesso che disegna o addirittura stride, per non parlare delle mani che rimangono infarinate peggio di quelle di un fornaio, non sono attraenti e stimolanti dell’attenzione.

Per l’attività didattica sarebbe meglio utilizzare delle lavagne digitali o dei proiettori che riescono a riprodurre delle immagini tanto importanti per l’attenzione e la memorizzazione.

Le scuole pubbliche ovviamente patiscono una carenza strutturale che difficilmente sarà risolta, le scuole più moderne e quelle specialistiche hanno invece capito che anche la logistica strutturale è fondamentale per l’apprendimento.

Per l’insegnante o l’istruttore inoltre è importantissimo mantenere un linguaggio corporeo e della comunicazione non verbale, detta CNV, che catturi l’attenzione e la curiosità di chi ascolta senza avere dei cedimenti, di noia, stanchezza o di insicurezza.

Pertanto oltre ad una postura corporale e degli arti ben studiata non devono mancargli altre qualità che se non innate e già consapevolmente usate possono essere comunque imparate.

Anche il miglior insegnante non deve mai smettere di imparare e di migliorare se stesso, altrimenti non sarebbe un buon insegnante.

Quindi oltre alle doti posturali egli deve avere autorità, autorevolezza e non palesare alcun segno di debolezza, insicurezza, titubanza, non favoriscono il ruolo, e di noia o stanchezza, perché non favoriscono l’attenzione.

Chi mai vorrebbe seguire con interesse una persona annoiata e stanca? Nessuno, pertanto quando si è in queste condizioni, umane e comprensibili, meglio gestire la lezione con altri strumenti, come video lezioni che sostituiscono la presenza fisica dell’insegnante e concedono un po’ di relax.

Sulla differenza tra autorità ed autorevolezza rimando all’articolo specifico, qui preciso soltanto che sono entrambe necessarie nelle giuste ed adeguate dosi, da valutare tenendo conto della personalità degli alunni, dell’età e degli eventuali deficit degli stessi o patologie cliniche che richiedono un intervento mirato e concordato con l’equipe medica curante.

La sicurezza va dominata con l’atteggiamento corporeo che deve dare un senso di stabilità, fermezza, non deve trasmette disagio, stanchezza, nervosismo e desiderio di essere altrove a fare tutt’altro.

Vi sono dei metodi innovativi nella tecnica dell’insegnamento, anche se il migliore in assoluto rimane sempre e comunque il Metodo Montessori, quelli di seguito indicati non sono altro che il risalto di uno o più aspetti già considerati e consigliati dalla grandissima storica pedagogista Maria Montessori (al link la sua storia per chi volesse conoscere la grandiosità del suo operato considerato ai tempi un sistema rivoluzionario).

Ecco quelli più moderni:

Mastery Learning o apprendimento per padronanza

Mood Meter o insegnamento empatico

Metodo RULER, detto metodo Righello

Apprendimento Cooperativo

Il Flipped Classroom o Didattica Rovesciata , chiamato anche metodo Flipped learning o Flipped Mastery classroom, in Italia il Metodo è conosciuto come Didattica Rovesciata, Insegnamento Invertito o Istruzione al contrario, meglio noto come Apprendimento Rovesciato.

Lascio per chi volesse approfondire l’argomento il link ai fondamenti dell’insegnamento.

2 Comments

  1. Lina ha detto:

    Mi interessa capire cosa utilizzare per mia figlia che ha delle difficoltà con il metodo utilizzato nella scuola pubblica

    • Cara Lina dovrebbe precisarmi di che metodo sta parlando e su quale tipo di lavoro/ esercizio/sistema di apprendimento o comunicativo si riferisce? così è troppo generica.
      Magari potrebbe scrivermi privatamente per spiegarmi meglio e con più dettagli il problema di sua figlia e su quali aspetti scolastici incide, in modo da darmi la possibiltà di comprendere di cosa si tratta e come consgliarla:
      info@marilenacremaschini.it
      A presto
      Marilena

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