La Dismorfofobia e lo specchio deformante

Il disagio famigliare del Gioco d’Azzardo
09/11/2017
La scrittura è terapeutica
12/11/2017

La persona non è brutta ed il difetto non è così invalidante eppure quando si guarda allo specchio si vede brutta, di un brutto insopportabile e piena di difetti che, pensa tutti noteranno; le persone che soffrono di Dismorfofobia  alterano nella propria mente la visione di sé, del proprio viso e del proprio corpo tanto d imbruttirlo e renderlo impresentabile in pubblico.

Io la chiamo la malattia dello specchio deformante perché il vedersi brutte o imperfette non vuol dire esserlo veramente ma quello specchio rimanda un’immagine che non corrisponde alla realtà, è invece la falsa visione che la persona ha si se stessa.

Il disturbo di dismorfismo corporeo, noto anche come dismorfofobia, si manifesta con una eccessiva e persistente preoccupazione per uno o più presunti difetti o imperfezioni del corpo, intendo presunti perché non è detto che esistano veramente.

Gli individui che soffrono di questo disturbo si percepiscono come non attraenti, o brutti, e ritengono che il loro aspetto fisico sia anormale e sgradevole.

Se vi sono realmente delle piccole imperfezioni tratta in realtà di qualcosa che o non si nota, o non è così evidente oppure rende la persona estremamente particolare ed interessante, proprio perché diversa dagli altri, ma tali imperfezioni e difetti immaginari o ampiamente ingigantiti non consentono alla persone che li percepisce di vivere serenamente il proprio corpo e di stare in mezzo alla gente senza sentirsi terribilmente a disagio.

 

 

Le caratteristiche della dismorfofobia

 

 

Le preoccupazioni di chi soffre di disturbo di dismorfismo corporeo variano dal sentirsi non attraente fino, nei casi più gravi, all’apparire orribile o come un mostro e possono focalizzarsi su una o più parti del corpo: la pelle, gli occhi, il naso, la bocca, le gambe, il seno, la forma e la dimensione del viso, i genitali, ecc.

Gli individui con questo disturbo tendono a mettere in atto uno o più comportamenti aventi lo scopo di esaminare le parti del corpo ritenute difettose o di correggere le presunte imperfezioni, come, ad esempio, confrontare in continuazione il proprio aspetto con quello degli altri, controllarsi ripetutamente allo specchio, camuffarsi, coprirsi il più possibile nel punto dove esiste il difetto,  applicarsi ripetutamente il trucco, dedicarsi in maniera ossessiva alla cura di sé (pulirsi la pelle, pettinarsi, truccarsi, depilarsi, ecc.), toccarsi ripetutamente le parti non gradite per controllarle, ricercare frequentemente rassicurazioni su come gli altri percepiscono le imperfezioni, fare eccessivo esercizio fisico, ricercare trattamenti estetici compresi quelli chirurgici.

Nei casi in cui fanno ricorso alla chirurgia estetica per cercare di eliminare i presunti difetti, spesso le persone con disturbo di dismorfismo corporeo manifestano un peggioramento anziché un’attenuazione del disturbo.

Non sono mai soddisfatti dei risultati dell’intervento e spesso mostrano comportamenti aggressivi nei confronti del medico che li ha operati, in alcuni casi intraprendono azioni legali contro il medico perché a loro parere ha sbagliato l’intervento chirurgico e non è riuscito a eliminare i difetti.

Oppure incominciano a notare un altro difetto che deve essere subito eliminato con un altro intervento chirurgico, così il ricorso alla chirurgia estetica diventa l’unico modo ritenuto possibile per eliminare la “deformità” dando il via ad una serie infinite di ritocchi che non restituiranno mai il piacere di guardarsi allo specchio.

Perché non è l’intervento riparatore che elimina il problema ma il ricercare il motivo scatenante tale problema che esiste soltanto nella mente della persone e sicuramente risalente alla sua infanzia fatta di mancanza di affetto, di attenzione  e di scarsa considerazione da parte dei genitori, che forse desideravano un figlio o una figlia diversa.

Pertanto in tale caso il mancato esaudimento del desiderio genitoriale ha scatenato il rifiuto totale verso la propria persona.

Molti chirurghi estetici si sono arricchiti grazie a tali patologie ossessive e maniacali, dimenticando la finalità di ogni medico che è quella di curare non di deformare le persone, e nel caso comprendano si tratta di interventi richiesti ma assolutamente non necessari forse dovrebbero avere il buon senso di indirizzare la paziente da uno psicologo anziché infierire in maniera incancellabile su un viso e su un corpo che vale la pena di apprezzare.

 

 

Aspetti clinici del dismorfismo corporeo

 

 

Spesso la dismorfofobia insorge in età adolescenziale, intorno ai 15-16 anni, e tende ad essere cronica, perdurando per la tutta la vita.

In alcuni casi il disturbo è stato associato a trascuratezza, o abuso, durante l’infanzia, quindi è in tale fase e circostanza che deve essere ricercatala causa del non piacersi.

Si è riscontrato che la prevalenza del disturbo è elevata nei parenti di primo grado di individui con disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi più frequentemente associati al disturbo di disfomismo corporeo sono la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo e la fobia sociale.

Alcuni individui con disturbo di dismorfismo corporeo tendono ad evitare specifiche situazioni sociali, ad essere timidi e a provare ansia nelle interazioni con gli altri.

In alcuni casi invece il sentimento prevalente è quello della rabbia, dell’aggressività e dell’invidia verso gli altri ritenuti più attraenti o semplicemente normali.

Il disturbo di dismorfismo corporeo tende ad essere cronico e non facilmente curabile, tuttavia in diversi casi la psicoterapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia psicodinamica si sono rivelate efficaci nel suo trattamento.

Non dobbiamo dimenticare che il nostro corpo e soprattutto il nostro viso sono il principale mezzo di espressione e comunicazione.

Esso separa ciascuno di noi dal mondo esterno ma ci mette in comunicazione con esso anche senza l’uso della parole (la comunicazione non verbale è più rapida ed efficace di mille parole) e al tempo stesso ci mette alla mercé altrui perché è la via attraverso la quale esprimiamo sentimenti, emozioni, stati d’animo.

Se temiamo il fatto di comunicare le nostre sensazioni agli altri, mostrarci al prossimo diventa un problema, perché inevitabilmente ed anche contro la nostra volontà noi esprimiamo sempre le nostre sensazioni ed emozioni.

Molti sono insoddisfatti del proprio aspetto fisico, ma talvolta questa frustrazione può diventare patologica: accade quando il pensiero di non piacere agli altri diventa ossessivo al punto da compromettere la vita e le relazioni sociali.

 

La patologia

 

Il riconoscimento della dismorfofobia come patologia psichiatrica a tutti gli effetti risale a oltre 100 anni fa: a definirla tale fu lo psicopatologo tedesco Emil Kraepelin, che la annoverò fra le nevrosi compulsive. Mentre lo psicologo francese Pierre Janet la qualificò come obsession de la honte du corp (ossessione per la vergogna del corpo).

La dismorfofobia fa parte dell’ampio gruppo delle fobie ma rientra anche nella più estesa categoria dei disturbi somatoformi, caratterizzati da sintomi tangibili in assenza di una patologia organica che ne giustifichi la presenza.

La dismorfofobia si osserva principalmente negli adolescenti di entrambi i sessi ed è strettamente connessa alle trasformazioni dell’età puberale ed ai tanti cambiamenti che il corpo subisce con la maturazione.

Spesso tende a risolversi al termine dell’adolescenza, quando determinati disagi sono superati dal raggiungimento di una forma fisica adulta ed anche di una maturità psichica più consapevole.

Se, invece, il disturbo coinvolge soggetti adulti, assume caratteri di maggiore gravità e complessità, ed innesca la patologia che può portare a mille problemi dissociativi, di relazione e di auto accettazione.

A tutte le età, comunque, il paziente dismofofobico è un individuo con basso livello di autostima, che non si apprezza e pertanto parte dal presupposto che anche l’opinione degli altri nei suoi confronti debba essere del medesimo tipo.

 

 

Le cause della patologia

 

La causa del dismorfismo corporeo è sconosciuta, anche perché non è unica e mille possono essere i fattori scatenanti.

La comune associazione con sintomatologie depressive o con un’anamnesi familiare di disturbi dell’umore e ossessivo-compulsivi indica, almeno in alcuni casi, la possibile correlazione con tali  patologie mentali.

Non di rado negli adolescenti sono l’insicurezza e la scarsa autostima tipica dell’età a scatenare una preoccupazione eccessiva per il proprio aspetto e a far sì che tutte le attenzioni si concentrino su una parte specifica del corpo, percepita come deforme o imperfetta.

Inoltre, a tutte le età, sembrano giocare un ruolo determinante i canoni estetici imposti da televisione e riviste patinate: quando anche il più piccolo difetto viene additato dai media come una grave pecca e se ne pubblicizza la soluzione a tutti i costi, mediante la chirurgia o prodotti miracolosi, si finisce per pensare che qualunque desiderio di ordine estetico sia alla portata e si ingigantiscono, fino a considerarli insopportabili, difetti insignificanti e trascurabili.

Non dobbiamo dimenticare che grazie alla tecnologia ed agli effetti speciali tutte le persone che vediamo in tivu o sui giornali ci appaiono meravigliosamente belle, e spesso non hanno nulla di naturale.

Vedere il confronto delle immagini di tali vip rispetto a com’erano quando erano dei giovanotti o ragazzine ci dovrebbe far capire che da persone perfettamente normali con mille difetti si sono trasformati, grazie alla chirurgia, in esseri quali perfetti, ma non pensiate che lo siano realmente o che la loro vita sia più felice o migliore della vostra solo per questo motivo.

 

Sintomi: come si manifesta la patologia

 

 

I sintomi si manifestano sopratutto a livello comportamentale.

Il soggetto si convince di avere un difetto fisico e questo pensiero divento fisso e ossessivo tanto da perseguitarlo, da condizionarlo nella vita quotidiana o da spingerlo a rinunciare a ogni tipo di relazione sociale.

Ad esempio chi è tormentato dall’idea di avere piedi deformi può decidere di non indossare più sandali e calzature aperte e arriva a non recarsi in spiaggia d’estate.

Oppure c’è chi, malgrado sia giovane e senza rughe, prende seriamente in considerazione l’idea di un intervento di chirurgia estetica perché lo specchio gli riflette un’immagine distorta di sé.

 

Le conseguenze

 

In alcuni soggetti questa forma fobica può causare stress emozionale e incapacità di tessere adeguate ed equilibrate relazioni sociali e sessuali, con conseguente isolamento e con il rischio di dare il via a una sequenza di altre patologie tra cui il disturbo antisociale di personalità e il disturbo evitante di personalità.

Si possono, poi, determinare comportamenti fobico-ossessivi che, nei casi più gravi, evolvono in disturbi della sfera alimentare quali anoressia e bulimia.

La gran parte dei soggetti dismorfofobici sperimenta grave disagio per la propria supposta deformità e descrive le sue angosce e preoccupazioni come «intensamente dolorose», «tormentose», o «devastanti».

I più trovano le loro ansie difficili da controllare e non fanno alcun tentativo per contrastarle. Come conseguenza trascorrono gran parte della giornata concentrandosi esclusivamente sul proprio presunto “difetto” e su come porvi rimedio, fino a fare di questa inquietudine il pensiero dominante della loro vita.

 

 

Cosa fare

 

La terapia dei pazienti con disturbo di dismorfismo corporeo è quasi sempre infruttuosa se l’approccio è di tipo chirurgico, odontoiatrico o dermatologico, non è la correzione del difetto fisico a rappresentare la soluzione del problema.

I risultati nei casi più gravi ed invalidanti si ottengono con una psicoterapia appropriata, mentre per la semplice mania un intervento di counseling può risultare altrettanto risolutivo, in breve tempo ed anche a costi notevolmente inferiori.

Il counselor in tale caso ha il compito di comprendere il disagio ed aiutare la persona a superare le sue insicurezze perché possa amarsi ed apprezzarsi per quello che è realmente, senza bisogno di sognare di diventare un personaggio altrettanto irreale.

51 Comments

  1. Antonella ha detto:

    Ho questo problema da quando ero piccola. Sono stata anche autolesionista, perché non mi accettavo e non mi accetto . Evito tutti gli specchi e se per caso ci passo mi faccio del male guardandomi e dicendo che sono un mostro. Mi sento inferiore a tutti e gli altri sono più belle e migliori di me. Questo a condizionato la mia vita e il rapporto con gli altri .

    • Questo problema deriva da una mancanza di stima e di valore in se stessi, e non si accetta nemmeno per com’è fisicamente, lo specchio mette paura perché riflette la sua immagine, ma lei non si vede com’è in realtà ma come si sente e come si valuta, ecco perché guardarsi le da così fastidio.
      Se vuole possiamo fare un percorso per capire da dove nasce questa svalutazione di sè (anche se lo posso immaginare) e vedere di recuperarla.
      Se è interessata si metta in contatto via mail, ne parleremo e le darò tutte le indicazioni di cui ha bisogno.
      Info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  2. Claudia Festa ha detto:

    Non mi sono mai vista ne’ bella , né brutta! Spesso finivo al centro dell’attenzione per la mia parlantina e cultura generale. Ho una figlia , ma mi sono ritirata a vita privata da circa tre anni…in seguito ad alcune piccole delusione da parte di amici di vecchia data. “Troppo socievole, poco signori, non idonea a fare la donna !”perché odio rassettare e pulire casa….in seguito ad un trasloco lungo e ad una situazione in cui sono stata buttata fuori da mia suocera, mia madre e mia sorella, archiviata come “mi
    inutile cervello ” ” la filosofa” ” ospite sgradita” mi sono relegata nel mio nuovo appartamento! nel trasloco molti dei miei vestiti sono andati perduti, molti delle mie certezze sono andate perdute con essi. il mio peso aumenta nonostante io mantenga un regime alimentare normale ma senza grassi, e il mio viso e’ cascante, ho quasi il doppio mento pur non essendo in sovrappeso!sono decadente e ho paura di uscire dalla porta perché , uno ho paura di non rientrarci più…credo che potrei scappare ! due)mi guardano in strada , ero piuttosto conosciuta nel mio quartiere e esco solo col buio. Penso ” che orrenda fine ho fatto!” e che orrenda fine ha fatto il mio corpo……

  3. Anonima ha detto:

    Salve a tutti. Il mio caso è molto complesso. Tutto iniziò alle scuole medie, quando un gruppo di imbecilli mi ha affibbiato un soprannome molto crudele riguardante il naso. I miei genitori non hanno fatto niente per fermare tutto ciò, anzi sembrava si stessero divertendo nel vedere la propria figlia in lacrime. Tutti i giorni. Tutto ciò mi ha lasciato il segno, tant’è che sono anni che guardo video di persone con gravi malformazioni e amputazioni e il vederli mi rende “contenta”. Adesso ho superato i 30 anni e da quasi 12 vivo in Inghilterra. Purtroppo, a causa delle mie disavventure adolescenziali che hanno minato irrimediabilmente l’immagine che ho di me stessa, non ho mai avuto una relazione seria con un ragazzo perché mi vedo brutta (nel frattempo mi sono rifatta il naso). Ovviamente non ho mai avuto rapporti sessuali. E penso che non ne avrò mai, a meno che non paghi un gigolò che venga a letto con me. Ora il problema è che gente sconosciuta per strada mi dice che sono brutta, anche se una persona a me cara mi dice che è solo la mia immaginazione. Nessuno mi dice niente in realtà. Terapie su terapie non sono servite a nulla. Avevo tanti progetti e ambizioni importanti ma al momento la mia bruttezza consuma interamente le mie giornate.

    • Quando ti sento parlare del tuo naso mi viene in mente Barbra Streisand, anche lei con un naso importante ma considerata una delle donne più affascinanti d’america, e non si è mai rifatta il naso, anzi con ironia lo espone.
      Quando cerchi di nascondere un difetto tutti lo notano perché vedono il tuo disagio, non il difetto in sè ma come questo ti fa sentire, e ti assicuro che non è un naso a fare una persona ma nel tuo caso è diventato il motivo scatenante di tante cattiverie che ti hanno segnato.
      Non è mai troppo tardi per riprenderti la tua vita, così come sei, non badare agli altri, accettati tu in prima persona e tutto il resto diventerà superfluo, ma per arrivare ad un punto del genere devi riprendere la stima ed il valore di te stessa e saperlo rivendicare in ogni situazioni, a cominciare dalle tue autocritiche.
      Quello che mi rsulta assurdo è che anni di terapia non abbiano mai risolto il tuo problema, terapie più fallimnetari visto il risultato.
      Se vuoi provare a farti aiutare da me sono a tua diposizione, non ti assicuro miracoli in pochi giorni ma di sicuro lavorerò su quello che ti manca di più, amarti per come sei.
      Mi puoi contattare via mail : nfo@marilenacremaschini.it
      Marilena

  4. Monica ha detto:

    Buingiorno, sono la mamma di una bellissima ragazza di 17 anni che da circa 1 anno e mezzo si è messa in testa di soffrire di disforia di genere, e per questo di affidarsi nelle mani di “esperti” per cambiare sesso.
    Inutile dire i discorsi fatti con mia figlia, e la trasformazione avvenuta nel vestiario e nei capelli, perdipiù 8 mesi di psicoterapia che la Dottoressa ha voluto interrompere poichè, dopo averle chiaramente fatto capire che non c’è nulla di fondato e che lei soffre di altro disturbo psicologico e non di disforia di genere, le ha proposto si ritornare quando avrebbe desiderato di essere aiutata, altrimenti le sedute non servivano a nulla, poiché mia figlia faceva del tutto per “ingannarla”, second o la sua testolina adolescente, e convincerla che era nata maschio in un corpo di femmina.
    Io sono convinta che mia figlia sia assolutamente normale dal punto di vista del gender, ma sono certa che soffre di dismoforobia perché è ossessionata dal suo corpo che vede brutto e imperfetto (Dio solo sa quanto è invidiabile invece) e fissata con il corpo perfetto.
    Premetto che dall’età di 11 anni che studia giapponese e segue irrimediabilmente il mondo dei manga, e che a 12 anni ha subito un maltrattamento fisico (ma non un abuso sessuale) psicologico e verbale da un suo compagno di classe di cui aveva una cotta. Ha inoltre una estrema ammirazione per il fratello maggiore che reputa un Dio e che stava perdendo all’età di 5 anni per una malattia.
    Sottolineo che e stata al saifip (centro transgender di roma) e che fino a 5 o 6 gg. fa era estremamente convinta di andare al compimento del 18esimo anno.
    Ora sono già 3 volte in questi ultimi 4 mesi che, proprio il giorno prima dell’arrivo del ciclo, che parla tanto con me e si dichiara non più convinta di volerlo fare, e che riconosce da sola che i manga ed il suo compagno di scuola le hanno rovinato la vita, e che è ossessionata dalla perfezione del corpo, e che non sa come uscirne fuori perché secondo lei è impossibile sradicare una compulsività dal cervello.
    Mia figlia è facilmente influenzabile.
    Fino a pochi gg fa le venivano le crisi perché desiderava di fare subito la transizione, essendo che aveva ricominciato a freqeuntare una ragazza che aveva iniziato la terapia ormonale. Poi lei ha iniziato ad imbruttirsi e mia figlia ha iniziato ad avere dei dubbi, spostando così l’attenzione su un’altra sua coeetanea che invece, dopo 2 anni di voler diventare uomo, ha deciso di rimostrare la sua naturale femminilità.
    Mia figlia si è autodiagnosticata la disforia di genere seguendo alcuni consigli e suggerimenti di noti youtuber transgender, facendo così coming out sin dall’inizio a scuola con amici e parenti, prima ancora di parlarne con me e suo padre e di essere certa di questa cosa.
    Il brutto è che il giorno dopo che mi parla del suo dubbio di sentirsi in fondo una ragazza con un corpo ed un viso imperfetti e quindi ineccettabili, lei fa finta di non ricordare nulla di ciò che mi ha detto, e tutto procede come prima: un pseudo ragazzo.
    Ho provato a spiegarle ed a cercare di convincerla che deve farsi aiutare ma non vuole assolutamente perché non crede che le parole possano cambiare ciò che si è radicato in lei come una estrema convinzione, e che comunque ce la deve fare da sola.
    La ringrazio per l’attenzione e se ha qualche suggerimento sarò felice di ascoltarlo.

    La ringrazio per latyen

    • Le stia acccanto, non la faccia mai sentire sola e persa nella sua confusione mentale, ed insista perché continui a seguire un percorso psicologico, senza insistere troppo, ma facendole comprendere che se non supera il vaglio dei medici non ci sarà mai nessuna transizione, pertanto il percorso terapeutico è più che obbligatorio.
      Credo che abbia già compreso molti dei motivi che hanno spinto sua figlia in questo vortice senza fine, forse sono questi i fantasmi che deve affrontare… le dica di non aver paura della verità ma semmai del rimpianto e del rimorso.
      In bocca al lupo ad entrambe, che possiate trovare nel vosto modo personale la vostra serenità.
      Marilena

  5. Anonima ha detto:

    Mi ci riconosco un po’. Soffro di dolori mandibolari che tengo sotto controllo con un byte notturno. Fin qui nulla di eclatante, senonché, qualche mese fa andando a una visita medica il dottore ha classificato il mio viso come una terza classe scheletrica (in parole povere ho il mento un po’ sporgente) e da allora mi è precipitato il mondo. Ho iniziato a vergognarmi del mio viso e non mi piaccio più, ma proprio per niente Ho iniziato ad interessarmi ad un intervento chirurgico per correggere questo inestetismo, ma è un procedimento molto lungo, con conseguenze anche irreversibili, e non consigliato nel mio caso, poiché ho una struttura del viso comunque funzionante. Ho 25 anni, sono una studentessa di successo, ho amici, generalmente sono apprezzata dall’altro sesso e ho avuto diverse relazioni, tuttavia, da quando quel dottore mi ha resa consapevole di questo difetto, io non riesco più ad accettarmi.

    • Non fare di un difetto fisico comunque superabile, visto che addirittura ti era passato inosservato, un limite per la tua vita sociale e per la tua stima; la tua essenza, la tua persona, le tue doti e le tue qualità stanno dentro di te non fuori.
      Comunque posso comprendere che per una persona fragile, magari con poca stima, anche un piccolo difetto possa diventare un disagio, allora ti consiglierei di provare a fare un percorso con me per recuperare quella stima che ti farebbe star bene ed accettarti così come sei.
      Se vuoi provare contattami via mail: info@marilenacremaschini
      Marilena

  6. Monica ha detto:

    Ciao Marilena

    Io mi chiamo Monica, ho 31 anni e… mi odio.
    Ho imprato, negli anni, a convivere con questo mio piccolo ed insidioso cancro, a mascherarlo, perchè mi stava scarnificando nutrendosi di tutto il mio tempo, di tutta la mia vita.
    Mentre ti scrivo, ogni tanto, mi tiro via un capello e ne mangio il bulbo… mi. faccio. schifo.
    Io mi odio da sempre, da quando ne ho memoria. Non sono all’altezza dei miei canoni, sono peggio di ogni cosa, sono insignificante. Detesto i lineamenti del mio viso in maniera morbosa. A giorni alterni mi piaccio, mi scatto un selfie, mi sento bella… assurdo.
    Mi prendo in giro davanti allo specchio, mi sono allenata a prendermi cura di me stessa per cercare di rimediare allo schifo che vedevo. Ma di fondo poi quello schifo riemerge, non sempre per fortuna ma c’è.
    Io fingo di accettarmi per superare le giornate, perchè so che devo comunque uscire di casa ed avere a che fare con le persone e non posso permettermi di ricevere altra merda e quindi mi prendo in giro. Lo faccio bene perchè un po’ sono arrivata a credermi anche io. Poi mi scattano una foto e boom, ricado nel baratro per un po’. Li mi vedo per quello che sono realmente e, dio, odio quanto mi faccio schifo.
    Mi sento una pazza per quello che sto scrivendo e molto ridicola.
    La mia nuova moda e il voler essere molto molto skinny, sia perchè mi sento meglio sia per avere il viso più tirato, più tonico mentre io me lo vedo cadente e flaccido. Mangio poco, mi muovo tantissimo e non perdo peso ma anzi, mi gonfio. Persino il mio corpo mi prende per il culo. Sembra a volte che tutto sia volto a far si che io non ottenga mai da me stessa quello che voglio nonostante gli sforzi.
    Sono frustrata, arrabbiata, delusa. Sono una perfezionista e questa cosa mi ammazza perchè contribuisce ad alimentare il calderone del mio malcontento.
    A volte sono esausta e mi scoccia dirlo perchè capisco che mi ammalo l’anima per delle cretinate che a me sembrano dei problemi insormontabili.
    Marilena scusami per lo sfogo, non ho mai detto queste cose a nessuno, me le macero dentro con la speranza che un giorno svaniscano via poi succede, come stasera, che vedo un foto della persona che io considero perfetta nella sua semplicità e crollo…
    Vado in bagno, davanti allo specchio e mi guardo, mi scruto e l’immagine che vedo riflessa non mi rappresenta. Io con quel viso non posso esprimere chi sono perchè non sono quella li… i miei lineamenti non sono eleganti e non sono armonici, ci sono troppe asimmetrie, il naso è grosso e a patata, il mento è strano, l’attaccatura dei capelli irregolare… è tutto sbagliato di quel poco eppure di quel molto e lo detesto.

    Scusami se ho approfittato di questo spazio per sfogarmi un poco.
    Grazie

    • Che ne dice di affrontare una volta per sempre tutte queste questioni che la fanno soffrire?
      Il suo problema può essere affrontato solo attraverso un percorso in counseling.
      Il suo problema può essere affrontato solo col counseling in via privata.
      Può trovare tutti i dettagli della modalità in counseling a questo indirizzo, andando a visionare tra le promozioni in fondo alla pagina:
      https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
      Dopo aver fatto la sua scelta mi ricontatti al mio indirizzo: info@marilenacremaschini.it
      Buona giornata
      Marilena

  7. Lucrezia ha detto:

    Buonasera, ho 40 anni soffro di dismoforbia da una vita. Vorrei se possibile informazioni per un un counseling a distanza.
    Grazie

  8. anonimo E. ha detto:

    è la prima volta che sento parlare di questa cosa ma mi ci rivedo come non mai, ogni sintomo o caratteristica sembra sia stato scritto da me. ho 18 anni e ho paura di crescere così. non mi piaccio. le cose che ho letto mi fanno paura perché io ci credo davvero e sono così. non mi sento mai a mio agio. cerco sempre di evitare situazioni del genere perché poi sono ancorata a queste sensazioni. me ne voglio liberare. qualcuno mi insegni come si fa ad accettarsi e ad andare fiera di quello che sono. magari così lo vedono anche gli altri

  9. Anonima ha detto:

    Buongiorno,ho 50 anni,sono madre di tre figli e non mi piaccio,né fisicamente né come persona. Sono passata da 56 kg a 85,non mi guardo allo specchio e non voglio essere fotografata,nemmeno ai compleanni dei miei figli. Non mi compro più da vestire,tutto mi sta male. L’autostima è pari a zero.

  10. Marina ha detto:

    Buongiorno e perdonate la mia breve risposta: ma se uno è veramente brutto? Io ho la fobia di fare foto e mi vedo brutta tutta (sono piena di difetti ce li ho praticamente tutti) se uno è brutto davvero non esagera a vedere i difetti

    • VEdere e riconosceri i propri difetti è sintomo di intelligenza, saperli gestire con noncuranza ancora di più
      Tutti noi abbiamo dei difetti, nessuno ne è esente, l’importante è non farci gestire da essi e non far ruotare la vita intorno ad essi
      Ho conosciuto persone molto affascinanti e devo dire che non erano particolarmente belli, ma magnifici da ascoltare e con cui dividere qualcosa, dunque non sempre un difetto è meramente un difetto, dipende da come lo si gestisce
      Marilena

  11. A. ha detto:

    Salve, sono una ragazza di 20 anni e leggendo questa pagina mi sono rivista in queste parole.
    È dalle medie che ho problemi ad accettarmi, so di non essere bruttissima ma sono anche consapevole di avere difetti ma nonostante io abbia già accettato di avere dei difetti (che spero di risolvere con la chirurgia), non riesco comunque ad accettarmi ho spesso momenti di depressione e continui attacchi dove piango perché mi vedo un mostro che non piace a nessuno. Mi sento sempre sbagliata anche quando esco fuori, magari sono felice (sono una persona abbastanza solare) dopo all’improvviso penso ai miei difetti e mi sento a disagio, in questo periodo con la mascherina sono anche felice perché mi nascondo il viso.
    Quando ho uno dei miei attacchi mi sento sbagliata, colpevole di aver rovinato la vita alle persone che mi circondano.
    Penso sempre ai miei compagni delle medie che mi chiamavano “mostro” “sei uno sbaglio della natura” “sei nata per colpa del preservativo rotto”… Tante tante cattiverie e so che erano immaturi ma le parole sono difficili da dimenticare avrei preferito subire una cosa fisica piuttosto che psicologica perché così almeno non avrei ancora l’eco di queste parole nella mia testa.
    I miei genitori mi vogliono bene e lo so ma mi hanno sempre comparata con le altre ragazze in particolare con una, per la quale io provo odio perché la vedo perfetta perché è la figlia che i miei hanno valuto e invece hanno avuto me uno sbaglio che ha rovinato anche le loro di vite.
    Spero soltanto di poter essere libera un giorno da tutte queste mie insicurezze e sentirmi amata anche con i miei difetti.

  12. rossana ha detto:

    Salve ho 45 anni e da sempre odio il mio maledetto naso, adesso purtroppo grazie all’età si aggiungono rughe pieghe varie e via decadendo..
    il blocco maggiore è nel cantare: a me piace cantare e frequento anche un corso, intrapreso nella speranza di uno sblocco davanti alle altre persone, oltre al fatto ovviamente di imparare la tecnica dopo anni di faidate, ma tutt’ora dopo un anno, ancora mi imbarazzo a cantare anche solo davanti all’insegnante che ovviamente mi osserva per vedere la postura e tutto il resto, infatti io, a differenza di come faccio a casa da sola, davanti a lei sono di sasso.. l’idea di essere osservata e sapere che chi mi guarda sta vedendo un viso sgraziato, mi rende praticamente un palo che canta per cui anche la prestazione non è il top a livello proprio di interpretazione.. non pretendo certo di essere miss mondo ma almeno gradevole, non vomitevole o ridicola.. forse è anche vedere lei che è una bella donna e sicura di sè ( per forza è bella!!) mi mette soggezione..
    ho provato a iscrivermi anche a recitazione per sbloccare l’interpretazione a canto e li invece dopo 3 lezioni sono abbastanza a mio agio, mi vergogno molto meno eppure ci sono altre 4 persone a guardarmi… stranissimo, non ci capisco nulla!!!
    grazie

    • Se è così invalidante il suo naso ha pensato alla chirurgia estetica…
      ma voglio anche ricordarle cantanti famose e non belle e con un naso di tutto rispetto, sto parlando di Barbra Streisant, che non si è mai fatta condizionare, ed oltre ad essere una grande cantante è considerata una delle donne più affascinanti al mondo, ed ha conquistato uomini di tutta bellezza
      Come vede non è il naso a comandare, ma la sua stima ed il suo carattere.
      Se però le rimane il problema e volesse fare un piccolo percorso in counseling io sono qui ad ascoltarla.
      Marilena

      • rossana ha detto:

        grazie per la sua risposta.
        si certo la chirurgia.. peccato che costi, non assicura il risultato e magari dopo è pure peggio anche “solo” a livello funzionale…
        troppo rischiosa per una cosa estetica… certo ci sono artisti che non sono belli ma probabilmente hanno sicurezza di se stessi già alla base, oppure dei genitori intelligenti li hanno tirati su infondendo loro la sensazione di essere belli lo stesso.
        La loro sicurezza di se, da qualsiasi parte arrivi, la trasmettono a tutti, dando la sensazione di essere liberi da se stessi e da queste idiozie dell’ estetica, si lasciano andare quando cantano e danno emozioni.. ecco il loro fascino! la gente prova emozioni nell’ascoltarli e non vede piu il lato estetico… anche Mick Jagger o Janis Joplin sono esempi di non belli ma sicuri di sè infatti le loro esibizioni danno proprio quella sensazione..
        mia madre invece sempre a dirmi: “hai la faccia da malata, il colorito grigio, truccati/pettinati che stai meglio sennò sei slavata e sciatta…. ” e via distruggendo la autostima!!! adesso invece mi fa notare i segni del tempo: non ridere che ti vengono le rughe.. non girarti cosi che hai le pieghe sula faccia..” cioè già mi danno fastidio ste cose, perchè devi agitare il dito nella ruga..???
        non è solo naso…
        grazie, mi piacerebbe avere un consulto ma purtroppo il costo non me lo permette.. quanto sarebbe una seduta? grazie

  13. Marco ha detto:

    Uguale per me, ne soffro diciamo da appena nato, oggi ne ho 40 ed è sempre peggio. Nato e cresciuto da famiglia tossica con alcolista.
    Ps sogno un futuro dove lo stato richieda una patente con tanto di requisiti per essere genitori e che all’occorrenza butti giù le porte per portare via i figli da questi personaggi e crescerli in ambienti più sani.

  14. Ga ha detto:

    Sono anni che non faccio altro che preoccuparmi del mio aspetto fisico.
    Quando mi sveglio, prima di andare a dormire, più volte passo davanti allo specchio per vedere qual é il problema e come posso migliorarlo.
    Mi vergogno così tanto di alcune parti del mio corpo, talmente tanto che a volte ho pure difficoltà a farmi la doccia, perché tocco il mio corpo, nudo e a mio parere pieno di difetti…
    E tutto questo mi crea solo insicurezze e turbamenti.
    Non vivo bene con me stessa, non mi piace quello che vedo e dubito che possa piacere agli altri

  15. Sonia ha detto:

    Salve ho anche io questo problema purtroppo…

  16. Sonia ha detto:

    Posso avere info al riguardo?

  17. Andrea ha detto:

    Buongiorno Dottoressa.
    Non ho mai sofferto di dismorfismo in maniera “seria”. Certo non sono perfetta ed ho sempre cercato di nascondere i miei difetti, senza che ciò influenzasse davvero troppo il mio stile di vita (abiti ampi, niente mare o piscina, timidezza).
    In effetti ritengo di essere una persona che bada veramente poco all’aspetto estetico (sia su di me, che sugli altri) ma, consapevole che siamo in una società incardinata sulla immagine, sono molto sensibile a ciò che le altre persone potrebbero pensare del mio aspetto.
    Da un paio di anni però ho cominciato a ingrassare ed il mio aspetto è peggiorato ulteriormente. Ora mi vedo così inadeguata da non voler avere più rapporti intimi con il mio compagno (che non mi rassicura ma anzi rincara la dose seppur in maniera scherzosa).
    E più mi sento inadeguata, più mi rifugio nel cibo (mi dico: “tanto peggio di così?!”).
    Come si esce da questo loop?

    Grazie

    • Nessuno è perfetto cara Andrea, ma noi tutti lo dovremmo essere ai nostri occhi.
      Poco importa come siamo, piacerci ed amarci è il primo passo per sentirci sicure, amate e per avere un buon grado di autostima.
      Se questa viene a mancare possono essere utili anche delle sedute in counseling, in tal caso mi contatti privatamente via mail: info@marilenacremaschini.it
      MArilena

  18. Sonia ha detto:

    Buongiorno, ho 50 anni e sono sempre stata considerata una bella donna. Anche ora ricevo spesso apprezzamenti e ho da due anni un bellissimo compagno di 5 anni più giovane. Da un annetto il mio viso ha perso la forma di un tempo e inizia a dare segni di cedimento. Non rieco ad accettare questo difetto che mi ha cambiato completamente l’espressione del viso: mi rende triste e molto più vecchia della mia età. Questo cambiamento, pur rendendomi conto che sia un normale processo di invecchiamento, sta diventando la mia ossessione. Non mi sento di affrontare un lifting sia per paura che per una questione economica, ma in cuor mio spero un giorno di riuscire a farlo perchè non credo mi riuscirò mai ad accettare così cadente. cosa mi consiglia?

    • Quelle piccole modifiche che vedi sul tuo viso sono semplicemente i segni del tempo che non lo rendono certo meno interessante, anzi…
      ricordati che la bellezza di una persona è sopratutto interiore, ed il fascino deriva dalla sua raffinatezza e sicurezza, nulla a che vedere con un viso o corpo perfetto, che colpisce solo apparentemente ma che col tempo svanisce.
      un eventuale lifting serve soltanto a coprire i segni del tempo articiosamente, e la cosa si nota ed è immediatamente visibile, gli altri noteranno l’intervento e percepiranno la tua debolezza verso un corso naturale della nostra esistenza
      Ci sono donne bellissime nonostante qualche segnetto o rughetta, ma non intaccano il loro fascino che come ti ho detto viene dall’interno, dal nostro profondo
      Amati e anche gli altri ti ameranno, questo è il segreto
      se hai bisogno di aiuto a cercare una sicurezza interiore contattami privatamente a info@marilenacremaschini.it
      Marilena
      in bocca

  19. Edy ha detto:

    Io sofro credo di questo problema non mi piaccio tutti dicono che sono bella ma io non sto bene con me stessa mi guardo il viso e lo odio perche ho la cuperosi e lo copro con trucco allora mi lascio andare cosi dico e meglio cerco di farmi piu male e cosi sto inizziando a lasciarmi andare

  20. alba iavarone ha detto:

    mi ci rivedo tantissimo in ciò che ho letto e la cosa mi spaventa.
    sono una ragazza di 20 sempre attenta, in modo maniacale, sull‘estetica.
    mi piaccio tantissimo nello specchio, davvero non trovo nulla di strano in me, però appena mi faccio una foto mi vedo completamente storta, ho chiesto a chiunque e tutti dicono di vedermi normale senza asimmetrie, ma io non ci credo, non ci credo minimamente e questa situazione mi sta portando ad un’angoscia assurda. credo di aver bisogno di un aiuto specifico.

  21. Giada ha detto:

    Io non lo so, se ho questa roba qua, ma in parte mi ci riconosco. In generale nella vita sono una perfezionista, quindi anche verso il mio corpo. Fin dall’adolescenza avevo il vizio di controllarmi la pancia. Negli ultimi 5 anni, ormai sono quasi a 40,tutto questo è aumentato. Mi guardo spesso allo specchio, mi ispeziono e controllo tutta, magari mi vedo bella, due minuti dopo passo davanti ad un altro specchio e vedo difetti ripugnante, tanto che mi chiedo allibita : ma allora dove sta la verità? Oppure faccio una foto e mi piaccio, ne faccio un ‘altra subito dopo e non mi piaccio più… Mi alleno, dopo un po’ mi sembra di avere raggiunto risultati, ad esempio comincio a notare gli addominali, il giorno dopo mi vedo flaccid a… Insomma mi devo decidere! Tuttavia questo pensiero e questo controllo prendono sempre più spazio nella mia mente,talvolta cerco di rilassarmi guardando un film e finisco per guardarmi la pancia o pensare a quale allenamento farò all’indomani. Però non è che mi vedo sempre brutta, ci sono momenti che mi vedo bella e sono sicura della mia immagine, in generale però voglio sempre di più, non sono mai soddisfatta e, soprattutto non ho una visione stabile, ogni 10 minuti cambio idea. Gli specchi sono la mia delizia e la mia croce, li vivo in maniera compulsiva. Grazie se saprà dirmi se rientro in questa categoria o se si tratta di altro. Buon lavoro!

  22. Anonimo ha detto:

    Io ho 20 anni e ho passato tutta la
    Mia adolescenza a preoccuparmi per il mio corpo e per il mio viso che mi ha limitato nei rapporti sociali anzi in qualsiasi cosa della vita quotidiana , anche per buttare la spazzatura.
    Io non penso di essere brutto anzi, però ci sono alcuni aspetti per cui sono veramente ossessionato. Il mio naso che soprattuto al liceo mi ha limitato anche nel semplice parlare con una persona, oppure fare una foto è avere il terrore poi di andarla a vedere. Ci sono anche altri aspetti di me che non mi piacciono però alla fine riconduco tutto al naso
    Come se rifarmi il naso potrebbe risolvermi anche altri difetti non collegati.
    Circa un anno fa mi sono affidato ad una psicologa che mi ha fatto prendere consapevolezza su alcune cose della
    Mia infanzia e del mio modo di essere dovuto all’ambiente familiare in cui ho vissuto. I miei genitori sono separati da quando ero piccolo coinvolgendo anche me e mio fratello.Diciamo che nessuno si è mai preoccupato del fatto che io stessi soffrendo , in pratica ero invisibile assistevo a cose a cui un bambino non dovrebbe assistere e quindi ho cominciato ad assumere un atteggiamento di rassegnazione nei confronti della vita stessa perché tanto nessuno mi vedeva e a reprimere le mie emozioni , fino a quando non sono scoppiato un anno fa.
    Ad oggi sono riuscito a parlare con i miei genitori a sfogarmi con loro ripudiandoli per il loro comportamento da menefreghisti, però davvero a volte mi pare di parlare ad un muro loro non sono ancora in grado di capire i miei disagi, e non riescono neanche a prendere consapevolezza dei loro errori,(per loro hanno fatto tutto giusto)e questo mi ributta giù.
    Ad oggi sono ancora ossessionato dal mio naso ,a volte penso di aver fatto qualche passo in avanti ma poi il giorno dopo tutto sfumato, e questo mi crea dei veri stati di ansia. Inoltre Vivo come se io debba dimostrare qualcosa a quelle persone che mi hanno fatto soffrire quindi devo essere perfetto in tutto quello che faccio e in tutto quello che sono.

    • Caro Anonimo,
      le sofferenza di una vita non si superano facilmente, ma tu ce la stai mettendo tutta, non arrenderti, vedrai che col tempo sarà sempre più semplice.
      Amati così come sei, la meraviglia del tuo essere non sta negli occhi degli altri ma solo nei tuoi, usa soltanto quelli e liberati da tutto il resto.
      Se poi avrai bisogno di aiuto o di un sostegno mi puoi contattare via mail:info@marilenacremaschini.it
      in bocca al lupo
      Marilena

  23. Anonimo ha detto:

    Ciao, ho 20 anni e possiedo un problema molto raro. Il mio viso non è armonico, ho un problema alla mascella che mi causa un disallineamento del mento spostando quest’ultimo verso destra e in piu ho un naso “strano”. Mi specifico meglio: Il mio naso ha una leggere gobba, vedendolo di profilo è perfettamente diritto (nessuna curva) ma appena cambio prospettiva, guardandolo in diagonale diventa gobbo, e succede anche quando mangio, parlo, rido eccetera. Il problema del naso non è grave, non faccio molto caso a questo anche se però mi da abbastanza fastidio: Il mio problema è il mento, mi causa tanta timidezza, non riesco a guardare in faccia nessuno, non ho mai avuto una ragazza e mi sto isolando diventando sempre più depresso perchè ho paura e mi vergogno, in più, oltre che al mento storto, la mia arcata superiore è diventata storta, inclinandosi verso destra. Mi sono reso conto di avere una malocclusione di 3 classe, e per risolver questo problema devo fare la maxillo-facciale. Io ho paura degli interventi chirurgici e vorrei evitare ciò, non riesco a prendere coraggio per questa operazione.

    • Superare le proprie paure, in questo caso derivanti anche da una forma non perfetta del naso, significherebbe acquistare sicurezza e meggiore senso di autostima.
      Quando il difetto è così invalidante si consiglia sempre l’intervento per il benessere psico-fisico.
      Sono a tua disposizione, caro Anonimo, qualora ne volessi parlare e trovare quel coraggio, in tal caso contattami via mail:
      info@marilenacremaschini.it
      spero di sentirti presto
      Marilena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *