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La firma: l’identità sociale

La firma è la nostra identità sociale

La firma rappresenta ciò che noi vogliamo essere.

Il testo di uno scritto, il corpo centrale della scrittura per intenderci, parla della personalità dello scrivente, delle sue infinite sfaccettature, nella sua complessità fatta di un passato e del desiderio del futuro, di tensioni , di paure ma anche di desideri e di sogni, di come l’individuo si rapporta con gli altri e con il mondo e di come esprime se stesso, con quali caratteri ed atteggiamenti preferenziali.

La firma da la visione di come uno si immagina nel suo ambiente e definisce la sua identità sociale.

Essa è composta dal nome e dal cognome, che vanno distinti psicologicamente.

Il nome è molto personale, identifica l’uomo è la donna come individui a se stanti, come esseri indipendenti anche se facenti parte di un contesto sociale, il cognome invece proviene dalla famiglia ed identifica quest’ultima come facente parte di un gruppo più ampio che è la società, il ceto ed il ruolo sociale.

Per questo motivo la firma può essere redatta con uno stile grafologico uguale o completamente diverso dal testo.

Se è conforme al testo significa che la persona autrice ha raggiunto un grado di individualità corrispondente alle aspettative, chi ambiva a diventare un professionista lo è diventato e chi aveva delle personali aspettative le ha raggiunte, completandosi.

Quando invece la firma dello scrivente differisce dal testo significa che il desiderio di vedersi in un certo modo nell’ambiente circostante, sociale, famigliare o professionale, non è stato raggiungo tanto quanto lo erano le aspettative ed i desideri.

Pertanto chi scrive desidera vedersi diverso da come si sente in realtà.

Tale dualismo può nascere anche a delle insoddisfazioni personali per lo stile di vita o per delle ambizioni diverse dalle predisposizioni personali.

Quando si vive una vita ma si desidera ardentemente essere altrove o in circostanze diverse la firma tende a diversificarsi dal resto del testo, segnando tale ambizione o desiderio.

Ci è stato insegnato che il nome deve precedere il cognome, sempre che non si stia riempiendo un modulo informativo che necessita di archiviazione per cognome.

Ma la preferenza dell’uno rispetto all’altro non è data soltanto dalla sequenzialità.

Le persone che privilegiano l’importanza della loro personalità come individui unici e separati dall’ambiente sociale in cui vivono, dalla famiglia di origine o dal ruolo professionale assunto daranno maggiore rilievo al nome, anteponendolo, ingrandendolo, ampliandolo rispetto al resto.

Coloro che riconoscono nella famiglia, nel ruolo sociale un fattore importante, preminente, amplificano invece la struttura del cognome, spesso lo legano al nome come se fosse tassativa la circostanza che l’uno non può esistere senza l’altro.

Chi ha un attaccamento particolare verso la famiglia e ne riconosce la priorità, chi fa un lavoro che rappresenta tutto il suo essere, oppure chi ha raggiunto un determinato ruolo sociale come massima aspirazione scriverà un cognome che risalta sopra tutto il resto.

Anche l’inclinazione della firma, verso l’alto o verso il basso, può essere differente dall’inclinazione del testo, facendo emergere un desiderio di potersi migliorare, la voglia di maggiore possibilità di ambizione e di gratificazione personale.

Se rivolta verso il basso denota una condizione depressiva dell’essere rispetto ad un’apparente serenità.

Anche la scelta del punto in cui viene eseguita ha molta importanza.

C’è chi la mette di seguito al testo, non modificando lo spazio del rigo, a conferma della sua piena corrispondenza di ciò che desidera rispetto a ciò che veramente è.

Attenzione però, per confermare tale stato di soddisfazione non vi devono essere altri segni che celano in realtà il bisogno di confermare tale giudizio negli altri, mentre loro ne sono privi totalmente, la considerazione altrui diventa un modo compensativo dei propri desideri nascosti ed inconsci.

Chi invece mette molto spazio tra il testo e la firma prende notevole distanza da come si sente realmente e come viene percepito dagli altri.

Chi sottoscrive vicino al margine sinistro ha solitamente il bisogno di sentirsi connesso con il mondo famigliare da cui proviene, una sorta di rassicurazione.

Chi firma in centro ha una visione egocentrica di sé.

Chi firma a destra vede se stesso proiettato nel futuro, verso altre imprese e progetti sempre in continua espansione ed idealizzazione.

Tali caratteristiche devono essere sempre analizzate trovando nella scrittura altri segni che confermano o negano tali sintomi e disposizioni psichiche.

La nostra scrittura rappresenta il nostro essere ed il mondo complesso ed articolato, unico e speciale di vivere e sentire, la firma rappresenta un’identità intima, interiore che spesso non viene espressa all’esterno.

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