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Quando la firma è più piccola del testo
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La firma sottolineata si realizza con un segno trasversale, a volte ripassato sotto orizzontalmente, a volte sopra a volte zizzagando sotto la sottoscrizione e che in gergo viene chiamato “paraffo” in quanto si tratta di una aggiunta che nulla ha a che vedere con le lettere che formano il nome ed il cognome dello scrivente.

Sottolineare la propria firma è sintomo di un desiderio di ribadire la propria importanza, la propria valenza, rimarcare l’esserci e l’essere preso in considerazione, il voler ribadire che si ha un certo valore che gli altri non devono dimenticare (questo è forse il più grosso timore del sottolineature) e che sperano di essere ascoltati e presi in considerazione.

In pratica chi sottolinea la propria firma vuole dare rilievo al proprio ruolo sociale, al proprio essere, sia personale che professionale in ambito pubblico, e con maggiore enfasi sarà formata tale sottolineatura, cioè un semplice tratto trasversale verso sinistra oppure un tratto lungo, pressato vistoso e magari ripassato più di una volta, tanto maggiore sarà il bisogno interiore del soggetto di farsi notare.

Di seguito mostro una sottolineatura che invece di proseguire dall’ultima lettera e girare sotto a sinistra sottolineando il nome in questo caso la sottolineatura è totalmente separata, anzi c’è un avvio un gancio a sinistra di partenza che rinforza il distacco dalle lettere della firma.

In tale caso lo scrivente non vuole soltanto dare risalto a se stesso identificato come persona che porta un determinato nome e cognome, ma il risalto è desiderato indipendentemente dall’identificazione della persona e dalla sua appartenenza ad una famiglia, ceto o ramo sociale.

  [1]

 

Questo avviene perché probabilmente il bisogno di avere un ruolo rilevante la persona non lo sente derivare da se stessa ma da un elemento ultroneo ed estraneo alla sua personalità ed individualità.

In tale caso la necessità di mostrarsi in pubblico, farsi notare e farsi considerare non è mettere in mostra se stessi, che probabilmente lo scrivente non ritiene abbastanza valente ed importante da poter ottenere un qualche risultato, ma aspira ad una ambizione nell’interrelazione sociale indipendentemente da se stesso e dalle proprie qualità intrinseche, separatamente da esse ed indipendentemente dalla sua persona.

La firma può essere sottolineata non soltanto con delle linee ma con degli elementi di puro abbellimento che uniscono giocosità, fantasia ma anche desiderio di raffinatezza e di rendersi unici e particolari, differenziandosi dal solito e dalla massa in genere, per assicurarsi originalità e creatività che non tutti possono permettersi.

Le forme evocate possono consistere in triangoli, frecce, cerchi, spirali, cuoricini, fiorellini (soprattutto se è una donna o una persona femminile ad eseguirli) e incise nel grafismo possono essere interpretate per il loro valore simbolico.

In tal caso lo scrivente si pone solo la necessità di rappresentarsi vuole ricondurre a sé un simbolo, un segno un marchio di rinascimento che per lui avrà lo stesso valore ed importanza della firma e del nome stesso.

Un esempio tipico di sottolineature che diventano artistici e puri abbellimenti si riscontrano ad esempio nella scrittura del grande pittore Salvador Dalì (1904-1989) [2]

 

 

In tale caso non si può non notare la creatività e la particolarità di un artista che non voleva passare inosservato o confuso con altri nemmeno quando firmava, egocentrismo e narcisismo portato allo stremo, in tal modo la firma diventa una vera e propria opera d’arte.

In questa prima firma si trova stilizzata la riproduzione di una corona simbolo per eccellenza di una regalità che l’autore si auto concedeva, per superbia, narcisismo spesso correlato con delirio di onnipotenza.

Un’altra firma artistica di Dalì [3] rappresenta simbolicamente un sole diviso in due parti che potrebbero essere lo yin e lo yang o un semplice abbraccio di due persone o due elementi, fissato il tempo della esecuzione della firma ad una certa data che fissa il ricordo della sensazione che quell’immagine trasmetteva all’artista.

 

 

Infine occorre rimarcare il fatto che tali firme originali e creative diventavano il logo stesso identificativo dell’autore, pertanto di per sé delle vere e proprie opere d’arte, in tal modo l’autore si innalzava ad autentico essere divino, sacro, soprannaturale consacrato a rimanere nella storia dell’arte per sempre, così com’è stato di fatto.

La firma sottolineata dunque segna l’esigenza di essere notati, considerati, valorizzati.

Se la sottolineatura parte dal fondo e torna indietro significa che il soggetto ricerca una carenza affettiva e di considerazione nonché di stima e valutazione che gli è mancata nel passato, tale mancanza non è mai stata dimenticata tanto da essere ribadita e richiesta anche nell’età adulta.

Se la sottolineatura va invece da sinistra a destra, lo scrivente intende confermare che ha sempre avuto una capacità e un grado elevati, ma gli altri non l’hanno mai capito abbastanza o non se ne sono ancora accorti, è dunque un richiamo per gli altri verso la propria persona.

Se la firma viene eseguita “protetta” da un’ellisse o “inscatolata” in sottolineature e sovra-lineature il bisogno di protezione, necessità che nell’ambiente più intimo lo scrivente sente carente o assente del tutto, quindi il suo bisogno di protezione diventa un vero e proprio stile di vita ovunque si trovi e la necessità di sentirsi valorizzato prende un aspetto particolarmente importante soprattutto se manca nell’ambiente intimo che dovrebbe essere quello in cui il soggetto non dovrebbe avere il bisogno di darsi importanza per essere amato e desiderato.


[1] Immagine tratta dal sito: http://vivalamamma.tgcom24.it/2014/01/dimmi-come-firmi-e-ti-diro-come-sei/

[2] Immagine tratta dal sito: http://www.monografias.com/trabajos915/breve-resena-dali/breve-resena-dali.shtml

[3] Immagine tratta dal sito: https://www.todocoleccion.net/arte-catalogos/firma-salvador-dali-homenaje-durer-ano-1971~x11149896

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