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La grafologia nell’età evolutiva

Per età evolutiva si intende quel periodo di vita che parte dalla nascita di un neonato sino alla completa maturazione sessuale del ragazzo e la sua evoluzione, sia fisica che psichica e la soddisfacente e completa integrazione nell’ambiente socio culturale in cui si trova a vivere.

Non si possono stabilire dei periodi precisi o dell’età determinate a priori del passaggio da una fase all’altra in quanto ogni individuo ha una sua maturazione specifica, che segue ritmi e tempi personali,  e che riguardano non solo lo sviluppo meramente fisico di tutte le sue funzioni,  secondo parametri ritenuti di media, ma sopratutto anche quella psichica che corrisponde alla maturità del cervello e delle sua capacità cognitive, emotive e sensoriali.

Non necessariamente tali condizioni di maturità debbano coincidere in quanto è possibile che una maturità fisica bel sviluppata non corrisponda in modo pieno alla maturità emotiva, dati molti fattori che vi possono incidere,  quali l’ambito famigliare e le sue problematiche e le sue incomprensioni, l’ambito scolasti con il suo adeguato inserimento, la rete amicale e la possibilità che sia costruttiva e non sintomo di disagio.

Come diversamente una maturità emotiva e cognitiva, per esperienze di vita che hanno costretto il bimbo a crescere e divenire più responsabile dei suoi coetanei comportato una maturità psichica mentre può anche non essere completa quella fisica e della crescita strutturale e neuronale.

L a maturità fisica e quella psichica possono dunque essere raggiunte in periodi diversi.

Generalmente si possono riassumere , in modo approssimativo, quelle che sono le fasi della crescita di un ragazzo:

la prima infanzia: viene definita l’età che va da 0 a 2 anni, in tale fase il bambino dipende completamente dalla famiglia accuditrice e dalla madre;

la seconda infanzia:  è l’età che va dai 2 anni a 6 anni, in tale periodo il bambino ha già propvato l’esperienza di ambienti sociali diversi dalla famiglia, come la scuola materna o l’inizio della scuola dell’obbligo;

la fanciullezza: è l’età che va dai 6 ai 10-11 anni circa, in tale periodo il, bambino sperimenta la sua rete sociale, cioè quell’interrelazioni di rapporti con i coetanei (compagni di scuola) ma anche adulti diversi dai genitori ( gli insegnanti e gli istruttori):

 la preadolescenza: va dai 10 anni ai 13-14anni, precede la fase di maturazione sessuale completa ma in essa si possono già notare delle trasformazioni fisiche e di carattere del bambino, che se da una parte aprono al mondo dell’adulto spaventano per una serie di disagi: la trasformazione del proprio corpo, la ricerca dell’approvazione degli altri non più donata incondizionatamente come quella dei genitori, la ricerca di un gruppo in cui identificarsi per sentirsi più maturo, responsabile ed autonomo dalla famiglia;

l’adolescenza: che va dai 13 anni sino ai 18 anni, età per cui la legge presume unna maturità completa.

Quest’ultima è la più critica perché intervengono gli ormoni a sbilanciare un equilibrio già precario per quanto sopra riferito e che realizzano la trasformazione del ragazzo nell’uomo e di tutti gli attributi che lo contraddistinguano.

Quest’ultima è la più critica perché intervengono gli ormoni a sbilanciare un equilibrio già precario per quanto sopra riferito e che realizzano la trasformazione del ragazzo nell’uomo e di tutti gli attributi che lo contraddistinguano.

È una fase questa di grande confusione mentale: il corpo non è più lo stesso ma si trasforma e porta delle nuove necessità che il bambino non conosceva e non sapeva gestire.

Inoltre si innesca nei giovani la voglia ed il desiderio di emanciparsi dalla famiglia, diventando indipendenti non solo con gli atteggiamenti, ma soprattutto con le idee ed i pensieri, vengono acquisiti nuovi valori che sono i valori del gruppo e con cui il ragazzo si identifica completamente.

Sono nell’età scolastica il bambino ha imparato a scrivere e quindi sarebbe in gradi di redigere una scrittura utile per l’analisi grafologica.

Per quanto riguarda la fase precedente vi sono degli accorgimenti che sopperiscono alla incapacità scrittoria oppure alla difficoltà di essa, sia per motivi neurologici, come la presenza di un deficit da DSA, sia per un ostacolo mentale alla materia scritta.

Tali accorgimenti sono l’uso degli scarabocchi che l’uso dei disegni.

Può essere anche il disegno libero, ma solitamente l’esaminatore da un incarico ben specifico sul disegno da realizzare: il disegno dell’albero, delle stelle e delle onde, dell’omino sotto la pioggia, se riguardano specificatamente indicazioni di compiti che hanno come fine la valutazione della sua personalità, oppure disegni come quelli della famiglia, della casa e di dove vivi, che verificano coma il ragazzo si sente nel suo ambiente e come reagisce ad esso.

Lo scarabocchio è un test cognitivo che può essere utilizzato sia per i piccoli che per gli adulti, come specificato nel mio articolo di cui al link indicato.

Gli stessi colori sono estremamente importanti, usati per quali modalità riempitive o descrittive e con quali intensità, esprimono molto del soggetto esaminato.

Non è detto però che sia lo scarabocchio che l’uso del colore nel disegno possa essere uno strumento suppletivo adeguato nel caso non si possa ottenere uno scritto, per vari motivi che possono non riguardare la mera sfera fisica.

Nella fase comunque dell’evoluzione dell’infante, del bambino, del ragazzino sino all’adulto, compreso, la grafologia è un ottimo strumento di conoscenza personale,caratteriale e del temperamento applicata attraverso una valutazione grafologia se vi è la possibilità di reperire uno scritto a mano, altrimenti attraverso l’uso di altre metodiche e di test che possono integrare tale esame.

Per i genitori conoscere in che fase evolutiva si trova il figlio e quali problematiche può presentare è utile per affrontare non solo le difficoltà che già si sono palesare ma per comprendere se vi sono dei problemi latenti e non ancora apertamente emersi in maniera conscia.

La grafologia che studia la fase evolutiva non si limita ad analizzare gli scritti amanuensi, semmai ve ne siano, ma ad integrare l’analisi con altri sistemi trattando idonei come l’uso dei disegni, dei colori e degli scarabocchi.

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