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Le vittime del manipolatore emotivo affettivo
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La manipolazione emotiva o affettiva è una forma di coartazione, di violenza mentale di cui la vittima non sempre se ne rende conto, e quando ciò avviene è spesso troppo tardi perché ormai si è caduti in una rete che imbriglia anche la propria libertà di avere delle opinioni e dei pensieri.

La manipolazione emotiva (ME) è un fenomeno molto diffuso, del quale non sempre si è consapevoli, si parla spesso anche di Effetto Gaslight”, in relazione al film diretto da George Cukor nel 1944 (in Italia conosciuto con il titolo “Angoscia”) in cui la protagonista, interpretata da Ingrid Bergman, sposa un uomo più anziano di lei che vuole farla impazzire per impadronirsi della sua eredità.

Il marito farà di tutto per minare la sua sanità mentale come far scomparire degli oggetti incolpandola di essere la responsabile di tali eventi, il gas dell’illuminazione negando che ci sia un calo di luce, inducendo in lei una tale agitazione ed incertezza che inizia a pensare di essere pazza.

Diventa quindi sempre più confusa, spaventata e fragile essendo insicura delle proprie percezioni., nello stesso tempo è riluttante ad incolpare il marito perché vuole essere amata da lui e ha bisogno di mantenere nella sua mente, una immagine perfetta ed amabile di lui.

Ed è proprio questo rapporto basato sull’inganno della vittima e il desiderio della vittima di voler avere una vita perfetta, così come gli era stata prospettata che rende il manipolatore un vero dominatore.

Le persone che sono coinvolte da questo ruolo hanno delle caratteristiche personali complementari: se da una parte abbiamo il manipolatore  che ha bisogno di mantenere la percezione positiva di sé ed avere sempre ragione, soprattutto non solo per se stesso ma per il pubblico osservante, dall’altra parte abbiamo una vittima che non vuole accettare la realtà, un po’ perché quello che pensa di avere è quello che ha sempre sognato ed un po’ perché fatica a rendersi conto di essere stata tanto sciocca da non accorgersi prima di cosa stava succedendo.

In tali casi non dobbiamo dimenticare che la manipolazione è spesso basata sulla buona fede della vittima che offre al suo dominatore la sua buona disponibilità e generosità, il cattivo è sempre e soltanto il dominatore truffatore che raggira la vittima con una valanga di bugie.

Non tutti sono adatti per essere delle vittime, sono soprattutto le persone più fragili, più bisognose di affetto e considerazione (magari perché me hanno sofferto la mancanza durante l’infanzia) e quindi ha un bisogno fortissimo di fusione ed approvazione, che la porta a permettere al manipolatore di ri-definire la sua idea di realtà, idealizzandolo e cercando costantemente il suo consenso.

Nel mio articolo “La vittima del manipolatore emotivo” ho indicato tutti gli elementi che caratterizzano le persone che facilmente cadono nella trappola del manipolatore, nell’articolo “I livelli della manipolazione” quali sono le fasi che essa attraversa per creare uno stato di totale dominio, ed infine nell’articolo “I tipi di manipolatori” l’elenco delle persone che agiscono in tal senso e le metodiche dagli stessi utilizzate per raggirare ed imbrigliare la vittima.

 

Come si manifesta la manipolazione emotiva

 

La manipolazione emotiva ed affettiva si manifesta con delle fasi ben precise e dei comportamenti tipicizzati che si possono riassumere negli esempi che seguono e può essere attuata da chiunque: partner, coniuge, amico, collega di lavoro, superiore ma anche sottoposto se vuole farvi fare una pessima figura o rovinarvi il lavoro in modo da sostituirvi, così come può essere un genitore stesso manipolatore di tutti gli elementi della famiglia.

Può succedere che il  vostro partner vi accusi di farlo ingelosire o di boicottare le sue iniziative (e voi sapete benissimo che non è vero), con un capo mai contento di come svolgete il lavoro che vi incolpa di volerlo boicottare o di avercela con lui/lei, con un genitore che ostacola la vostra autostima.

Molte persone non si accorgono di essere manipolate, tuttavia avvertono un’ansia ed un disagio crescenti quando sono con una persona particolare.

All’inizio cadono nella trappola della spiegazione e tendono a giustificare il comportamento del manipolatore per un bisogno di approvazione da parte sua ed il processo può progredire fino alla possibilità che, pur di non dover rinunciare al rapporto e di non deludere il manipolatore, si finisce con il vedere le cose solo dal suo punto di vista negando il proprio, e sottomettendo il proprio senso della realtà al suo.

A comportarsi così sono soprattutto le donne, ma non solo, la ME si manifesta attraverso una comunicazione ambigua, incoerente, di tipo passivo-aggressiva, come negli esempi seguenti, i manipolatori:

Ti fanno sentire in colpa: rigirano le tue parole al fine di far sentire te sbagliato e in torto nei loro confronti.

Sono degli aggressori “passivi”: non affrontano le questioni in modo diretto ma girandoci intorno e sparlando alle spalle delle persone. Utilizzano modalità subdole per farti capire che non accettano ciò che fai. Ad esempio possono boicottare di fatto le tue iniziative dopo aver detto invece di volerti sostenere, in un modo tale che sembrerà assolutamente involontario o casuale.

  • Negano di aver detto o fatto cose che ricordi bene al fine di difendersi e mettere in discussione le tue affermazioni, fino al punto di farti dubitare di te stesso (cioè il tipico effetto gaslight).
  • Fingono di volerti sostenere o aiutare ma poi boicottano le tue azioni e le tue iniziative in maniera
  • sottile e apparentemente ingenua.
  • Accentrano l’attenzione sui loro problemi sminuendo i tuoi: se tu hai mal di testa loro hanno un tumore! Se hai avuto una giornata impossibile la loro è stata catastrofica. Non ascoltano mai veramente, non dedicano attenzione e pretendono sempre di essere al centro del gioco. Se glielo fai notare ti accusano di essere egoista.
  • Danno sempre ad altri la responsabilità dei loro comportamenti: se si comportano male la colpa è sempre di qualcosa che anno fatto gli altri.
  • Influenzano lo stato d’animo degli altri attraverso una sorta di “ricatto emotivo” per cui tutti, intorno a loro, finiscono con il preoccuparsi di non farli sentire arrabbiati o tristi e di porre rimedio a ciò che li infastidisce.

Ma anche attraverso le CRITICHE: in particolare, critiche le che vi vengono mosse, anche se parzialmente o del tutto vere, sono intese a ferire e ad indebolirvi piuttosto che ad avere un fine costruttivo e includono:

  • offese, insulti ed esagerazioni
  • sono lanciate nel bel mezzo di una lite o una discussione
  • sono usate per cercare di vincere una discussione
  • sono provocate dalla vostre obiezioni o dal vostro tentativo di chiudere la discussione
  • sembrano non avere alcuna relazione con la discussione
  • spostano l’attenzione dal suo comportamento al vostro
  • Vi vengono mosse quando non potete facilmente rispondere (in pubblico ad esempio, o al cinema ecc.)

Il meccanismo della manipolazione inizia in maniera subdola e prende piede nel tempo, con una velocità ed una chiarezza che dipendono direttamente dalla resistenza della “vittima”; così possiamo trovarci di fronte a manipolazioni discrete ed occasionali che possono restare tali per mesi o anni, oppure evolvere in fenomeni caratterizzati da elementi di violenza psicologica o fisica, nell’ambito di relazioni duali francamente patologiche.

 

Come accorgersi del manipolatore in una relazione

 

Il manipolatore inizialmente si presenta come una persona sensibile, empatica, altruista e molto interessata alle vostre necessità, questo non dimostra alcun interesse reale nei vostri confronti, glii serve soltanto per entrare nel vostro spazio personale e nelle vostre grazie affinché possiate fidarvi ciecamente di lui.

Ma poi, non ci vorrà molto per accorgervi che avete di fronte un individuo egoista ed accentratore, interessato unicamente a mantenere il proprio elevato senso di sé ed il proprio potere.

Tuttavia, se la manipolazione prenderà piede come modalità prevalente nel rapporto, presto la vittima inizierà a sentire che “qualcosa non va” e, con il tempo, sperimenterà in maniera crescente uno o più dei seguenti segni:

  •  Incubi o sogni inquietanti ricorrenti
  • Scarsa fiducia nel proprio senso della realtà
  • Frequente sensazione di sconcerto o confusione
  • Incapacità a ricordare i dettagli delle discussioni con il manipolatore
  • Sintomi ansiosi: disturbi gastrici, tachicardia, senso di costrizione al petto, attacchi di panico
  • Frustrazione
  •  Timore o agitazione in presenza del manipolatore
  • Vi sforzate di dire a voi stessi e agli amici che il rapporto con il manipolatore va benissimo
  • Sentite compromessa la vostra integrità e dignità
  • Gli amici e i parenti fidati esprimono preoccupazione e disappunto per il vostro rapporto
  • Non riuscite più a provare gioia e soddisfazione nella vostra vita
  • Tristezza, fino alla depressione
  • Rabbia

La ME svilisce la persona che la subisce e la destabilizza profondamente, poiché essa desidera ottenere l’approvazione del manipolatore avendone idealizzato la persona, in fondo ha avuto tempo ed occasioni per credergli e per fidarsi di lui o di lei, e per farlo si trova a dover rinunciare al proprio punto di vista, alla propria visione della realtà per abbracciare incondizionatamente quella dell’altro.

Ma non solo, deve anche subire i comportamenti sminuenti del suo manipolatore.

Fate dunque attenzione e se vi insospettite di tali comportamenti chiedete conferma a chi vi conosce da tempo oppure ad un consulente che chiarisca se siete effettivamente oggetto di un manipolatore, in tal caso anche solo una chiaccherata con un couselor può chierirvi le idee ed eventualmente aiutarvi ad uscire da tale brutta situazione.

 

Questi articoli fanno parte di un’analisi fatta sull’argomento cercando di toccare, spiegare e trovare una soluzione a questo problema sempre più dilagante sia a danno delle donne che a danno degli uomini, e trovano spunto in una ricerca fatta da Robin Stern nel suo libro “Come mi vuoi?” (Edizioni Corbaccio).

Nel mio articolo “la manipolazione emotiva” ho identificato la tipica situazione che porta alla condizione di dominatore/vittima, in quello su “La vittima del manipolatore emotivo” ho indicato tutti gli elementi che caratterizzano le persone che facilmente cadono nella trappola del manipolatore, nell’articolo “I livelli della manipolazione” quali sono le fasi che essa attraversa per creare uno stato di totale dominio, ed infine nell’articolo “I 3 tipi di manipolatori” l’elenco delle persone che agiscono in tal senso e le metodiche dagli stessi utilizzate per raggirare ed imbrigliare la vittima.

16 Comments

  1. Alberto ha detto:

    Molto interessanti gli articoli sulla manipolazione affettiva, interessanti ed efficaci mi hanno aperto uno spiraglio a nuove prospettive. Grazie

  2. Alessandra ha detto:

    Quindi in un rapporto di amicizia frasi come: “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così” e simili…possono essere considerate così?

    • Cara Alessandra, ha colto in pieno l’essenza della manipolazione mentale e subdola, che non è mai diretta e semplice, ma cerca di ottenere da lei comportamenti ed atteggiamenti facendo leva sull’amicizia o sul rapporto amorose ed i sensi di colpa che ne conseguono per non averli assecondati che fanno sentire la “vittima” non una vera amica e non una vera compagna se non si presta ed esegue come da richiesta….
      ma se le perosne avessero bisogno del suo aiuto perché non essere chiare e trasparenti e chiederlo semplicemente? cose che magari lei farebbe anche più volentieri visto che non sono intrise di menzogna e di manipolazione.
      Marilena

      • Alessandra ha detto:

        E una frase come “hai libero arbitrio, ma ricorda che tutto questo ha una conseguenza” la posso reputare manipolatoria?

        • Non solo manipolatoria, cara Alessandra, ma è pure minacciosa e suona come: “stai attenta a come ti muovi perché altrimenti subirai le conseguenze” e scommetto che lei è in grado di immaginare quali siano queste conseguenze….
          Marilena

  3. Ada ha detto:

    Salve Marilena, grazie per questo post. Volevo porle una domanda dettata dalla mia situazione personale. Le riassumo brevemente.
    Sono uscita da poco da una lunga relazione con il mio compagno, psicologo anche lui, e a questo devo aggiungere che nella mia famiglia c’è una situazione difficile di violenza di genere. Il mio ex mi ha inizialmente lasciata quando mi ero decisa ad affrontare la situazione in casa, per poi promettermi di ripensare seriamente al nostro rapporto. Passati alcuni mesi, ho scoperto la realtà: c’era un altra. E il suo comportamento passivo aggressivo, nel corso di questi anni, mi è finalmente diventato chiaro. Lui sostiene di non avermi raccontato dell’altra persona per non “aggiungere sofferenze”, e che il “ci ripenso” era ovviamente stato detto per lo stesso motivo. L’altra persona, una ventenne, sarebbe stata sempre al corrente di tutto, consenziente su tutto, pure delle sue strategie per “rendere la transizione meno dolorosa”.
    Adesso che siamo lontani, e ho il sostegno di una psicologa di fiducia, vedo il pericolo scampato e i suoi grandi limiti come persona.
    Mi chiedo semplicemente chi sia la persona che possa accettare di iniziare una relazione accettando e sostenendo una menzogna di questo livello. È un’altra vittima? È un’altra manipolatrice? Perché dubito che lui possa aver risolto tutte le sue insicurezze e sia “finalmente felice” come sostiene. Per quanto diversa possa essere la relazione, non credo abbia cambiato il suo modo di fare. Cosa ne pensa? La ringrazio per l’ascolto.

    • E’ un’altra vittima sicuramente come te Ada di tutte le sue menzogne e del fatto di essere incapace a prendersi delle responsablità, è un uomo immaturo e sarà sempre immaturo ed incapace di affrontare le difficoltà che impone la coppia quando matura e si evolve, e saràun immaturo sempre.
      Tra l’altro psicologo incapace anche di autoanalizzarsi e superare i suoi stessi limiti, pensa ai suoi poveri clienti a chi si affidano, e pensa alle sue donne che fine faranno con un uomo che non è mai cresciuto ed è rimasto un bambino che credeancora che la vita sia un gioco.
      Ti auguro di ritrovare te stessa al più presto perché non sei tu quella sbagliata o che ha sbagliato.
      Marilena

  4. Ada ha detto:

    La ringrazio per la sua riflessione. È dura ma credo di essere sulla buona strada. Grazie, Ada.

    • L’importante è non mollare o credere di essere sbaglaita, perché non è vero, hai avuto solo la sfortuna di incontrareun apersona sbagliata, vedi l’unico lato positivo di questa vicenda che ti ha permesso anche di intraprendere una terapia in cui sicuramente ritroverai te stessa ed imparerai a darti valore e a pretenderlo anche dagli altri, allora sì che sarai una donna forte e piena di te pronta per il tuo futuro
      Marilena

  5. MLC ha detto:

    Buonasera,
    non riesco ad essere più sicura di nulla, nemmeno del fatto che mi stia manipolando.
    io e lui abbiamo deciso di chiudere la nostra relazione e restare “amici” ma non appena la mia vita ha cambiamenti per me positivi (mi sposo, progetto di avere una famiglia) mi punisce con il silenzio che può arrivare a durare anche diversi mesi.
    se gli chiedo spiegazioni o non risponde o mi da tutta la colpa: “non sono più interessato al rapporto con te perché tu sei…” oppure “tu ti sei comportata così ed io non voglio avere a che fare con persone come te”
    io mi ammazzo per dargli spiegazioni, per fargli capire che non ho fatto (oggettivamente) nulla di male né a lui né ad altri, ma non serve a niente.
    lui mi ha già giudicata e condannata.

    grazie se vorrà rispondere

    • E’ veramente difficile fare deduzioni con poche righe, se il suo timore è quello di essere manipolata forse dovrebbe raccontarmi la storia nei particolari e raccontarmi anche le vicende che la fanno sospettare di questa manipolazione.
      E’ una cosa lunga e complicata, non possibile con due righe di un commento e nemmeno di una mail, se vuole mi contatti privatamente via mail ma per avere delle rispote certe e capire il suo dilemma servira un consulto che non è gratuito.
      Se decide di andare fino in fondo mi scriva e mi dettagli esattamente le domande a cui vuole avere una risposta ed io le preparerò un preventivo del costo del servizio, che le assicuro essere assolutamente economico.
      Se vorrà a presto
      Marilena

  6. maurizio ha detto:

    Buona sera, le rivolgo una domanda che mi sta particolarmente a cuore:?può una figlia di manipolatore diventare a sua volta manipolatrice? è una semplice combinazione o invece certi schemi vengono per così dire appresi attraverso le modalità vissute in famiglia specie dove il padre manipola tutti i componenti al suo volere attraverso anche deliri di onnipotenza?

    • I figli di manipolaori hanno la possibilità di seguire due strade: o diventano manipolatori essi stessi o vittime di altri manipolatori.
      Solo in età matura, alcuni di essi, cioè coloro che ntendono ribellarsi a detto sistema e a non essere come i loro genitori per essere dei genitori migliori per i loro figli, riescono a comprendere certe dimaniche ed avere il coraggio di affrontare certi giudizi negativi rivolti ai genitori, che hanno impostato un comportamento sbagliato e distruttivo nel crescere i loro figli, e magari rompere quella trasmissione di comportamenti deleteri che viene tramandata da generazione in generazione e diventare essi stessi persone diverse e genitori più amorevoli e diversi, ma tutto questo comporta un percorso di sofferenza e di lavoro su se stessi non di poco conto e difficile, ma non impossibile.
      Spero di averla aiutata, la speranza di uscire da questo meccanismo che è un vortice che travolge e che spesso non da alternative è possibile, e quando non si riesce da soli un consiglio o un aiuto da un esperto può essere determinante e risolutivo.
      Marilena

  7. Luca ha detto:

    vorrei condividere la mia esperienza da ragazzo di 27 anni che ha (forse) trovato il coraggio di chiudere una storia d’amore con una sua coetanea: sono ancora molto confuso ma sono piuttosto certo di essere stato manipolato per 6 mesi e nel modo più subdolo esistente.
    Sapete qual è la cosa peggiore? Quando lei ha un disturbo di personalità diagnosticato fin da piccola, ne prende coscienza alla perfezione e lo usa come “arma” dietro cui nascondersi con un classico “ma io sono fatta così, non posso farci niente…” detto in modo molto triste.
    Lei all’inizio ha fatto sembrare tutto stupendo: si era subito creata una affinità incredibile, a tal punto da arrivare quasi a leggergli nella mente. Sembrava così innamorata: lo cercava sempre, passavano ore al telefono e chiaramente lui si sentiva amato come nessuno al mondo.
    Ad un certo punto però queste cose iniziarono a diventare piuttosto strane, lei mi disse
    – “io sono molto chiara, dico sempre tutto con schiettezza e fornisco subito il mio manuale di istruzioni”.
    – “quando sento una persona molto vicina a me, tendo ad allontanarla per paura di restare ferita”.
    – “all’inizio si mettono sempre in mostra solo le cose belle, poi però con il tempo emergono quelle brutte”.
    Solo ora inizio a realizzare che dire cose simili non è normalissimo all’inizio di una relazione: manuale delle istruzioni?? cosa sei, una lavatrice?! Ma non solo, perchè alternava fasi dolcissime a quelli che sembravano veri e propri tentativi di allontanarmi:
    – mi parlava delle esperienze sessuali avute con gli ex partner con tanto di descrizioni precise su dimensioni e posizioni quasi con nostalgia, nascondendosi poi dietro un “ma siamo adulti e disinibiti ormai!”
    – mi rigirava contro qualsiasi cosa le chiedessi: pensavo, “beh dato che ho il manuale di istruzioni, chiediamoglielo direttamente come mai la sento così distante”. Apriti cielo, mi videochiama piangendo e dicendo cose come “mi dispiace io non voglio essere così, lo so che sono fredda e distante a volte ma ci tengo davvero a te”. Qui però emergeva uno dei punti di questo articolo, perchè faccio fatica a ricordare con precisione quanto mi disse durante queste discussioni… cosa molto strana per uno come me, un ingegnere informatico che ricorda sempre i dettagli di tutto. Ricordo solo una cosa: che mi sentivo malissimo per averle arrecato un dispiacere. Pensate che dopo alcuni giorni trascorsi dal chiarimento usò questa mia domanda per scatenare un’altra discussione.
    – dopo ogni discussione (io volevo solo dialogare in maniera civile!) puntualmente seguiva il suo silenzio, pur sapendo che ci stessi veramente malissimo (glielo dissi esplicitamente!) e si aspettava che io le andassi sempre incontro, nonostante avesse torto marcio
    – non si era mai cancellata dalla app di incontri su cui ci eravamo conosciuti: anzi, a volte addirittura sfogliava i diversi “mi piace” che riceveva mentre era con me, per guardarmi con aria di sfida e dirmi “cos’è, sei geloso?” oppure “beh ma io sono qui con te, fra i 1730 mi piace io ho scelto te che sei stato l’unico a prendermi”.
    – non ha mai voluto fare una foto con me nè tantomeno pubblicarla sul suo instagram: “non voglio far sapere i fatti miei agli altri”. Sì, peccato che quasi ogni giorno pubblicasse sue foto dell’outfit del giorno e dei suoi workout. Pensate che addirittura durante i suoi silenzi da discussione, faceva apposta (credo?) a pubblicare come se nulla fosse foto di lei felice a correre.

    Potrei davvero andare avanti ancora per tanto ma non voglio tediarvi, sta di fatto che sia la mia famiglia che i miei amici mi avevano detto subito “guarda che lei non fa per te, ti ha annebbiato totalmente, sembri un cagnolino che le sbava dietro”.
    Dopo aver chiuso il rapporto per mia decisione non sopportando più il suo ennesimo “silenzio punitivo intermittente” (seppure ancora l’amassi immensamente), dopo ben 2 settimane ha avuto la grande idea di venirmi ad implorare via messaggini whatsapp di tornare da lei, che io ero l’unico per lei, che sarebbe stata mia per sempre e cose simili. Il colmo è che nel mentre si era preoccupata di cambiare la sua foto profilo mettendosi lei in costume e pubblicando anche la stessa sul suo Instagram: una chiara provocazione per suscitare una mia reazione, sapeva che io ero geloso di lei e che la desideravo solo mia. Ma credete che una persona che ci tiene davvero e che dice di soffrirci si preoccupa delle sue foto profilo? Cavolo, io ero in lacrime!
    Chiedete appoggio ad amici e parenti, fatevi aiutare a fronteggiare il carnefice. Io sono ancora in “No-Contact” difensivo, ma da questa esperienza sono uscito veramente a pezzi: mi ha portato dal sentirmi alle stelle al sentirmi come un soprammobile. Non rispondete alle provocazioni e rendetevi conto di dover amare prima di tutto voi stessi, perchè un rapporto sano non è certamente una partita a scacchi fatta di giochetti psicologici. Vi prego davvero di non cascarci, ascoltate sempre i vostri amici e la vostra famiglia che possono fornirvi un punto di vista esterno alla faccenda. Vi dirò una cosa:
    Il manipolatore vi conosce alla perfezione. Sa benissimo come siete perchè prima vi ha studiato approfonditamente senza manco rendervene conto! Magari vi faceva tante domande, magari no se come me siete una persona molto limpida, come detto dalla dottoressa nell’articolo “invade” i vostri spazi per capire come siete e come vi comportate. E’ quanto è successo a me. Ma una persona che dice di amarvi e che vi conosce così bene, perchè mai dovrebbe farvi soffrire facendo esattamente ciò che a voi fa più male? Questo non è amore e non è tenere ad una persona. Ed il peggio è che non è affatto involontario, anzi è perfettamente calcolato: non ci sono disturbi della personalità di mezzo, io all’inizio credevo la mia (ormai) ex fosse una borderline-narcisista. Qui è tutto maledettamente calcolato, nel mio caso per diventare un trofeo (il classico ragazzo timido studioso intelligente e con già una posizione vagamente decente nella società) fra i “tanti” che lei aveva collezionato.

    Perdonate il messaggio particolarmente lungo, è solo che so cosa significa essere vittima di questo complesso e malsano meccanismo e vorrei veramente dire a tutti di non fare la mia stessa “fine”: quando mi ero rotto una costola cadendo in moto ho sentito meno dolore di tutto questo. Ancora adesso a volte tendo a trovare giustificazioni assurde per il suo comportamento perchè succede che ci aggrappiamo ai “bei momenti” trascorsi con il carnefice, altre volte tendo ancora ad incolparmi perchè forse avrei semplicemente dovuto dirglielo piuttosto che incassare. La verità però è che lei mi ha letto così bene (pensate, riusciva a capire come mi sentissi anche senza guardarmi, dal tono della mia voce) che non ci sarebbe dovuto nemmeno essere bisogno di dirle nulla.

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