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Impossibile mascherare rabbia e tensione.
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La rabbia nella scrittura

Il sentimento di rabbia emerge dalla scrittura come qualunque altro sentimento o condizione emotiva.

Se la tensione nervosa fa parte quotidianamente del vissuto del soggetto la sua grafia sarà una scrittura particolarmente tesa, con diverse contratture, accuminazioni e con delle tensioni e contrazioni sparse ovunque nel foglio.

Ma se la rabbia ha un contesto limitato, ad esempio è soltanto momentanea oppure rivolta a determinate questioni, allora emergerà nel testo proprio nel punto in cui si affronta l’argomento, oppure se è diretto ad una persona in particolare, emergerà nel momento in cui sarà fatto il riferimento ad essa.

Non dobbiamo dimenticare che la rabbia è uno stato d’animo sollecitato da determinati fattori, sia oggettivi o riferenti a delle persone, e nel momento in cui il pensiero si associa alle situazioni che inducono tale condizione psicologica né risentirà il nostro comportamento nel suo complesso, così se stiamo scrivendo anche la scrittura ne rimarrà condizionata.

Diverse possono essere le motivazioni che hanno scatenato il sentimento di rabbia, allo stesso modo possono essere svariale le possibilità ed i modi in cui essa si esprime nella scrittura.

Proviamo a fare una distinzione.

Se la tensione nasce dal nervosismo ed agitazione del dover incontrare una persona, si instaurerà nello scrivente un disagio ed una diffidenza che lo fa arretrare, ritirare in se stesso, la stessa cosa si verifica nella scrittura.

Lo scritto apparirà trattenuto verso sinistra, con difficoltà ad estendersi verso destra, come se si percepisse il fastidio di andare oltre ed andare verso la persona.

Se si tratta di un momento di nervosismo non diretto in particolare verso una persona ma percepito in generale, la scrittura diventa soltanto un po’ più contratta del solito, alcune lettere fatte con un’asta, come per esempio la “t” appariranno un po’ tremolanti, mentre le lettere “a” ed “o” solitamente tondeggianti verranno rappresentate con una forma più allungata, elittica e probabilmente con una parte acunimata che può essere la parte superiore se si la rabbia è più legata ad un pensiero, ci sarà un angolo inferiore se la questione è meramente pratica o di gestione di una circostanza.

Spesso le acumi nazioni sono rivolte nella direzione che innesca il sentimento rancoroso.

Così se sono  fatte con la punta rivolta alla destra del foglio rappresentano le cose future, che si è in procinto di fare o che si dovrebbero fare a breve.

Le acumi nazioni fatte a sinistra sono rivolte al passato e riguardano una cosa che è già avvenuta precedentemente al momento in cui si redige lo scritto.

Lo spazio del foglio e come viene usato sono l’elemento più importante per comprendere come la persona si muove nel suo ambiente e quali sono i limiti o gli ostacoli ad esso.

Quando la stentatezza emerge dalla grafia in maniera rilevante ed incisiva, tanto da modificare lo stile scrittorio, vuol dire che l’atteggiamento collerico ha un’intensità maggiore e la rabbia può essere percepita come una condizione emotiva costante che non si è ancora smaltita e che si fatica a gestire.

Con uno stato di rabbia persistente tutta la scrittura diventa contratta, piena di angoli e di contrazioni, con vistosi segmenti verso la parte destra del foglio che vengono eseguiti con maggiore pressione rispetto alle altre lettere e parole.

La pressione tende a marcarsi maggiormente, soprattutto nelle parole o nelle frasi che ricordano il motivo della rabbia.

I tratti iniziali e finali delle lettere vengono maggiormente marcati terminano con una finale decisa, tronca, come se fosse un segmento creato in solco.

La rabbia invece distruttiva, che non solo di tensione e nervosismo, ma che esprime desiderio di aggressività, come per esempio lo scagliare un oggetto, tende a compromettere l’intero scritto.

Esso apparirà tremolante, quasi ingestibile sul rigo ed illeggibile, fatto di tratti di tensione che non rappresentano nemmeno le lettere ma che anzi può sostituirsi ad esse.

In tale caso il tratto sarà particolarmente premuto, soprattutto nei punti in cui si esprime tale aggressività e formato pressoché la linee dirette verso destra ed angoli spesso talmente accuminati da rappresentare simbolicamente una lancia.

In questi casi la scrittura diventa più una composizione di tratti fatti con un solco profondo, tremolii nelle lettere soprattutto quelle che si allungano con le aste ed occhielli talmente interclusi tanto da diventare neri, oltre a perdere la loro naturale rotondità.

Per verificare questo cambiamento basta confrontare la vostra scrittura fatta in due momenti diversi, uno di calma e l’altro di nervosismo.

Vi accorgerete che la scrittura eseguita nel momento di tensione apparirà completamente diversa dalla vostra solita eseguita in momenti di tranquillità, meno armoniosa e sicuramente incomprensibile.

La scrittura rimane sempre un incredibile test di verifica delle condizioni emotive perché esprime ciò che la mente sente senza alcuna intermediazione, immediatamente e prontamente.

La penna, la nostra mano, il braccio e la mente sono un tutt’uno quando si scrive ed ogni tensione viene registrato sul foglio con la precisione di un sismografo.

2 Comments

  1. […] linko questo articolo che parla di come esprimiamo la rabbia nella nostra grafia (per chi scrive ancora con carta e […]

    • Grazie Elena per il linkaggio, e se avessi bisogno di altri spunti per comprendere la personalità di un soggetto o i suoi bisogni, limiti, sogni e disagi attraverso la sua scrittura sono a tua disposizione.
      A presto
      Marilena

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