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La sindrome di Capgras
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La sindrome di Cotard è una condizione rara che fu descritta per la prima volta dal dott. Jules Cotard, un neurologo francese, nel 1880 con il nome di delirio di negazione di sé.

I deliri tipici di questa sindrome sono più o meno gravi ed invalidanti a seconda della funzionalità corporea che coinvolgono, essi possono partire dalla convinzione, asserita e difesa dal soggetto che la patisce con assoluta convinzione e certezza, di aver perso alcuni organi, il proprio sangue oppure intere parti del proprio corpo fino all’idea di essere addirittura morto, di aver perduto l’anima o addirittura di non esistere.

Uno dei problemi che nascono da questi deliri è il rischio che la persona si lasci morire di fame, convinto di non averne più bisogno in quanto essere già deceduto.

Nel mondo anglosassone è anche nota col nome di ‘sindrome del cadavere che cammina’.

 

I casi più eclatanti

 

Mademoiselle X, meglio nota come la paziente “0” descritta da Jules Cotard, negava l’esistenza di Dio e del diavolo, di parti del proprio corpo (cervello, nervi, petto, stomaco e intestino) e della necessità di nutrirsi.

Col passare del tempo si convinse di essere stata dannata per l’eternità e di essere per questo immortale e incapace di morire per cause naturali.

Di seguito una immagine che ritrae Jules Cotard con la famosa Madame X. [1]

 

 

La signora X che in realtà era L. ma ha voluto mantenere l’anonimato, era una filippina di 53 anni è stata ricoverata in psichiatria dopo che la sua famiglia aveva chiamato il pronto soccorso in quanto una parente chiedeva aiuto perché la signora si lamentava di essere morta, di sentire odore di carne putrescente ed esprimeva il desiderio di essere portata in un cimitero in maniera da poter stare con altri morti anche se la signora era viva e vegeta (Ruminjo & Mekinulov, 2008).

Un altro caso più moderno è quello della signora Wang, di cui a seguito un’immagine. [2]

 

 

La signora Wang dopo essere svenuta su un volo da Londra a San Francisco, avrebbe maturato la convinzione di essere morta e che la sua condizione si fosse estesa anche ai suoi familiari.

Come spesso accade i malati credono che anche i propri cari siano coinvolti nella presunta morte.

All’inizio la donna era contenta di “essere defunta” per poter ricominciare d’accapo, poi però ha dovuto far fronte alla depressione (sintomo connesso alla malattia) e, come la paziente di Cotard, ha iniziato a smettere di mangiare, credendo di non averne più bisogno.

 

In cosa consiste tale sindrome

 

La sindrome è scarsamente documentata con descrizioni di casi episodici generalmente connessi a casi gravi di disturbi dell’umore, depersonalizzazione, de realizzazione, disturbi psicotici oltre che a condizioni mediche.

La prima classificazione sistematica fu fatta da Berrios e Luque nel 1995 (Hans, et al., 2008). Analizzarono i sintomi di 100 casi descritti in letteratura e arrivarono a descrivere 3 tipi di sindrome di Cotard:

  1. Una forma di depressione psicotica caratterizzata da ansia, melanconia, delusione, colpa e allucinazioni uditive;
  2. La sindrome di Cotard di tipo I, associata a deliri ipocondriaci e nichilistici e alla mancanza di episodi depressivi;
  3. La sindrome di Cotard di tipo II, caratterizzata da ansia, depressione, allucinazioni uditive, deliri di immortalità, deliri nichilistici e tendenze suicide.

La cultura di provenienza sembra giocare un ruolo nella strutturazione del delirio, infatti, elementi culturali e credenze superstiziose possono influenzare fortemente la visione della vita del paziente e condizionarne il comportamento.

Nejad et al. (2013) riportano un caso di una donna persiana che oltre a riportare esperienze extracorporee aveva la ferma convinzione di essere stata uccisa da una creatura appartenente al folklore della cultura persiana. La paziente raccontava di essere stata uccisa da Aal una mitica creatura femminile che colpisce donne le donne dopo il parto, dissezionandone l’addome e mangiando il loro fegato.

Nella rassegna di Debruyne et al., 2009 viene descritto un altro caso di un paziente che soffre della sindrome di Cotard:

Una donna di 46 anni con un disturbo bipolare ha manifestato un episodio depressivo con certe caratteristiche psicotiche, i deliri di negazione erano compatibili con quelli della sindrome di Cotard.

La paziente aveva la costante percezione di non possedere alcuna identità  e di non avere un “senso di sé”, di essere soltanto un corpo senza contenuto, inoltre era convinta che il suo cervello fosse svanito, che i suoi intestini fossero spariti nel nulla e che il corpo fosse trasparente.

Nel test neuropsicologico era emersa una disfunzione dell’emisfero cerebrale destro.

I pazienti che soffrono della sindrome di Cotard possono presentare disturbi psicotici o sintomi neurologici dovuti a lesioni cerebrali.

Nishio and Mori (2012) in un recente articolo hanno ipotizzato una connessione tra i deliri d’identità come la sindrome di Cotard e le funzioni dell’emisfero destro del cervello, rafforzando l’ipotesi che questo emisfero del cervello sia deputato alla “gestione”del senso di sé.

I ricercatori descrivono il caso di un paziente di 69 anni colpito da un grave icuts che ha danneggiato il talamo destro e i lobi frontali, parietali e temporali dell’emisfero destro, di seguito la descrizione del caso i questione: criticava i suoi dottori, le infermiere, i terapisti e si lamentava aspramente del cibo e dell’ossigeno dell’ospedale.

Credeva che suo fratello che era un avvocato, che precedentemente era stato direttore di un altro ospedale, fosse responsabile delle carenze dell’ospedale.

Dopo un mese di terapie anche farmacologiche il paziente iniziò a manifestare un senso di irrealtà, e chiese a sua moglie se egli fosse vivo o morto. Diceva al suo dottore: “Credo di essere morto. Mi piacerebbe sapere la sua opinione”. Successivamente, la convinzione sulla sua dipartita divenne sempre più salda. “Il mio certificato di morte è stato registrato. State camminando con un uomo morto”, e aggiungeva: “Io sono morto. Riceverò il mio certificato di morte dal mio dottore e dovrò consegnarlo all’ufficio pubblico la prossima settimana”.

Il discorso sul suo “decesso” non era associato ad un umore depresso o a sentimenti di angoscia, quando il medico gli chiedeva se un morto potesse parlare, egli capiva che le sue parole sfidavano la logica, ma non poteva cambiare il suo pensiero.

Il delirio di essere morto e la percezione di depersonalizzazione svanirono 4 mesi dopo l’ictus. Un anno dopo, comunque, egli ancora credeva nella veridicità dei suoi ricordi che riguardavano il suo stato delirante. Egli sosteneva: “Adesso sono vivo. Ma ero morto in quel periodo e ho visto Kim Jong-il nell’ospedale dove ero ricoverato”.

L’esame neurologico ha evidenziato una grave eminegligenza controlaterale (non percepiva il campo visivo sinistro) del paziente, tipica di un malfunzionamento dell’emisfero destro: lamentava una debolezza nel lato sinistro del corpo, evitava di muovere il braccio e la gamba sinistri, ed era danneggiato la percezione del dolore, termiche, tattili, meccaniche e posturali del versante sinistro corporeo.

 

Il delirio di essere morto

 

   [3]

 

La sindrome di Cotard, nota anche come “delirio di negazione” o “sindrome dell’uomo morto”, è una rarissima forma di allucinazione psicotica, alla stregua della psicosi o della schizofrenia, due malattie mentali molto invalidanti.

I suoi sintomi sono molto specifici e particolari: in buona sostanza, il paziente che ne è affetto pensa di essere passato a miglior vita, negando nel modo più assoluto la propria esistenza.

Spesso un paziente affetto da questa patologia pensa di trovarsi già all’inferno oppure in paradiso, sostiene di non possedere alcun organo vitale, di essere dissanguato o in stato avanzato di decomposizione.

Inoltre manifesta una grave incapacità a relazionarsi con gli altri in quanto non è in grado di provare sentimenti o emozioni per quelli che sono i suoi affetti più cari.

Sebbene la sindrome non sia menzionata come una malattia psichiatrica dal DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico delle malattie mentali) chi ne soffre presenta alcuni sintomi tipici di precise patologie psichiatriche, quali: stati depressivi, ansia e istinti suicidi.

 

Le cause della sindrome di Cotard

 

Le cause alla base della sindrome di Cotard sono principalmente di due tipi: di natura neurologica e psicologica.

La distorsione della realtà tipica dei disturbi mentali di questo tipo, sembrerebbe essere causata da una lesione o malfunzionamento di due aree del cervello: la circonvoluzione fusiforme, che si occupa del riconoscimento dei volti familiari, e l’amigdala che invece si occupa di processare le nostre emozioni.

Nella maggior parte dei casi il soggetto manifesta queste lesioni a seguito di un trauma, come ad esempio un incidente, un malore o un collasso.

Questo malfunzionamento porterebbe dunque ad un’interruzione patologica delle fibre nervose che connettono il centro delle emozioni alle aree sensoriali, che ha come conseguenza il riconoscimento da parte del soggetto affetto da sindrome di Cotard delle caratteristiche fisiche di un volto senza che però si attivi la risposta emotiva a quello stimolo.

Secondo i ricercatori i pazienti affetti da questa sindrome sono andati incontro alla stessa “interruzione” fra riconoscimento dei volti ed emozioni che si riscontra nei pazienti cui viene diagnosticata la sindrome di Capgras (patologia psichiatrica caratterizzata dalla convinzione che una o più persone familiari siano state sostituite da un sosia, da estranei o alieni) e che ne parlo in un altro articolo.

Come unica spiegazione plausibile del suo stato il paziente con sindrome di Cotard non può dunque far altro che ritenere di essere già morto.

Studi recenti hanno messo in evidenza la correlazione tra la sindrome di Cotard e i disturbi dell’umore, in particolare sembrerebbe che in molti casi questa sindrome si manifesti come conseguenza di una grave forma di depressione reattiva, o ancora un gruppo di ricercatori ha messo in correlazione i sintomi tipici di questa sindrome con l’assunzione di alcuni farmaci specifici per la cura dell’herpes simplex, ma si tratta ancora di studi preliminari cui è necessario dare ulteriore seguito prima che si possano validare queste teorie.

Appena si avvertono nel paziente o nei propri cari sintomi riconducibili a tale sindrome è meglio ricorrere immediatamente al consulto di uno psicologo o uno psichiatra, di modo che questi possa effettuare una diagnosi precoce e stilare prontamente un piano terapeutico.

Questo perché la sindrome di Cotard è una patologia psichiatrica molto severa, che porta alla negazione totale del proprio senso di identità e anche una delle malattie mentali con più alto tasso di suicidi.


[1] Immagine tratta dal sito: http://www.lefotochehannosegnatounepoca.it/2017/10/13/la-sindrome-cotard-la-malattia-ti-credere-morto/

[2] Immagine tratta dal sito: https://www.thedifferentgroup.com/2016/09/07/zombie-esistono-sindrome-di-cotard/

[3] Immagine tratta dal sito: https://carmelodimauro.wordpress.com/category/ricerche-psicologiche/page/5/

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