L’arte nel comunicare sta nella semplicità

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L’arte nel comunicare sta nella semplicità

Se parlare vuol dire comunicare, allora il linguaggio deve essere semplice.

Se vogliamo esprimere un’idea, un pensiero o semplicemente essere ascoltati, allora dobbiamo farlo in modo da essere compresi e capiti dall’altro.

L’attenzione dell’altro deve essere rivolta alle nostre parole, a cosa esprimono, non all’interpretazione di esse perché troppo articolate, pompose, tronfie… insomma incomprensibili.

Un linguaggio essenziale, pulito, spontaneo è l’arte dell’entrare in contatto con il mondo, lo strumento principe della comunicazione.

Complichiamo le parole ma non il nostro corpo.

Il linguaggio corporeo non segue la strada delle intenzioni, ma quella delle emozioni.

Il nostro viso, le nostre mani, la postura ed il nostro atteggiamento parlano con un linguaggio non verbale ma che è immediatamente comunicativo.

Ecco perché se stiamo mentendo il nostro corpo ci tradisce e chi ci conosce riesce a leggerci dentro.

Allora perché non seguire la semplicità del nostro corpo che spontaneamente, in modo semplice e diretto parla per noi.

Se vogliamo che gli altri capiscano e comprendano il nostro pensiero l’unico modo è quello di semplificare.

L’appesantire la comunicazione con linguaggio artefatto, pomposo, articolato, noioso e prolisso è sicuramente il modo migliore per prendere le distanze dagli altri e rendere impenetrabile la comprensione a fondo di ciò che stiamo comunicando.

In pratica, con più complichiamo la comunicazione e con maggior efficacia la rendiamo non comunicativa.

Quindi se il vostro scopo è parlare agli altri, fatelo in modo chiaro, pulito semplice.

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