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Si sente sempre più spesso parlare di costellazioni familiari o sistemiche, ma di cosa si tratta?

L’articolo qui di seguito esposto, tratto da un sito che specificatamente si occupa di costellazioni famigliari e sistemiche [1], ne fornisce una dettagliata spiegazione sia del loro significato che della loro applicazione ed utilità.

 

 

Le costellazioni familiari

 

 

Le Costellazioni Familiari sono un metodo di presa di coscienza e risoluzione degli aspetti più profondi, complessi e delicati della nostra vita, che derivano dalla nostra relazione con la nostra famiglia di origine e possono manifestarsi sul piano del benessere personale, delle relazioni interpersonali, del processo di autorealizzazione.

Le Costellazioni Familiari ci forniscono la straordinaria e preziosa possibilità di esplorare e prendere coscienza del nostro inconscio individuale e dei legami attivi con l’inconscio collettivo familiare che interferiscono nella nostra vita. Attraverso la consapevolezza e l’incontro con le nostre Radici, ci offrono la possibilità di una concreta riequilibratura e armonizzazione a livello sia personale che sistemico.

Lasciando agire la manifestazione dei nostri livelli inconsci e osservandone la rappresentazione scenica, possiamo comprendere a fondo l’origine del processo che stiamo vivendo, reintegrare nel sistema le informazioni mancanti per rimettere ordine nel sistema.

Utilizzando il metodo delle Costellazioni Familiari si opera per ricostruire la proprie linea genealogica e prendere coscienza di eventuali traumi (la morte, la malattia, la guerra, i fallimenti), ingiustizie, esclusioni, privazioni e vissute all’interno del sistema familiare, sociale e culturale: tutte queste informazioni vengono infatti trasmesse dagli antenati ai discendenti, insieme al compito risanatorio di riportare equilibrio nel sistema.

Non è detto che questo sia semplice: molto spesso quello che viene rappresentato nelle costellazioni è uno scenario totalmente sconosciuto e inedito. E non potrebbe essere altrimenti, da un certo punto di vista, in quanto la costellazione ci mostra non solo quello che già sappiamo sulla nostra famiglia (per cui riconosciamo con stupore certi atteggiamenti e comportamenti riportati precisamente dai rappresentanti); il vero contributo di una costellazione consiste nello svelarci quello che non sappiamo riguardo la nostra famiglia, quello che è nascosto nell’Inconscio Familiare o nel nostro inconscio personale.

 La costellazione mostra la parte sommersa dell’iceberg!

La cosa importante è aprirsi alle informazioni che arrivano, accogliere con fiducia anche le rivelazioni più sconcertanti: talvolta capita che la costellazione riveli addirittura delle informazioni sconosciute al cliente, ma puntualmente confermate da successive indagini.

In ogni caso, qualunque cosa emerga dalla costellazione, il nostro livello di coscienza è in grado di elaborarlo e di assimilarlo, aumentando la nostra consapevolezza e permettendo così al nostro campo morfogenetico di riassestarsi più in profondità.

 

 

Cos’è il campo morfogenetico?

 

 

Rupert Sheldrake, biologo e saggista britannico, nei suoi scritti: A New Science of Life (1981) e The Presence of the Past (1988), elabora la teoria dei campi morfogenetici. [2]

Sheldrake si pone il problema di prevedere il comportamento di un aggregato (un sistema, un organismo complesso composto da più parti) sulla base dei comportamenti dei suoi singoli elementi.

Prendendo come riferimento il volo degli stormi di uccelli, o la formazione dei cristalli, fino a considerare le molecole proteiche del corpo umano o la formazione di cellule diverse a partire da un’unica cellula e da un unico DNA, Sheldrake individua la presenza di una forza invisibile presente nel sistema ma non identificata con uno dei suoi componenti, bensì col sistema stesso.

Inoltre questo “campo morfico”, responsabile dell’organizzazione, della struttura e della forma del sistema, avrebbe una sua memoria, determinata – questa si – dal contributo di ciascun membro.

La funzione basilare dei campi morfici è quella di imporre un ordine all’indeterminismo dei sistemi che presiedono: essi lavorano a livello subatomico, agendo come restrizioni programmate e schematizzate sulla moltitudine di eventi probabili.

I campi morfici guidano i sistemi verso obiettivi specifici, che rappresentano i limiti verso i quali un sistema dinamico viene attratto (quelli che Renè Thom nella sua teoria del caos e delle catastrofi chiama “attrattori”)

La teoria delle Costellazioni Familiari si basa sul fatto che i campi morfici siano collegati all’inconscio individuale: ciascuno di noi è collegato al campo morfico del pianeta, della specie umana, della popolazione territoriale, della propria identità nazionale, fino al campo morfico della propria famiglia di origine.

Questi campi si sono creati nel corso degli anni (e dei secoli) in seguito agli eventi che sono capitati ai nostri antenati e in base alle loro scelte di vita; allo stesso modo possono aver determinato a loro volta alcuni passaggi della nostra storia familiare e continuare a incidere nella nostra vita personale, in un circolo vizioso che solo la consapevolezza può spezzare.

Di fatto quindi, nelle nostre interazioni e relazioni sociali, oltre al nostro stato di coscienza, è in azione anche il nostro campo morfico: ci portiamo sempre dietro (o meglio, dentro), le informazioni e le istruzioni comportamentali radicate nella nostra famiglia.

Nelle Costellazioni Familiari avviene che la persona su cui si lavora, mettendosi al centro dell’attenzione del gruppo, apre il suo campo morfogenetico all’interpretazione delle persone che agiscono come rappresentanti.

Questi ultimi percepiscono in modo sottile le informazioni stratificate nell’inconscio familiare: agiscono spontaneamente, ma sono mossi dalle istruzioni presenti nel campo morfogenetico, che realmente e concretamente (ovvero fenomenologicamente) “dà forma” a una rappresentazione.

 

 

Come funzionano le costellazioni familiari

 

 

Gli elementi fondamentali per effettuare una Costellazione Familiare sono tre: un facilitatore, un cliente e dei rappresentanti.

  • Il facilitatore imposta il set fenomenologico in cui si sviluppa la costellazione, indaga assieme al cliente la tematica che si vuole esplorare e, sulla scorta della sua esperienza e competenza, porta la costellazione a una soluzione efficace.
  • Il cliente è l’elemento fondamentale di una costellazione, perché è colui che porta la domanda su cui lavorare, che deve essere chiara e rilevante, ovvero non generica ed evasiva, bensì focalizzata su una tematica che richieda una soluzione. Ma soprattutto il cliente è importante perché è il suo campo morfogenetico che viene rappresentato fenomenologicamente, a cui si collegano il facilitatore e i rappresentanti.
  • I rappresentanti sono generalmente delle persone (ma possono essere anche degli oggetti) su cui vengono proiettati dal campo morfogenetico taluni aspetti dei membri del sistema familiare, e in genere (ma dipende dalla tecnica utilizzata dal facilitatore) possono esprimersi liberamente e spontaneamente nel loro sentire, dando uno sviluppo dinamico alla costellazione.

Concretamente, dopo una breve indagine sulla tematica portata dal cliente e sulla situazione genealogica e sistemica, si formula la domanda alla quale si tenterà di portare una soluzione grazie alla costellazione: il cliente poi dispone nello spazio previsto (o semplicemente invita a disporsi liberamente) i rappresentanti della sua famiglia, o del suo partner, o delle sue relazioni affettive, lavorative, personali, poi si siede e osserva.

I rappresentanti entrano in connessione con il campo morfico del soggetto e vengono guidati da dinamiche spontanee, portando alla luce il vissuto emotivo delle persone reali o delle situazioni che rappresentano. In genere, nel giro di qualche minuto la costellazione arriva a uno stallo, a un blocco o un congelamento: è il cosiddetto irretimento, in cui vediamo la situazione “reale” del sistema familiare del soggetto, assistiamo all’emersione del nodo o del nucleo problematico del sistema.

Solamente la visione e la presa di coscienza di questo dato potrebbe bastare al cliente per destrutturare una serie di blocchi interiori e giungere a nuove consapevolezze riguardo se stesso e il proprio sistema; ma in genere si cerca di effettuare un aggiustamento della situazione, di esercitare quindi un ruolo attivo nella ridefinizione del sistema.

Attraverso quindi un misurato e graduale cambiamento delle posizioni dei rappresentanti nello spazio, spontaneamente o attraverso l’intervento del facilitatore, si riporta il sistema nel giusto ordine, in una rinnovata armonia dentro la quale il soggetto interessato riprende il suo giusto posto e ristabilisce le corrette relazioni con i membri del suo sistema.



Lo stesso lavoro viene eseguito dal Counselng familiare che agisce nello stesso identico modo, cercando di ripristinare la serenità familiare andando alla ricerca delle problematiche che sottostanno alle condizioni di disarmonia e di crisi per poter poi proporre delle soluzioni partendo da tutti coloro che ne fanno parte.

Perché ogni elemento di un nucleo familiare è un soggetto a se stante, con delle caratteristiche ed esigenze diverse, che richiedono di essere ascoltate e nell’ambito del possibile, sempre per il benessere collettivo, soddisfatte e risolte.

Solo ricreando armonia si può permettere alla comunicazione fra i componenti di diventare realmente positiva e costruttiva, per l’interesse ed il bene di tutti, senza escludere nessuno.



[1] Articolo tratto dal sito: http://www.costellazionifamiliariesistemiche.it/costellazioni/cosa-sono-le-costellazioni-familiari

[2] Tratto dal sito: http://www.costellazionifamiliariesistemiche.it/teoria/rupert-sheldrake-e-il-campo-morfogenetico

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