La scrittura recisa
02/01/2018
Morfologia e Grafologia a confronto
08/01/2018

Grafologia e medicina

 

La grafologia affonda le sue radici nella biologia dell’uomo e nella medicina, questo connubio è innegabile.

Il capostipite della grafologia riconosciuto è Camillo Baldi, medico e docente dell’università di Bologna, successivamente, intorno al 1621, altri medici si appassionarono a questa scienza, dopo alcuni decenni dal Baldi, Marco Aurelio Severino, un anatomista dell’università di Napoli, ed in seguito, il Lombroso e il Pophal, contribuirono in maniera decisiva ad evidenziare i punti fermi della grafologia.

I medici che hanno saputo individuare il substrato psicofisiologico della scrittura hanno creduto subito alla grafologia.
Robert Sterri, Premio Nobel per la Medicina 1981, in uno dei suoi scritti più importanti, evidenziò la stretta interdipendenza tra gli eventi mentali e la struttura fisica dei processi cerebrali. In quest’opera affermava che l’esperienza cosciente è una priorità del substrato cerebrale e che, quindi, non può sussistere al di fuori di esso.

Con questo principio, Sterri, ribadiva che ogni uscita del meccanismo del pensare, termina nel sistema motorio, sistema che permette il movimento anche come registrazione, in questo caso, quindi, parliamo della motricità grafica.

Parlare di motricità grafica significa parlare del comportamento della persona attraverso il suo movimento. Questo movimento è coordinato, diretto e correlato con i dinamismi interiori, affettivi, psichici della personalità dell’individuo, che emerge dalla dimensione simbolica che è la scrittura.

 

 

La decodifica della scrittura

 

 

I grafologi hanno il compito di decodificare la scrittura, risalendo alla personalità dell’individuo, la scrittura è quindi, una prestazione motoria di alto contenuto espressivo, da cui si estrapola lo stato biologico e psichico dello scrivente.

L’approfondimento della psicofisiologia della motricità grafica, pone le basi scientifiche della grafologia. Essa spiega quei fenomeni complessi attraverso cui si perviene alla realizzazione della produzione grafica, sia essa costituita da scarabocchi, disegni o scritture. Le strutture corticali e sottocorticali sono coinvolte in questo complesso meccanismo dello scrivere.

 

 

Mente e cervello per arrivare alla calligrafia

 

 

Mente e movimento scrittorio sono espressione di una stessa entità.

Il nostro cervello è il ponte di comando di ogni nostra prestazione, e quindi, anche di quella motoria, i s segni grafici di coloro che scrivono sia con la mano destra che con la mano sinistra, sono sempre gli stessi, perché il centro generatore della motricità risiede nel nostro cervello.

L’insieme delle caratteristiche fisico-psichico-intellettive, di ogni individuo, possono essere considerate come il risultato dell’interazione dinamica di tre nuclei: corpo, cervello e mente, pertanto la scrittura non è altro che uno dei risultati della interazione sopraccitata.

Il cervello riceve segnali dal corpo e l’organismo costituito dall’associazione corpo-cervello, interagisce con l’ambiente come un tutt’uno, adattando il corpo e il cervello all’ambiente. Organi complessi come i nostri generano risposte spontanee o reattive, il cui insieme definisce il comportamento.

L’ambiente genera anche risposte interne, alcune delle quali costituiscono immagini (visive, uditive, somato-sensoriali), che con gli elementi del vissuto rappresentano la struttura elementare della mente.

Ne deriva che l’insieme delle risposte interne ed esterne dà origine al comportamento, per  “comportamento” s’intende la condizione di adattamento alle stimolazioni che l’ambiente esterno provoca, e che attraverso varie vie interne dell’organismo, nervose e bio-umorali si introduce in atteggiamenti statico dinamici e posturali, che prendono in considerazione l’esperienza.

Il comportamento si può manifestare attraverso il movimento, di cui una modalità altamente espressiva è la motricità grafica, e più precisamente la scrittura che di essa à la registrazione.

È stato sperimentalmente dimostrato che le intenzioni attivano la corteccia cerebrale in regioni ben definite prima che il movimento venga eseguito.

Lo studioso Ingvar con i suoi collaboratori dell’università di Lund, hanno introdotto lo studio del flusso sanguigno regionale per dimostrare attraverso l’ideogramma cerebrale, l’attività del cervello nell’ideazione pura, in tutta l’immensa varietà generata dalla psiche.

Eventi mentali si trasformano in elementi biologici, che nella scrittura impegnano strutture corticali e sottocorticali. La scrittura è strettamente legata allo stato biologico e mentale del suo autore, che si può descrivere in ogni dettaglio.

Il gesto grafico è la risultante dell’attività dei vari muscoli del braccio della mano, che esprimono l’elaborazione cerebrale e mentale dei vari stimoli interni ed esterni all’organismo con l’integrazione dell’assestamento posturale.

Con questa visione elementare nella gestualità della scrittura, entrano in gioco fattori quali la forza di gravità, l’equilibrio, lo stato di tensione muscolare, lo stato di sensibilità, l’emotività, l’intenzionalità. Il gesto grafico quindi rappresenta il risultato dell’integrazione dei vari fenomeni evolutivi, che l’uomo ha percorso nei secoli e che lo differenzia dagli altri animali per l’interazione con la mente.

Come conferma sta la grafomotricità di soggetti portatori di ritardo mentale, in cui, in relazione all’entità del ritardo, la scrittura presenta caratteristiche elementari integrate dalla mente, per esempio si può arrivare a pittogrammi elementari nei soggetti con ritardo grave in cui è deficitaria la componente corticale e sottocorticale del movimento.

Possiamo verificarlo che la grafomotricità è l’insieme dell’elaborazione del corpo-mente-cervello in risposta all’ambiente, anche nella differenza che emerge fra la scrittura degli anziani ospitati in case di riposo e quella degli anziani che vivono in famiglia.

Mentre nell’anziano ospitato in casa di riposo prevalgono gli elementi essenziali, in quelli che vivono in famiglia si registrano accanto a quelli essenziali, elementi pittorici di gratificazione dell’ambiente circostante. In altri termini l’anziano ospitato in casa di riposo rileva l’essenzialità dell’albero che riproduce senza foglie, né fiori, con tronco stilizzato e in maniera monocromatica.

L’anziano ospitato in famiglia, invece, raffigura l’albero in maniera tridimensionale con l’arricchimento di foglie e frutti utilizzando più colori.

Questo esempio dimostra come l’ambiente condiziona la motricità grafica, indipendentemente dall’invecchiamento delle strutture nervose, che invece si esprime in altro modo.

La scrittura quindi assume un valore espressivo irripetibile dove il prodotto finale è il risultato dei vari processi elaborativi del corpo, del cervello e della mente.

 

 

Il miracolo mentale della scrittura

 

 

Nell’organismo umano nulla avviene senza il controllo e l’azione del sistema nervoso, che è destinato a “[…] coordinare azioni e reazioni di un organismo complesso in un ambiente mutevole; non si può pensare che un organismo complesso sopravviva in un ambiente mutevole senza avere a disposizione un grosso sistema di coordinamento delle iniziative motorie e delle reazioni motorie[..]” (Reitano M. 1996 pag. 5).

Parimenti, non si può pensare che le fenomenologie grafiche abbinabili a sindromi patologiche siano fisse e che non subiscano gli effetti della continua mutevolezza ed adattabilità, peculiarità specifiche di ogni essere vivente.

Il nostro organismo, il sistema nervoso, la funzionalità neurologica e dei sensi è tutta collegata in un unico organismo perfetto che si combina in ogni sua parte.

La scrittura è solo uno dei modo espressivi di tale coordinazione funzionale del nostro sistema vitale, pertanto quanto qualcosa non va, quando ci sono delle interferenze emotive, neurologiche, o di qualunque altro tipo la scrittura è la prima funzione ad assorbirne le conseguenze che inevitabilmente vengono proiettate sullo scritto e sulla modalità di esternarlo.

Per questo motivo è una definizione appropriata ed incontestabile che la scrittura è lo specchio non solo di chi siamo ma anche di come stiamo.

Di seguito riporto un esempio di alcune patologie che inevitabilmente influiscono sul modo di scrivere e che dalla scrittura pertanto possono essere desunte, notate, portate alla luce.

Spetta poi ovviamente al medico specialista del caso formulare una diagnosi, ma i segni grafologici non mentono né tradiscono la patologia in atto.

E di questo, tranne qualche medico che ancora si ostina su vecchie ed ormai sconfessate credenze, vi è l’unanime consenso della medicina, infatti molti psicologi, neurologi, neuropsichiatri, avendo compreso l’importanza della scrittura come test di verifica, si stanno specializzando in grafologia, dando alla loro professionalità una qualifica non solo utile ma estremamente fruttuosa per le diagnosi e per le valutazioni del paziente.

 

 

Patologie rilevabili dalla scrittura

 

 

Nella seguente presentazione di alcune patologie vengono brevemente illustrate le fenomelogie grafologiche che le caratterizzano:

  1. Morbo di Parkinson – trattasi di una malattia cronica, progressiva e degenarativa del sistema nervoso centrale, che si manifesta con due segni clinici caratteristici: il tremore e la rigidità. Le fenomenologie grafologiche correlate sono: a) rigidità muscolare, che comporta lentezza e poca coordinazione del gesto grafico; b) tremore; c) tendenza alla micrografia, in quanto diminusce la grandezza delle lettere.
  2. Sclerosi multipla – è caratterizzata da una demielinizzazione della sostanza bianca a placche, che mostrano caratteristiche diverse a seconda del loro stadio evolutivo. La fenomenologia grafica evidente è l’incapacità d condurre il movimento scrittorio per effetto dell’interruzione nella canalizzazione degli impulsi nervosi.
  3. Morbo di Alzheimer – è la forma più comune di demenza, le cui cause possono essere a volte di natura genetica, altre volte di natura tossico – ambientale. In ambito grafico la suddetta patologia si manifesta con: a) difficoltà nel delineare con precisione i profili letterali; b) imprecisione delle strutture grafiche; c) difficoltà nell’eseguire i collegamenti tra lettere; d) scarsa coordinazione nei rapporti tra spaziature e grandezze letterali; e) tendenza discendente del rigo; f) omissione di parti di lettere e/o parole; g)disordine delle ampiezze letterali.
  4. Alcolismo – il consumo eccessivo di etanolo non solo danneggia la salute, ma riduce anche la capacità di lavoro ed il mantenimento delle corrette relazioni psicologiche e sociali. Può essere suddiviso in acuto e cronico. L’intossicazione acuta da alcool deriva dall’ingestione di un quantitativo eccessivo di etanolo in tempi brevi. Le fenomenologie grafiche associate a tale patologia sono: a)eterogeneità delle ampiezze; b) tendenza al disordine grafico; c) incoerenza tra forza pressoria, velocità ed ampiezze; d) settoriali accelerazioni ritmiche alternate a momenti di rallentamento. Nell’alcolismo cronico subentrano, invece, molteplici alterazioni, associate spesso a carenze nutritive, ad assunzione di farmaci e ad infezioni. Le fenomenologie grafiche inerenti sono: a) movimento sinistra/destra stentato ed incerto; b) prevalenza di stacchi tra lettere; c) improvvisi cambiamenti del tono pressorio; d) contesto disordinato e sciatto.
  5. Distrofia muscolare – è una malattia muscolare indipendente da lesione dei tronchi nervosi e del midollo spinale. La distrofia comporta la debolezza muscolare. I muscoli colpiti per primi sono quelli degli arti inferiori e, in un secondo tempo, vengono interessati anche i muscoli degli arti superiori. La fenomenologia grafica che ne consegue manifesta i segni della difficoltà di conduzione del movimento scrittorio.
  6. Insufficienza mentale – con questa definizione vengono abbracciate tutte le forme di deficit intellettivi congeniti o insorti nell’infanzia. In senso lato vi rientrano il ritardo mentale, la frenastesia e l’oligofrenia. I riscontri grafologici evidenziati per tale patologia sono: a) lentezza del movimento scrittorio; b) scarsa differenziazione pressoria tra tratti discendenti ed ascendenti; c) tratti grafici mossi grossolanamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *