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Il cifrario di Beale è uno dei misteri della storia realmente accaduti ma mai risolti del tutto, che riguardano un tesoro nascosto e rintracciabile soltanto attraverso la traduzione di cifrari ancora irrisolti, ma che realmente potrebbe portare alla scoperta di un tesoro immenso.

Questo cifrari, composto da tre pagine di cui una per ora è stata tradotta, sono stati spesso citati anche in film o libri di thriller, come per esempio nel romanzo “Il patto dei giusti” di Steve Berry, un autore di romanzi storico-noir che io adoro, non solo per la grande suspense che riesce a creare ed una trama imprevedibile ma perché i suoi romanzi hanno sempre una base storica coerente con gli accadimenti realmente verificati nella storia e quelli ancora circondati dal mistero come appunto il cifrario di Beale.

 

 

La vera storia del cifrario di Beale

 

 

 

Nel 1817 un certo Thomas Jefferson Beale e la sua compagnia di 30 uomini si misero a inseguire un’immensa orda di bufali a circa 250 miglia a nord di Santa Fé.

Si accamparono per la notte in un piccolo burrone e alla luce dei fuochi qualcosa brillò nelle rocce: oro! Per diciotto mesi Beale e gli altri scavarono oro e argento in quantità.

Poi, nel novembre del 1919, essi tornarono in Virginia e lì nascosero mezza tonnellata d’oro e quasi due tonnellate d’argento in una fossa profonda un paio di metri nella contea di Bedford a circa quattro miglia da Bufords.

Due anni dopo Beale aggiunse al deposito poco meno di una tonnellata d’oro, mezza tonnellata d’argento e 13000 dollari in gioielli, dopodiché ripartì per il West. Non tornò mai più.

Ma aveva lasciato una cassetta, chiusa a chiave, a un certo Robert Morris, un taverniere che teneva in gran conto per la sua onestà: gli aveva dato istruzioni di aspettare dieci anni il suo ritorno; poi avrebbe potuto aprire la cassetta.

Morris aspettò più di vent’anni prima di decidersi a far saltare la serratura. Trovò diversi fogli coperti di numeri e due lettere, indirizzate a lui.

Beale vi raccontava la storia della scoperta dell’oro e lo invitava a dividere il tesoro in 31 parti uguali: una per sé e una da consegnare al parente più stretto di ciascuno dei suoi trenta uomini.

I crittogrammi celavano i nomi di costoro e spiegavano dov’era nascosto il tesoro ma dovevano essere tradotti attraverso una chiave di decifrazione che avrebbe permesso la lettura delle pagine numeriche altrimenti incomprensibili.

Nelle lettere, poi, Beale annunciava l’arrivo della chiave, che invece non si era mai vista.

Di seguito uno delle 3 pagine cifrate di Beale.

 

 

Morris si mise al lavoro per risolvere i crittogrammi. Non ci riuscì. Dopo anni e anni di inutili tentativi divise il segreto con James B. Ward, della contea di Campbell in Virginia, che tentò a sua volta di leggere i messaggi.

Finalmente riuscì a penetrare il cifrario del documento contrassegnato col numero due, che specificava l’ammontare del tesoro e come e quando Beale l’aveva sepolto. Ma non diceva dove.

Il messaggio si concludeva così: Il documento numero uno descrive la posizione esatta del sotterraneo, perciò non si avranno difficoltà a trovarlo.

La chiave del documento numero due era racchiusa nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Beale aveva numerato ogni parola da 1 a 1322 e aveva usato quel numero come equivalente di cifra per la prima lettera della parola.

Ma la Dichiarazione d’Indipendenza non forniva la chiave per il crittogramma del documento numero uno, quella chiave così disperatamente ricercata.

Il documento era un messaggio numerico di 496 gruppi dall’1 al 2906, con una moderata quantità di ripetizioni.

I decrittatori – o per essere più precisi gli aspiranti tali – lo hanno attaccato più volte, tentando con la Costituzione, con questo o quel libro della Bibbia, con Shakespeare. Inutilmente.

Ne fu mandata una copia ai Riverbank Laboratories di Fabyan, ma la soluzione non arrivò mai.

Nel 1964 il dottor Carl Hammer di Washington programmò elaborati testi statistici su un Univac 1107 per determinare le caratteristiche del crittogramma.

Tra le altre cose, scrisse, ho analizzato la distribuzione dei numeri, le loro somme e persino gli schemi autoregressivi da 2 a 100.

Tutto ciò gli ha confermato che il documento numero uno è cifrato nello stesso sistema generale di quello numero due. Ma Hammer non ha risolto il crittogramma. L’uomo che ci riuscirà otterrà la più alta ricompensa mai offerta dalla criptoanalisi.

Tutto sta nello scoprire qual è il testo di partenza da cui estrarre le lettere per tradurre gli altri due cifrari rimasti tali, ma è difficile riuscire a scovare un testo che fosse abbastanza noto ed amato da Beale per essere usato, ma soprattutto nella sua materiale disposizione in quanto per fare il gioco dei numeri occorre avere il testo originario sotto mano.

 

 

Il cifrario di Beale rimane ad oggi uno dei misteri più intriganti

perché nasconde un immenso tesoro

 

 

 

Quest’amico, Robert Morris,  nel 1885, pubblicò un opuscolo di 23 pagine intitolato The Beale Papers (Le carte di Beale), che è l’unica fonte di tutta la vicenda come la conosciamo oggi.

L’anonimo scoprì che il primo e il terzo foglio erano del tutto indecifrabili ma riuscì a decifrare il secondo foglio cifrato, quello contenente la descrizione del tesoro.

Ecco il testo decifrato:

I have deposited in the county of Bedford, about four miles from Buford’s, in an excavation or vault, six feet below the surface of the ground, the following articles, belonging jointly to the parties whose names are given in number “3,” herewith:
The first deposit consisted of one thousand and fourteen pounds of gold, and three thousand eight hundred and twelve pounds of silver, deposited November, 1819. The second was made December, 1821, and consisted of nineteen hundred and seven pounds of gold, and twelve hundred and eighty-eight pounds of silver; also jewels, obtained in St. Louis in exchange for silver to save transportation, and valued at $13,000.
The above is securely packed in iron pots, with iron covers. The vault is roughly lined with stone, and the vessels rest on solid stone, and are covered with others. Paper number “1” describes the exact locality of the vault, so that no difficulty will be had in finding it.

 

 

La traduzione

 

 

Ho depositato nella contea di Bedford, a circa quattro miglia da Buford’s, in una fossa, o cripta, sei piedi sotto la superficie del suolo, i seguenti articoli, appartenenti nel loro insieme alle parti i cui nomi sono forniti nell’allegato «3»:
Il primo deposito è consistito in mille e quattordici libbre d’oro, e in tremilaottocentododici libbre d’argento, depositate nel novembre 1819. Il secondo è stato effettuato nel dicembre 1821, ed è consistito in millenovecentosette libbre d’oro, e milleduecentottantotto libbre d’argento; nonché in gioielli acquistati a St. Louis in cambio dell’argento per economia di trasporto, valutati 13.000 dollari.
Quanto sopra è conservato in modo sicuro in recipienti di ferro, con coperchi di ferro. La cripta è rozzamente rivestita di pietre, mentre i recipienti poggiano su solide pietre, e sono coperti da altre. Il foglio numero «1» descrive l’ubicazione esatta della cripta, cosicché trovarla non comporterà nessuna difficoltà.

Purtroppo per il nostro autore anonimo, però, la Dichiarazione si dimostrò inutile per la risoluzione degli altri due foglietti cifrati.

L’uomo, esasperato e ormai ossessionato dal codice segreto, nel 1885 decise di darci un taglio e di pubblicare il tutto nella speranza di offrire la possibilità ad altri curiosi o esperti di risolvere l’enigma.

Nel corso degli anni furono moltissimi coloro che provarono a decifrare i due messaggi rimasti, nonostante gli anni di vani tentativi nessuno è mai riuscito a venire a capo del codice Beale, e forse la verità è semplicissima, o quantomeno logica: Beale può aver impiegato, come chiave, un testo appositamente redatto di suo pugno, scritto in una sola copia (quella che presumibilmente era stata affidata al corriere perché la consegnasse a Morris); in questo modo i suoi foglietti pieni di numeri sarebbero quasi di sicuro il codice più inviolabile mai concepito.

Alcuni scettici ritengono anche si tratti di una bufala.

Una prova sarebbe l’uso della parola “stampede” nella lettera indirizzata a Morris, scritta nel 1822: secondo alcuni, questa parola non divenne di uso comune che a partire dal 1844. Però non è escluso che fosse già in uso all’epoca in cui Beale scriveva, e che solo dopo divenne comune.

Anche Edgar Allan Poe trova posto nella vicenda: sembra infatti che si sia dichiarato il vero autore dell’opuscolo, il problema è che Poe morì nel 1849 mentre l’opuscolo venne pubblicato quasi quarant’anni dopo.

Il crittografo Louis Kruh ritiene che l’autore dell’opuscolo e quello delle lettere siano la stessa persona, e che quindi tutto sia una truffa concepita intorno al 1885.

Kruh svolse un’analisi dei testi e, in base al calcolo delle frequenze e degli stili, giunse alla conclusione che il famoso anonimo sia l’autore di tutta la vicenda e che quindi i codici siano stati scritti a casaccio.

In realtà, però, non sembra così perché utilizzando la Dichiarazione di Indipendenza come primo testo-chiave, si generano stringhe di testo non del tutto insensate (Singh riporta un esempio: abfdefghiijklmmnohpp).

Secondo James Gillogly, presidente dell’American Cryptogram Association, una tale stringa non è affatto casuale e “le probabilità che una sequenza simile compaia per caso sono meno di una su cento milioni di milioni; ciò suggerisce l’esistenza di un principio crittografico soggiacente alle serie numeriche del primo foglio. Un’ipotesi è che la Dichiarazione di Indipendenza sia davvero la chiave, ma che il testo risultante richieda una seconda decifrazione” (Simon Singh, Codici & Segreti).

Ci si auspica che qualcuno arrivi presto a trovare la soluzione e consegni al mondo la risoluzione di uno dei misteri più fruttuosi ed interessanti degli ultimi secoli, diventando esso stesso ricchissimo o facendo ricco il paese della scoperta a seconda delle leggi vigenti sul ritrovamenti del tesoro.

Se ciò avvenisse in Italia sappiate che i tesori di valore storico appartengono di diritto allo Stato e visto che siamo Governati da elementi poco raccomandabili, che lo sfrutterebbero non per aiutare l’Italia in crisi o chi ne avesse realmente bisogno, ma si spartirebbero la fetta della torta tra pochi per essere ancora più ricchi di quello che già sono, coi soliti metodi illegali, pertanto io vi consiglio di tenere questo prezioso segreto solo per voi, potrete così decidere di fare veramente del bene a persone bisognose, cose che non farà mai di certo questo attuale Governo che  ha distrutto una delle economie più ricche di qualità e storia del mondo.

 



 

Viste le richieste dei lettori riporto di seguito le tre pagine complete.

A voi il tentativo di riuscire a decifrare questo enigma, se ci riuscite fatecelo almeno sapere….

 

 

Prima parte

Il luogo del tesoro

 

71, 194, 38, 1701, 89, 76, 11, 83, 1629, 48, 94, 63, 132, 16, 111, 95, 84, 341, 975,

14, 40, 64, 27, 81, 139, 213, 63, 90, 1120, 8, 15, 3, 126, 2018, 40, 74, 758, 485,

604, 230, 436, 664, 582, 150, 251, 284, 308, 231, 124, 211, 486, 225, 401, 370,

11, 101, 305, 139, 189, 17, 33, 88, 208, 193, 145, 1, 94, 73, 416, 918, 263, 28, 500,

538, 356, 117, 136, 219, 27, 176, 130, 10, 460, 25, 485, 18, 436, 65, 84, 200, 283,

118, 320, 138, 36, 416, 280, 15, 71, 224, 961, 44, 16, 401, 39, 88, 61, 304, 12, 21,

24, 283, 134, 92, 63, 246, 486, 682, 7, 219, 184, 360, 780, 18, 64, 463, 474, 131,

160, 79, 73, 440, 95, 18, 64, 581, 34, 69, 128, 367, 460, 17, 81, 12, 103, 820, 62,

116, 97, 103, 862, 70, 60, 1317, 471, 540, 208, 121, 890, 346, 36, 150, 59, 568,

614, 13, 120, 63, 219, 812, 2160, 1780, 99, 35, 18, 21, 136, 872, 15, 28, 170, 88, 4,

30, 44, 112, 18, 147, 436, 195, 320, 37, 122, 113, 6, 140, 8, 120, 305, 42, 58, 461,

44, 106, 301, 13, 408, 680, 93, 86, 116, 530, 82, 568, 9, 102, 38, 416, 89, 71, 216,

728, 965, 818, 2, 38, 121, 195, 14, 326, 148, 234, 18, 55, 131, 234, 361, 824, 5,

81, 623, 48, 961, 19, 26, 33, 10, 1101, 365, 92, 88, 181, 275, 346, 201, 206, 86,

36, 219, 324, 829, 840, 64, 326, 19, 48, 122, 85, 216, 284, 919, 861, 326, 985,

233, 64, 68, 232, 431, 960, 50, 29, 81, 216, 321, 603, 14, 612, 81, 360, 36, 51, 62,

194, 78, 60, 200, 314, 676, 112, 4, 28, 18, 61, 136, 247, 819, 921, 1060, 464, 895,

10, 6, 66, 119, 38, 41, 49, 602, 423, 962, 302, 294, 875, 78, 14, 23, 111, 109, 62,

31, 501, 823, 216, 280, 34, 24, 150, 1000, 162, 286, 19, 21, 17, 340, 19, 242, 31,

86, 234, 140, 607, 115, 33, 191, 67, 104, 86, 52, 88, 16, 80, 121, 67, 95, 122, 216,

548, 96, 11, 201, 77, 364, 218, 65, 667, 890, 236, 154, 211, 10, 98, 34, 119, 56,

216, 119, 71, 218, 1164, 1496, 1817, 51, 39, 210, 36, 3, 19, 540, 232, 22, 141, 617,

84, 290, 80, 46, 207, 411, 150, 29, 38, 46, 172, 85, 194, 39, 261, 543, 897, 624, 18,

212, 416, 127, 931, 19, 4, 63, 96, 12, 101, 418, 16, 140, 230, 460, 538, 19, 27, 88,

612, 1431, 90, 716, 275, 74, 83, 11, 426, 89, 72, 84, 1300, 1706, 814, 221, 132,

40, 102, 34, 868, 975, 1101, 84, 16, 79, 23, 16, 81, 122, 324, 403, 912, 227, 936,

447, 55, 86, 34, 43, 212, 107, 96, 314, 264, 1065, 323, 428, 601, 203, 124, 95, 216,

814, 2906, 654, 820, 2, 301, 112, 176, 213, 71, 87, 96, 202, 35, 10, 2, 41, 17, 84,

221, 736, 820, 214, 11, 60, 760.

 

Seconda parte

La descrizione

 

Beale 2.svg

 

Terza parte

I compagni

 

Beale 3.svg

4 Comments

  1. Jonathan ha detto:

    Il mio non è un commento… è una richiesta di collaborazione. Cosa sappiamo noi sulle altre due pagine di Beale? Niente. Hanno provato in mille modi. Ma nessuno ha ancora capito che Beale non intendeva racchiudere la chiave in tutta la prima pagina del cifrario, ma solo in poche righe. Chi è davvero interessato? Chi darebbe un vero contributo?

    • Mi sa caro Jonathan che in molti ci stanno provando, l’idea poi di scoprire un tesoro da sempre attira curiosi e ricercatori.
      Chissà se qualcuno riuscirà a risolvere l’enigma…
      Grazie per il commento e a presto.
      Marilena

  2. stefano mostacci ha detto:

    ma se non pubblicate anche le atre ddue pagine, la prima e la treza, come facciamo a partecipare alla decrittazione e cosi dare il nostro contributo????

    • Hai ragione Stefano, ecco perché ho aggiunto tutte le pagine nella speranza che qualcuno ci riesca davvero a decifrarlo, nel caso ricordatevi almeno di farcelo sapere….vi invidieremo per il resto della vita.
      In bocca al lupo
      Marilena

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