Life Stylist Coach: non è solo una questione di moda.

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Life Stylist Coach: non è solo una questione di moda.

Il Coaching nell’ambito del Life Stytling viene fatto non o solo per una questione di moda e tendenza.

C’è chi vuole curare il proprio look seguendo la moda e le novità di tendenza, in questo caso i coaching sono coloro che hanno esperienza e preparazione nel settore della moda e delle novità proproste dai vari stilisti e di coloro che la moda la creano o l’inventano, cioè di coloro che sanno fare tendenza da seguire.

Lo Styling del Lifecoach è qualcosa di più personale in quanto va alla ricerca del desiderio di come la persona vuole apparire verso gli altri oltre al vestito, concentrando l’aspetto della bella presenza ma anche della preparazione e capacità per ottenere giudizi favorevoli, approvazioni, assunzioni sul lavoro, miglioramento nell’ambito dei rapporti con gli altri.

Il fine in questi casi è riuscire a trovare un  buon lavoro o farsi accettare dal nuovo gruppo sociale, oppure, per chi già ne fa parte, per aumentare i consensi.

Non si tratta quindi di una questione meramente relativa all’abito giusto , per far notare una capacità di seguire le tendenze o perché si conoscono i nuovo tagli proposti per la prossima stagione.

Il Life-Styling-coaching cura la persona nell’aspetto soprattutto mentale e comportamentale, nell’atteggiamento psichico, emotivo, nella comunicazione non verbale che si attua attraverso il movimento del corpo, fatto di atteggiamenti, posture, movimento degli arti, non solo delle mani, del visto e tutto ciò che può riguardare la cura del corpo ai fini di una corretta comunicazione del sé e delle proprie abilità.

Perché se si vuole superare un colloqui di lavoro, non conta soltanto aver un bell’abito moderno, anzi l’attaccamento eccessivo alle mode in certi ambiti può essere dannoso, in altri è la scelta vincente.

Per fare un esempio, se desiderate farvi assumere in un negozio di abbigliamento o in una boutique, sicuramente apprezzeranno il vostro gusto nel vestire e nell’essere curato ed educato.

Se il vostro fine è quello di farvi assumente come modella o esperta di fashion l’aver competenza e preparazione sulle tendenze e sulle novità della moda e delle passerelle vi darà una marcia in più.

Per altri lavori invece dove le qualità verranno  ricercate per diverse capacità professionali, come ad esempio l’amministrazione di un reparto o la gestione del personale in un’azienda, l’immagine chiederà di essere curata non soltanto nell’abbigliamento di stampo classico, casual, ma comunque non eccessivamente modaiolo, ma quel che conta è soprattutto l’immagine personale di sé, della propria sicurezza e della propria professionalità che non può essere smentita nemmeno dal modo e dal come vi presenterete.

Indossare un abito di taglio di pregio e sartoriale non vi aiuta se durante il colloquio siete troppo nervosi, vi tramano le gambe, non sapete più dove mettere le mani, che tendono ad infilarsi nei luoghi più inappropriati, con la faccia fate delle smorfie o ripetete a casaccio innumerevoli  sì,sì, che daranno proprio l’impressione che del discorso che sta facendo chi sta dell’altra parte nulla avete capito.

Non fate lo sbaglio di non considerare l’atteggiamento durante il colloquio, che in quei pochi minuti parlerà di voi, di come siete, di quali timori avete e di come sapete gestire le situazioni critiche o in di difficoltà, i cosiddetti problem-solving, sicuramente molto più importanti del bell’abito che vi siete scelti per l’occasione, perché un bell’abito lo possono acquistare tutti, le vostre particolari capacità e abilità le potrete dimostrare soltanto voi, ed avete pochi minuti per convincere chi sta dall’altra parte che siete la persona giusta per il posto a cui sta pensando.

In tali casi non siate frettolosi e preparatevi con cura all’incontro che deciderà il vostro futuro, magari chiedendo un consulto a chi di immagine se ne intende, soprattutto si intende delle risposte reattive e mentali, chiamate contro-feedbach, che l’ascoltatore percepirà nel vedervi, nel sentirvi parlare e soprattutto nel percepire il movimento del vostro corpo ed i vostri atteggiamenti o tic, spesso inconsapevoli.

2 Comments

  1. Paola Coggiola ha detto:

    Mi chiamo Paola e ho 55 anni..Vorrei cambiare immagine.Potete aiutarmi?

    • Cara Paola io posso aiutarla a migliorare la sua immagine esteriore che è quella che conta e che la renderebbe felice anche del suo aspetto attuale.
      Si ricordi che la valutazione di noi stesse non viene dalle immagini esterne ma da quello che pensiamo dentro di noi, se vuole provare non avrà più bisogno di cambiarsi esternamente, ciò potrebbe verificarsi anche spontaneamente senza che lei faccia assolutamente nulla.
      L’autostima si crea nella mente e nessun cambiamento o ritocco esteriore la modifica anzi rende le persone ancora più insicure
      Se ha bisogno di provare un percorso per aiutarsi in tal senso mi contatti privatamente via mail
      Marilena

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