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L’importanza dei nonni

Nessuno può fare per i bambini piccoli ciò che fanno i nonni.

I nonni cospargono la polvere di stelle sulla vita dei bambini”.

Alex Haley

 

Le esperienze positive che viviamo nella nostra prima infanzia agiscono da fattore protettivo e permettono una crescita sana dal punto di vista psicologico.

Il bambino che gode di sicurezza affettiva sviluppa fiducia in se stesso e nell’ambiente che lo circonda, il che rafforza la cosiddetta “resilienza”, la capacità psichica di resistere agli eventi negativi e stressanti, questo supporto psicologico preziosissimo viene offerto dalla figura dei nonni.

 Tra Nonni e Nipoti generalmente si sviluppa una relazione unica e speciale dove i primi trasmettono alle generazioni successive quel senso di prezioso affetto che aiuta a crescere e a confrontarsi con la vita e i secondi regalano in cambio allegria e conferma del valore e dell’importanza rivestita dai loro tanto amati nonni.

L’intensità del legame che unisce nonni e nipoti nasce da una grande complicità, fatta di comprensione e tolleranza e a volte anche da una ricerca di mediazione rispetto al compito educativo dei genitori.

In questo rapporto di intermediazione, tendenzialmente i nonni sono coloro i quali a volte possono rompere delle piccole regole e concedere ai più piccoli dei vizi, che il ruolo educativo ed autorevole di mamma e papà spesso non può consentire.

I nonni sono anche coloro i quali danno sostegno ai propri nipoti nei loro momenti di difficoltà, dispensano consigli, che i piccoli a volte si vergognano a chiedere ai genitori, esprimono la loro approvazione ed il loro orgoglio rispetto ai risultati scolastici raggiunti, spesso più dei genitori (anche per il tempo maggiore a disposizione per seguirli e partecipare ai loro risultati), sono dei costanti punti di riferimento con i quali potersi confrontare; danno sicurezza per la loro saggezza legata alle esperienze di vita vissute.

Una recente ricerca su 600 bambini ha evidenziato come la figura del nonno venga percepita molto favorevolmente da parte dei nipoti: nell’87% dei casi i nonni sono stati descritti come “molto importanti”, “amorevoli”, “generosi” e “simpatici”.

Soltanto un piccola percentuale di bambini faceva riferimento ad interessi materiali (paghette, soldi, regali), ma questo dovuto ad una errata educazione prettamente materialistica ricevuta in famiglia.

Questa ricerca dimostra, quindi,  che per i bambini conta soprattutto che i nonni stiano vicini a loro, che abbiano sempre orecchie per ascoltarli, che siano amorevoli, tolleranti e spiritosi.

Il cosiddetto “Nonno competente” – dal latino competere, essere capace di qualcosa, è quel nonno che si mostra sensibile e aperto in quanti più ambiti importanti per la formazione della personalità del nipote.

Tra questi figurano le seguenti dimensioni: sensoriale (farsi le coccole, azzuffarsi per gioco, ecc…), motoria (fare attività fisica insieme, organizzare gite, ecc…), emotiva (dare conforto, lodare, ecc…), comunicativa (affrontare le preoccupazioni e i problemi) e cognitiva (trasmettere conoscenze e valori).

È ovvio che l’amore dei nonni ed il rapporto speciale con i nipoti non potranno mai minacciare l’attaccamento del bambino verso i genitori che rimangono sempre le figure di riferimento più importanti a prescindere da tutto.

I nonni possono essere più permissivi o autoritari dei genitori, ma se questi ultimi svolgono il loro ruolo nel modo dovuto il bambino capisce subito che con i genitori valgono certe regole e con i nonni altre.

Non dimentichiamo che spesso sono i nonni ad essere di fatto coinvolti nelle cure e nell’accudimento dei nipoti in periodi di ristrettezze economiche, di conflittualità genitoriali con famiglie monoparentali e di scarsi servizi compensativi sul territorio.

Di fatto essi si sostituiscono per buona parte della giornata al genitore e ne fanno le loro veci, con amorevolezza e disponibilità che nessun’altra persona estranea o babysitter potrebbe dare.

 

Il ruolo dei nonni

 

Il ruolo del nonno è “un ruolo senza ruolo”, poiché non è legato a nessun vincolo prestabilito, come accade invece per le figure genitoriali, è un ruolo familiare anche se non fa parte del ristretto nucleo formato dai genitori e figli, e sono sempre i genitori a dettare le regole dell’educazione a cui anche i nonni devono attenersi per rispetto verso papà e mamma, ma soprattutto per non interrompere quel processo istruttivo che si forma giorno dopo giorno.

Nonostante non appartenga al nucleo principe essi sono fase del ciclo vitale interno alla famiglia stessa.

La relazione nonno-nipote trasmette il senso di appartenenza a un gruppo, all’interno del quale lo scambio di aiuto e appoggio è reciproco e dipende dalle necessità.

Per questo è consigliabile che i nonni raccontino la loro storia ai nipoti e che narrino le condizioni di vita in cui essi sono cresciuti. Inoltre è importante che raccontino episodi e situazioni dell’infanzia dei loro figli.

Al giorno d’oggi, i nonni accudiscono i nipoti quando i genitori sono assenti e danno spesso un aiuto economico alla famiglia, la loro presenza è anche un punto fermo e di conforto quando la famiglia attraversa momenti di difficoltà.

I nonni in questi casi, fungono da supporto emotivo per i nipoti in un momento in cui le loro certezze si sgretolano, rappresentano un importante fattore di protezione proprio per la continuità emotiva che assicurano.

 

Essere nonni è un percorso interiore della persona

 

Non esiste un modello definito per la figura dei nonni: lo può essere in modi diversi, a seconda dello stile di vita della famiglia, del vissuto di tutti e della disponibilità anche in termini di salute.

On dobbiamo dimenticarci che seguire dei bambini è un lavoro vero e proprio, costante ed impegnativo, che richiede particolare attenzione ed ottime funzionalità motorie, quindi i nonni devono essere anche nella condizione fisica e psichica per potersi occupare dei nipotini.

Soprattutto bisogna darsi il tempo per entrare nel nuovo ruolo, per passare da genitore a nonno, perché anche questa nuova condizione comporta sempre dei cambiamenti emotivi e pratici delle giornate della persona di una certa età.

Ci sono anche nonni giovanissimi ma il fatto di assumere tale ruolo per alcuni può essere una gioia, per altri può essere traumatico, perché è il segno del tempo che passa e delle generazioni che si succedono.

In questo processo interiore rientra l’accettazione della terza età e la presa di coscienza di un radicale cambiamento del loro ruolo anche agli occhi del mondo esterno.

Il lavoro “psicologico” che i nonni devono svolgere quando arriva in famiglia un bambino, non è tanto nei suoi confronti, quanto nei confronti di se stessi.

 

Quello che i nonni donano ai nipotini

 

Quello che dovrebbe caratterizzare tutti i nonni è l’amore incondizionato da donare ai nipoti.

I nonni, infatti, sono in una posizione diversa dai genitori, una posizione in un certo senso privilegiata,liberi dall’obbligo di educare al 100%, i nonni possono privilegiare il piacere di stare coi nipoti rispetto al dovere, l’aspetto ludico rispetto alle regole e a volte qualche trasgressione per rendersi complici e più affiatati coi nipotini.

Un’altra cosa che i nonni possono donare ai loro nipoti è il tempo.

I bambini vivono giornate stressanti, super impegnate e programmate, e i loro genitori non sono da meno, in questo contesto è difficile trovare il tempo semplicemente per parlare, stare insieme, godere della compagnia reciproca e giocare.

Giocare è per ogni bambino un’attività estremamente seria, è l’occupazione principale per tutti i cuccioli, spesso i nonni, liberi da impegni lavorativi, sono i primi compagni di gioco, in questi momenti non è tanto importante cosa si fa, ma come lo si fa, con che spirito e con quanta fantasia.

Non tutti i nonni sono capaci o impossibilitati di giocare coi nipoti,  ma fare i nonni non è soltanto collegato al loro movimento, è abbastanza che tengano d’occhio i piccoli mentre giocano con altri coetanei.

Possono fare altre attività insieme: raccontare o leggere una storia, fare una passeggiata, andare a vedere un posto particolare, tutto deve essere fatto con calma, con lentezza, per la gioia di stare insieme e nel rispetto delle possibilità fisiche della persona anziana.

Questa circostanza deve essere spiegata e compresa dai bambini che apprezzeranno ancora di più la disponibilità del nonno a stare con loro, non motivare il loro limite è impedire al bambino di comprendere determinate dinamiche e poterle giustificare.

Verso i nipotini i nonni devono cercare di non esagerare con regali materiali, accontentandoli in tutto e per tutto, perché i bambini, dietro i capricci e il desiderio di possedere, nascondo il bisogno di affetto, di avere qualcuno che con disponibilità li ascolti e stia loro vicino, allora la presenza costante, affettuosa e disponibile varrà per loro molto più che il giocattolo pubblicizzato in televisione.

Il ricordo del passato trascorso coi nonni può diventare un terreno fertile da cui attingere nei momenti più difficili dell’esistenza, perché rappresenta un vero e importante bagaglio culturale, morale e affettivo da conservare e trasmettere alle generazioni a venire, una memoria che tornerà utile quando a loro volta i piccoli saranno cresciuti sino a diventare nonni a loro volta.

2 Comments

  1. Maria Antonietta Caroccia ha detto:

    Buongiorno sono una nonna di un bimbo di 6 anni e mezzo e da circa 2 anni che si sono separati perché la sua compagna è andata via e ha conosciuto un’altra persona il bimbo lo vedono un po’ per ciascuno e ultimamente Il bambino è stato raggirato mentalmente dalla madre e non vuole più venire a casa nostra e noi non possiamo andare a casa di mio figlio perché lui vuole soltanto Papi Ecco che cosa dobbiamo fare?

    • I nonni hanno acquisito per legge lo stesso diritto di visita che hanno i genitori, l’unica cosa da fare però, visto che tale rapporto le è stato completamente impedito, è quello di rivolgersi ad un avvocato esperto del diritto di famiglia, in modo che faccia un ricorso per farle riottenere la possibilità periodica di incontrare il nipotino.
      Si informi anche sulla possibiltà di godere o meno del gratuito patrocinio, cioè se i suoi redditi non superano un cero ammontare, che dovrà dedurre dalla dichiarazione dei redditi, in caso positivo è lo Stato che paga il legale e lei all’avvocato non deve nulla.
      In bocca al lupo cara Maria Antonietta, le auguro di rivedere presto il nipotino, a volte per convincere i genitori basta anche solo una lettera dura del difensore che li diffida prima di incominciare la causa, diversamente sarà il Tribunale a costringerli.
      Marilena

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