Cos’è il pavor notturno
13/01/2018
Cos’è l’autostima e come aumentarla
14/01/2018

L’incubo è la trasposizione in un sogno di immagini e pensieri che creano ansia e preoccupazione, dato il minor controllo esercitato sulla razionalità della mente durante il sonno ecco che durante le fasi Non-Rem e REM si possono verificare dei vissuti che paiono veri.

Tali sogni, pur se rappresentano immagini assurde o situazioni a noi irreali, sono invece la trasposizione simbolica delle nostre angosce, dei timori e delle ansie che durante il giorno riusciamo a gestire anche con i mille impegni ed occupazione ma che emergono durante la notte spontaneamente.

Molte volte fanno riferimenti a condizioni vissute nel passato che causano ancora delle emozioni negative e quindi affiorano ogni tanto attraverso sogni di sofferenza e paura che vengono chiamati incubi.

L’incubo di per sé non è una patologia, ma è necessario fare attenzione perché in alcuni casi può essere una manifestazione di paure irrazionali e sintomo di un conflitto interiore che consciamente non viviamo ma inconsciamente rimane presente e persistente nella nostra mente.

Ciò che accade agli adulti accade anche al bambino che se in tenera età vive tali situazioni del tutto inconsciamente, pertanto sarà difficile ottenere attraverso il linguaggio o un discorso una descrizione di ciò che ha vissuto, in tal caso vengono in aiuto i disegni che i bambini fanno molto volentieri.

Per essi, come i sogni, sono una trasposizione spesso immaginaria, fatta di personaggi inventati ma idealmente rappresentativi e simbolici, ma di questo non né hanno coscienza e quindi preferiscono disegnare le loro paure ed angosce che parlarne.

Per tale motivo insisto spesso perché i genitori facciano analizzare i disegni dei loro figli anche quando non vi è nulla di problematico o non si sono verificate situazioni preoccupanti, in molti casi è opportuno conoscere la sanità psichica ed emotiva del bambino ed evitare o prevenire situazioni che possono essere invece oggetto di preoccupazione da parte dei genitori.

In un precedente articolo ho spiegato che cosa sono i pavor nocturnus notturni del bambino, in questo mi preme spiegare cosa sono gli incubi dei bambini e come vanno gestiti.

Come già precisato in altra sede il pavor nocturnus  si manifesta nel pieno della notte, nella fase di sonno profondo, ed è paragonabile ad un vero e proprio attacco di panico: il bambino generalmente si sveglia urlando e con la respirazione affannata.

Questo può rappresentare un sintomo più grave, che rientra nei disturbi d’ansia, non associabile ad immagini oniriche precise, ma generalizzato.

Solitamente non porta nessuna complicazione né preoccupazione e tende a sparire con l’età o nel giro spesso di poco tempo.

Diversa situazione quando invece di tratta di un vero e proprio incubo.

 

 

Cos’è l’incubo

 

 

L’incubo si manifesta nella fase REM del sonno e quindi nelle prime ore del mattino, di per sé non è segnale di patologia, in quanto sono abbastanza comuni nei bambini a partire dal primo anno di età fino almeno agli 8 anni.

Essi rappresentano un modo che ha il piccolo per esprimere angoscia, frustrazioni,  desideri o paure, tutto ciò che non riesce ad esprimere a parole o durante la giornata, o comunque non a sufficienza, si accalca nella sua mente durante la notte.

Ma anche in questo caso è necessario distinguere: in alcuni casi gli incubi sono una manifestazione di paure razionali e motivate da quello che accade nella realtà.

In altri casi, invece, si tratta di paure più primitive e irrazionali, legate ad esempio al terrore dell’abbandono da parte della madre: il bambino piccolo, non essendo in grado di verbalizzare la propria angoscia, la esprime attraverso i sogni.

In questa situazione, gli incubi possono diventare dei segnali di un conflitto che il bambino vive inconsciamente: se non amato a sufficienza, se non accolto come dovrebbe, se non capito e compreso, perché ad esempio i genitori non hanno tempo e modo di stare con lui e parlare e quindi comunicare con lui, questo malessere, questa sua sensazione di abbandono o non considerazione può portare a disagi psichici che se non sanati si sviluppano in situazioni più complicate e spesso patologiche in età scolare e adolescenziale.

Il genitore, se si accorge di incubi frequenti che il bambino non riesce a spiegare, può consultare una grafologa per far analizzare i disegni e gli scarabocchi e comprendere ciò che affligge il piccolo e quali sono i suoi timori e paure che lo assalgono durante la notte e che non sono state risolte durante il giorno o non lo sono state fatte in modo adeguato.

Non dimentichiamoci che tutto ciò che il bambino non dice o non vuole o non riesce a dirlo lo comunica attraverso i suoi disegni, ecco perché è importante leggerli, analizzarli e farli valutare da esperti spesso, anche quando non c’è una necessità apparente.

 

Gli incubi più comuni

 

Gli incubi sono un modo inconscio per rappresentare, attraverso simboli e immagini dal significato ben preciso, quello che avviene nella vita reale.

Sono dunque soggettivi, legati al vissuto individuale, ma si possono rintracciare alcuni tratti comuni:

  •  incubi popolati da mostri: sono figure immaginarie spaventose che simbolicamente rappresentano un adulto che ha atteggiamenti rigidi nei confronti del bambino stesso o aggressivi verso un altro adulto;
  •  incubi in cui si ha paura di cadere: rappresentano una mancanza di equilibrio. Il bambino sente di non aver sotto controllo la sua realtà, percepisce un senso di instabilità e non ha punti di riferimento stabili. Può succedere qualora venga a mancare una routine quotidiana adatta ai suoi ritmi e ai suoi bisogni psico-fisici, quando gli vengono proposte attività caotiche durante la giornata o vive una situazione precaria;
  •  incubi con insetti, come scarafaggi nel letto: possono essere legati a cambiamenti inaspettati nella vita del bambino, come ad esempio un trasloco o una separazione da parte dei genitori.

 

 

Come comportarsi di fronte agli incubi dei bambini

 

Quando i genitori si accorgono che i bambini tendono a svegliarsi durante la notte, in più di un’occasione, facendo diventare l’incubo qualcosa di ripetitivo e non di isolato o saltuario, possono aiutarlo mostrandosi rassicuranti e trasmettendo un senso di protezione e sicurezza, ad esempio prendendolo in braccio, offrendogli un bicchiere d’acqua, assolutamente senza sgridarlo o farlo sentire in colpa.

Se il bambino invece continua a dormire, ma mostra di avere il sonno particolarmente agitato, sarebbe preferibile non svegliarlo, per dargli la possibilità di superare autonomamente le angosce notturne: in questo caso, si può provare a fargli comunque percepire la presenza attraverso il contatto fisico, ad esempio sdraiandosi vicino a lui, tenendogli la mano, accarezzandogli la testa.

L’ideale sarebbe chiedergli il giorno seguente, anche se non ricorda nulla del sogno, di fare un disegno, vi posso assicurare che qualcosa della paura che ha creato l’incubo verrà disegnata ed impressa sul foglio.

 

Come aiutare il bambino a dormire meglio

e tranquillizzarsi dopo l’incubo

 

In primo luogo è importante parlare con il piccino, provare a capire cosa non va e farsi raccontare gli incubi, senza insistere né apparire spaventati o preoccupati, ciò potrebbe aumentare anziché ridurre l’ansia del bambino e portarlo ad avere incubi ancora più spesso.

Se ci si accorge che ci sono problemi relativi alla sua quotidianità, sia nella sfera familiare che esterna, della scuola materna o dei luoghi frequentati con amici e coetanei fuori casa, si può tentare, ad esempio, di cambiare i ritmi della giornata.

Tali cambiamenti impongono però che sia il genitore ad accompagnare fuori il piccolo in modo da capire quali sono le situazioni che lo agitano o che lo fanno spaventare.

Per fare un esempio banale, durante la passeggiata coi nonni o la tata il bambino potrebbe essere spaventato da un grosso cane che abbaia stando al di là della staccionata, quindi senza nessun rischio da parte sua, ma tale aggressione animalesca potrebbe essere vissuta come una frustrazione più forte del dovuto ed ingenerare nel piccolo una paura di essere aggredito anche durante il sonno.

Di fatto non esiste alcun pericolo ma il bambino lo percepisce come verificabile quindi per lui diventa qualcosa di reale e di imminente.

Fondamentale è poi assicurarsi che il bambino abbia uno stile di vita sano e un’alimentazione adeguata, per promuovere il benessere e la continuità del sonno.

Se il problema è legato ad una sovra stimolazione, dovuta a dei giochi un po’ troppo aggressivi per la sua età o la visione di filmati non adatti in tivù, il consiglio è quello di rallentare i ritmi e creare stimoli rilassanti prima di andare a dormire, come ad esempio la lettura di un libro.

Non c’è nulla di più rilassante per un bambino che addormentarsi con la voce cullante del genitore che gli racconta una favola.

L’importante è comunque trovare una routine sana e salutare, per tutti, genitori e figli, in modo che le frustrazioni e disagi dei grandi non siano percepiti indirettamente e passivamente anche dai piccoli.

Costruire insieme a vostro figlio dei comportamenti e dei piccoli rituali che siano uguali sera dopo sera, per assicurare la regolarità del sonno.

Il momento del sonno è fondamentale: per questo bisogna creare un ambiente sereno.

Un’idea può essere quella di raccontare, a bassa voce e con dolcezza, delle piccole storie inventate che ripercorrano passo dopo passo i momenti più belli e significativi della giornata del bambino: in questo modo si creerà una continuità tra la veglia e il sonno e il piccolo si addormenterà più serenamente e con aspettative positive sulla giornata seguente.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *