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Nel mio articolo sulle premonizioni ho cercato di spiegare cosa siano, insieme alla capacità di profetizzare, cosiddette profezie auto avveranti o auto indotte, la sincronicità ed il sesto senso.

In un altro articolo ho specificato cos’è il Pensiero Laterale, cioè quella particolare abilità dell’individuo nella risoluzione dei problemi, detto anche problem solving, e gli incerti che si possono presentare occasionalmente, spesso o quotidianamente nella vita.

L’Intelligenza Emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, provare empatia, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni, in un altro ho indicato le sue possibili applicazioni pratiche.

Infine nel Pensiero Analogico ho indicato come la comunicazione analogica sia la capacità di rendere la comunicazione con gli altri ed il rapporto instaurato con essi gratificante ed efficace in quanto immediato, diretto e basato su elementi di sincerità ed affidabilità.

L’Intuito è quella capacità di una persona di tradurre l’esperienza e le percezioni in azione, in modo che le scelte fatte siano giuste, adeguate e corrispondenti ai desideri che si intendono realizzare.

Intuire quale sia la direzione ideale, capire le persone di cui ci fidiamo, fare le scelte più adeguate sono le soluzioni che tutti gradiremmo avere, non sempre si fa centro, soprattutto quando si ha a che fare con gli altri perché il fattore sincerità ed onestà non è molto praticato.

Però si può sicuramente affinare l’intuito in modo da fare meno errori o prevederli in tempo prima che diventino disastrosi.

Sviluppare un approccio intuitivo vuol dire imparare a gestire la mente intuitiva e comprenderne la natura, le peculiarità, le potenzialità che appartengono ad ognuno di noi in diversa misura.

Il pensiero intuitivo non è razionale, anzi da esso di discosta completamente.

Il pensiero razionale è quello che si usa nella logica e che ci fa scegliere la soluzione meno rischiosa, meno compromettente che però non è sempre la soluzione più gratificante, più remunerativa e soddisfacente.

Il pensiero intuitivo è automatico, immediato, legato alle sensazioni, alle passioni ed ai nostri sentimenti, ci complica la vita ma ci permette di realizzare i sogni, di osare nell’impossibile, o quello che credevamo impossibile, e di ottenere dei risultati insperati ma altrettanto concreti.

Si può nascere particolarmente dotati di intuito, certamente aumenta e si affina con l’età, con l’esperienza e con una buone dose di coraggio e ardore che non deve mai mancare nella vita.

La nostra intelligenza intuitiva si può educare, renderla “esperta”,  capace di riconoscere sempre più velocemente e facilmente le soluzioni giuste o notare quelle distorsioni che devono essere evitare.

L’intelligenza intuitiva non è utile soltanto nel campo professionale e nell’attività lavorativa, anche se in tali ambienti si notano maggiormente i risultati positivi, ma anche nelle relazioni sociali ed in quelle sentimentali e famigliari.

L’intuito ci permette di selezionare meglio le persone di cui circondarci, ci aiuta nelle decisioni importanti della nostra vita, ci sostiene nelle situazione di cambiamento dove il nuovo è spesso un’incognita a tutto campo.

Secondo le neuroscienze l’intuizione si fonda sulla raccolta e analisi di informazioni sensoriali che il nostro cervello elabora ogni volta che deve prendere una decisione o formulare un pensiero pratico.

Alcuni scienziati parlano di inconscio di adattamento riferendosi a quei soggetti che maggiormente riescono ad adattarsi alle nuove situazioni o circostanze o ambienti perché dotati di una migliore capacità di adattamento, di adeguamento e di riorganizzazione del loro modo di operare rispetto alle nuove esigenze o risorse.

La capacità di adattamento è quella darwiniana per cui la specie che sopravvive non è quella più forte o resistente ma è quella che maggiormente e più velocemente si adatta ai nuovi sistemi e si adegua in base ad essi riuscendo a sopravvivere nello stesso modo.

Lo stesso vale anche per l’individuo, in realtà la società non riconosce il pregio della forza fisica ma quello della capacità di rinnovarsi ogni volta per conformarsi alle esigenze che cambiano costantemente nella vita sia per il corso dell’età, dei cambiamenti interni od esterni dovuti a dei nuovi contesti ambientali o sociali.

Gli individui più dotati sono dunque coloro che sanno rilevare e adattarsi meglio alle più piccole variazioni ambientali, sociali, culturali e via dicendo.

L’intuito inoltre permette anche la realizzazione dei sogni e delle ambizioni anche quelle più recondite e che razionalmente vengono sempre accantonate per motivi pratici, ma che di fatto rappresentano i bisogni di ogni individuo, la sua ragione d’essere e le scelte che lo rendono felice.

Pertanto possiamo dire che l’intuizione è la strada più diretta verso la soddisfazione, il benessere, l’appagamento e la felicità.

Come affinare l’intelligenza intuitiva?

L’americana Sharti Gawain che è un’esperta di self help e sviluppo dell’autostima ha scritto un manuale sul valore dell’intuizione e in esso vengono menzionati i seguenti esercizi che favorirebbero lo sviluppo dell’intelligenza intuitiva.

Ecco alcuni consigli:

  1. Per una settimana, o un periodo di tempo di elaborazione, chiedersi quale direzione di vita si vuole intraprendere, annotando pensieri, sensazioni e suggestioni del momento, per risvegliare la guida interiore.
  2. A volte l’intuizione è solo un desiderio inespresso, magari di una delle voci non dominanti dell’identità, in tal caso è utile cercare di comprendere quali sono le diverse personalità che si vorrebbero far emergere e quello che si desidera fare per sentirsi realizzati.
  3. Cercate di ascoltare l’intuito per un’intera giornata, scegliendo un momento privo di conflitti e impegni, fate in modo che a guidarvi nelle attività sia solo l’atteggiamento descritto nel primo esercizio.
  4. Per restare in contatto con se stessi occorre esercitare l’intuizione più volte alla settimana, ritagliandosi spazi di tranquillità.

Quello che emerge da questi consigli è diretto a focalizzare due fattori importantissimi: la conoscenza personale ed il tempo da concedersi rigorosamente per capire se stessi ad ogni punto della propria vita.

Perché non è soltanto l’età a modificare le esigenze, sono anche le nuove aspettative, il vecchio che non soddisfa più o che ha annoiato o che è diventato talmente ripetitivo da rendere le persone degli automi anziché degli esseri pulsanti di passione e di vitalità.

Quindi per essere intuitivi occorre prima di tutto essere consapevoli, e la consapevolezza si ottiene soltanto concentrandosi su se stessi per ascoltarsi.

L’intelligenza intuitiva, o emotiva, aiuta l’individuo a riconoscere le proprie competenze innate in campo professionale e possibilità di sviluppo ed applicazione, nel proprio ruolo familiare di genitore, nella propria professione.

L’intuizione non è mai frutto di assenza di pensiero o di concentrazione, ma è sempre il frutto della nostra elaborazione mentale, verso noi stessi, verso gli altri, verso il futuro e le nostre aspirazioni.

Negli adulti l’autoconsapevolezza è la chiave di volta dell’intelligenza emotiva e di quella intuitiva.

Essere consapevoli delle proprie emozioni e dei propri intenti vuol dire soprattutto essere capaci di verbalizzare i propri vissuti e di pensare agli investimenti futuri, e questa è la prima tappa per costruire un identità personale che va maturando di anno in anno e di esperienza con esperienze.

Possiamo quindi definire l’Intelligenza Intuitiva come la dote che ci permetter di far emergere a livello cosciente tutto ciò che sappiamo già a livello inconscio, al fine di risolvere un problema e prendere delle decisioni con maggiore rapidità ma soprattutto quelle che ci appartengono in quanto sono quelle che già fanno parte di noi.

Quanto è affidabile l’Intelligenza Intuitiva?

L’Intelligenza Intuitiva ha le sue basi nel cervello emotivo, si tratta della parte più antica del nostro cervello, ed è responsabile della gestione dei principali stimoli provenienti dall’ambiente.

Infatti, quando ci troviamo di fronte a situazioni che dobbiamo risolvere immediatamente, vengono attivate una serie di immagini relative all’atto in questione, a loro volta queste immagini richiamano dei ricordi emotivi, dolorosi o piacevoli, che influenzano la decisione da prendere.

Per esempio, quando dobbiamo decidere se dare una seconda possibilità al nostro partner, inevitabilmente, nella nostra mente si attivano i ricordi delle relazioni passate.

Quei ricordi passano davanti ai nostri occhi, come un film, e l’ago della bilancia si sposta in una direzione o nell’altra, se le esperienze sono state positive, è probabile che decideremo di dargli una seconda possibilità, se sono negative, forse non lo faremo.

Questo processo si verifica consapevolmente, per questo siamo generalmente in grado di spiegare le ragioni della nostra decisione, tuttavia, in alcuni casi il processo avviene inconsciamente.

Al di sotto della soglia della coscienza si attiva un meccanismo di preselezione che si fa carico di esaminare le diverse opzioni e decidere quali saranno inviate alla coscienza.

Questo è il primo meccanismo di selezione, e si incarica di far emergere solo le opzioni più convenienti, che poi verranno elaborate dalla parte più razionale e cosciente.

Possiamo considerare l’Intelligenza Intuitiva come un meccanismo di decantazione delle alternative, dove le nostre esperienze emotive del passato sono essenziali.

Come applicare l’Intelligenza Intuitiva nella vita di tutti i giorni?

É sempre saggio imparare ad ascoltare le emozioni, in un mondo nel quale la ragione ha la priorità e dove la mente funziona come un algoritmo matematico, a volte è opportuno lasciar affiorare i desideri più intimi perché sono quelli che non ci abbandoneranno mai, tanto vale assecondarli ed essere più felici.

Per raggiungere questo obiettivo è importante seguire tali premesse:

  1. Pensare in modo olistico, analizzando la situazione a 360 gradi e non escludere nessuna possibilità, per quanto assurda possa sembrare in un primo momento, più tardi, quando arriva il momento di decidere, si avrà del tempo per eliminare le alternative, ma prima di allora è importante mantenere una mente aperta.
  2. Imparare a leggere tra le righe, il che significa che non solo si deve pensare in termini di convenienza, ma si deve anche ascoltare il nostro organismo, le sensazioni suscitate dalla prospettiva di certe decisioni, le emozioni che nascono da certi pensieri e comprendere cosa ci renderebbe più felici.

Se non si è mai fatto un lavoro di auto consapevolezza, inizialmente può sembrare difficile o inutile, ed avere l’impressione di perdere soltanto del tempo.

Ricordatevi però che se fate una cosa per voi stessi non è mai tempo perso ma è tempo che vi ritornerà con maggior conoscenza e maggior soddisfazione in tutto quello che fate.

Prendetevi dunque del tempo per pensare a voi, imparate a concentrarvi su voi stessi, col tempo diventerete sempre più bravi e veloci sino a quando imparerete a farlo in un lampo.

Intuire per agire consapevolmente e con cognizione di causa può fare veramente la differenza nella vostra vita, prima di tutto per voi stessi, poi per gli altri a cui tenete ed infine per le scelte di vita che si devono fare costantemente e che devono essere lo specchio dei nostri desideri altrimenti rischieremmo di aver vissuto invano.

6 Comments

  1. roberta rigucci ha detto:

    Bellissimo articolo grazie davvero per tante informazioni buon lavoro

  2. […] questo caso ci viene in soccorso proprio la nostra capacità intuitiva. Un’informazione diventa più significativa di un’altra e il pensiero logico prende una strada […]

    • Intuizione, attenzione ai particolari, empatia, sensibilità e capacità di analisi, tutte cose che si acquisiscono con l’esperienza e con molta dedizione, ogni momento, ogni occasione può essere utile per un allenamento, a volte basta vedere le cose non solo guardarle passivamente
      Marilena

  3. Francesca Tamburini ha detto:

    Grazie mille, leggendo questo bellissimo articolo, ho visto me stessa negli 50,anni, ne ho 55, Dall eta di 5 anni, ho percepito tante cose dell ambiente intorno a me senza capirle data l eta. Ho tanto amore dai miei genitori ma mi hanno protetto senza stimolarmi. Li ho persi entrambi ed a 20 ero sola, quindi ho cercato tutta la vita di capire chi ero. C e voluto il corona virus, la meditazione, la consapevolezza di me e la determinazione di guarire. Da questa esperienza ho conosciuto me stessa. La mia intelligenza emotiva aumentata con l eta e stata la chiave x trovare la porta d uscita. Il suo articolo e stata solo la conferma.

    • La ringrazio moltissimo Francesca della sua testimonianza, che può essere di stimolo ed anche d’aiuto per quelle persone che si sentono perse, che non hanno una direzione o che semplicemente non si seentono vive.
      Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi, basta solo ascoltarlo.
      Marilena

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