Lo spazio sul foglio è l’immagine di come siamo

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Lo spazio sul foglio è l’immagine di come siamo

Il foglio su cui scriviamo rappresenta il modo di sentire la nostra persona nell’ambiente circostante e nello spazio in cui viviamo.

In un mio articolo ho ampiamente descritto che cos’è la prossemica, come viene percepita dall’individuo e la spiegazione psicologica dei vari tipi di distanze che vengono a crearsi tra le persone, consapevolmente od inconsciamente, variabili in base ai tipi di rapporti e relazioni che i soggetti  instaurano tra loro.

Allo stesso modo di come viene vissuto lo spazio circostante così viene usato lo spazio di una pagina, di un foglio quando scriviamo.

Il foglio bianco non è che la trasposizione su un ritaglio di carta dello spazio intorno a noi, e lo occupiamo, riempiamo allo stesso modo con cui arrediamo lo spazio e l’ambiente in cui viviamo.

In grafologia tale spazio viene distinto a seconda di dove si trova, si parla di Margini se ci riferiamo allo spazio perimetrale del foglio, cioè superiore, inferiore, sinistro e destro, si parla di Spazio o Bianco la distanza tra le righe, che prenderà il nome di interlinea, oppure lo spazio tra una parola e l’altra o tra una lettera e l’altra all’interno di una parola.

Ogni segmento di bianco o spazio lasciato ha un particolare significato grafologico o psicologico, che in realtà sono il medesimo perché le definizioni della grafologia sono psicologia.

Lo spazio deve inoltre essere valutato con una visione integrale della scrittura e con un’analisi che tenga conto dell’armoniosità o meno dello scritto e della presenza o meno di determinati segni grafologici.

La scrittura è il test cognitivo più completo perché permette al soggetto di fornire delle rappresentazioni grafiche e simboliche che hanno un significato ed una spiegazione psicologica in quanto rimanda alla nostra mente ed alle sue modalità di esprimere delle sensazioni, dei disagi, timori e paure.

Di seguito faccio un breve sunto di cosa significano gli spazi che lasciamo sul foglio.

 

 

Il  margine sinistro

 

 

La parte laterale sinistra del foglio rappresenta il legame con il passato, con l’ambiente di origine, la famiglia, le persone che ci hanno accudito nell’infanzia ed in particolar modo con la figura materna.

Quando il margine è minimo, cioè ristretto e particolarmente aderente all’inizio del foglio, può indicare un legame molto forte con il passato, con le figure dell’infanzia, con la madre, ma anche con la tradizione  e la cultura di provenienza.

La sinistra rappresenta anche il vissuto e le esperienze che sono state significative ed hanno formato.

Se il margine è ampio allora significa che per la persona che ha redatto lo scritto l’indipendenza e l’autonomia sono fattori molto importanti, di grande rilevanza anche nelle scelte di vita personali, che saranno dunque improntate sulla libertà, sulla voglia di farsi delle esperienze lontane e diverse dal vissuto ed anche il desiderio di allontanamento dalla famiglia di origine.

Se il margine tende ad allargarsi mano a mano si procede con lo scritto significa che c’è una presa di coscienza, una necessità di distacco ancora latente ma sentita e l’esigenza di aspirare ad una condizione di fatto ancora soltanto desiderata ed ambita.

 

 

 

Il margine destro

 

 

 

Il margine destro rappresenta il futuro, le aspettative, i progetti, le ambizioni e gli obiettivi personali.

Con più il margine è ristretto e con maggiore risultato i desideri sono stati raggiunti, se è ampio le aspettative sono ancora molto lontane dall’essere realizzate, ma c’è timore, dubbio, paura di non riuscire, di non essere all’altezza della situazione.

Il margine destro rappresenta anche la figura paterna  ed il rapporto con l’educazione della famiglia, le regole sociali che possono o meno essere percepite come limitanti, come un ostacolo insuperabile.

Alla destra si trovano anche gli altri, le relazioni personali e sociali e come vengono vissute e percepite.

Se il margine è stretto significa che la persona si sente soddisfatto nella comunicazione e nel rapporto con gli altri, invece se è ampio percepisce il bisogno di comunicare all’esterno, di essere coinvolto e l’incapacità di relazionarsi adeguatamente con le persone della propria vita o le persone che incontra occasionalmente per motivi personali o professionali.

Un margine destro raggiunto ed armonioso nel suo espandersi, anche in considerazione delle parole che rimangono alla fine del rigo, significa che lo scrivente si sente adeguatamente realizzato, ha un buon rapporto con gli altri e col prossimo e non si sente intimorito da nessuno o da nulla.

Il soggetto che ha un margine destro stretto non teme i cambiamenti e le novità e si rivolge verso il futuro con un atteggiamento positivo ed ottimistico.

 

 

 

Il margine superiore

 

 

 

Il margine superiore rappresenta il rapporto con l’autorità, l’educazione, le regole in generale, le condizioni sociali, le aspettative che gli altri hanno e quanto possono incidere, il giudizio del prossimo e le critiche.

Se lo spazio lasciato prima di procedere con lo scritto è eccessivo si sente come opprimente una forza regolatrice della vita che non appartiene al soggetto, che si fa troppo condizionare dalle aspettative fatte dagli altri, dai loro giudizi e soprattutto dalle loro critiche.

L’autorità, le imposizioni, le regole dettate da altri sono limitanti e vengono percepite come qualcosa di insormontabile.

Diversamente un margine superiore ristretto rappresenta una buona capacità del soggetto di autodeterminarsi e di dare valore alla propria persona ed alle proprie capacità.

 

 

 

Il margine inferiore

 

 

 

Il margine inferiore è più particolare in quanto non sempre si conosce l’estensione dello scritto e lo spazio che potrebbe occupare, ma può essere valutato sia quando il testo continua su un altro foglio o come lo scritto viene addensato nella parte inferiore.

Se il soggetto ha buone capacità organizzative anche lo spazio sottostante il testo verrà gestito in maniera ordinata ed armoniosa con il resto della scrittura.

L’addensarsi della scrittura nello spazio sottostante può anche rappresentare la paura di andare su un altro foglio, che allude alla paura di ciò che è ignoto e non conosciuto.

La persona può avere un certo timore negli eventi imprevedibili o nelle situazioni nuove ed insolite rispetto alle sue ordinarie abitudini.

 

 

 

 

Spazio e bianco

 

 

 

Il bianco, cioè lo spazio lasciato all’interno dello scritto ha diversi significati a seconda di dove si trova rispetto al foglio e rispetto al procedere della scrittura.

Il bianco, cioè il vuoto, può rappresentare la necessità della riflessione, l’esigenza di uno spazio personale o la necessità di ponderare scelte e decisioni con maggior tempo.

Può significare una particolare visione personale introspettiva, riservata e privata.

Può anche essere l’esigenza di avere più spazio tra sé e gli altri e più libertà.

Lo spazio tra una parola e l’altra o all’interno di una stessa parola possono anche significare che vi è un eccessivo senso autocritico vissuto come limitante e castrante.

Lasciare ampio spazio può significare avere necessità di chiarezza e di trasparenza, ma anche libertà di pensiero e di creatività.

La scrittura parla di come siamo, nella complessità e particolarità che ci rappresenta e contraddistingue.

Lo studio grafodiagnostico deve essere fatto tenendo conto di numerosi elementi che possono emergere dalla valutazione sia nel generale che nel particolare e la combinazione di tali fattori con la rilevazione di altri segni grafologici.

Rimane sempre uno strumento incredibilmente preciso, dettagliato e completo, e proprio per tali caratteristiche complesso, articolato, molteplice e multiforme, ma sempre un eccellente mezzo per comprendere la personalità dello scrivente, il suo carattere, il suo temperamento, ciò che lo limita con dubbi e paure e ciò che lo stimola per passione e creatività.

2 Comments

  1. Giada ha detto:

    Dott.ssa volevo solo chiederle cosa significa invece riempire i vari spazi rimanenti con disegni vari ( stelle,cuori,lune,tondi etc..)
    E il fatto di sottolineare spesso alcune frasi..
    Grazie…

    • Per darle una risposta più precisa, cara Giada, ed approfondita di quella indicata nell’articolo dovrei vedere un saggio, un esempio di questo tipo della sua scrittura e valutarla….
      ma perché non prova a farsi analizzare la sua scrittura in modo da capire non solo il significato psicologico dei segni che lei usa ma per conoscersi meglio?
      Spesso non ci guardiamo dentro abbastanza da vedere il tutto di noi e di quello che siamo stati o saremo, su questo la scrittura non mente perché è un test raffigurativo incredibilmente veritiero della precisa personalità ed emotività della persona nel momento stesso in cui la realizza.
      Se è curiosa di conoscersi mi contatti via mail e le darò tutte le indicazioni.
      A presto
      Marilena

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