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L’obiettivo dell’amore maturo.

All’inizio del rapporto, quando si forma una coppia, i sentimenti innescati dalla passione e dall’innamoramento, sono soprattutto di desiderio e di appagamento, ma anche di curiosità e voglia di conoscenza.

L’altro o l’altra sono dei mondi sconosciuti, ignoti, terre vergini da scoprire, delle foreste inesplorate, ed ogni aspetto, comportamento, reazione è una nuova scoperta ed una rivelazione.

Mano a mano che si  conoscono gli aspetti che caratterizzano la personalità ed il carattere del partner, le due personalità di adattano in modo da essere complementari e perfettamente integrati.

Le abitudini dei singoli diventano abitudini della coppia e si formano anche nuovi modi di essere e stili di vita in funzione del diade, del rapporto fatto di due esseri che convivono non solo fisicamente ma psichicamente ed emotivamente, così come ogni altro aspetto della loro esistenza.

Con la conoscenza viene meno l’emozione della novità e della curiosità, si instaura però un consolidamento relazionale che viene chiamato “amore maturo” e “amore consapevole”.

Un amore consolidato dall’esperienza che permette alla coppia di evolvere in una fase superiore, dove non esistono più due personalità distinte e separate ma una nuova “personalità” che è il prodotto dell’unione,  che opera attraverso la condivisione e la comunione non solo degli affetti, ma anche delle emozioni, delle scelte e dei progetti.

Non si pensa più in termini egoistici, le scelte ed i pensieri vengono organizzati in funzione della coppia e delle nuove necessità, con i sogni ed i desideri di poter mantenere la stabilità della relazione e l’eventuale possibilità, se condivisa, di farla maturare in qualcosa di più complesso come la famiglia.

I sentimenti maturi sono diversi da quelli di una coppia giovane, perché diverse sono le esigenze di entrambi e nuovi sono anche gli ideali e le intenzioni.

Non può esserci evoluzione della coppia se non attraverso la maturazione dei due individui che arrivano a superare la loro unicità per dar vita ad una diade formata dalla fusione dei due in uno, creando un nuovo stadio che acquista una propria consapevolezza e delle nuove potenzialità.

Questa nuova maturità non deve né spaventare né disorientare, ma è facile che si instaurino tali sentimenti.

Quando si è abituati a vivere soltanto in funzione di se stessi, ascoltando le personali necessità e bisogni, l’integrazione con un’altra persona che ha delle prospettive diverse richiede una prima fase di assestamento e di adeguamento, dove la coppia decide se vale la pena di costruire un futuro insieme oppure se qualcosa non risulta adeguato o adatto ad uno dei due.

Superata tale iniziale difficoltà e salvo imprevisti, la transizione da individui separati ed unici a coppia che è il risultato della combinazione adeguata ed adattata è una fase naturale ed inevitabile.

Non si può pensare di creare una coppia se c’è ancora l’esigenza della propria singolarità, se tale desiderio permane significa che il rapporto non è adeguato alle aspettative o non corrisponde a quanto sperato ed atteso.

In tal caso, l’unico modo di evitare una separazione, è quello di confrontarsi ed esporre le proprie difficoltà, perplessità e dubbi, in modo tale da superare l’ostacolo o il problema.

Soltanto attraverso la comunicazione e la condivisione delle difficoltà si può permettere alla coppia di affrontare la questione, che non può e non deve rimanere il problema di uno dei due, ma un problema di entrambi.

L’obiettivo dell’amore maturo e consapevole è quindi la creazione di un perfetto gioco di squadra, dove il gruppo (costituito dalle due persone o più) diventa un’equipe perfettamente combinata ed organizzata, che sa risolvere i problemi ce man mano la vita propone.

L’amore maturo è anche il rispetto dei limiti derivanti dalle particolarità di ognuno di noi, il riconoscere l’importanza e la diversità dell’altro non è un ostacolo, semmai un passaggio di profonda conoscenza che porta rispetto, considerazione, amore ed accettazione.

Ogni equipe ben collaudata e funzionante opera bene perché ogni individuo del gruppo conosce il proprio valore e l’apporto che concede all’altro.

Questo riconoscimento non deve mai mancare perché altrimenti si potrebbe peccare di superbia nel pensare di poter bastare alla coppia o di non aver necessità dell’altro.

Non c’è questione o problematicità che non possa essere superata con convinta partecipazione e condivisione, sempre mettendo il rispetto di ognuno dei partner al primo posto e sopra ogni cosa.

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